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Messaggio dell'Arcivescovo di KinshasaDate:
Tue, 1 Sep 1998 23:34:14 +0200From:
"Comit. solid. con il Congo-Kinshasa" <congosol@tin.it> To:ARCHIDIOCESI DI KINSHASA.
Recipient List Suppressed:;
Messaggio del Cardinale-Arcivescovo.
"Amatevi gli uni con gli altri, cosi' come io vi ho amato " Giovanni 15, 12.
Miei cari diocesani,
da una casa religiosa a Kinshasa dove mi trovo in riposo imposto dai medici che
mi hanno curato all'ospedale Saint Joseph, mi sento in obbligo di indirizzarvi
questa lettera pastorale che e' un SOS.
Domenica 9 agosto, giorno dell'Assunzione, vi avevo indirizzato una lettera
pastorale nella quale vi avevo invitato tutte e tutti a difendere ad ogni costo
il nostro paese, la Repubblica Democratica del Congo, e la sua integrita'.
Avevo protestato energicamente contro l'aggressione ingiusta di cui eravamo
oggetto.
La stessa domenica 9 agosto avevo aperto una novena di preghiere per tutte le
parrocchie della nostra Archidiocesi di Kinshasa.
Avevo anche attirato la vostra attenzione sul grande comandamento d'amore e sul
rispetto della vita umana.
La vita umana e' sacra e nessuno ha il diritto di sopprimerla.
Ed ecco che la situazione del paese diviene di momento in momento piu' confusa,
con notizie contraddittorie e allarmanti in alcuni angoli del paese.
Che cosa bisogna pensare o credere?
Quale atteggiamento prendere per questa o quell'altra persona? per questo o quel
gruppo?
Noi dobbiamo continuare a difendere ad ogni costo il nostro paese, la sua
integrita' e il suo popolo.
Difendere la propria patria e' un dovere sacro da cui non possiamo esimerci in
nessun caso.
Bisogna dunque che le autorita' militari e civili continuino a dare le
disposizioni e a prendere le misure necessarie per riportare la pace nel paese e
custodire l'integrita' del territorio.
Pur difendendo l'integrita' del nostro paese, e facendo tutto per mandare fuori
il nemico,
noi non possiamo lasciarci dominare dai sentimenti di odio e di vendetta contro
il popolo Rwandese e Ugandese in generale, e in particolare contro i Rwandesi e
gli Ugandesi che abitano nel nostro paese da molti anni. Il Cristo ci comanda di
amare anche i nostri nemici.
Voi siete tutti credenti.
Il popolo Congolese e' un popolo pacifico, accogliente, riconciliante. Queste
grandi qualita' che ci hanno sempre caratterizzato devono rimanere in ogni
momento la nostra carta migliore.
Certe persone, tra cui alcuni si presentano come "profeti" o come inviati di Dio, si sono messi ad incitare la popolazione all'odio e alla caccia all'uomo Rwandese, Ugandese e ad altri provenienti da paesi non africani.
Ci sono dei rwandesi e ugandesi innocenti che sono cacciati, arrestati, battuti,
feriti, perfino uccisi.
Come puo' tornare la pace nel nostro paese se continuiamo a praticare sugli
innocenti degli atti di tale atrocita'?
Miei cari diocesani,
vi invito ancora a raddoppiare le preghiere, e che le autorita' civili e
militari cerchino soprattutto una soluzione di negoziato con gli aggressori per
evitare ai popoli lo spargimento di sangue.
Io offro la mia sofferenza al Signore perche' la pace ritorni presto nel nostro paese e che finalmente cessi questa sofferenza enorme patita dalla nostra popolazione di Kinshasa e dell'interno del paese.
Sua Santita' il papa Giovanni Paolo II, avendo saputo che io ero sofferente, mi
ha telefonato e mi ha assicurato la sua preghiera e la sua benedizione.
Sua Santita' il papa Giovanni Paolo II ha anche esteso la sua benedizione su
tutto il nostro paese e mi ha chiesto di comunicarvela.
Per finire, so che avete pregato molto per la mia guarigione e il Signore vi ha
esaudito. Vi ringrazio di tutto cuore.
A voi tutti e tutte, accordo la mia benedizione paterna. Ricevete i miei
migliori saluti
Scritto a Kinshasa, il 26 agosto 1998.
Frederic Cardinal ETSOU NZABI BAMUNGWABI.
Arcivescovo di Kinshasa.