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CONTINUA IL SACCHEGGIO ‘BIBLICO' (STANDARD, POLITICS/ECONOMY)
Il Congo, oltre la guerra interminabile, che vede diversi paesi africani implicati, sta subendo un saccheggio di proporzioni bibliche. Lo riferiscono fonti della MISNA. Da parte del Rwanda, del Burundi e dell'Uganda, nelle zone controllate dai cosiddetti ribelli, soprattutto nel nord est del Paese, prendono la strada di Bujumbura, Kigali e Kampala: caffè, tè, oro e altri minerali preziosi. La De Beers ha aperto da poco un'agenzia per l'acquisto di diamanti a Kigali, il cui sottosuolo non ha mai ‘offerto' queste ‘pietre lucenti'. Anche lo Zimbabwe ha messo la mano sulla società mineraria più importante (la Gécamines) e controlla il commercio dei diamanti nel territorio amministrato da Kinshasa. Il corpo di spedizione ciadiano (istallato a Gbadolite e nella provincia dell'Equatoria) non si tira indietro in quest'opera di saccheggio. Venerdi 5 marzo, addirittura un gruppo di soldati ciadiani e soldati delle Forze Regolari fedeli a Kinshasa, si sono scontrati a Libenge: i congolesi volevano impedire la spedizione verso Ndjamena di mercanzie sequestrate o rubate. Il disastro è stato evitato, ma il malessere resta. I congolesi si rendono sempre più conto che il loro Paese è in preda a un saccheggio generalizzato peggiore di quello ai tempi di Mobutu. Il Congo purtroppo, come spesso si dice, è un Paese ricco abitato da un popolo povero. (CO)