CONGO-DEM.REPUBLIC, 26 OCT 1998 (13:57)
SJ (STANDARD, PEACE/JUSTICE)
In base al principio di "Dare voce a chi non ha voce", qui di seguito riportiamo la commemorazione di Christophe Munzihirwa Mwene Ngabo, l'Arcivescovo di Bukavu (Sud Kivu, ex-Zaire) e gesuita trucidato a fine ottobre 1996 durante la presa del capoluogo da parte delle truppe anche allora autodenominatesi 'banyamulenge', diffusa dal Servizio Informazioni Congosol e dal Comitato di Solidarietà Palermo - Bukavu. Qui di seguito il testo: "Due anni fa, il 29 ottobre 1996, Christophe Munzihirwa fu ucciso. Monsignor Munzihirwa sj era l'Arcivescovo di Bukavu, e aveva dedicato la sua vita al servizio della ricerca della pace per il suo popolo, basata sulla forza della verità, sulla convivenza, sul perdono, sulla consapevolezza, sulla nonviolenza ad ogni costo. Il suo messaggio, naturalmente, era fortemente caratterizzato in senso cristiano, ma noi crediamo di non tradirlo se sosteniamo che le sue parole sono fonte pura per ogni essere umano. Non importa e non serve dire da chi fu materialmente ucciso, perché nella spirale della violenza, innescata altrove e per fini che nulla hanno mai a che vedere con il bene per il popolo africano della Regione dei Grandi Laghi, molti sono gli esecutori materiali che, al giro successivo della spirale, diventano vittime, e viceversa. E non importa e non serve soprattutto perché i veri assassini,i veri nemici della pace, sono sempre altrove, si tengono sempre fisicamente ben lontani dal sangue, e dal fuoco delle armi che hanno venduto a questi e a quelli.Christophe Munzihirwa queste cose le sapeva e le diceva con precisione in ogni occasione, e noi ora tacciamo e cediamo la parola a lui, per ricordare a tutti, lontani assassini compresi, che il corpo di un uomo si può distruggere, ma la sua parola vive sempre. Nota: abbiamo volutamente scelto delle parole senza particolari riferimenti a persone e situazioni precise, non perché questi riferimentimanchino nelle parole di Christophe Munzihirwa (al contrario, le sue parole erano sempre estremamente dirette e circostanziate); ma perché, a distanza di due anni, altri giri di spirale consumati, unasituazione attuale estremamente delicata sul piano delle suscettibilità particolari, vogliamo evitare qualunque possibile interpretazione strumentalizzante di un messaggio totalmente limpido, imparziale, unitario. Un saluto commosso dal Servizio Informazioni Congosol e dal Comitato di Solidarietà Palermo - Bukavu". (BL)
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