traduzione italiana di Anne Marie Chiesa e Guido Acquaroli
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Movimento delle donne per la giustizia e la pace
LA VOCE DELLE DONNE DEL CONGO - KINSHASA
La dittatura e' caduta, ma la liberazione rimane ancora da conquistare.
La
gioia che e' esplosa tra la gente e' stata l'espressione stessa della
sua
aspirazione profonda verso questa realta' innegabile.
Tuttavia, era proprio necessario che il sangue dei nostri figli innondasse,
una volta di piu', il nostro suolo perche', finalmente, si aprisse
una
breccia verso questa liberazione? I nostri cuori di madri non cessano
di
gemere. Ci rifiutiamo di veder continuare a morire ingiustamente la
vita
nel nostro paese e nel nostro continente. Vogliamo la liberazione e
non la
morte. Ed e' con gratitudine che salutiamo gli sforzi congiunti dell'ONU,
dell'OUA e dei dirigenti dei paesi africani che si sono mobilitati
per
tentare di trovare una soluzione negoziata alla lunga crisi che ha
sconvolto il paese. Facciamo anche memoria di tutte quelle donne che,
per
la causa della vita, continuano ad essere in prima linea in queste
situazioni drammatiche che, troppo spesso, attraversano il nostro mondo.
Ma l'incertezza che dimora in noi, riguardo al futuro del nostro popolo
e
tutta questa ambiguita' che regna, ci provocano ancora. In nome della
nostra femminilita' e del Dio della storia che vuole la vita e la giustizia
per tutti, noi vi interpelliamo:
Voi nuovi dirigenti del Congo
Noi crediamo nella vostra determinazione di costruire una nazione nuova
in
cui l'uomo e la donna congolesi ritroveranno la loro dignita', cosi'
a
lungo schernita. Ma, noi donne, nel nome del sangue innocente versato
dai
nostri figli per la liberazione del nostro popolo, vi diciamo che e'
venuto
il tempo di passare dai discorsi all'azione, dalle speculazioni alla
concretezza. Vi supplichiamo di andare oltre alla forza delle
armi per
costruire la vera democrazia, nella giustizia ed unita'. La potenza
delle
armi non risolverà nulla. Ciò di cui abbiamo bisogno
e' una vera
riconciliazione di tutto il nostro popolo. Sull'esempio dei nostri
antenati
che hanno saputo privilegiare il senso e il rispetto per la vita
dimostriamo, davanti a tutto il mondo, che siamo capaci di essere "umani".
Vi chiediamo anche di ascoltare e di accogliere la via delle donne,
cosi'
in minoranza nel vostro governo. A causa della sua visione diversa
delle
cose e della sua sensibilita' per tutto cio' che riguarda la vita,
la donna
puo' apportare una visione e delle soluzioni molto positive che sfuggono
al
carattere bellicoso dell'uomo. Cio' consentirebbe delle proiezioni
e delle
decisioni piu' equilibrate che sottolineino maggiormente il rispetto
di
ogni vita.
Voi governanti dei paesi africani
Nel momento in cui si parla di mondialita' e di Unione Europea, l'Africa
rimane un continente balbuziente, ai margini dell'evoluzione generale
del
mondo. Si tiene conto di lei solo nella misura in cui apporta
dei
profitti. I suoi figli sono stanchi, indeboliti, rovinati da
ogni tipo di
divisioni e di guerre, spesso orchestrate dall'esterno. Eppure il nostro
continente trabocca di potenzialita' sia umane che materiali. Noi donne
vi
diciamo di fare dell'OUA un vero strumento di unione e di solidarieta'
africana, una scuola di presa di coscienza della nostra indipendenza.
Cessate di prostituire la nostra "Madre Africa", sballottandola tra
le mani
delle grandi potenze che si sono erette a grandi maestri dei nostri
paesi.
Sull'esempio dei nostri antenati, forgiate dei sistemi di governo che
corrispondano alle nostre realta' e che ci permettano di scegliere
noi
stessi i nostri dirigenti, preoccupati dei veri interessi dei nostri
popoli
e non di quelli dell'esterno. Oltrepassate i limiti delle vostre frontiere,
unite le vostre forze per costruire un'Africa nuova che ci appartenga,
un'Africa adulta capace di allinearsi come partner alla pari di fronte
agli
altri popoli del mondo.
Voi governanti europei e nord-americani
Noi donne del Congo, in nome dei diritti umani e della nostra dignita'
di
popolo libero, vi diciamo: cessate di strozzare il nostro continente
attraverso meccanismi suicidi inventati nei vostri "Progetti di aiuto
al
terzo mondo"! L'Africa non ne vuole piu' sapere delle vostre elemosine,
cerca di organizzarsi, di strutturarsi nella liberta' e in quanto Stati
responsabili, aperti ad un vero partenariato, senza compromessi vergognosi,
ne' manipolazioni indegne.
Voi, nostri fratelli e sorelle, voi tutta popolazione congolese
Abbiamo distrutto il nostro paese con saccheggi troppi numerosi. Cio'
non
ha fatto che portarci disoccupazione, miseria, analfabetismo, malattie
e
morte. Siamo solidali e prendiamo coscienza che il bene comune e' il
bene
di noi tutti. Impegniamoci attivamente per salvaguardare il poco che
ci
rimane e per darci da fare per la ricostruzione del nostro paese.
In quanto popolo sovrano, responsabile del proprio destino, continuiamo
la
nostra lotta per una liberazione integrale. Sosteniamo un progetto
di
societa' che scaturisca dalla base per la costruzione di un nuovo potere
in
cui la democrazia, la giustizia e la volonta' di unita' rispetteranno
la
dignita' e i reali interessi del popolo.
Il tempo dell'attesa e' definitivamente finito. Donne di questo paese,
alzatevi! Il futuro e' nelle nostre mani.
Kinshasa 23 maggio 1997
per il Movimento:
Sr Kayiba Petronille, Mlle Iyeli Brigitte, Mme Nyunga Rachel, Sr Cembranos
Felicitas, Sr Lefebvre Jeannine
A vostra volta diffondete questo messaggio, grazie.