I morti della "liberazione"

ricevuto dal comitato di solidarieta' per il Congo - Kinshasa
tradotto da Anne Marie Chiesa

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La guerra di "liberazione" e' stata costellata da massacri di
popolazioni civili nel Sud-Kivu, a tal punto che una buona parte degli
abitanti di questa provincia fatichera' un giorno a credere a una
qualunque liberazione in quella che sara' stata l'azione di Laurent
Kabila.

Questi massacri sono stati perpetrati nei confronti delle popolazioni
Tutsi, dei civili zairesi e dei rifugiati. Se popolazioni di origine
Tutsi sono state uccise dai soldati zairesi (ex-FAZ) e da giovani
disoccupati quando e' stata scatenata la guerra dai Banyamulenge, le
popolazioni civili zairesi e i rifugiati Hutu, al contrario, sono stati
massacrati esclusivamente dalle forze dell'AFDL.

Nelle righe che seguono, vengono riportati alcuni casi (campione) di
persone uccise prima del 29 ottobre 1996 (presa di Bukavu), tra il 29 e
il 30 ottobre e dopo ottobre.

1. Massacri prima del 29 ottobre

Con i movimenti di infiltrati e, soprattutto, con l'annuncio da parte
delle radio straniere (Canal Afrique) che i Banyamulenge avevano deciso
di prendeere le armi per attaccare lo Zaire era stata scatenata una
operazione di caccia ai Tutsi nella pianura della Ruzizi, a Uvira e a
Bukavu (a partire dal 20 ottobre).
Questa operazione era condotta da giovani, visibilmente drogati e senza
lavoro, che si erano impegnati in un movimento di "mantenimento
dell'ordine", erigendo barriere sulle strade e andando alla ricerca dei
Tutsi nei quartieri.
Gia', verso il 10 ottobre, con l'attacco di Lemera, il governatore della
regione (Pasteur Kyembwa Walumona) aveva autorizzato l'arruolamento di
giovani per "spalleggiare" l'esercito. Costoro si erano presentati in
massa alle autorita' militari per essere reclutati.

Questo movimento di giovani esisteva gia' ad Uvira e nella zona di Fizi.
E sono i giovani di Fizi ed Uvira che, sbarcando a Bukavu, hanno
"risvegliato" i disoccupati di Bukavu, conducendo le autorita' ad
accettarli come "collaboratori per la sicurezza e l'identificazione del
nemico".

Ma, nella pianura di Ruzizi e nella zona di Fizi le uccisioni sono
cominciate a settembre; per quanto riguarda i Banyamulenge e le
popolazioni locali, mentre avvenivano movimenti di infiltrazione.
Secondo i dati raccolti sul campo ed il rapporto 1996 di Heritiers de la
Justice (Eredi della Giustizia) viene riportato quanto segue:
- 150 persone uccise dai Banyamulenge a Epombo, il 19 settembre;
- piu' di 100 Banyamulenge uccisi, per reazione, dai Babembe a Lutabura
il 30 settembre 1996;
- 14 persone uccise dai Banyamulenge nel villaggio Aboke-Itombwe, il
23.9;
- 2 donne uccise dai Banyamulenge nel villaggio Nakeko-Tanganyika, il
27.9;
- 12 persone uccise dai Banyamulenge, nella localita' Itara-Uvira, il
27.9;
- piu' di 53 Banyamulenge uccisi dai soldati FAZ, FDD e giovani
organizzatisi per l'occasione, dall'11 al 28.9.

- In data 6 ottobre, i Banyamulenge, appoggiati da elementi dell'APR,
hanno attaccato Lemera, uccidendo piu' di 30 civili con sette malati
costretti a letto e tre infermieri.

- A Kidote, hanno ucciso 2 preti cattolici (Abbe' Koko e Jean-Marie
Ndogole) e 18 fedeli, il 6.10.

- 150 persone sono state massacrate a Minembwe-Fizi dai Banyamulenge, il
10.10;
- 19 persone sono state uccise dai Banyamulenge a Munyaka-Itombwe, il
10.10;
- 28 persone, provenienti dal Burundi, sono state uccise dai
Banyamulenge a Kiliba, il 18.10; in risposta l'esercito zairese ha
ucciso, tra gli assalitori, 3 uomini armati.

A Bukavu, i Tutsi venivano condotti dalle autorita' e rispediti in
Rwanda. E' con l'attacco di Kidote e di Lemera e i massacri della gente,
di 2 preti cattolici, degli infermieri e dei malati nell'ospedale di
Lemera, tra il 6 e l'8.10, che, a Bukavu, i militari e i giovani si sono
scatenati andando a cercare ed uccidere i Tutsi e le persone presunte
tali.

- 36 persone di etnia Tutsi, o presunte tali, sono state massacrate a
Bukavu da militari FAZ e dalle milizie dei giovani tra il 10 e il 28.10.
Tra queste persone, figura il Professor Rukatsi (Isp-Bukavu) confuso con
un Tutsi e vilmente assassinato da giovani detti "combattenti".

2. Persone uccise tra il 29-31 ottobre e in novembre:

a) a Bukavu

Le liste esaustive delle persone uccise a Bukavu dai soldati dell'AFDL
tra il 29 e il 31 ottobre sono gelosamente custodite da alcune
parrocchie, dai servizi della Croce Rossa locale come pure da alcuni
Capi di Quartiere.
I dati raccolti indicano una cifra di piu' di 450 civili (cifra di
Heritiers de la Justice) massacrati in citta' dai soldati dell'AFDL, al
momento della presa di Bukavu.

La tabella seguente fornisce un campione dell'operato dei ribelli, nel
corso di due giornate, a Bukavu, piu' precisamente nei quartieri
Nyawera, strada della Birreria, Camp TV, pompa di benzina, Posta, ISP,
Muhungu:
1 Monsignor Christophe Munzihirwa  Arcivescovo di Bukavu, ucciso mentre
rientrava dalla Cattedrale
2 Jean-Pierre Biringanine  membro UDPS-Nguba, ucciso con Monsignor
Munzihirwa
3 autista di Monsignor Munzihirwa  Nguba, ucciso con Monsignor
Munzihirwa
4 Julie Bahindwa  Nguba, uccisa nella sua macchina con altre 7 persone
5 Sig.na Muhigirwa  Nguba, uccisa nella macchina di Julie Bahindwa
6 Chouchou  Nguba, uccisa nella macchina di Julie Bahindwa
11 cognata della Sig.ra Kyalangilwa  Nguba, uccisa nella macchina di
Julie Bahindwa con i 4 figli
12 Luhinzo Lugwire  commerciante di Bukavu, ucciso nella sua macchina
con la famiglia
13 Cheusi Ntakobanjira  moglie di Luhinzo, uccisa con il marito e la
famiglia
14 Luhinzo Nzigire  figlia di Luhinzo, uccisa coi genitori in macchina
15 Luhinzo Mulume Oderhwa  figlio di Luhinzo, ucciso coi genitori in
macchina
16 Luhinzo Zirhayana Ibirhi  figlio di Luhinzo, ucciso coi genitori in
macchina
17 Chiba Mutula  figlia di Luhinzo, uccisa coi genitori in macchina
18 Sig. Tshibangu  Procuratore Generale-Bukavu, ucciso nella sua
macchina con la famiglia
19 Sig.ra Tshibangu  moglie di Tshibangu, uccisa con il marito e i due
figli
20 figlio Tshibangu  ucciso con i genitori
21 figlio Tshibangu  ucciso con i genitori
22 Zihalirwa  dipendente Caritas, ucciso nel quartiere Muhungu
23 Baba Armand  dipendente Ozac, ucciso per strada
24 Shababirhi  commerciante-Ibanda, ucciso per strada
25 Ndovu wa Uswahili  giornalista R.Maendeleo, ucciso per strada
26 Tshasuma  funzionario-Nyawera, ucciso nella sua proprieta'
27 Cele' Chijoli  Muhungu, ucciso sulla soglia di casa
28 Ndagano Fils  Muhungu, ucciso per strada mentre fuggiva
46 18 persone  camion IDI strada Walungu camion Toyota disintegrato da
un razzo
53 famiglia guardiano GTZ  dipendente del progetto Kabare, uccisa la
famiglia al completo (sette persone)
55 Kabonjo Cahi  ucciso nella sua proprieta'
56 Chalazire Bizimana  ucciso nella sua proprieta'
70 14 persone famiglia Muderhwa  Kaza-Roho, uccise nella loro proprieta'
71 Mujugula Chihenga  Kaza-Roho, ucciso davanti a casa sua
72 gemello Blito  Mulengeza, fratelli gemelli uccisi davanti alla loro
abitazione
73 gemello Blito  Mulengeza, fratelli gemelli uccisi davanti alla loro
abitazione
74 Madaga  Kaza-Roho, ucciso per strada
75 Nende Lwiko  Mulengeza, ucciso per strada
76 Bashimbe Lunyeruka  Mulengeza, ucciso per strada
77 Baba Ganywa  Kaza-Roho, ucciso per strada
78 Murhega  Panzi, ucciso per strada
79 Nongo  Mulengeza, ucciso per strada
80 Papa Chihimba  Nyawera, ucciso con il figlio
81 Dieudonne' Chihimba  Nyawera, figlio di Papa Chihimba
82 De Pama  dipendente di Garde-Bralima, ucciso davanti agli impianti
fabbrica della birra
83 Figlio Magambo  Nyawera-GTZ figlio di Magambo, direttore progetto
Kabare
84 Figlio Magambo  Nyawera-GTZ figlio di Magambo, direttore progetto
Kabare
85 Figlio Mpanga  Cimpunda figlio di Mpanga, guardiano
86 Espoir  Nguba, ucciso nel quartiere mentre entrava in casa del vicino
87 Infermiere CECA  Nguba, ucciso nel Centro di Sante'
88 Bonane  commerciante Nguba, ucciso a casa sua
89 Kinja Migabo  studentessa UCB, uccisa per strada
90 Fils Bashizi  dipendente Air Zaire, ucciso per strada
91 Ndoni  Nyawera, ucciso per strada
92 Biringanine Kaliri  giornalista di R.Maendeleo, ucciso mentre
lasciava lo studio
93 Mihigo Lushembe  Pastore Cepza-Nguba, ucciso in chiesa
94 Crispin  Nguba, ucciso per strada
95 Mweze Baba Espee  venditore Nouvelle Alliance, ucciso per strada
96 Guardiano  Nguba, ucciso per strada
97 Guardiano  Nguba, ucciso per strada
98 Euphrem  dipendente Pharmakina, ucciso per strada
104 Hubert Mboma  direttore Zaire Fina, ucciso con la famiglia (5
persone)
105 Sig.ra La Vaisselle  commerciante, uccisa davanti a casa sua
110 Lukifu   commerciante, ucciso nella sua macchina con 4 figli
117 Raymond Hamuli  commerciante, Soweto Box ucciso nella sua macchina
con la moglie e 5 figli
118 Assumani Kinankubo  direttore finanziario Sonas, ucciso nella sua
macchina
119 figlio Apete  figlio direttore Sonas, ucciso nella macchina della
famiglia
120 Norbert Guhanika  studente UCB, ucciso per strada
121 Studente (amico Norbert) studente UCB, ucciso per strada
122 Charles Buhalagrha  commesso venditore, ucciso per strada
123 Zinal (amico Cele' Chijoli)  insegnante, ucciso per strada
135 12 persone, Baba Alliance famiglia di Baba Alliance uccisi nella
loro proprieta'
136 Madaga  Kaza-Roho, ucciso davanti a casa sua
137 Simon  tassista-quartiere Essence, ucciso nel quartiere davanti alla
sua proprieta'
138 Pierre Mihogo  infermiere Ospedale Generale, ucciso sull'automezzo
dell'ospedale
140 autista ospedale  Ospedale Generale, ucciso con Pierre
sull'automezzo
141 Patient Fils  studente-Avenue de la Poste, ucciso all'entrata della
casa di famiglia
142 Fobe' Chishungu  quartiere Ndendere, ucciso nella sua proprieta'
143 Kubaburhanzi  Muhungu, ucciso nella sua proprieta'
144 Shabani Itumba  Commissario-Urbano Assistente, ucciso per strada
 

Il numero dei morti a Bukavu non e' dato che alcune famiglie non
potevano ne' piangere i propri cari ne' dichiararli. Altri sopravvissuti
dovevano scappare e abbandonare i propri morti senza poterli seppellire.
I morti della zona di Bagira, cosi' come le centinaia di persone uccise
in macchina in direzione della fabbrica di birra, non sono stati tutti
recensiti.

La maggior parte delle persone uccise a Nyawera e sull'asse
Ospedale-fabbrica della birra erano famiglie che fuggivano in macchina.
Tutte le macchine che hanno osato lasciare la citta' nella serata di
martedi' 29.10 e durante la giornata di mercoledi' 30.10 sono state
letteralmente crivellate di pallottole o distrutte con razzi.

I morti sono stati gettati in fosse comuni scavate in fretta dalla gente
sotto minaccia, nelle fosse della pattumiera e nei pozzi neri. Queste
sepolture sommarie sono state fatte dai soldati dell'AFDL e da persone
reclutate per la circostanza e sotto minaccia dei ribelli.
Le testimonianze delle persone che hanno partecipato a tali sepolture
sommarie riferiscono di piu' di cento fosse comuni, contenenti ciascuna
da 5 a 30 persone,  disseminate per tutta la citta' di Bukavu, nei
quartieri bersaglio.
Le fosse comuni si trovano al mercato di Nyawera, alla Posta, nei campi
dell'ISP, a Muhungu davanti alla Coocec, lungo la discesa difronte alla
Sonas, a l'Ateneo di Ibanda, davanti all'Ospedale Generale, dietro la
Clinica, all'ingresso della Bralima, agli studi televisivi, ...

b) Nei villaggi periferici

A partire da venerdi' 25 ottobre, i "ribelli" avevano occupato i
villaggi situati all'uscita di Bukavu cosi' come i quartieri periferici.
I contadini che si erano ritrovati davanti a questi ribelli, sia perche'
erano stati sorpresi nei loro campi sia perche' li avevano avvistati o
incontrati per strada, venivano uccisi. Allo stesso modo sono stati
aggrediti e uccisi coloro le cui abitazioni si trovavano attorno ai
campi dei rifugiati.
Anche le ex-FAR e le milizie Hutu, gia' in uniforme ed armate, si erano
messe ad uccidere civili, sia per estorcerne i beni sia per impedire
loro di fuggire.

- 98 persone sono state uccise dai Banyamulenge tra il 25 e il 28.10,
nelle localita' di Cidaho, Musakambo, Kamisimbi, Muko-Chomuhini,
Nyantende, Mumosho;
- 12 persone sono state uccise a Lwakabirhi dai ribelli, lunedi' 28.10;
- 8 persone sono state massacrate a Ciriri verosimilmente dagli Hutu,
martedi' 29.10;
- 2 persone (il Sig. Mutalyanshogo di Cidaho e il Sig. Banywesize di
Musakambo) sono stati uccisi dai ribelli, il 27 e il 29.10, nella zona
di Walungu.

3. I rifugiati

- Nella notte dal 13 al 14.10, bande armate Banyamulenge hanno attaccato
il campo profughi di Runingu (rifugiati rwandesi e burundesi), nella
zona di Uvira: piu' di 150 persone sono state uccise e alcune altre
centinaia ferite.
- I campi di Luvungi e Kamanyola sono stati attaccati il 12 e il 14
ottobre: il numero dei rifugiati uccisi va fino a 500 persone.
- L'attacco del campo di Mushweshwe, a Comuhini, sabato 26.10 da' un
bilancio approssimativo di 56 morti.
- I rifugiati sopravvissuti di Kamanyola e Luvungi, che si erano
provvisoriamente installati a Kidodobo, mentre erano in cammino per
Chimanga, sono stati massacrati nel cortile di Kidodobo, sabato 26.10: i
contadini che sono stati costretti a dar loro sepoltura hanno
testimoniato dell'esistenza di 22 fosse comuni per piu' di 400 persone
massacrate.
- Il giorno stesso, e' stato bombardato il grande campo di Nyamirangwe:
il numero dei morti, sepolti dalla gente del villaggio, e' di 620
persone. Questa cifra e' sottoestimata dato che, il giorno successivo, i
ribelli avevano sepolto alcuni morti insieme ad elementi del Contingente
zairese per la sicurezza nei campi, anch'essi uccisi sul posto.
- Il campo Chabarhabe e' stato attaccato lunedi' 28 da un commando di
ribelli provenienti da Chomunini: i contadini vi hanno sepolto circa 35
rifugiati, una settimana dopo la presa di Bukavu.
- Tra il 4 e il 5 novembre i due campi dell'INERA e di Kashusha sono
stati bombardati a partire dell'alture del Parco.Il bilancio e' stato
molto pesante poiche' i sopravvissuti ai bombardamenti venivano uccisi
con armi ordinarie, mentre fuggivano nel Parco. Si valuta il numero dei
morti a piu' di 5.000 persone. A Kashusha e nei villaggi circostanti, i
contadini riconoscono di aver sepolto piu' di 3.450 corpi. Altri corpi
sono rimasti, fino ad oggi, all'ingresso e all'interno del Parco dove i
crani  fanno ormai parte della vegetazione!
- piu' di 3.500 persone, rifugiati Hutu rwandesi e burundesi, sono stati
massacrati nel campo di Chimanga, nella zona di Walungu. Le uccisioni di
Chimanga hanno, di particolare, che sono state effettuate in due fasi,
in un simulacro di censimento per la distribuzione dei viveri. Il 17.11
sono gli adulti, uomini e donne, ad essere rinchiusi in un capannone e
fucilati; il 18.11, era la volta dei bambini -rimasti sotto la
sorveglianza degli aggressori- che sono stati finiti a colpi di pugnale
e machete.
I corpi sono stati sepolti nei pozzi neri e nelle fosse comuni scavate,
sotto minaccia, dai contadini di Kankinda.

La caccia ai rifugiati Hutu e' stata effettuata ovunque, sui vari assi
stradali su cui si dirigevano nella loro fuga. Coloro che non riuscivano
a seguire le colonne in testa venivano massacrati e messi in fosse
comuni.

Si tratta di un vero e proprio genocidio degli Hutu, pianificato e messo
in atto a partire da Kigali. Una delle missioni primarie dei ribelli e'
dunque stata lo sterminio dei rifugiati in territorio zairese. Tale
sterminio ha avuto inizio con lo smantellamento dei campi, con
bombardamenti a distanza, attacchi armati e fucilate sparate alla cieca
all'interno dei campi, sulla popolazione dei rifugiati. Lo sterminio e'
stato perseguito ovunque si potessero trovare gli Hutu, perseguitandoli
e uccidendoli con bombe, con fucili ordinari e con l'arma bianca.

Il massacro degli Hutu e' proseguito anche sui differenti assi stradali
dove costoro cercavano di passare per rientrare in Rwanda e tra i
convogli degli organismi umanitari che li imbarcavano per rimpatriarli.
Quando un gruppo di rifugiati iniziava il tragitto di ritorno, per
rientrare in Rwanda, veniva identificato; i soldati gli andavano
incontro, in primo luogo, per uccidere gli uomini e i giovani. E' solo
dopo il loro orribile lavoro che autorizzavano gli organismi umanitari
ad andare a recuperare i bambini. Coloro che avevano la fortuna di
essere individuati prima dalle Organizzazioni umanitarie, venivano
fermati e smistati alle varie barriere, erette dai soldati dell'AFDL
lungo le strade: gli uomini e i giovani venivano fatti scendere dai
camion per una destinazione sconosciuta da cui non rientravano piu';
solo le donne ed i bambini potevano proseguire il viaggio! I
trasportatori e gli autisti dei camion delle organizzazioni umanitarie
non potevano salvare questi morti programmati che facevano salire a
bordo.

I rifugiati Hutu che non erano fuggiti e che si erano nascosti nelle
case in citta' e nei villaggi, nel periodo da novembre '96 ad aprile '97
sono stati identificati e accompagnati nel Campo Saio a Bukavu dove sono
stati massacrati e gettati nelle numerose fosse comuni preparate a
questo scopo.

4. Altri abusi

Gli elementi dell'AFDL si sono distinti per il saccheggio sistematico
dei depositi, dei magazzini, dei servizi pubblici e degli uffici cosi'
come delle abitazioni.

a) Oltre ai veicoli abbandonati dalle FAZ e dai rifugiati, nella loro
fuga, e che sono stati recuperati, i "liberatori" si sono messi a
prendere i veicoli parcheggiati nelle proprieta' dei privati e degli
organismi. Alcuni veicoli sono stati direttamente portati in Rwanda,
altri sono stati spartiti tra i soldati e i leader dell'AFDL.

b) I ribelli hanno saccheggiato Bukavu. Prima della presa di Bukavu, due
o tre edifici (CICR, Progetto Kabare, Tempio Evangelico) erano stati
saccheggiati dalle FAZ. A partire da mercoledi' 30 ottobre, la citta' e'
stata ripulita dai ribelli e dai giovani dissoccupati di Kadutu. Sono
stati organizzati carichi di beni di ogni genere (scorte di viveri,
merci varie, mobili, macchine, ...) e attrezzature (macchinari,
computer, attrezzature di lavoro, vari motori, automobili che non
potevano circolare ...) da Bukavu a Cyangugu, a partire dal 1 novembre
'96, tanto di giorno che di notte.

c) Le persone uccise venivano perquisite dai ribelli: i gioielli, il
denaro ed altri oggetti di valore che avevano addosso gli venivano cosi'
portati via da quegli stessi che li avevano uccisi.

d) I ribelli e le loro famiglie si sono impossessati delle case
d'abitazione private, nella citta' di Bukavu. Le hanno svuotate dei beni
e delle supellettili che portavano in Rwanda per venderle al mercato a
Kamembe oppure per tenerseli ancora per se'.

e) Alla presa della citta' di Bukavu, le persone che fuggivano in
direzione Liceo Wima-Karhale sono state depredate dai ribelli che
pretendevano dei dollari per lasciar passare la gente. Gli uomini adulti
ritenuti facoltosi, dai ribelli, che osavano rifiutarsi di dare denaro o
che non avevano niente venivano uccisi.

Durante i primi due giorni della presa di Bukavu, i ribelli hanno eretto
barriere su alcuni assi stradali (Cimpunda, Essence, Nyamugo). La gente,
per potervi passare doveva dare dei dollari oppure oggetti di valore
(radio, orologi).

f) Nelle zone rurali (Walungu, Kabare, Kalehe), i ribelli si sono
appropriati con prepotenza delle mucche dei contadini e hanno violentato
alcune donne.
Per quanto riguarda le mucche, la motivazione fornita e' stata che "le
mucche sono proprieta' esclusiva dei Tutsi; i Bashi non possono avere
mucche".
Siamo a conoscenza di diversi casi di stupri di studentesse e ragazze
perpetrati dai soldati dell'AFDL, tra novembre 1996 e gennaio 1997, nei
villaggi e nella citta' di Bukavu.

g) Le radio per fonia, gli walkie-talkie, i satelliti e altre
attrezzature per le comunicazioni sono stati semplicemente requisiti
dall'AFDL , sotto pretesto che i possessori erano in contatto con
Kinshasa e l'estero.
Gli zairesi che avevano acquistato dei beni dai rifugiati Hutu, anche
due o tre anni prima, o che li tenevano per se' si sono visti arrivare
in casa soldati e membri dell'AFDL per prenderseli con la forza,
minacciando i possessori di "collaborazione con il nemico".

h) Alcune istituzioni ed abitazioni sono state distrutte dopo il
saccheggio: e' il caso degli Stabilimenti Uzabuco e dei depositi del
Mercato centrale di Kadutu.

i) L'ISP-Bukavu e' stato particolarmente distrutto dai ribelli. Dopo
averlo occupato per piu' di tre mesi, l'hanno lasciato libero
completamente ripulito: i documenti ufficiali, i libri, gli archivi sono
stati bruciati; le porte delle camere degli studenti sono state fatte a
pezzi; alcune scrivanie e scaffali sono stati utilizzati come legna da
ardere.
Alcuni locali per i corsi e uffici di lavoro sono stati trasformati in
gabinetti e depositi.

j) A parte questi danni materiali, occorre sottolineare i molteplici
soprusi che  deve sopportare la popolazione sia nelle zone rurali che
nella citta' di Bukavu: sono all'ordine del giorno casi di bastonate
alcuni dei quali portano al decesso, sputi alle persone, linguaggio
denigratorio, ...
 
 
 

Questo e' il prezzo della "liberazione" che ha portato Kabila.
Gli abitanti del Sud-Kivu, per la maggior parte, sono traumatizzati. Le
migliaia di morti innocenti, le fosse comuni, lo sterminio di rifugiati
Hutu, il saccheggio della citta' e delle zone rurali, gli stupri, le
vessazioni ed altri atti provocatori, i rapimenti ed i massacri della
popolazione (nel giugno 1997: piu' di 260 persone sono state uccise dai
soldati a Uvira) ... sono fatti che non verranno dimenticati tanto
facilmente.

La popolazione, invece di essere effettivamente liberata, si trova
imprigionata in una dittatura piu' feroce e una dominazione imposte dal
Rwanda.

Addirittura, alcune persone vanno fino ad augurarsi il ritorno del
mobutismo: la dittatura di Mobutu rischia di apparire piu' positiva
della liberazione attuale!

Qui, si parla di una futura liberazione che deve ancora venire!