Rapporto dal Kivu - bilancio delle vittime, territorio di Masisi

Cari amici,
il Comitato vi ha inviato il 5 settembre, appena ricevuto, questo rapporto.
Questa e' la traduzione in italiano, curata da Anne Marie Chiesa

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RAPPORTO SULLA SITUAZIONE CHE PREVALE ATTUALMENTE NELLE PROVINCIE DEL
NORD E SUD KIVU

Da un po' di tempo, nelle provincie del Sud e Nord-Kivu, piu'
precisamente nelle zone di Malehe e Masisi, avviene un'epurazione etnica
pari a quella praticata in Rwanda a un certo momento della storia
tribale di quel paese. Questa epurazione viene attuata da uomini super
armati dell'etnia Tutsi che, secondo alcune informazioni, verrebbero dal
Rwanda passando dalla grande barriera di Goma la cui chiave e' tra le
mani dei militari Congolesi di origine Tutsi.

Queste spedizioni militari in provenienza dal Rwanda vengono organizzate
di notte e si dirigono nel Masisi per vendicare, cosi' sembra, i
fratelli uccisi dai Mayi-Mayi di origine Hunde, Tembo, Tiri e Nyanga con
la complicita' delle ex-FAR e degli Interhamwe del Rwanda.

Cio' che e' evidente e' che questi Tutsi, quando arrivano nel Masisi,
uccidono la gente tranquilla che non ha partecipato in cio' che essi
pretendono essere stato un massacro dei Tutsi. Secondo le informazioni
in nostro possesso e verificabili sul campo, le uccisioni vengono
praticate senza alcuna eccezione e cioe' uomini, donne, anziani e
bambini insieme, vengono fatti fuori a colpi di fucile e machete e i
bambini gettati in mezzo al fuoco delle case che bruciano. Interi
villaggi vengono incendiati e questi militari Tutsi conducono con se' un
numero impressionante di loro fratelli ed amici perche' si installino
nei villaggi incendiati e qualche volta abbandonati dagli abitanti
locali. Il dramma del Masisi avviene senza che nessuna autorita' se ne
preoccupi.

Il Generale che ultimamente e' stato designato per il Nord-Kivu voleva
occuparsi della sicurezza nella citta' di Goma e della situazione del
Masisi, ma e' stato richiamato d'urgenza a Kinshasa. Durante la sua
assenza, altri tre veicoli pieni di militari Tutsi sono entrati sempre
dalla grande barriera e si sono direttamente recati nel Masisi.

Le uccisioni attualmente condotte nel Masisi prendono origine da due
fatti salienti e cioe': l'istituzione della "territoriale" effettuata
dall'Autorita' Provinciale e il comportamento dei militari Tutsi
rispetto alle autorita' tradizionali.

In effetti ultimamente nella provincia del Nord-Kivu delle nomine sono
state effettuate dal Governatore. D'altro canto non si puo' chiamare
cio' "nomine" ma piuttosto "un cambiamento in certe entita' politiche
amministrative".

Questo cambiamento e' caratterizzato dalla sostituzione di diversi capi
tradizionali autoctoni con altri responsabili, tutti Tutsi. E' curioso,
come si puo' constatare dalla lista che segue, che le entita'
politico-amministrative la cui direzione e' stata affidata ai Tutsi,
sono quelle limitrofe al Rwanda e all'Uganda (Rutshuru e Nyiragongo)
oppure dell'entita' particolarmente ambite dai Tutsi (e' il caso di
Masisi e Walikale).

Questo cambiamento ha provocato la collera degli autoctoni, soprattutto
dei giovani che speravano di sostituire i loro parenti nel caso delle
entita' tradizionali.

In realta', l'agitazione del genocidio che si vive nel Territorio del
Masisi e' lo slittamento di un incidente che e' avvenuto nel Territorio
di Kalehe, collettivita' Buhavu, localita' di Ziralo. In quest'ultimo un
gruppo di militari Tutsi un giorno aveva preso il Capo Chabango e
qualcuno dei suoi notabili e li hanno trasformati in portatori dei loro
bagagli per una ventina di chilometri. Questo fatto non ha certo
entusiasmato i Batembo. E' stato allora che dei giovani Mayi-Mayi,
Batembo e Batiri a cui si sono uniti degli Interhamwe e dei militari
ex-FAR, hanno organizzato una spedizione punitiva contro i militari
Batutsi, autori di quell'azione. Li hanno inseguiti fino
all'accampamento di Minova dove attualmente non ci sono piu' militari
Tutsi.

Non avendo preso quelli che inseguivano, i Mayi-Mayi si sono diretti
verso Bukavu. All'altezza della piantagione di Makelele hanno combattuto
con 12 militari Tutsi che si dirigevano verso Minova. I 12 militari
Tutsi sono stati uccisi. I Mayi-Mayi hanno continuato il loro cammino
fino a Nyabibwa dove si sono scontrati con un rinforzo venuto dal Rwanda
attraverso il lago Kivu. I Mayi-Mayi hanno sterminato tutti i Tutsi. Ci
sono stati, secondo le dichiarazioni della popolazione circostante, piu'
di 150 militari uccisi.

A partire da Ziralo, i Mayi-Mayi si sono scissi in due gruppi. Il
secondo gruppo si e' diretto verso Ngungu passando dagli altipiani delle
catene montuose. A Ngungu hanno sterminato tutti i militari Tutsi che vi
erano acquartierati e hanno portato via tutte le munizioni e le armi.

Allarmati per quel che era successo a Ngungu, gli anziani Mayi-Mayi di
Masisi si sono organizzati per difendere i loro cari in caso di attacco.

I militari Tutsi inviati a partire dal Rwanda sono arrivati a Ngungu nel
momento in cui i Mayi-Mayi, Batembo, Batiri, gli Interhamwe e le ex-FAR
si erano gia' ritirati e sono cominciati i massacri della popolazione
innocente.

Per i Tutsi, sono chiamati Mayi-Mayi solo i Bahunde, i Batembo e i
Nyanga. E' allora che i combattenti Tutsi hanno cominciato le loro
uccisioni, da Ngungu fino al capoluogo del Territorio di Masisi e hanno
continuato fino a Nyabiondo. Le vittime sono essenzialmente dei civili
disarmati e per il momento la gente si interroga sul senso della
liberazione dell'01.11.96, dato che tutte le autorita' sanno cosa
succede in questo territorio e non c'e' nessun aiuto organizzato per
fermare i massacri.

Abbiamo interrogato diverse persone a Goma perche' ci spiegassero
esattamente la ragione dei massacri di Masisi. Tutti sono concordi.
Dicono che le uccisioni in questo territorio sono da imputare agli
Interhamwe e alle ex-FAR a cui le autorita' non vogliono accordare un
corridorio perche' rientrino nel loro paese di origine. Quando costoro
vogliono aprirsi una strada, vengono segnalati dagli autoctoni, fuggono
e poi i militari congolesi, un volta sul luogo, massacrano la
popolazione dopo averla tacciata di complicita'. In definitiva, la
popolazione non sa che posizione prendere poiche' si tratta di due
fratelli che si combattono.

Da quello che e' stato detto sopra ne consegue l'idea secondo la quale
neanche le autorita' Rwandesi vogliono che le ex-FAR e gli Interhamwe
rientrino nel loro paese. Preferiscono che la lotta venga organizzata su
un altro suolo che non sia il loro, nella fattispecie il suolo
Congolese.

Spetta dunque all'autorita' Congolese assumersi le sue responsabilita'
qualunque siano gli accordi firmati in precedenza per facilitare la
liberazione del Congo.

Per essere piu' concreti, diamo qui di seguito un'idea del modo in cui
sono avvenuti i combattimenti sul campo:

- tutto ha avuto inizio il 15.07.97 nel capoluogo del Territorio di
Masisi e le ostilita' continuano fino ad oggi. I militari Tutsi
attualmente si dirigono verso il Territorio di Walikale.

- il 15.07.97 i militari Tutsi aggrediscono il Dottor Mitangala e il
supervisore della Zona di Salute Mastaki Muhima.

- il 18.08.97: clima di insicurezza a Kanii e partenza brusca della
popolazione verso la foresta.

- il 20.07.97: il Mwami Biriri si e' recato a Kanii per verificare la
situazione e ritorna con una risposta positiva.

- il 21.07.97: partenza brusca, per destinazione
sconosciuta,dell'Amministratore del Territorio, del suo Assistente e dei
militari non Tutsi installati nel capoluogo del Territorio. Solo
successivamente si sapra' che sono a Goma.

- il 22.07.97: massacro a Katale di parecchie persone non informate
della situazione, venute da Goma. Questi massacri sono continuati nella
giornata del 23.07.97 fino a sera.

- il 24.07.97: il Dottore e tutto il personale dell'ospedale partono da
Masisi,
questo provoca panico cosi come un movimento incontrollato della
popolazione, abbandonata a se' stessa. Questo movimento si stabilizza un
poco il 26.07.97.

- il 27.07.97: irritati dalla morte dei loro fratelli a Katale, dei
giovani si organizzano e attaccano i militari Tutsi a Katale. Lo scontro
avviene verso le 6.30 del mattino.

- il 28.07.97: i giovani organizzano un secondo attacco nel pomeriggio.
Falliscono dato che i militari Tutsi avevano appena ricevuto rinforzi
provenienti da Lushebere diretti verso Kahongole e altri ne sono
arrivati da Kinii.

- il 29.07.97 a mezzanotte: massacro della popolazione da parte dei
militari a Kahongole. Mortai e razzi cadono nel centro di Masisi. I
militari entrano a Masisi da tutte le direzioni (Mutiri, Lwanguba, Kinii
et Buabo). Alle 8 del mattino i villaggi di Lwanguba, Buabo,
Mushubagabo, Kinyangutu e Kyamarambo vengono incendiati dai militari.

- dal 30.07.97 al 01.08.97: i villaggi (Bulwa, Mukubangabo, Minfi,
Kwiriba, Kahocho, Buoye, Camp Saio, Birere, Centre-Masisi, Mutiri,
Kyniangutu, Butambo, Mafuo, Kishondja, Kyandao, Rona, Kibirangiro,
Kanii) vengono completamente incendiati e tutto cio' che si muove viene
decimato.

- il 02.08.97: calma precaria.

- dal 03.08 al 05.08.97: caccia dei militari Tutsi ai sopravvissuti dei
villaggi Bitara, Lwangura, Buabo, Kinii e nella foresta circostante.

- il 06.08.97: distruzione completa del villaggio Nyabiondo da parte dei
militari Tutsi di cui diamo qui di seguito qualche risultato:
1) Ufficio Amministrativo della Collettivita' incendiato con tutto il
mobilio, il materiale d'ufficio e tutti gli archivi;
2) la residenza del Capo della Collettivita' incendiata con tutto cio'
che vi si trovava all'interno;
3) il Centro Sanitario di Riferimento di Nyabiondo costituito da due
edifici in mattoni con tutte le attrezzature: maternita', ricovero, e
dispensario completamente distrutti;
4) il Centro Commerciale di Nyabiondo, tutti i negozi, le farmacie e le
case di abitazione incendiate, compresa la casa del Reverendo Farini e
quella del Signor Lukoo Shwandwe e Miancho; in breve, nessuna abitazione
e' rimasta in piedi, nel centro di Nyabiondo, neppure le case dei
lavoratori della Theki;
5) tutte le case dei quartieri Bususu, Katale, Kishondja, Buhama e
Mission Cepco/Kishondja incendiate;
6) i villaggi lungo la strada Masisi-Nyabiondo come Loashi, Bukombo,
Lulima e Mutsjmba incendiati;
7) le perdite umane sono enormi, alcuni cadaveri sono stati sepolti,
altri sono sparpagliati nella boscaglia e un gran numero sono stati
gettati nel fiume Loashi.

il 12.08.97: ripresa della caccia all'uomo nella boscaglia di Bitara a
Mutiri, Kiterire e Rango.

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Per convalidare il nostro rapporto, qui di seguito diamo un'idea su come
e' stato operato il cambiamento dal Governatore a capo di certe entita'
politico-amministrative del Nord-Kivu.

1. Territorio di Rutshuru
A) Collettivita' di Bwito
- Mumbiri Murara e' stato sostituito da Prosper Rwakanyenduga a capo del
Raggruppamento Tongo.
- Kahombo Kabonjo e' stato sostituito da Jovite a capo del
Raggruppamento Bukombo.
- Luanda e' stato sostituito da Musuhuke a capo del Raggruppamento
Bambu.
- Lungele Mukoba e' stato sostituito da Ntezayig Ihugo a capo della
Localita' Kifulo nel Raggruppamento Tongo.
- Lusingi Mualishya e' stato sostituito da Veneranda Rumumbuka a capo
della Localita' Butalongola.
B) Collettivita' di Bwisha
Tutti i capi di Raggruppamento sono stati sostituiti ad eccezione del
Signor Hadji Kadogo Bikamiro di Nyamilima. Lo stesso per i capi di
localita'.
Occorre menzionare che il Commissario di Zona Musoka Jean e' stato
sostituito dal Sig. Kamanzi, un Munyamurenge. E' lo status quo a capo
della Collettivita' Bwisha.

2. Territorio di Nyaragongo
- Il Capo della Collettivita' Bahame Bigaruka e' stato sostituito dal
Sig. Kahembe Kabutsitsi a capo del Circondario di Bakumu.
- Il Sig. Matungulu Baleke e' stato sostituito dal Sig. Katambara a capo
del Raggruppamento Kibumba.
- Il Sig. Sebishimbo Butaka e' stato sostituito dal Sig. Mushunju
Mbabanzi a capo del Raggruppamento Kibati.
- Il Sig. Deogratias Makombe e' stato sostituito dal Sig. Tharcisse
Mukonde Sebihogo a capo del Raggruppamento Buhumba.

3. Territorio di Masisi
Il Commissario di Zona Mujinga wa Nikombe e' stato sostituito da un ex
rifugiato Tutsi di nome Kanahura.
La maggior parte dei responsabili amministrativi sono Tutsi.
I capi tradizionali a tutti i livelli sono stati finora mantenuti, salvo
quelli che erano assenti che sono stati sostituiti da supplenti.

Saremmo incompleti se terminassimo questo rapporto senza fare delle
proposte all'Autorita' competente.

Per bloccare le ostilita' nelle Provincie del Nord e Sud-Kivu e
soprattutto nelle zone di Masisi e Rutshuru, suggeriamo al Presidente
della Repubblica Democratica del Congo di procedere nel modo seguente:
1. Inviare nel Sud e Nord-Kivu solo militari non originari con un
Generale dotato di forte personalita' a cui obbediranno tutti i militari
a lui facente capo. Tali militari devono essere capaci di far fronte
alle incursioni rwandesi.
2. Tutti i militari rwandesi ritornino nel loro paese.
3. Deve esser fatto divieto formale ai militari di andare in giro con
un'arma, tranne se sono in missione giustificata da un documento
debitamente firmato dall'autorita' realmente riconosciuta.
4. Riabilitare i capi tradizionali e rinforzare i loro poteri. Ingungere
ai capi tradizionali di gestire tutti i loro amministrati allo stesso
modo.
5. Organizzare una campagna per la coabitazione pacifica di tutte le
tribu' installate su uno stesso territorio.
6. Accertarsi che le autorita' provinciali e quelle di entita'
politico-amministrative non siano di nazionalita' dubbia.
7. Iniziare il piu' rapidamente possibile l'identificazione dei
connazionali.
8. Proibire agli Hutu e ai Tutsi che verranno riconosciuti Congolesi di
facilitare l'ingresso clandestino a Hutu e Tutsi del Rwanda.
9. Creare un'organizzazione efficace per il rilascio delle carte
d'identita'.

Crediamo cosi' di aver dato il nostro contributo per l'istituzione della
pace nei territori che, in questo momento, sono oggetto di disordini.

ECCO COME SI PRESENTA IL BILANCIO NON ESAUSTIVO DEI MORTI RISCONTRATI
DALL'INIZIO DELLA GUERRA DI LIBERAZIONE NEL TERRITORIO DI MASISI

Kinigi - 07.12.96 - 436 morti - 40 case incendiate in 22 villaggi

Bukumbilire - 08.12.96 - 50 morti - massacrati nel corso di una riunione

Katoyi - 09.12.96 - 820 morti - uccisi in riunione nella Collettivita'
di Katoyi

Matanda - 05.12.96 - 97 morti - massacri perpetrati a Kinduzi

Kironge - 25.12.96 - 17 morti

Bushiha - 25.12.96 - 8 morti

Mushaki - 25.12.96 - 19 morti

Rubaya - 2.96 - 19 morti - 40 case bruciate

Muho - 1.96 - 11 morti - diversi villaggi incendiati

Tchugi - 1.96 - due villaggi incendiati

Gatovu - 16.11.96 - 6 morti

Rukwi e Kilolirwe - 17.11.96 - 20.000 morti - diversi villaggi incediati
durante un meeting

Buraho et Cyandarama - 25.11.96 - 40 morti

Kagusa et Mianja - 17 morti il 21.11.96, il 23.12.96 463 morti -
massacrati tutti al mercato di Kagusa

Nyamitaba - 24.12.96 - 45 morti - e' stato incendiato tutto il centro

Kalonge - 22.12.96 - 6 morti

Nyakariba - 24.12.96 - 116 morti - sotterrati in una fossa comune (2
Padri sono stati massacrati - Nsengiyumwa Emmanuel et Charles - due
suore)

Muheto - 25.12.96 - 16 morti - il centro e' stato incendiato e 31
persone sono disperse

Kalonge - villaggio di Kalonge incendiato

Mokoto e Kilolirwe - dal 09.02.97 al 14.02.97 - 540 morti -
rastrellamento in 17 villaggi contigui

Cyamaneza e Kabagore - 23.02.97 - 31 morti - 14 persone carbonizzate in
una casa

Rusherere et Kanii - dal 9 al 23.02.97 - 420 morti - rastrellamento in
13 villaggi

Mweso e Butare - dal 9 al 23.02.97 - 362 morti - rastrellamento in 9
villaggi

Mweso - 14.04.97 - 100 morti - persone che si dirigevano verso il
mercato di Kabizo

Rugunja - fine marzo 97 - 8 morti - gli sono stati strappati gli occhi

Bitonga - inizio marzo 97 - 120 morti - case incendiate

Kabase/Nambi - marzo 97 - 50 morti - incendiate alcune case

Mihole - 08.12.96 - 45 morti - 10 case incendiate

Retour Katoyi - 10.12.96 - 15 morti - piu' di 100 case incendiate

Muho/Kibabi - 21.12.96 - 1 morto - 50 case incendiate

Kininira - 17.01.97 - nessun morto - 15 case e 35 magazzini

Nyarigano - 17.01.97 - 1 morto - 10 case

Bukonya - 17.01.97 - nessun morto - 18 case + magazzini

Mufunzi - 25.01.97 - 10 morti - piu' di 7 case

Kalangara - 25.01.97 - 41 morti - giovani che stavano giocando a calcio

Nyarunaba - 26.01.97 - 9 morti - 4 case incendiate

Rubaya - 24 e 28.08.97 - circa 100 morti - diverse case incendiate

Ngungu e Humule - dal 2 al 09.03.97 - 56 morti - rifugiati che si
dirigevano verso Karuba

Kashovu - 13.03.97 - 15 morti - 5 case incendiate

Humule e Rusoga - inizio aprile 97 - 63 morti - rifugiati che
rientravano
nel loro paese

Humule - 08.05.97 - 254 morti - rifugiati

Mbeshi-Mbeshe - marzo 97 - 700 morti - e' stato un rastrellamento
completo

Musongati - 08.07.97 - 4 morti - due villaggi incendiati

Kabingo - 09.07.97 - 2 morti - 160 case e piu' di 200 magazzini (sorgo)

Kibabi - luglio 97 - 11 morti - 64 villaggi incendiati con tutti i
magazzini

Nyarurazo - luglio 97 - 7 morti
 

Commenti

Molte persone sono morte e parecchi villaggi sono stati incendiati. La
situazione presentata e' corretta, ma non abbiamo potuto percorrere
tutte le localita' per fornire un quadro completo. Comprende sia gli
Hutu del Congo che i rifugiati uccisi.

Gli intellettuali sono stati massacrati o prelevati per destinazione
sconosciuta. Sono spesso vittime della confisca dei loro beni. Molti
direttori, insegnanti, prefetti e professori sono morti e altri sono
fuggiti verso la foresta e le citta'.

Le scuole e gli ospedali sono stati distrutti e saccheggiati.

Il resto della popolazione e' inquieta a causa dei massacri e degli
incendi che continuano.
 

Conclusione

Per maggiori informazioni, bisogna scendere sul campo e informarsi
presso la sfortunata popolazione rimanente. Quest'ultima fornira'
informazioni piu' precise.