Rapporto HRW e FIDH sui massacri nell'ex-Zaire

Rapporto congiunto di Human Rights Watch
e della Federation Internationale pour les Droits de l'Homme,
che ha l'obiettivo di provare le pesanti accuse a carico dell'Esercito
Patriottico Rwandese e dell'Alleanza delle Forze Democratiche per la
Liberazione del Congo - Zaire.
Questa e' la traduzione dei primi due capitoli, curata da Anne Marie Chiesa.
 

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I. SOMMARIO

L'Esercito Patriottico Rwandese e l'Alleanza delle Forze Democratiche per
la Liberazione del Congo-Zaire (AFDL) hanno attuato uccisioni massicce di rifugiati civili
ed altre violazioni dei principi basilari delle leggi umanitarie internazionali,
durante gli attacchi ai campi profughi dell'ex-Zaire (ora Repubblica Democratica del
Congo) che hanno avuto inizio alla fine del 1996 e nei conseguenti sette mesi durante la
guerra condotta attraverso il paese.
La guerra ha contrapposto l'AFDL, sigla usata qui per indicare tutte le forze sotto il comando nominale di Laurent-Desire' Kabila (1), con un importante appoggio dal Rwanda, Uganda, Burundi, Angola e altri stati vicini, contro una coalizione delle Forze Armate Zairesi (FAZ) dell'allora presidente Mobutu Sese Seko,
delle ex Forze Armate Rwandesi (ex-FAR), della milizia rwandese Interhamwe e di mercenari.
Inoltre per rovesciare l'ex presidente zairese Mobutu, l'Esercito Patriottico Rwandese
e l'AFDL hanno  cercato di disperdere i campi profughi nell'est dello Zaire, rifugio per
centinaia di migliaia di rifugiati civili cosi' come per le ex-FAR e gli Interhamwe. Sin
dall'inizio della guerra nell'ex Zaire sono stati commesse gravi violazioni delle leggi
umanitarie internazionali da tutte le parti in conflitto.

La natura e la vastita' degli abusi commessi dalle varie parti armate nel
corso della guerra differivano in modo significativo. Le FAZ, mal equipaggiate e
scarsamente motivate a combattere l'AFDL, si sono resi responsabili insieme ai loro alleati
mercenari di innumerevoli atti di saccheggio, distruzione e stupro oltre a bombardamenti
indiscriminati della popolazione congolese che hanno dato come risultato numerose vittime
civili. Prima della guerra le FAZ, gli Interhamwe e le milizie locali hanno condotto
attacchi contro le popolazioni civili delle regioni dell'est come parte di una campagna
nazionale di intimidazione contro l'etnia congolese Tutsi (2). Le ex-FAR e la milizia
Interhamwe hanno sostenuto la loro lotta con l'AFDL e i suoi alleati con il furto
largamente diffuso verso la comunita' congolese e usando i rifugiati civili come scudo. Le
ex-FAR e le milizie armate che sono fuggite dal Rwanda sulla scia del genocidio sono state
responsabili di uccisioni sporadiche di congolesi e secondo quanto riportato di alcuni
rifugiati civili.
Membri dell'AFDL, in particolare persone che parlano Kinyarwanda e
Kiswahili, truppe regolari dell'Esercito Patriottico Rwandese, e i loro alleati sarebbero responsabili
di uccisioni su larga scala di rifugiati civili del Rwanda per tutta la durata della
loro avanzata militare attraverso la Repubblica Democratica del Congo (Congo). Un
ufficiale rwandese che era a capo delle truppe, testimone di parecchi massacri in Congo commenta, "E'
cosi' facile uccidere qualcuno, basta fare cosi' (puntando le dita come una pistola) ed
e' fatto."

Queste uccisioni rappresentano le ultime in un ciclo di massicce violazioni
della legge umanitaria internazionale e dei diritti umani nella regione dei grandi
laghi, nei quali l'impunita' degli esecutori e' stata la regola. Human Rights Watch e la
Federazione Internazionale delle Leghe per i Diritti Umani (FIDH) pubblicheranno presto
un piu' ampio resoconto del genocidio del 1994 in Rwanda, includendo gli eventi
precursori e la risposta del tutto inadeguata della comunita' internazionale.

Human Rights Watch e FIDH hanno intervistato congolesi, rifugiati, e
operatori di organismi umanitari internazionali e stranieri residenti da lungo tempo in
diverse province del Congo e nella sub-regione durante una missione durata sei
settimane. Human Right Watch e FIDH hanno visitato una tratto di strada lungo 80 chilometri,
in una regione del Congo distante dalle aree in cui avevano luogo i combattimenti, lungo
la quale i rifugiati civili venivano massacrati da membri dell'AFDL e dall'Esercito
Patriottico Rwandese. In questa area, Human Rights Watch e FIDH hanno fotografato i
luoghi di fosse comuni di rifugiati e parti di strada ancora disseminate di corpi in
decomposizione tra cui erano chiaramente identificabili i resti di donne e bambini. Molti teschi
visti e fotografati presentavano fori o erano fratturati facendo pensare a colpi
con un oggetto pesante.
Le testimonianze di testimoni oculari che descrivono come alcuni rifugiati
siano stati uccisi confermano le prove materiali sul campo, come crani fracassati o
altri traumi fisici.
I rifugiati in questa particolare area sono stati uccisi, facendo uso in
larga misura di machete e coltelli, dai membri dell'AFDL e dell'Esercito Patriottico
Rwandese di lingua kinyarwanda e kiswahili.
Prima dell'arrivo dell'AFDL e dell'Esercito Patriottico Rwandese in questa
area, le ex-FAR e gli esuli rwandesi armati che hanno operato con loro si sono resi responsabili
di numerosi furti, distruzioni e, secondo quanto riportato, di alcune uccisioni di
civili congolesi.

Le uccisioni e le violazioni delle leggi umanitarie internazionali in
questa area rappresentano uno spaccato degli eventi che si sono verificati in tutto il
Congo. Migliaia di rifugiati, spesso giovani, malati e coloro che erano troppo deboli per
fuggire sono stati uccisi dai soldati dell'AFDL e dall'Esercito Patriottico Rwandese
mentre avanzavano attraverso il Congo. Migliaia di altri rifugiati civili sono stati
deliberatamente isolati dagli aiuti umanitari dando come risultato migliaia di morti dovute
a fame, disidratazione e malattie. Molti dei resti dei rifugiati che sono stati
uccisi dall'AFDL o dall'Esercito Patriottico Rwandese sono stati riesumati e bruciati oppure
collocati fuori dalla vista di potenziali testimoni. I congolesi sono stati intimiditi dal
fornire informazioni riguardo le uccisioni attraverso arresti, percosse e
l'uccisione di coloro che hanno osato parlare apertamente. In Congo continuano le uccisioni di
civili di vari gruppi etnici in maniera piu' notevole nell'est del paese dove questioni
irrisolte di diritti per la terra, cittadinanza e poteri tradizionali hanno aggravato le
violenze tra sopravvissuti delle ex-FAR, dell'ex esercito di Mobutu (ex-FAZ) e altre
milizie congolesi a base etnica tutti allineati contro le truppe dell'Esercito Patriottico
Rwandese che presidiano ancora la regione.

Alcuni membri della comunita' internazionale, compresi gli Stati Uniti, si
erano resi conto dell'intenzione del Rwanda di attaccare i campi profughi nell'est
dello Zaire molto in anticipo o hanno appoggiato l'idea, o sono stati incapaci di proporre
soluzioni alternative alle sfide poste dai campi,oppure non hanno fatto nulla per
evitarle. Dopo mesi di dinieghi il Vice-Presidente Paul Kagame all'inizio di giugno 1997, ha
affermato la responsabilita' per la progettazione e il comando dell'invasione dell'ex
Zaire e ha spiegato che il suo obiettivo di disperdere i rifugiati e annientare le
ex-FAR e gli Interhamwe era stato reso noto a responsabili delle Nazioni Unite e degli
Stati Uniti insieme ad altri membri della comunita' internazionale. Gli Stati Uniti hanno
fornito un supporto politico strategico alle autorita' rwandesi nell'intera campagna militare
in Congo e fino ad oggi; testimoni affidabili hanno dichiarato che militari USA hanno
addestrato e fornito assistenza all'Esercito Patriottico Rwandese in territorio congolese.

Nell'aprile 1997, dietro  raccomandazione del Relatore speciale in Zaire
delle Nazioni Unite, la Commissione per i diritti umani delle Nazioni Unite ha richiesto
che venisse condotta un'indagine sulle uccisioni di massa e altre gravi violazioni dei
diritti umani in Congo. Fin da allora, il governo congolese ha richiesto variazioni nel
mandato di inchiesta delle Nazioni Unite e ha ripetutamente bloccato l'inchiesta.
L'appoggio internazionale per l'inchiesta e' stato fluttuante: le negoziazioni tra
Kabila e l'ambasciatore USA Bill Richardson e il segretario generale delle Nazioni
Unite Kofi Annan hanno portato a un cambiamento nel capitolo relativo alla missione
delle Nazioni Unite e del suo mandato; per quanto riguarda questo scritto, tuttavia, le Nazioni
Unite, l'Unione Europea e gli Stati Uniti hanno preso una posizione piu' energica riguardo
alle indagini che hanno luogo, insistendo che l'aiuto internazionale venga condizionato alla
cooperazione con la missione delle Nazioni Unite. Membri importanti
dell'Organizzazione per l'Unita' Africana (OUA) sono stati risoluti nel loro sostegno a Kabila
nel caso in cui sfidasse le inchieste delle Nazioni Unite.

I governi congolese e rwandese, insieme con la comunita' internazionale,
dovrebbero prendere tutte le misure necessarie per porre fine all'impunita' nella
regione. Cio' include sopralluoghi pubblici da parte di tutti i governi interessati
poiche' i massacri di civili hanno avuto luogo durante il conflitto armato in Congo, cosi'
come il fatto di insistere che criminali di guerra vengano indagati e ritenuti responsabili
dei loro atti.
In parallelo, dovrebbero essere rafforzati gli sforzi di portare in
giudizio coloro che hanno perpetrato il genocidio del 1994 in Rwanda. La comunita'
internazionale dovrebbe incoraggiare l'aumento di organizzazioni congolesi della societa' civile e
fornire aiuti nelle aree strategiche nel campo sanitario ed educativo attraverso
organismi non governativi, ma condizionare tutti gli altri aiuti umanitari ad una
completa adesione e collaborazione con la Missione d'inchiesta del Segretario Generale delle
Nazioni Unite e al rispetto delle norme internazionali per i diritti umani. L'aiuto
internazionale per le istituzioni nazionali giudiziarie dovrebbe essere una priorita'
urgente non appena il governo congolese abbia cooperato pienamente con la Missione d'inchiesta
delle Nazioni Unite.

II. RACCOMANDAZIONI

Al governo della Repubblica Democratica del Congo

* Sospendere ed indagare i membri dell'AFDL sospettati di essere coinvolti
nei massacri di civili e in altre violazioni delle leggi umanitarie e ritenerli
personalmente responsabili per tali abusi; i membri dell'AFDL che hanno ostacolato
l'assistenza umanitaria alle popolazioni civili dovrebbero essere soggetti ad inchiesta
e perseguiti legalmente laddove e' necessario. Gli ufficiali dell'AFDL e le truppe sotto
inchiesta dovrebbero essere sospesi dalle loro posizioni di autorita' per la durata
dell'indagine.

* Denunciare pubblicamente le uccisioni deliberate di civili in Congo ad
opera di tutte le parti in conflitto, inclusi i militari stranieri provenienti dal Rwanda e
da altri stati vicini, nel corso della guerra durata sette mesi che ha portato al potere
l'AFDL, cosi' come le uccisioni che continuano tuttora. Insistere che coloro che sono
responsabili vengano immediatamente ritirati dal settore e siano soggetti ad inchiesta e
perseguiti legalmente laddove e' necessario, sia in Congo che nei loro paesi di origine.

* Proteggere i rifugiati dispersi all'interno e altre popolazioni civili
dagli abusi commessi dai membri dell'ex Esercito Rwandese (ex-FAR, Forces Armees
Rwandaises), degli Interhamwe ed altre milizie armate e dalle FAZ; nel far cio', rispettare le
leggi umanitarie internazionali e prendere tutte le misure possibili per limitare
incidenti ai civili e ai rifugiati durante le operazioni militari.

* Cooperare pienamente con il Tribunale Criminale Internazionale di Arusha
nel portare davanti alla giustizia coloro che sono responsabili per il genocidio del
1994 in Rwanda.

* Consentire alla Missione d'inchiesta del Segretario Generale delle
Nazioni Unite un libero accesso a tutte le regioni del Congo ed assicurargli sicurezza ed
indipendenza in conformita' al proprio mandato. Dare ordine ai membri dell'AFDL e alle
altre forze militari presenti in Congo di cessare la distruzione delle prove dei
massacri di civili e di altri abusi. Incoraggiare la popolazione congolese e i militari
dell'AFDL a cooperare con la Missione delle Nazioni Unite ed assicurare protezione a coloro che
forniscono informazioni.

* Cessare la propria campagna intimidatoria contro potenziali testimoni di
massacri di civili. Indagare sugli abusi ai diritti umani commessi dall'AFDL e da altre
forze militari sul territorio congolese contro individui sospettati di collaborazione con
la Missione d'inchiesta delle Nazioni Unite.

* Garantire protezione ed assistenza ai rifugiati sul territorio congolese
in conformita' con gli standard internazionali, includendo il diritto al non-rimpatrio.
Creare le condizioni necessarie per l'Alto Commissario per i Rifugiati delle Nazioni
Unite (UNHCR) di fornire assistenza e protezione ai rifugiati che rimangono in Congo.

* Sostenere il lavoro delle organizzazioni congolesi della societa' civile,
specialmente quelle impegnate nella protezione e promozione dei diritti umani.

* Creare istituzioni nazionali che promuovano le norme di legge e il
rispetto dei diritti umani, in particolare una commissione giudiziaria indipendente e una
commissione permanente per i diritti umani.

* Avviare programmi di formazione sui principi fondamentali dei diritti
umani e delle leggi umanitarie internazionali per i membri della polizia, dell'esercito e
della giustizia.
 
 

Al governo del Rwanda

* Allontanare, sospendere da incarichi attivi ed indagare i militari
rwandesi sospettati di essere coinvolti nei massacri di civili in Congo e ritenerli
personalmente responsabili per tali abusi; i membri dell'Esercito Patriottico Rwandese che hanno
ostacolato l'assistenza umanitaria alle popolazioni civili dovrebbero essere soggetti
ad indagini e perseguiti legalmente laddove e' necessario.

* Fornire assistenza alla Missione d'inchiesta delle Nazioni Unite in Congo
nell'adempimento della propria missione svelando pubblicamente i nomi degli
ufficiali e dei reparti rwandesi dispiegati in Congo dal settembre 1996 fino ad oggi,
cosi' come ogni altra informazione rilevante per il suo mandato.

* Denunciare le uccisioni deliberate di rifugiati civili e di civili
congolesi nel corso della guerra che ha portato al potere l'AFDL e fino ad oggi.

* Fornire protezione ed assistenza ai rifugiati nel rimpatrio in Rwanda.
Cooperare pienamente con l'UNHCR nei suoi sforzi di fornire protezione ed assistenza
ai rifugiati, in particolare consentendogli l'accesso a coloro che sono rientrati
recentemente.
 
 
 

A tutti i membri della Comunita' Internazionale, inclusi le Nazioni Unite,
l'Unione Europea e i suoi stati membri, gli Stati Uniti e l'Organizzazione per
l'Unita' Africana.

* Insistere che la responsabilita' per abusi ai diritti umani in Congo e
Rwanda non venga sacrificata per ragioni economiche o diplomatiche. I membri delle ex-FAR e
delle milizie Interhamwe, cosi' come le singole persone dell'AFDL, dell'Esercito
Patriottico Rwandese e altri militari o mercenari responsabili di uccisioni massicce di civili in
Rwanda o in Congo non dovrebbero aver garantita l'impunita'.

* Considerare un'estensione del mandato del Tribunale Criminale
Internazionale di Arusha per includere la giurisdizione sui crimini di guerra e sui crimini contro
l'umanita' commessi durante la guerra in Congo.

* Rendere una priorita' urgente l'assistenza al sistema giudiziario
congolese non appena il governo del Congo abbia pienamente acconsentito e cooperato con la
Missione d'inchiesta delle Nazioni Unite. Insistere sulla trasformazione  del sistema
giudiziario in istituzione indipendente. Fornire assistenza al governo congolese per la costituzione
di altre istituzioni nazionali che aiutino a promuovere le norme di legge, quali una
commissione permanente per i diritti umani, non appena ci sia la piena cooperazione con
l'equipe delle Nazioni Unite.

* Fornire aiuto immediato alla popolazione congolese per mezzo di canali
non governativi per l'assistenza umanitaria. Condizionare la convocazione di qualsiasi
incontro di donatori e le garanzie per gli aiuti non umanitari, in particolare il
sostegno alla bilancia dei pagamenti, al pieno consenso e alla piena cooperazione con la
Missione di inchiesta del Segretario Generale delle Nazioni Unite e al rispetto dei
diritti umani.
L'Unione Europea dovrebbe togliere la sospensione degli aiuti allo sviluppo
al Congo, come sottolineato dalla Convenzione di Lome', solo in base al pieno consenso e
alla piena cooperazione con la Missione d'inchiesta del Segretario Generale delle Nazioni Unite.

* Sostenere le organizzazioni congolesi della societa' civile nei loro
sforzi per promuovere e proteggere i diritti umani. Incoraggiare il governo congolese
a favorire la crescita di tali organizzazioni e tenerle in considerazione.

* Mettere a disposizione dell'UNHCR risorse umane e finanziarie per
consentire un processo di determinazione individuale dello stato di rifugiato per rwandesi,
burundesi ed altri rifugiati della subregione. Dovrebbero essere forniti protezione,
assistenza e il diritto di asilo a coloro che vengono riconosciuti tali dagli stati della regione
dei Grandi Laghi cosi' come dalla comunita' internazionale.

* Garantire che le ex-FAR, le milizie Interhamwe ed altri implicati nel
genocidio del 1994 in Rwanda cosi' come quelle forze e le FAZ di Mobutu che hanno
commesso crimini di guerra e altre violazioni alle leggi umanitarie sotto il governo di Mobutu
o da quando l'AFDL ha preso il potere vengano perseguiti ovunque essi siano e
assicurati alla giustizia.

* Le Nazioni Unite dovrebbero continuare la loro inchiesta sui diritti
umani in Congo incuranti se il governo di Kabila non collabora con l'inchiesta stessa. Se
l'accesso al territorio congolese e' impossibile, le Nazioni Unite dovrebbero continuare
l'inchiesta in base a fonti disponibili al di fuori del paese. L'equipe delle Nazioni
Unite dovrebbe anche indagare i vari livelli di responsabilita' della crisi, includendo il
fallimento della comunita' internazionale ad eliminare gli elementi armati dai campi
dell'est dello Zaire e l'aver permesso loro di preparare una nuova lotta contro il Rwanda.

Specifiche raccomandazioni al governo degli Stati Uniti

* Riconoscere pubblicamente e denunciare le uccisioni deliberate di civili
in Congo da parte di membri dell'AFDL, di truppe dell'Esercito Patriottico Rwandese e
di membri di altre forze militari straniere alleate con l'AFDL e rendere pubbliche tutte le
informazioni disponibili riguardo a queste atrocita'.

* Il Dipartimento della Difesa degli Stati Uniti e altre agenzie
governative dovrebbero rendere noto pienamente la natura di tutto il coinvolgimento presente e
passato nell'addestramento, nel supporto tattico, nell'assistenza sul campo, nelle
spedizioni di armi in Rwanda o Congo ad uso dell'AFDL o dei rwandesi, ugandesi o di altre
forze operanti nella Repubblica Democratica del Congo.

* Condurre indagini per determinare se qualcuno dei militari coinvolti nei
massacri dei civili o in altre gravi violazioni delle leggi umanitarie internazionali
sia stato addestrato dalle forze armate o da altre agenzie degli Stati Uniti sia
nella regione che negli Stati Uniti. Rendere pubblica l'identita' di tali militari e
insistere perche' vengano perseguiti legalmente laddove e' necessario.

* Sospendere immediatamente qualsiasi supporto tattico, assistenza sul
campo o spedizione di armi in Rwanda. Gli Stati Uniti dovrebbero condurre una completa
valutazione dell'efficacia dell'addestramento militare USA in Rwanda alla luce delle leggi umanitarie
internazionali, della giustizia militare e di altri aspetti pertinenti al rispetto dei
Diritti Umani.  Gli Stati Uniti dovrebbero rendere noti i propri risultati di questa
inchiesta.