DISCORSO DI KABILA A BUKAVU: STATO D'URGENZA
Le rapport de l'AZADHO sur la situation
des droits de l'homme en RDC en
1997
Violent attack on human rights activist
COMITATO "DROITS DE L'HOMME MAINTENANT!"
Refoulement de RDC au Rwanda et au Burundi
DES CACHOTS ET FOSSES
COMMUNES DANS
DES RESIDENCES PRIVEES
A KINSHASA
INTERDICTION DE FONCTIONNEMENT
DE LA RADIO CATHOLIQUE
AMANI
Enlevement
de M. Paul Nsapu et Sabin Banza a' Kinshasa
PAUL NSAPU ET SABIN
BANZA DE LA LIGUE
DES ELECTEURS ENLEVES
ET ECROUES A
L'ANR/GOMBE
LETTER DES ONG AU MINISTRE DE LA JUSTICE
Detenus pour un memo adresse' a' Kabila
LA FAMILLE Z'AHIDI CHOQUEE
PAR
LES IMAGES TELEVISEES
DE LEUR FILS
Arrestation d'Apollinaire Muholongu
Condamne de l'arrestation
de Nsapu et Banza
ARRESTATIONS ARBITRAIRES A BUTEMBO
KIDNAPPES
PAR LA POLICE DE L'AFDL, LES ACTIVISTES
SABIN
BANZA ET PAUL NSAPU
COROUPISSENT
TOUJOURS AU CACHOT.
MESSAGE DES
ACTIVISTES DES DROITS DE L'HOMME
KIDNAPES
PAR LA POLICE
POLITIQUE
DE L'AFDL AU PEUPLE CONGOLAIS
Subject:
DISCORSO
DI KABILA A BUKAVU: STATO D'URGENZA
Date:
Tue, 17 Mar 1998 21:03:21
+0100
From:
"Comit. solid. con il Congo-Kinshasa"
<congosol@tin.it>
To:
mailing list africa <africa@peacelink.it>
DISCORSO DI LAURENT DESIRE KABILA,
PRESIDENTE DELLA REPUBBLICA DEMOCRATICA DEL CONGO ALLE AUTORITA' CIVILI
TRADIZIONALI E MILITARI RIUNITE NEL SUO GABINETTO A BUKAVU.
DOMENICA 25 GENNAIO 1998
INTRODUZIONE
Questo testo e' stato trascritto ascoltando la registrazione sonora
trasmessa dalla radio nazionale, stazione provinciale del sud-Kivu,
martedi' 27 gennaio 1998.
La traduzione francese ha cercato di rispettare lo stile orale dello
swahili (nota del traduttore).
PRESENTAZIONE DA PARTE DEL GOVERNATORE
Abbiamo in questa sala il direttore di provincia, gli amministratori
territoriali, gli amministratori Bami, e i capi di settore; e' presente
anche qualche rappresentante dei Banyamulenge; e' presente l'ispettore
principale della polizia e un gruppo di consiglieri del Ministero di
Stato
agli Affari Interni.
Signor Presidente.
DISCORSO DEL CAPO DELLO STATO
E' bene che vi veda ancora per poter parlare delle questioni del Sud
Kivu.
E' una delle nostre province piu' belle, che ha una storia e degli
uomini
che hanno combattuto per la giustizia; ho attraversato tutta la regione
del
sud-Kivu dove un tempo avevo stabilito numerose basi quando ci chiamavano
ancora "Mulele", al momento in cui noi andavamo alla ricerca dei vostri
diritti. Durante tutto questo tempo, sono passato dappertutto, in tutte
le
parti del sud-Kivu.
Ecco perche' i problemi del Sud-Kivu sono i problemi di tutta la nazione,
e
noi dobbiamo discernerli ogni giorno poiche' si tratta di una regione
di
frontiera. Questa frontiera contiene un miscuglio di tribu' tra cui
si
trova gente del Burundi, gente del Rwanda e gente dell'Uganda. E' per
questo che la nostra frontiera dell'Est, come ho detto ai membri del
mio
governo, tra cui il Ministro agli Interni, il Ministro degli Affari
Esteri,
il capo della Sicurezza, loro lo sanno tutti, gliel'ho detto l'anno
scorso:
ci saranno molti problemi del Congo che avranno origine qui all'Est.
Poiche' a causa della compenetrazione delle tribu' e della mancanza
di
stabilita' nei paesi vicini, sara' difficile mantenervi l'ordine.
Percio', questa regione sara' terreno fertile per tutte le avventure
politiche, interetniche, ed anche per i tentativi di occupare il paese.
E' questo che potrebbe succedere qui. In effetti, in definitiva, e'
un
posto che vorremmo sorvegliare con cura, perche' sara' suscettibile
alla
destabilizzazione.
E questo si e' verificato in questi ultimi mesi quando ho detto questo
ai
miei ministri, non c'era ancora il problema "Mai-Mai" ne' altro. Adesso
i
miei interlocutori dicono che stanno vivendo l'avveramento di una profezia.
Tuttavia non c'e' nessuna profezia. Occorre saper ben discernere, conoscere
la storia del proprio paese e studiare gli avvenimenti cosi' come si
presentano.
E' per questo che io sono venuto qui. E' cosa buona che io venga qui
di
tanto in tanto anche senza averlo programmato; purtroppo il nostro
paese e'
immenso, come sapete, e non si puo' essere in un solo posto. Ogni entita'
ha i propri problemi specifici da risolvere.
E adesso, visto che mi trovo a Bukavu, sono contento di poter parlare
con
voi delle questioni del Sud-Kivu.
Prima di venire qui, mi sono state descritte e sono stato informato
nel
rapporto quotidiano delle numerose tensioni esistenti in particolare
qui, e
soprattutto tra i Tutsi congolesi che abitano all'interno, e che voi
chiamate Wanyamulenge, e i Wabembe con un'altra parte dei Warega.
In seguito ci e' stato detto, l'abbiamo saputo, il fenomeno "Mai-Mai"
non
e' un'espressione di malcontento popolare. E' assolutamente falso.
E' un MOVIMENTO INSURREZIONALE CONTRO IL POTERE COSTITUITO.
NON E' UN MODO PER FAR GIUNGERE I DESIDERATA DELLA POPOLAZIONE, LE
LORO
RIVENDICAZIONI, AL LORO GOVERNO:
"MAI-MAI" E' UN'ALTRA COSA,
POICHE' FUNZIONA D'INTESA CON L'ESTERO, CON LE POTENZE STRANIERE.
Le prove? Sono numerose!
ANCHE IL "VATICANO" E' IMMISCHIATO,
ATTRAVERSO LE "CARITAS" E ALTRE COSE DI QUESTO TIPO!
E voi mi venite a dire che questa e' una maniera di esprimere il
malcontento? A tutta quella gente li' la nostra rivoluzione non e'
piaciuta, cioe' che arrivasse il cambiamento nel nostro paese.
Ora loro cercano di fare questo: di creare un movimento insurrezionale
che,
con LE MANOVRE DELLE AMBASCIATE COME QUELLA DI FRANCIA A BUJUMBURA
E IL
SEDICENTE CONSOLE DI FRANCIA qui con delle cose come "Sima-Kivu", voi
lo
conoscete, e altre ONG che sono qui.
Noi conosciamo minuziosamente tutti i dettagli. Tutti convergono verso
la
volonta' di fare dei Mai-Mai, di formarli cioe' di cercare di sfruttare
l'ignoranza di parecchie persone per utilizzarle come cavallo di battaglia
per ottenere dei guadagni politici.
Si dice che "Mai-Mai" e' un movimento che cerca di combattere l'occupazione
del nostro paese da parte degli stranieri, soprattutto da parte dei
Rwandesi, o dei Tutsi congolesi che sono considerati come stranieri.
Loro
dicono che questo e' un loro obiettivo e che a causa di cio' bisogna
essere
simpatici con gli interahamwe, cioe' con questa gente di cui tutti
voi
sapete che ha commesso delle stravaganze, e che e' venuta qui esportando
il
suo odio e le sue divisioni etniche di casa sua in Rwanda.
Loro si sono introdotti qui, e hanno cominciato a contaminarvi perche'
loro
si dichiarano "Bantous".
Loro dicono che la liberazione qui occupa il nostro paese. E voi non
ignorate che sono loro che avevano i soldati del regime di SESE SEKO.
Quando i militari, cittadini di questo paese, hanno rifiutato di combattere
contro di noi, i combattimenti accaniti contro di noi sono stati condotti
dagli Interahamwe e dai FDD del Burundi. Essendo stati sconfitti e
cacciati
dal loro paese, sono arrivati come rifugiati. Mobutu ha dato loro grandi
spazi per l'addestramento, e loro hanno introdotto le armi; sono diventati
i suoi protettori.
Tutta la guerra fino a Moba... a Moba non c'erano le FAZ! C'erano solo
le
FDD. E' cosi' che si e' svolta la guerra di liberazione.
Attualmente queste persone, sono loro i liberatori che pretendono di
essere, perche' il Sud Kivu divenga la loro base arretrata e perche'
non
possono sopravvivere senza sfruttare l'ignoranza delle nostre popolazioni?
"Oh il nostro paese e' gia' conquistato, e' conquistato".
Chi puo' conquistare un paese come questo! anche se ci sono delle angherie
qui e la', ma... nessun paese puo' conquistare un territorio come questo.
Ma loro sfruttano questo pretesto perche' ogni tanto vedono le
truppe
dell'APR che noi stessi abbiamo sollecitato, quando non erano in gran
numero, ma un numero ridotto.
Ma noi abbiamo sollecitato il loro comando, cioe' per i gradi inferiori,
allo scopo di comandare i nostri giovani, perche' parecchi nostri ufficiali
erano deceduti durante la guerra che e' durata molto tempo. Cosi',
ci e'
mancato il comandante di un'unita'... voi dovete trovare una compensazione.
Mobutu utilizzava i mercenari, dei mercenari che noi abbiamo respinto
da
Watsa fino a Kisangani.
Loro facevano delle chiacchiere secondo cui si apprestavano a fare
"un'offensiva fulminea e totale".
C'erano molti mercenari tra di loro, voi avete sentito le lingue in
cui
comunicavano. hanno provato a seguirmi dappertutto, a Goma etc, in
complicita' con alcuni paesi vicini, dicendo che volevano solamente
avere
dell'oro. Hanno chiesto che gli cedessi Kilo Moto e tutte le miniere
de
MONGBWALU...
Hanno detto che avrebbero preso l'oro e se ne sarebbero andati, che
non si
sarebbero battuti.
Mi hanno detto che avremmo firmato un accordo. Ha ha! Accordo! Tra
Gesu' e
il diavolo? Ha - ha ha ha!
Voi constatate che tutta questa gente si e' riunita a Kisangani per
fare la
resistenza. Noi li abbiamo respinti e dispersi.
Durante tutta la guerra, c'erano degli ufficiali dell'esercito rwandese
in
numero rilevante. Non e' il governo rwandese che ce li ha mandati;
e'
l'amicizia tra la nostra Direzione e quegli ufficiali.
Comunque, per la maggior parte dei combattenti, come voi avete visto
quando
siamo arrivati, noi venivamo, gli domandavamo di aderire alla nostra
causa,
loro si arruolavano ed erano tutti compatrioti e solamente compatrioti;
come comparare qualche tremila uomini, quando noi avevamo 57.000 congolesi?
Ci si compiace a vedere solamente gli ufficiali e i quadri di comando,
dimenticando quelli che hanno combattuto veramente.
E voi venite a dire che questa gente ci puo' strappare il territorio.
Che
territorio ci possono strappare!
E ora, ecco queste maldicenze, questi pretesti che utilizzano coloro
che
vogliono che il Kivu diventi oggi la loro base arretrata. Allora, non
e'
piu' "l'organizzazione che esprime le rivendicazioni del popolo di
qui".
Perche' ci sono tante tensioni?
Prima di tutto, c'e' la volonta' manifesta di destabilizzare questo
paese
perche' sia ingovernabile, perche' non si sviluppi, e per questo bisogna
distruggere la pace.
E qui, per distruggere la pace, loro utilizzano molte persone che hanno
sete di potere, che vogliono diventare governanti semplicemente perche'
sono nativi di qui e non possono accedere al potere se non utilizzando
la
loro appartenenza tribale locale.
Cosi', loro potranno apparire come dei leaders agli occhi dei paesi
stranieri.
Tra di loro ci sono molti intellettuali, tutti quelli che in ogni modo
sono
in rapporto stretto con le truppe di Mai-Mai, degli interahamwe, e
di altre
milizie, noi li conosciamo molto bene.
Io sono venuto a conversare con le autorita' di qui per domandar loro
di
fare affidamento su questo governo.
Perche' il mio governo e' un governo di combattimento.
Io ho saputo che un Mwami, e lo conosciamo, ha fatto delle dichiarazioni
alla radio secondo le quali il fenomeno Mai-Mai e' la voce del popolo
per
fare conoscere al governo il suo malcontento; che si tratta di un movimento
unanime e popolare, "che ci sono molti intellettuali, e questo, e quello".
Ma, prima di tutto, questa e' una maniera di trastullarsi avendo le
spalle
al muro!
Anche se ci fossero degli intellettuali e fossero numerosi la' dentro,
questo non gli da' ragione.
Il loro "intellettualismo", perche' non gli ha permesso di scacciare
la
dittatura di Mobutu, quando questa metteva la gente in ginocchio, fino
a
fargli ingoiare le loro (feci?)
E voi ve la prendete ora con gli eroi che hanno cacciato Mobutu, perche'
anche voi cominciate ora a credervi degli eroi!
Voi vi esponete a delle situazioni impossibili.
Ora, considerando la situazione di qui: non dico che sono cose che
riguardano il problema della nazionalita' che mi hanno condotto qui.
A
questo riguardo non ci sono problemi!
La nazionalita' NON SI PUO' OTTENERLA UTILIZZANDO LA FORZA DEL FUCILE.
PER
NIENTE! E soprattutto non con questo governo. Se e' vostro diritto
stabilito, non si puo' togliervelo con le armi ed altri non possono
rifiutarvi la nazionalita', voi siete congolesi, sia che siate tra
i
Banyamulenge, che tra altre persone.
Tutti questi non sono che problemi puramente "amministrativi" che
generalmente vengono "regolati sulla carta". Non e' necessario prendere
le
armi per questo.
Non molto tempo fa, la gente viveva in pace insieme. Quando passavamo
per
queste colline quando noi eravamo giovani, in tutta questa regione
regnava
una pace totale.
Anche quando nel 1995 e ancora nel 1994 avevamo inviato una missione
di
mobilitazione per organizzare delle cellule con lo scopo di combattere
il
nemico, noi abbiamo incontrato laggiu' molta resistenza da parte di
parecchie tribu'.
E certe popolazioni hanno denunciato i nostri uomini. Anche certi
Banyamulenge hanno seguito questo esempio. Sono buoni e sono cattivi.
Evidentemente, almeno per quello che li concerne, erano in collera
a causa
delle loro mucche defraudate e mangiate. Ma loro hanno ospitato i nostri
uomini per molto tempo.
C'erano degli uomini di contatto tra me e loro.
Come mi potete convincere, che queste persone non sono di questo paese
mentre io le conosco e sono al loro fianco da molto tempo!
Ma non si tratta solo di loro, perche' anche a quell'epoca, tra i
Banyamulenge, c'erano dei partigiani di Mobutu; tra gli ufficiali di
Mobutu, c'erano molti Banyamulenge.
Voi conoscete gli ufficiali Tutsi che facevano parte del suo esercito.
Dunque essi costituivano un problema. Cosi' erano anche loro dei ribelli?
Come altre tribu', questa non era peggiore delle altre. Anche se certe
popolazioni si rifiutavano di mostrare la strada ai nostri uomini,
di dar
loro da mangiare, di lasciarli avvicinare alle proprie donne ed eravamo
costretti ad alloggiare nelle chiese dei Banyamulenge, a fare le riunioni
di notte, alle 4 del mattino...
I Banyamulenge "ci hanno aiutato!".
Perche' siamo arrivati cosi' lontano? Perche' ogni volta gli altri
volevano
mettere le mani su di noi e condurci, e alcuni hanno anche tentato
dopo che
noi avevamo superato BARAKA, vicino a MISUFI, di prendere la nostra
linea,
la mia colonna armata. Questo non molto tempo fa, nel 1996.
Miei cari compatrioti, in tutto questo io credo, io, che da questo lato,
tutte queste contraddizioni tra voi cittadini, noi cercheremo
di aiutarvi
a risolverle e a chiarirle.
La soluzione non e' quella che altri consigliano, di cacciare gli altri:
"cacciate tutte queste persone, che rientrino a casa loro in Rwanda"!
Ma non sono persone con cui voi avete vissuto, con cui voi avete costruito,
ecc.?
E ancora l'ultima volta che sono passato di qui nel maggio 1996, ogni
volta
che trovavo una chiesa ben costruita, era quella dei Banyamulenge.
Gli
altri non hanno che delle capanne ridicole come se non amassero il
loro
paese.
Penso che tutti quelli che conoscono queste colline possono testimoniarlo.
Non voglio dire con questo che queste colline appartengono a loro, e
a loro
soltanto; ci sono altre popolazioni che vivono li'.
Quello che volevo dire, e' che la vita era normale e pacifica tra le
persone che vivevano qui.
Ora e' necessario che voi autorita' a diversi gradi sappiate identificare,
anzitutto che sappiate distinguere tra tutto cio' che abbiamo detto,
che
sappiate identificare dove si trova il vero pericolo.
Il vero pericolo e il piu' grande e' quello che i nostri compatrioti
si
uniscano astutamente alla gente che abbiamo sconfitto e cacciato perche'
non voleva la fine del regno di Mobutu.
E voi volete che i nostri concittadini comincino a legare amicizia
con
queste persone perche' si oppongano al nostro governo!
Ho appreso anche che questa famosa radio che faceva tanto chiasso -
i miei
uomini mi inviano tutti i giorni delle cassette registrate - ho appreso
che
questa radio diceva che io ho venduto il paese, che ho fatto questo
e
quello...
Tutti quelli che hanno un po' di buon senso sanno molto bene che e'
stato
Mobutu che ha venduto il paese.
Io, io sono un combattente e combatto per il diritto e la liberta'
del mio
paese.
Vedi, tu un uomo, tu ti dai alla macchia, e non sei uno qualunque, sei
un
grande intellettuale, tu ti allontani per degli anni, parli alle persone
senza sapere quello che vuoi...
"Perche' per la maggior parte, intellettuale, e' la faciloneria, e'
tutto
qui, faciloneria!".
Non c'e' lotta per la nazione. Durante questo periodo, si sbrigano
gli affari.
Molti intellettuali cercano soltanto la facilita'.
D'altra parte, per i miei amici, anche per altri che sono nel mio governo,
era difficile dire di andare al fronte: "Oh vado a morire, e bla bla,.
He
he he!".
Dunque che non vengano ad intimidirci con la storia degli intellettuali;
e'
assolutamente una nullita'.
Perche' abbiamo visto come Mobutu li ha utilizzati, ha constatato che
erano
persone che non valgono nulla, li ha compromessi in tutti i sensi e
li ha
mostrati come persone poco raccomandabili e su cui non si puo' fare
affidamento.
Sono persone che vendono il paese tutti i giorni.
Quelli che stiamo braccando all'esterno del paese, dicono che verranno
per
deporci dal governo. Sono loro che dopo aver mangiato con Mobutu si
gettano
ancora all'avventura.
Con tutto cio', fratelli miei, questa situazione di dimestichezza col
problema dei Mai-Mai - e molte autorita' tra di voi forniscono loro
aiuti -
penso che sia ora che questo cessi assolutamente.
Ieri, ho voluto intraprendere un misura di estrema gravita'.
Noi avremmo potuto anche non vederci e non stare insieme.
Siete fortunati, perche' tra le personalita' che erano con me, molti
mi
hanno consigliato di procedere gradualmente nella risoluzione di questi
problemi.
La mia misura, dopo aver ricevuto il rapporto di sicurezza - di grande
profondita' e perspicacia d'analisi - molto dettagliato, dove si capisce
chi si trova qui o la'; da dove ricevono gli aiuti, da dove vengono
i loro
fondi;
COSA FA L'HCR;
COSA FA LA CARITAS;
PER CHE COSA VENGONO UTILIZZATE CERTE ONG;
chi e' il responsabile;
chi si occupa di far passare i veicoli dei Mai-Mai;
chi si riunisce - come oggi, mentre stiamo parlando, a quest'ora, c'e'
una
riunione dei sedicenti Mai-Mai - le persone del C.N.D.D. sono venute
ieri
ed erano molto numerose...
La mia misura... ebbene: "Lasciamo fare per vedere".
E adesso quello che vi sto per dire:
PERCHE' LA STESSA AMBASCIATA DI FRANCIA A BUJUMBURA COSTITUISCE IL
QUARTIERE GENERALE DELLA SOVVERSIONE, CON ALTRE ORGANIZZAZIONI
INTERNAZIONALI...
La cosa piu' importante e' che ogni autorita' s'allontani da questo
movimento, e ha l'obbligo di denunciare... soprattutto dalla parte
di
Kabare; queste persone passano spesso per questa regione e Kabare stesso
e'
"simpatico con loro" - "e' chiaro che bisogna ancora provarlo!" - hanno
quello e quell'altro che li aiutano;
aiutarli a venire a versare il sangue, a venire a destabilizzare il
vostro
paese?
Se continuate cosi', come vi svilupperete nel momento in cui stiamo
conducendo qui degli investitori, molti investitori. Perche' vi diro',
fratelli: che tutto il mondo ha gia' riconosciuto ed accettato il governo
di salute pubblica, completamente, totalmente!
Ci sono molte prove.
In questi ultimi tempi potete vedere come essi tacciano.
E durante questo periodo molte notizie arrivano da Bukavu:
OH VIOLAZIONI DEI DIRITTI UMANI, OH AZADHO, OH QUESTO, OH QUELLO...
Molte organizzazioni qui!
Tutte queste notizie arrivano da chi?
Sono tutte delle filiere d'informazione di queste persone.
Dunque, ho voluto dirvi la verita':
la misura grave che ho voluto prendere ieri,
E' LA PROCLAMAZIONE DELLO "STATO DI URGENZA", e nominare un amministratore
che sara' responsabile della corte marziale.
"AVRETE 24 ORE SU 24 DI COPRIFUOCO E OGNI CASA SARA' PERQUISITA PER
CERCARE
PROVE DI APPARTENENZA AI MAI-MAI
E CHI SARA' RITENUTO COLPEVOLE, FUCILATO SUL POSTO, E' COSI'!
Il mondo stava per piangere, ma mi conoscono abbastanza, io sono duro!
Non
verranno a fare qualcosa qui.
Potevano venire quando stavamo armandoci.
"Nessuno verra' piu' a divertirsi qui, visto che ci sono duecentomila
uomini bene armati e bene equipaggiati" (in francese nel discorso).
Stavo per inviare qui centomila soldati: dove sareste? Non e' un
divertimento, non siamo piu' all'epoca di Mobutu.
Dunque, fratelli miei, vi scongiuro e ve lo dico, non osate partecipare
a
cio' che compromette la pace.
Tutti dicono: "Qui e' la Svizzera, la nostra Svizzera". Ma quando ci
sono
dei disordini cosi', chi verra' ad aiutarci? Ed e' vero che e' un bel
paese, ma nessuno ci verra' se non c'e' la pace.
Allora la prima cosa da sapere, non sono qui come inquisitore: io non
vi
dico di denunciare questo o quello, no! Vi dico semplicemente di smettere.
Lo dico soprattutto a voi autorita'.
Chi mi vuole denunciare non ha che da farlo.
Vedete abbiamo le possibilita' di mostrare al mondo che siamo in grado
di
rendere innocui tutti questi Bahutu.
E il lavoro lo lasciamo alle nostre truppe, alla polizia...
L'esercito che stavo per inviare qui, i trentamila uomini che dovevano
scendere qui, li ho fermati. Dapprima utilizzeremo le truppe che sono
qui
perche' non hanno ancora cominciato il loro lavoro.
Che la polizia faccia il suo lavoro.
E che io parli con le autorita' dapprima per ragioni d'ordine, in seguito
per dare le direttive per la ricostruzione che sono obbligatorie per
tutti.
E' la prima cosa.
Questo movimento dei Mai-Mai che si mischia con il C.N.D.D., il NALU
dell'Uganda, l'ADF... perche' anche noi cominciamo a chiamarci "Mai-Mai"
questo puo' causarci delle noie qui.
Perche' se la guerra continua qui per lungo tempo, saremo in uno stato
simile a uno stato di guerra;
infatti, non abbiamo ancora firmato un qualunque decreto dopo la nostra
vittoria, che annullasse "lo stato di guerra". Non lo abbiamo mai fatto.
Ecco perche' non c'e' ancora stabilita'.
SE QUESTO MOVIMENTO CHE HA PER SCOPO QUELLO DI DESTABILIZZARCI E'
UTILIZZATO DA POTENZE STRANIERE - e le prove sono qui, esistono dei
documenti di ogni tipo - noi le deteniamo (trasferimenti di fondi).
Viste
tutte queste prove, vi devo dire: in verita', voi non potete costruire
questa regione da soli; non potete sviluppare il Kivu senza l'aiuto
degli
altri. Voi non potete farlo. Voi avete bisogno dell'aiuto di tutti.
In piu', a proposito dei "Mai-Mai", come ve l'ho gia' detto, il mio
appello
e' chiaro: bisogna smettere.
Consideriamo adesso la questione delle ingiustizie. Se c'e' gente che
ha
occupato le vostre case con la forza, non e' una ragione per contestare
il
potere stabilito. Piuttosto occorre incitare il potere a difendere
i vostri
diritti. Bisogna cacciare chiunque ha strappato con la forza i beni
altrui.
Deve restituirli. Il nostro governo vuole questo.
FINE
----------------------------------------------------------------------------
Le materiel contenu dans ce document peut ne pas refleter toujours les
points de vue du Comite' de solidarite' avec le Congo-Kinshasa
Il materiale contenuto in questo documento puo' non riflettere
necessariamente le opinioni del Comitato di solidarieta' con il
Congo-Kinshasa
The material contained in this document may not necessarily reflect
the
views of the Solidarity committee with the Congo-Kinshasa
----------------------------------------------------------------------------
Comitato di solidarieta' con il Congo-Kinshasa
congosol@tin.it
http://www.peacelink.it/users/bukavu/zhome.html
Subject:
saisi du rapport AZADHO
Date:
Tue, 17 Mar 1998 21:12:35
+0100
From:
"Comit. solid. con il Congo-Kinshasa"
<congosol@tin.it>
To:
mailing list africa <africa@peacelink.it>
recu de Kinshasa
----------------------------------------------------------------------------
Le rapport de l'AZADHO sur la situation des droits de l'homme en
RDC en
1997 (Rapport annuel) vient d'etre saisi par L'Agence nationale
des
renseignement a Kinshasa.
Voici le Proces verbal ecrit a ce sujet par la personne chargee de cette
operation.
PV.
Nous, MUSEMA KUELI WANG OPJ de l'ANR, avaons procede ce jour a la saisie
des 1608 exemplaires; REVUE AZHADO, 16 plaques et 60 papiers - calques.
En foi de quoi, nous avons dresse le present P.V qui fait foi.
Fait a Kinshasa ce 13 /03/1998
Musema Kweli.
Apres renseignement a l'ANR, le Bureau de l'AZADHO Kinshasa a decouvert
que
celui qui signe comme MUSEMA KWELI nom en langue Swahili qui signifie
(QUI
DIT LA VERITE) repond au nom de NGOY.
Le signateur du PV a donc utilise un faux nom pour dresser le proces verbal.
Une maniere drole de proceder... L'AZADHO a l'intention de porter plainte.
----------------------------------------------------------------------------
Comitato di solidarieta' con il Congo-Kinshasa
congosol@tin.it
http://www.peacelink.it/users/bukavu/zhome.html
REPUBLIQUE DEMOCRATIQUE DU CONGO (RDC) :
L'equipe de l'ONU trouve des charniers vides
Les enqueteurs de l'ONU, operant dans le nord de la RDC, ont decouvert
un
charnier dont tous les corps avaient ete enleves, a rapporte le
porte-parole de l'ONU, selon l'agence Reuters. Juan-Carlos Brandt a
fait
savoir que les premieres explorations sur le site pres de Mbandaka,
le 18
mars dernier, "confirmaient l'existance d'au moins un charnier, dont
le
contenu semble avoir ete enleve plusieurs mois apres l'ensevelissement,
possiblement pour essayer de detruire les preuves". L'equipe a ete
obligee
de se retirer de Mbandaka le week-end dernier, a cause de l'hostilite
de
la population locale. Le Haut Commissaire des droits de l'homme de
l'ONU,
Mme Mary Robinson, a indique qu'elle etait "profondement inquiete"
du fait
que l'equipe a ete obligee de se retirer de la ville de Mbandaka, et
a
accuse les autorites de la RDC d'entraver son travail. Elle a aussi
appele
Kinshasa a s'assurer qu'il n'y ait plus d'autres entraves au travail
de la
mission actuellement en cours a Goma.
Selon Mme Robinson, Kinshasa entrave la mission de l'ONU
Le Haut Commissaire des droits de l'homme de l'ONU, Madame Mary Robinson,
a accuse les autorites de la RDC d'entraver le travail de l'equipe
de la
mission d'enquete de l'ONU sur les droits de l'homme. Dans un communique,
rapporte par l'agence Reuters hier, elle a indique qu'elle etait
"profondement inquiete" du fait que l'equipe a ete obligee de se retirer
de la ville de Mbandaka, dans le nord-ouest du pays, suite a l'hostilite
de la population locale. Elle a appele Kinshasa a s'assurer qu'il n'y
ait
plus d'autres entraves au travail de la mission actuellement en cours
a
Goma. Lundi, le chef de l'equipe, Atsu Kofi-Amega, avait indique a
l'agence Reuters qu'ils avaient trouve des preuves de charniers a
Mbandaka.
----------------------------------------------------------------------------
Les informations contenues dans ce bulletin vous sont parvenues via
IRIN,
un departement d'informations humanitaires des Nations Unies, mais
ne
refletent pas necessairement les vues des Nations Unies ou de ses
agences
----------------------------------------------------------------------------
Comitato di solidarieta' con il Congo-Kinshasa
congosol@tin.it
http://www.peacelink.it/users/bukavu/zhome.html
Subject:
VIOLENT ATTACK ON HUMAN
RIGHTS ACTIVIST
Date:
Mon, 30 Mar 1998 20:12:29
+0200
From:
"Comit. solid. con il Congo-Kinshasa"
<congosol@tin.it>
To:
mailing list africa <africa@peacelink.it>
Source: Amnesty International
----------------------------------------------------------------------------
AI Index: AFR 62/12/98
UA 98/98
DEMOCRATIC REPUBLIC OF CONGO
Floribert Chebeya Bahizire,
human rights activist
A violent attack on Floribert Chebeya Bahizire, the president of La
Voix des Sans Voix (VSV), a non-governmental human rights
organisation in Kinshasa, the capital of the Democratic Republic of
Congo, has caused serious concerns for his safety.
During the night of 20 March 1998, five men who had apparently been
hiding in Floribert Chebeya's house, attacked him as he slept. Four
of the men wore the uniform of the Forces armees congolaises,
Congolese Armed Forces. Armed with rifles and bayonets, they punched
Floribert Chebeya in the face and hit him on the leg with rifle
butts. They repeatedly threatened to kill him. Also demanding money,
the men looted the house before eventually leaving.
The attack may be linked to an ongoing property dispute between a
private individual and VSV. On 22 December 1997, this individual
threatened to kill Floribert Chebeya. On 19 January 1998, the same
man came to his house accompanied by soldiers. Floribert Chebeya was
not at home at the time.
Amnesty International, however, fears that the assault on Floribert
Chebeya is directly linked to his human rights activities. No
investigations are known to have been undertaken by the authorities
into the incident so far.
BACKGROUND INFORMATION
Hundreds of people have been arrested in various parts of the DRC
since the Alliance des forces democratiques pour la liberation du
Congo-Zaire (AFDL) took power on 17 May 1997. Many of those arrested
are leading members of political opposition groups, journalists and
human rights activists. Human rights activists have also been
repeatedly harassed, threatened and searched by the security forces.
Examples of the emerging pattern of abuses against human rights
activists in DRC include Roger Sala Nzo Badila and Nyabirungu Mwene
Songa, both leading members of the Centre National des droits de
l'homme (CENADHO), National Centre for Human Rights. They have been
detained for more than two months. In March 1998 The Vice-President
of the Association Zairoise de Droits de l'Homme (AZADHO), Zairian
Human Rights Association, was summoned to court because of a press
statement on massacres in Eastern Congo issued by his organization,
and copies of the organisation's annual report have been seized. In
November 1997, Nsii Luanda Shandwe, president of the Comite des
observateurs des droits de l'homme (CODHO), Committee of human
rights observers, was warned that the security forces were looking
for him. On 12 February 1998, high ranking military officials
reportedly said that they were still searching for Nsii Luanda
Shandwe, in order to arrest him.
----------------------------------------------------------------------------
Comitato di solidarieta' con il Congo-Kinshasa
congosol@tin.it
http://www.peacelink.it/users/bukavu/zhome.html
Cari corrispondenti
ho ricevuto giorni fa da un nostro partner, esponente di Amnesty
International a Londra, una notizia molto pesante, confermata il giorno
dopo dall'Organizzazione Mondiale contro la Tortura:
il presidente di una delle piu' importanti organizzazioni per la difesa
dei
diritti umani in Congo-Kinshasa, "la Voix des Sans Voix", e' stato
assalito
nella sua casa da un gruppo di militari congolesi, che lo hanno lungamente
minacciato di morte (spedisco la notizia alla mailing list "Africa"
appena
la traduco).
L'altro ieri e' poi arrivata la notizia, diffusa da AFP, della messa
al
bando dell'AZADHO, una delle piu' importanti e attive associazioni
per la
difesa dei diritti umani in Congo-Kinshasa.
Notizia, a mio parere, di gravita' inaudita.
E' da tempo ormai che invado le caselle di posta elettronica della maggior
parte di voi con valanghe di notizie di questo tipo, e ogni tanto sono
intervenuto direttamente nelle mailing lists per tentare di suscitare
un
dibattito, una discussione, qualcosa di piu' della semplice ricezione
dei
documenti.
Io credo, e non solo col cervello, che nel cosiddetto anno dei diritti
umani la misura sia piu' che colma.
Ne vediamo e ne sentiamo, almeno noi che frequentiamo questi circuiti
telematici, di tutti i colori; e non sta a me, ora, ripetere per l'ennesima
volta l'elenco delle violazioni, dei soprusi, dei massacri.
Voglio rispondere piu' che pacatamente e cordialmente a chi dice che
pubblicare troppe notizie di questo genere non rende giustizia alla
varieta' e alla positivita' della realta' del popolo africano:
io personalmente credo che se qualcuno denuncia un cattivo africano
al
servizio di un cattivo americano che agisce contro molti africani innocenti
(ovviamente sto schematizzando all'estremo), questo e' uno fra i tanti
possibili modi per rendere giustizia al popolo africano.
Se poi questa opera di informazione viene integrata con la scoperta
e
valorizzazione della parte pulita della societa' civile di questi paesi,
ancora meglio.
Percio', ma posso sbagliarmi, dare voce a queste organizzazioni (Voix
des
Sans Voix, FIDH, AZADHO, groupe Jeremie, CODHO eccetera), e' uno dei
modi
pertinenti di parlare in chiave piu' che positiva della societa' africana,
vitale e calorosa molto piu' della nostra da questo e da altri punti
di
vista.
Ma penso che, al di la' di questa parziale e forse solo apparente
divergenza, possiamo essere tutti d'accordo sulla necessita' di un'azione
forte e chiara in difesa dei diritti umani.
Per esempio:
vogliamo tentare di sfondare il muro della non informazione?
Ci sono delle notizie sempre piu' tristemente forti che in questi giorni
giungono a raffica presso il nostro Comitato dalla cosiddetta Repubblica
Democratica (che offesa intollerabile per queste parole!) del Congo:
- l'arresto, la detenzione (in certi casi la tortura) di Roger Sala
Nzo,
segretario generale del Centre National des Droits Humains, di Didi
Mwati
Bulambo, coordinatore generale del Collectif d'Action pour le Developpement
des Droits de l'Homme, di Berlin Lukanda del gruppo Haki Za Binadamu
(organizzazione dei diritti umani in swahili)
- l'arresto e confinamento, in precarie condizioni di salute, ai danni
del
principale leader dell'opposizione non violenta, Etienne Tshisekedi.
"E'
stato mandato nel suo villaggio per coltivare" dice il ministro
dell'agricoltura (sic)
- l'azzeramento brutale di ogni forma di commercio spicciolo, unica
fonte
di sostentamento minimo per grande parte della popolazione
- la vicenda dei bambini soldato, che culmina in destini particolari
come
l'esecuzione di quel bambino di 13 anni condannato a morte e "giustiziato"
perche' a sua volta aveva sparato, per futili motivi, a un membro della
Croce Rossa
- il sistematico boicottaggio, le reiterate calunnie, gli occultamenti
di
Laurent Desire' Kabila, Presidente autoproclamatosi della Repubblica
Democratica del Congo, contro il lavoro della commissione d'inchiesta
dell'ONU sui "presunti" massacri di centinaia di migliaia di persone
di
ogni eta' e condizione di salute, durante la guerra di "liberazione"
- il sequestro del rapporto annuale dell'AZADHO
- il sequestro delle copie internazionali del giornale "Le Soft"
- i discorsi sempre piu' arroganti e farneticanti del sullodato
presidente, con attacchi scomposti alla Caritas, alle ONG, alle
organizzazioni in genere, al Vaticano!
- le intimidazioni ormai aperte alla popolazione sospettata di collaborare
con... e qui facendo di ogni erba un fascio confuso e surreale; la
propaganda subdola e violenta nei confronti degli intellettuali che
si
oppongono con spirito e metodologia nonviolenta al dilagare di questa
nuova
dittatura ormai conclamata; l'accusa ridicola e in mala fede di "mobutismo"
nei confronti di tutti coloro che si oppongono al suo regime, come
se
nessuno sapesse che le stesse persone hanno avversato, naturalmente
(trattandosi di esponenti della societa' civile nonviolenta), il precedente
dittatore con la stessa energia.
Ormai molte persone sono in galera, o apertamente minacciate, a causa
della
loro opposizione.
E abbiamo fondato motivo di credere che la liberta' e l'incolumita'
di
altri esponenti di questa opposizione, che tenta di avviare un processo
di
democratizzazione, sono in imminente pericolo.
Io chiedo a me e a voi:
come si puo' tacere di fronte a questo scempio umano?
Che cosa trattiene, tanto per limitarci alla nostra Italietta, la
stragrande maggioranza degli organi d'informazione nostrani dall'occuparsi,
come sarebbe quantomeno suo dovere professionale, di queste tragiche
vicende, nell'anno dei diritti umani?
Come possiamo noi appartenenti a questi circuiti pacifisti e nonviolenti,
che in teoria (scusate l'apparente durezza, comunque rivolta anche
a me)
siamo piu' "coscienti" di tutto cio', sopportare questo andazzo desolante
nonche' pericolosissimo per lo scadimento mondiale dei valori quali
liberta', democrazia, solidarieta'?
Allora, cari corrispondenti, io propongo un'azione forte e continuata:
1 - una inondazione di fax ed e.mail ai giornali, alle radio, alle
TV, alle
sedi istituzionali, con una selezione di questo tipo di notizie,
accompagnata da un richiamo alla responsabilta' dell'informazione al
servizio dell'uomo "vittima dell'uomo".
2 - una proposta alle testate che danno un minimo di segno di vita:
ogni
signola testata "adotti" un singolo paese, occupandosi attivamente
della
promozione del rispetto dei diritti umani.
Se non basta:
3 - una occupazione fisica, al livello piu' capillare possibile, di
varie
sedi di giornali, di radio e di TV (per esempio in contemporanea in
diverse
citta'), con l'impegno di impedire in modo nonviolento l'uscita dei
giornali finche' non vengono pubblicate certe doverose notizie.
Per favore, ditemi e diteci presto che cosa ne pensate, presto: ogni
giorno
la situazione peggiora.
Per favore, facciamo in modo che questa mailing list sia, oltre che
un
bollettino (utilissimo) di notizie, anche un luogo di confronto su
questi
temi.
Un confronto a un livello qualitativo tale da potere trasformarsi
prontamente in azione nonviolenta,
nel 50esimo anniversario della morte, per assassinio, del Mahatma Gandhi
nel 30esimo anniversario della morte, per assassinio, di Martin Luther
King
nel 30esimo anniversario della morte di Aldo Capitini
Nell'"anno dei diritti umani", facciamo la nostra piccola parte perche'
questa proposizione si riempia di significato e di valore morale.
Grazie
ciao
Sergio
----------------------------------------------------------------------------
Comitato di solidarieta' con il Congo-Kinshasa
congosol@tin.it
http://www.peacelink.it/users/bukavu/zhome.html
ricevuto dal
COMITE' DE DROITS DE L'HOMME MAINTENANT
----------------------------------------------------------------------------
Comunicato stampa n. 4
Il Comitato Droits de l'Homme Maintenant ha seguito con indignazione
la
dichiarazione fatta dal Ministro della Giustizia questo venerdi' 3
aprile
1998 sulla decisione del Governo di sciogliere l'Associazione di Difesa
dei
Diritti dell'Uomo, l'AZADHO, e sulle minacce proferite contro l'insieme
delle Organizzazioni Non Governative dei diritti dell'uomo, concernenti
la
loro "registrazione".
Il Comitato considera questa decisione, che del resto fa seguito alla
sospensione delle attivita' dei partiti politici, l'arresto e la detenzione
di diversi leaders politici e di editori di giornali, cosi' come a
numerosi
atti d'intimidazione, come l'espressione di una volonta' deliberata
del
Governo dell'AFDL di consolidare una nuova dittatura nella Repubblica
Democratica del Congo.
Condannando assolutamente questa misura, il Comitato denuncia l'accanimento
di cui fa mostra il Governo nei confronti delle Organizzazioni Non
Governative dei diritti dell'uomo e delle istituzioni democratiche.
Nonostante tutte queste azioni di intimidazione e di minacce, il Comitato
tiene a riaffermare il suo impegno nel difendere e promuovere i diritti
dell'uomo, qualunque ne sia il prezzo.
Fatto a Kinshasa, il 4 aprile 1998
1) AZADHO
2) VOIX DES SANS VOIX
3) C.D.D.H.
4) LIGUE DES DROITS DE L'HOMME
5) GROUPE AMOS
6) LIGUE DES ELECTEURS
7) TOGES NOIRES
----------------------------------------------------------------------------
Comitato di solidarieta' con il Congo-Kinshasa
congosol@tin.it
http://www.peacelink.it/users/bukavu/zhome.html
The Central Africa Action Network, an ad-hoc coalition of NGOs and
individuals concerned about events in the Great Lakes Region of Africa,
is
seeking signatories for the following letter to Secretary Albright
regarding
the decision by the government of Laurent Kabila to abolish AZADHO,
the
Congo's oldest human rights group.
Please reply by Email to this address, or fax your responses to Learned
Dees, Africa Program Director, National Endowment for Democracy, (202)
223-6042 (fax).
Closing date for the letter is April 15, 1998.
Thank you.
The Honorable Madeleine Albright
Secretary of State
Department of State
2201 C Street
Washington, DC 20520
Dear Madam Secretary,
On Friday April 3, 1998, the Government of the Democratic Republic of
the
Congo announced that it had banned the country's main human rights
group,
Association Zairose de Defense des Droits de l'Homme (AZADHO). The
announcement, made by President Laurent Kabila's Justice Minister,
Mwenze
Kongolo, accused the organization of not being objective, receiving
foreign
money, and not changing its name as the reasons for its banning.
This ban+coming less than one week after U. S. President Bill Clinton
met
with President Kabila to encourage him to make greater progress in
implementing democratic reform+provides additional evidence of an on-going
crack-down aimed at silencing the independent voices of civil society,
including, but not limited to, human rights activists.
Since coming to power in May 1997, the Kabila government has openly
harassed
human rights groups, some of which have been critical of the government's
human rights record. Activists in Kinshasa, Kindu and South Kivu
have been
arrested, beaten and/or tortured. Just last week, soldiers severely
beat
Floribert Chebeya, President of the Kinshasa-based organization,
the Voice
of the Voiceless, during a nocturnal raid on his home.
These attacks fit a now well-established pattern in which critics
of the
Kabila regime, including journalists, religious leaders, political
leaders
and human rights activists, have been targeted in an attempt
to intimidate
or silence them. The recent banning of opposition leader Etienne Tshisekedi,
who was sent to internal exile, and the arrest of other political leaders,
fit this increasingly worrisome trend.
In the last 11 months, President Kabila has met with President
Bill
Clinton, Secretary of State Madeline Albright and UN Ambassador
Bill
Richardson, and numerous members of Congress. In addition, President
Kabila
participated in the development of and signed the final Kampala document,
the Entebbe Summit Communique, in which African leaders agreed to respect
fundamental human rights. Yet, despite this inclusive and consultative
process, accorded to few leaders in the world, the Kabila government
continues to severely limit the political space in the DRC.
As the Democratic Republic of the Congo enters this critical stage in
its
transition to democracy, it is imperative that the U.S. Government,
Congress, American NGOs and individuals concerned about the future
of the
Congo insist that restrictions and attacks on civil society organizations,
journalists, political party, and religious leaders cease immediately.
In
this regard, we welcome the recent statement by the State Department
urging
the government to overturn its ban on AZADHO. This statement creates
an
important precedent regarding US government's willingness to
speak out on
future restrictions which might affect human rights and other civil
society
organizations.
We call on the U.S. government to play a leadership role in speaking
out
publicly against DRC government actions that encroach upon the ability
of
civil society members to operate freely. We ask the U.S. to encourage
other
countries and international organizations to speak out.
While we
understand the importance of quiet diplomacy, a failure to publicly
take a
stand on these crucial issues can only be interpreted to mean that
these
types of activities ultimately can and will be tolerated.
Sincerely,
Name:
Organization:
For Affiliation Only: Yes/No
Date:
Address:
Citizenship:
source: Amnesty International
PUBLIC
AI Index: AFR 02/03/98
9 April 1998
UA 112/98 Refoulement / Fear of refoulement / Fear for safety
GREAT LAKES Hundreds
of Burundian and Rwandese refugees
refouled from DRC
Thousands of Burundian and Rwandese refugees in
eastern DRC
At least 200 Burundian and around 140 Rwandese refugees could be in
serious danger following their refoulement from the Democratic
Republic of Congo (DRC), which began on 5 April 1998. Thousands of
refugees who remain in the DRC may also be at risk of being forcibly
expelled to Burundi or Rwanda where their lives may be at risk.
The refoulement operation was carried out by soldiers of the
Congolese national army, the Alliance des forces democratiques pour
la liberation du Congo-Zaire (AFDL), Alliance for Democratic Forces
for the Liberation of Congo-Zaire, who commandeered trucks from
humanitarian organizations to transport the refugees to the border.
Most of the refouled Burundian refugees had reportedly come to the
DRC after fleeing the bordering Burundian provinces of Bubanza,
Cibitoke and Bujumbura rural since the beginning of 1998. The
conflict in Burundi, between the Tutsi-dominated security forces and
predominantly Hutu armed groups, is currently concentrated mainly
in the eastern part of the country including these provinces.
The
Burundi government has apparently stated that the refugees refouled
>from the DRC should return to their places of origin in Burundi.
The Rwandese refugees, who were refouled from the area north of
Uvira in eastern DRC, were reported to have been taken to a transit
camp in southern Rwanda. Around 40 Rwandese refugees and four
Congolese nationals who were also expelled to Burundi have since
been returned to DRC. Reports indicate that refugees in the DRC are
still being moved on foot by Congolese soldiers towards the
Burundian border.
BACKGROUND INFORMATION
Along with other unarmed civilians, returning Burundian refugees
risk being deliberately and arbitrarily killed by Burundian
government forces or armed opposition groups, often in reprisal for
alleged activities or presence of Hutu dominated armed groups. While
the conflict in Burundi is currently concentrated in the east, human
rights violations, including extrajudicial executions, arbitrary
arrests and "disappearances" committed by the security forces occur
routinely throughout the country including in areas to which
returnees may be forced to go.
The human rights situation in Rwanda continues to deteriorate.
Thousands of unarmed civilians have been killed since the beginning
of 1997, some by soldiers of the Rwandese Patriotic Army (RPA),
others by armed opposition groups. Many refugees who have been
forcibly returned from neighbouring countries have become victims
of extrajudicial executions or disappearances.
In early November 1997 at least 2,500 Burundian and Rwandese
refugees were refouled from eastern DRC to Burundi and Rwanda in a
concerted military operation involving Congolese, Burundian and
reportedly Rwandese soldiers who, alongside local Congolese
authorities, systematically searched out Burundi and Rwandese
refugees in villages around Uvira in eastern DRC. The refugees were
apparently accused of belonging to the DRC armed group Mayi Mayi,
or the Rwandese interahamwe militia, and told they had to leave.
----------------------------------------------------------------------------
Comitato di solidarieta' con il Congo-Kinshasa
congosol@tin.it
http://www.peacelink.it/users/bukavu/zhome.html
ORGANISATION NON GOUVERNEMENTALE DES
DROITS DE L'HOMME
ANADDEM-F ( Association pour la defense de Droits des Migrants
et de la
Femme)
N/Ref. : 0517/AN/M/98 N°d'enregistrement : 4970
V/Ref.
N° Classement :
Objet : Information
A Son Excellence Monsieur
Le Ministre a la Justice
a Kinshasa
-----------------------
Excellence Monsieur le Ministre,
L'Association nationale pour la defense des droits des Migrants et de
la
Femme en sigle ANADDEM-F ; ONG de droit de l'homme a l'honneur de venir
aupres de votre haute autorite vous tenir informe de l'existence dans
des
residences privees des cachots voire -meme des fosses dans lesquelles
ont
aurait enterre des gens.
En effet, notre organisation s'etonne de tous les efforts qu'elle a
toujours deployes pour vous informer et qui n'ont jamais obtenu de
reaction
de votre part. L'ANADDEM-F a ete saisie depuis quelques temps de
l'existence des cachots et fosses dans plusieurs residences occupees
sans
titre ni droit par certains cadres influents de l'Afdl. Ces actes se
passeraient dans les residences ci-apres :
- A Ma campagne dans la commune de Ngaliema. Cette parcelle serait occupee
par un haut responsable de la Police qui l'utilise a des fins ci-haut
citees. Cette maison appartiendrait a Kalonji Mutambayi qui a l'epoque
fut
President de la Conference Nationale Souveraine. L'Occupant de
cette
maison sequestrerait ces victimes dans certaines chambres de sa maison,
leur fait subir des services corporels et tortures de tout genre qui
auraient cause des mort qu'il aurait mui-meme enterre dans cette parcelle.
Parcelle n°8039, lotissement SYNKIN. Commune de Ngaliema. C'est
une
parcelle cloture sans grille avec une petite maison au fond qui aurait
ete
depuis plusieurs mois utilisee par un Commandant du quartier general
(Camp
Tshashi) Dans cette derniere on aurait torture a mort des gens qu'on
a
enterre dans cette meme enceinte. Depuis un temps, cette parcelle est
gardee par les militaires en armes qui n'autorisent personne d'y entrer
sans jeton. Pour effacer les traces de ces victimes. Le commandant
a
commence depuis quelques mois a y eriger un batiment or cette parcelle
ne
lui appartient pas. Plusieurs autres endroits de ce genre existent.
Nous
vous en tiendrons informe apres investigations.
Au nom des toutes les victimes qui existeraient dans tous les lieux
non -
officiels et secrets nous vous demandons de bien vouloir sans attendre
ouvrir une enquete pour sauver celles qui seraient encore en vie et
faire
en sorte que des obominations de cette nature ne puissent plus exister.
Avec espoir que cette fois-ci quelque chose sera fait au nom de toutes
les
victimes, nous vous prions de croire, Excellence Monsieur le Ministre,
a
l'espression de notre franche collaboration.
Pour l'ANADDEM-F
Omer KANDE
Source : Journal "La Reference Plus" n°1261 du 20 avril 1998
----------------------------------------------------------------------------
Le materiel contenu dans ce communique' peut ne pas refleter toujours
les
points de vue de l'expediteur. Il n'accepte aucune responsabilite'
sur la
precision des sources originales.
The material contained in this communication may not be taken always
to
reflect the views of the sender. He accepts no responsibility as to
the
accuracy of the original sources.
----------------------------------------------------------------------------
Comitato di solidarieta' con il Congo-Kinshasa
congosol@skyol.it
http://www.peacelink.it/users/bukavu/zhome.html
Subject:
Des cachots et fosses communes
Date:
Wed, 22 Apr 1998 12:25:44
+0200
From:
"Comit. solid. con il Congo-Kinshasa"
<congosol@skyol.it>
To:
mailing list africa <africa@peacelink.it>
A l'heure ou le debat sur la mission de l'Organisation des Nations Unies
sur le massacre des refugies hutus fait la une de l'actualite, une
autre
revelation vient d'eclater a Kinshasa : l'existence des fosses ou seraient
enterres des gens et des cachots dans des residences privees.
Dans une correspondance adressee au ministre de la justice, dont une
copie
est parvenue hier a la redaction de la Reference Plus, M. Omer Kande,
vice-president de l'Association nationale pour le defense des droits
des
Migrants et de la Femme(ANADEM-F) denonce ce qu'il convient d'appeler
violation des droits de l'homme. En effet, l'ANADDEM-F a ete saisie,
affirme-t-il, depuis quelque temps de l'existence des cachots et des
fosses
dans plusieurs residences occupees sans titre ni droit par certains
cadres
influents de l'Afdl. Ces lieux de tortures et d'enterrement sont signales
a
Ma Campagne et a Synkin.
La premiere parcelle appartiendrait a Kalondji Mutambayi - a l'epoque
de la
memorable conference nationale souveraine - mais serait occupee
actuellement par un haut responsable de la Police qui l'utilise a des
actes
ignobles. Cet homme sequestrairait ses victimes dans certaines chambres
de
la maison, leur faisant subir des services corporels et tortures de
tout
genre qui conduiraient a la mort. Aussi curieux que cela puisse paraitre,
ces gens, une fois mort, seraient enterres dans cette parcelle. Quant
a la
seconde, elle porte le n°8039 et est situee a SYNKIN dans la partie
Ngaliema - il y a une autre partie a Bandal. C'est une parcelle, signale
la
lettre, sans grille avec une petite maison au fond. C'est un commandant
du
Quartier general (camp Tshatshi), precise-t-elle, qui l'occuperait
depuis
plusieurs mois et y aurait torture des gens. On y aurait aussi enterre
des
victimes. Depuis un certain temps, apprend-on, cette parcelle est gardee
par des militaires en armes qui n'autorisent aucun acces sans autorisation.
D'ailleurs, pour effacer les traces de ces crimes, ce commandant a
intime
l'ordre d'eriger un batiment alors que la parcelle ne lui appartient
pas.
Avec cette decouverte, on est tente de penser que plusieurs autres endroits
de ce genre existent a Kinshasa. Les ministres de l'Interieur et de
la
Justice doivent mener une enquete pour pouvoir etablir les responsabilites.
Car tous ces actes ignobles commis par des cadres irresponsables de
l'Afdl
retombent sur le gouvernement.
K.D. MBAYO
SOURCE : Journal "La Reference Plus" n°1257 du 15 avril 1998
----------------------------------------------------------------------------
Le materiel contenu dans ce communique' peut ne pas refleter toujours
les
points de vue de l'expediteur. Il n'accepte aucune responsabilite'
sur la
precision des sources originales.
The material contained in this communication may not be taken always
to
reflect the views of the sender. He accepts no responsibility as to
the
accuracy of the original sources.
----------------------------------------------------------------------------
Comitato di solidarieta' con il Congo-Kinshasa
congosol@skyol.it
http://www.peacelink.it/users/bukavu/zhome.html
Subject:
Interdiction a' RADIO AMANI
de Kisangani
Date:
Mon, 27 Apr 1998 13:38:35
+0200
From:
"Comit. solid. con il Congo-Kinshasa"
<congosol@skyol.it>
To:
mailing list africa <africa@peacelink.it>
REPUBLIQUE DEMOCRATIQUE DU CONGO
--------------------------------
INTERDICTION DE FONCTIONNEMENT
DE LA RADIO CATHOLIQUE AMANI
-----------------------------------------------------------
Kinshasa, le 22 avril 1998 -(D.I.A.)- La BBC a annonce le mardi matin
21
avril la mesure d'interdiction de fonctionnement de la radio diocesaine
Amani emettant de Kisangani, chef-lieu de la province orientale. Le
commandant Munene, vice-ministre a l'interieur, interviewe a ce sujet
reproche de plusieurs griefs cette station de radio, entre autres la
non
possession de papiers l'autorisant a diffuser et le non renouvellement
de
ses permis de fonctionner avec les nouvelles autorites. Creer pour
la
pastorale, a declare le Commandant Munene, la radio Amani a deborde
de son
cahier de charge en relayant d'autres radios internationales et les
rubriques politiques de ces dernieres, tout en ajoutant ses propres
commentaires.
Approche par un journaliste de l'Agence D.I.A., Mgr Laurant Monsengwo,
archeveque de Kisangani, qui trouve ces mesures inutilement vexatoires,
a
donne les precisions suivantes. Premierement, la radio Amani possede
toutes
les autorisations et licences exigees par la loi en matiere de presse
audiovisuelle et ce depuis juillet 1998.
Deuxiemement, ces autorisations ont ete accordees a Radio Amani
conformement a sa demande d'exploitation d'une station radio et TV
destinee
a aider l'archidiocese dans sa mission d'avangilisation c'est-a-dire
de
proclamation de l'Evangile et de developpement integral.
Troisiemement, il y eut des restrictions relatives aux questions d'ordre
politique, restrictions devenues caduques a l'adoption de la loi sur
la
presse promulguee le 22 fevrier 1996. Cette loi est toujours en vigueur
et
toutes les personnes competentes interrogees sur une eventuelle
modification de ma dite loi n'ont pu donner confirmation d'une telle
modification, d'autant plus que rien n'a ete publiee au journal officiel.
Quatriemement, conformement a cette loi la mesure de fermeture de la
radio
Amani est tout a fait illegale et irreguliere : une telle decision
est de
la competence du tribunal de grande instance et non du ministere de
l'information ou de la securite en tant que tel.
Mgr Monsengwo a dit attendre que le ministere public articule ses griefs
contre radio Amani et en saisisse le tribunal de grande instance de
Kisangani pour une plaidoirie contradictoire preliminaire. Seul le
jugement
de ce tribunal aura force de loi dans cette matiere.
Cinquiemement, la presence des forces de police dans l'immeuble de la
procure du diocese de Kisangani est une simple violation de domicile.
Ces
forces n'ont amene aucun document du ministere competent justifiant
leur
presence en ces lieux.
Signalons que Mgr Monsengwo revient d'un voyage a Washington le 15 avril
et
a Rome le 17 avril. Le prelat est alle demander la remise de dette
du Tiers
monde, une remise totale ou partielle. Le demamarche a eu lieu au cours
des
conferences de presse avec les membres de Caritas Internationalis et
du
CIDSE dans le cadre d'une entreprise soutenue par la Commission pontificale
Justice et Paix. (D.I.A.)
Source : DIA du 22 avril 1998
----------------------------------------------------------------------------
Le materiel contenu dans ce communique' peut ne pas refleter toujours
les
points de vue de l'expediteur. Il n'accepte aucune responsabilite'
sur la
precision des sources originales.
The material contained in this communication may not be taken always
to
reflect the views of the sender. He accepts no responsibility as to
the
accuracy of the original sources.
----------------------------------------------------------------------------
Comitato di solidarieta' con il Congo-Kinshasa
congosol@skyol.it
http://www.peacelink.it/users/bukavu/zhome.html
Subject:
Enlevement
de M. Paul Nsapu et Sabin Banza a' Kinshasa
Date:
Tue, 28 Apr 1998 19:20:38
+0200
From:
"Comit. solid. con il Congo-Kinshasa"
<congosol@skyol.it>
To:
mailing list africa <africa@peacelink.it>
La Ligue Congolaise pour la Paix/Licopa denonce l'enlevement de
Messieurs Paul Nsapu et Sabin Banza a Kinshasa, en Republique
Democratique du Congo, tous membres de la Ligue des Electeurs.
Selon un communique' emis par le Staffe de la Ligue des Electeurs
Messieurs Paul NSAPU et Sabin BANZA seraient enleves par les
hommes en uniforme de la police de qui les ont emenes vers le geole
de
l'A.N.R.
Le premier est le President de la Ligue des Electeurs et membre
du
Secretariat Technique de la Societe' Civile. Le second est Vice-President
de la Ligue des Electeurs et President du Comite'
"Droit de l'homme maintenant collectif des ONG de Defense des Droits
de
l'homme"
L'incident est intervenu ce lundi 27 avril 1998 a' 12 heures au sortir
d'une audience a' l'Ambassade de la Belgique a' Kinshasa.
les deux ont ete' fortement agresses avant d'etre forces a' prendre
place
dans la Jeep qui les a amene'.
La Ligue Congolaise pour la Paix condamne ces actes de vandalisme et
de
barbarie dont les ONG de Defense des Droits de l'homme sont victimes
et
il reclame la liberation immediate des Responsables de leur
Organisation.
----------------------------------------------------------------------------
Le materiel contenu dans ce communique' peut ne pas refleter toujours
les
points de vue du Comite'.
Celui-ci n'accepte aucune responsabilite' sur la precision des sources
originales.
The material contained in this communication may not be taken always
to
reflect the views of the sender.
He accepts no responsibility as to the accuracy of the original sources.
----------------------------------------------------------------------------
Comitato di solidarieta' con il Congo-Kinshasa
congosol@skyol.it
http://www.peacelink.it/users/bukavu/zhome.html
A integration de la nouvelle diffuse' hier
----------------------------------------------------------------------------
PAUL NSAPU ET SABIN BANZA DE LA LIGUE
DES ELECTEURS ENLEVES ET ECROUES A
L'ANR/GOMBE
------------------------------------------------------------------------
MM. Paul Nsapu et Sabin Banza, respectivement president et vice-president
de la Ligue des Electeurs, ont ete arretes hier au sortir de l'ambassade
de
Belgique a Kinshasa et ecroues aussitot au cachot de l'Agence nationale
des
renseignements (ANR) a la Gombe.
N'ayant reçu prealablement aucune convocation des services specialises
ni
fait l'objet d'un mandat d'amener, les deux activites des droits de
l'homme
et des electeurs, doivent avoir ete files lors de leurs activites et
deplacement journaliers. Vraisemblablement, il est reproche a leur
ONG
d'obtenir du financement des puissances exterieures, les memes qui
refusent
de renouer la cooperation structurelle avec le gouvernement de la
Republique Democratique du Congo.
Selon le communique de presse de la VSV(vois des sans vois pour les
droits
de l'homme) de ce lundi 27 avril, les deux principaux animateurs de
la
ligue des electeurs ont ete enleves au boulevard du 30 juin par un
groupe
de six personnes armees dont trois en uniformes militaires circulant
a bord
d'un vehicule jeep 4X4 qui les a conduits a la Gombe (Avenue des 3Z),
ou
ils sont gardes sans droit de visite .
L'arrestation de MM. Nsapu et Banza se situe en droite ligne du
conflit
qui oppose le gouvernement Kabila aux associations civiles et specialement
aux organisations non gouvernementales des droits de l'homme. Recemment,
l'executif national a decide du bannissement ou de la dissolution de
l'AZADHO (Association de defense des droits de l'homme au Congo-Kinshasa).
En meme temps, il a somme toutes les autres associations de constituer
des
dossiers de demande d'autorisation de fonctionnement. Pourtant, la
plupart
si pas toutes les associations viables disposaient des autorisations
des
minnisteres specialises ou des autorites politico-administratives.
En plus,
le retard d'obtention de la personnalite juridique releve de la hauteur
administrative au bureau du Chef de l'Etat et au ministere de
la justice,
garde des sceaux et regimes institutionnelles.
Situation alarmante des droits humains a Goma et a Lubumbashi.
--------------------------------------------------------------
La situation des activistes des droits de l'homme se revele egalement
preoccupante a l'interieur du pays. Selon le communique susvise signe
par
M. Mbongo Ngudia Haroun, coordinateur de la VSV, M. Didier Kumundi,
membre
d'une ONG des droits de l'homme basee au Nord-Kivu, a ete oblige de
quitter
precipitamment la ville de Goma, le lendemain de son retour de Geneve
ou il
a pris part aux travaux de la 54eme session de la commission des droits
de
l'homme de l'ONU, parce que activement recherche par les services de
securite.
Dans le meme ordre d'idees, la VSV informe l'opinion publique que M.
Gallican Ntirivamunda, membre du staff de l'association "Grande vision"
demence toujours en detention depuis janvier 1998 au cachot de "Office
Intelligence" a Goma et son president J.P. Samba contraint a la clandestinite.
De Lubumbashi, le centre des droits de l'homme et du droit humanitaire
(CDH) se preoccupe des "cas tres alarmants de tortures, de traitements
inhumains et degradants et des detenus en secret", non seulement a
l'engence nationale des renseignements (ANR) -direction provinciale
du
Katanga, mais aussi dans les prisons de Kasapa, de Buluwo ou d'ailleurs.
Dans son communique signe a Lubumbashi le 22 avril dernier sous la plume
de
M. Dieudonne Been Masudi Kigombe, directeur executif, le CDH affirme
qu'"en
depit des denonciations contre ces violations deliberees des droits
de
l'homme, aucun changement n'a ete observe tant en ce qui concerne le
traitement des detenus que leur situation judiciaire".
Le CDH donne les exemples concrets de MM. Joseph Olenghankoy et Arthur
Z'Ahidi Ngoma ainsi que de Mlles Viviane Nyembo Bintu et Nellie Epule
(etudiantes aux universites de Kinshasa et de Lubumbashi enlevees,
detenues
et torturees pour avoir tente d'aller visiter le professeur Z'Ahidi).
Dans ce tableau sombre, la VSV constate avec amertume que les actes
d'intolerance et d'insecurite "contredisent manifestement les bonnes
intentions declarees du gouvernement de militer pour
l'institutionnalisation des activites des droits de l'homme dans le
pays."
Quant au CDH, il est demande au gouvernement et aux membres des differents
services publics de respecter les dispositions legales, notamment celles
du
decret constitutionnel n°003 du 28 mai 1997, de la loi penale congolaise
et
du pacte international relatif aux droits civils et politiques auquel
la
RDC reste partie prenante.
Wadambe M'Gini
SOURCE : Journal "La Reference Plus" n°1268 du 28 avril 1998
----------------------------------------------------------------------------
Le materiel contenu dans ce communique' peut ne pas refleter toujours
les
points de vue du Comite'. Celui-ci n'accepte aucune responsabilite'
sur la
precision des sources originales.
The material contained in this communication may not be taken always
to
reflect the views of the sender. He accepts no responsibility as to
the
accuracy of the original sources.
----------------------------------------------------------------------------
Comitato di solidarieta' con il Congo-Kinshasa
congosol@skyol.it
http://www.peacelink.it/users/bukavu/zhome.html
LETTRE OUVERTE DES ONG DE DROITS DE L'HOMME AU MINISTRE DE LA JUSTICE
Excellence Monsieur le Ministre,
Nous, ONG de promotion et de defense des droits de l'homme et de la
democratie, signataires de la presente, avons suivi avec attention
l'annonce de l'arrete n°05/CAB/MIN/R.I.J & G.S/98 du 10/04/98
accordant
l'autorisation provisoire collective de fonctionnement a une vingtaine
d'ONG de defense des droits de l'homme parmi lesquelles des signataires
de
la presente.
A cet effet, nous tenons a faire remarquer ce qui suit :
1. Le present arrete qui est pris au lendemain des mesures arbitraires
frappant de dissolution et bannissement l'Azadho et des menaces proferees
contre l'ensemble des ONG des droits de l'homme suscite plus
d'interrogations et suspicions qu'il est loin de contribuer a
l'assainissement des relations entre le mouvement des ONG et le
gouvernement que nous appelons de tous nos voeux.
2. Au regard des demarches jadis effectuees par la plupart des ONG
pour
l'obtention de la personnalite juridique en deposant leurs dossiers
aupres
du ministere de la Justice et constatant que nombre d'entre elles ne
sont
pas reprises sur la liste des 22, nous nous posons des questions sur
les
criteres ayant motive cette selection qui, a nos yeux, frise une manoeuvre
de division.
3. Nos demarches aupres du ministere de la Justice n'ont jamais consiste
a
solliciter une quelconque autorisation de fonctionner- puisque nous
fonctionnons deja fort de l'idee qu'aucune institution ou groupement
humain
ne saurait empecher l'expression des libertes fondamentales dont la
liberte
d'association. Ces demarches ont pour but de demander la personnalite
civile. Ainsi donc l'exercice de nos activites n'est nullement conditionne
par une autorisation prealable. Nous vous saurons gre de bien vouloir
plutot accelerer la procedure pour l'obtention de la personnalite juridique.
4. Par ailleurs, nous saisissons cette opportunite pour en appeler
a la
conscience du gouvernement de salut public afin de cesser de considerer
les
ONG comme des adversaires politiques, mais plutot d'oeuvrer dans le
sens de
developper un partenariat responsable et sincere entre nous.
Kinshasa, le 16/4/1998
La voix des Sans voix pour les Droits de l'Homme (VSV)
Toges Noires
Ligue des droits de l'homme
Groupe Amos
ISHR
Les Amis de Nelson Mandela (ANM)
AZADHO
CDDH
La Ligue des electeurs
Source : LA REFERENCE PLUS N° 1268 DU 28 AVRIL 1998
----------------------------------------------------------------------------
Le materiel contenu dans ce communique' peut ne pas refleter toujours
les
points de vue du Comite'. Celui-ci n'accepte aucune responsabilite'
sur la
precision des sources originales.
The material contained in this communication may not be taken always
to
reflect the views of the sender. He accepts no responsibility as to
the
accuracy of the original sources.
----------------------------------------------------------------------------
Comitato di solidarieta' con il Congo-Kinshasa
congosol@skyol.it
http://www.peacelink.it/users/bukavu/zhome.html
QUATRE DE SIX SIGNATAIRES CONDUITS A KINSHASA
MM. Lucien Senga Ngoie (ANR), Papy Sombo Yuma (ANR) Mutamba Lessa Theo
(RTNC) et Mme Marie Kaj (Police nationale) detenus depuis le 17 avril
dernier a l'ANR/Mbujimayi pour avoir confectionne et signe un memorandum
a
l'adresse du president Kabila, (cfr Le Potentiel n°1300 du 16 avril
1998),
ont ete transferes manu militari sur Kinshasa, a l'Etat-major de l'Agence
nationale de renseignement depuis le 21 avril dernier. Ils avaient
ete
embarques a cette date dans un appareil de Congo Airlines (CAL), apres
avoir ete convoyes jusqu'a l'aeroport de Mbuji-Mayi par MM. Theo et
Roger,
respectivement chef de Division a l'ANR/Kasai Oriental et militaire
garde-escorte arme. L'adjoint au directeur provincial de l'ANR, M.
Serge
Bwana Senga etait egalement a l'aeroport.
Aucune precision n'a ete donnee quant au sort de deux autres signataires
du
document, en l'occurence MM. Sangany et Kalend, tous deux agents de
la
Miniere de Bakwanga (MIBA). Aux dernieres nouvelles, le premier cite
serait
a son poste de travail au polygone/Miba tandis que la second serait
en
voyage de villegiature en Afrique du Sud au lendemain de la publication
du
memorendum.
L'on apprennais par ailleurs que le torchon brulerait entre le commandant
Estime Monga Mande et son adjoint, au point d'en venir a mains pour
des
raisons jusque-la inconnues. Grace a l'arbitrage de l'autorite provinciale,
un calme relatif est observe en attendant l'issue du conseil provincial
de
securite qui devrait se tenir 24 avril 1998.
Denis Iloinga Kabeya.
Source : Le journal ""La Reference Plus" n°1267 du 27 avril 1998
----------------------------------------------------------------------------
Le materiel contenu dans ce communique' peut ne pas refleter toujours
les
points de vue du Comite'. Celui-ci n'accepte aucune responsabilite'
sur la
precision des sources originales.
The material contained in this communication may not be taken always
to
reflect the views of the sender. He accepts no responsibility as to
the
accuracy of the original sources.
----------------------------------------------------------------------------
Comitato di solidarieta' con il Congo-Kinshasa
congosol@skyol.it
http://www.peacelink.it/users/bukavu/zhome.html
LA FAMILLE Z'AHIDI CHOQUEE PAR
LES IMAGES TELEVISEES DE LEUR FILS
Scandalisee par les images a la Television du Congo Kinshasa le Samedi
25
avril 1998, au professeur Z'Ahidi Ngoma, meconnaissable, meurrie et
menotte
comme un vulgaire criminel, la famille Ngoma crie au scandale et denonce
avec force le crime manifestement consomme a la personne du professeur
Z'Ahidi Arthur Ngoma par le pouvoir AFDL, et prend a temoin devant
Dieu et
la Communaute nationale et internationale l'image de l'histoire negative
du
regime AFDL.
Qu'a-t-il fait pour meriter les chatiments crapuleux et ignobles ?
Quelle justice l'a-t-il condamne ? Pour l'honneur et la dignite de
la vie
humaine, pour la justice et la paix. Considerant que l'homme est l'image
de
Dieu. La famille Ngoma demande avec energie, que la betise, que la
barbarie
et la folie cessent, et que le professeur Z'Ahidi Arthur Ngoma et ses
collaborateurs soient immediatement mis en liberte et dedommages des
prejudices subis et endures. La famille Ngoma demande a la communaute
tant
nationale qu'internationale et tout homme epris de paix et de justice
ayant
un espace de pouvoir dans ce monde des mortels d'exiger la liberation
immediate et sans condition du professeur Z'Ahidi Arthur Ngoma et ses
collaborateurs Ingelo Ifolo, Jean-Marie Lukundji et Justin Kampempe.
Que
l'humanisme transcende la barbarie.
Fait a Kinshasa, le 25 avril 1998
La famille Ngoma
Source : journal "La Reference Plus" n°1268 du 28 avril 1998
----------------------------------------------------------------------------
Comitato di solidarieta' con il Congo-Kinshasa
congosol@skyol.it
http://www.peacelink.it/users/bukavu/zhome.html
COSI
14 bis Montee Saint-Sebastien
F-69001 LYON
Tel. 33/(0)478 391 803 - Fax 33/(0)478 393 534
POUR INFORMATION ET / OU ACTION
Le COSI vous informe des faits rapportes dans le communique' suivant
et
demande a' ses partenaires dont c'est le mandat d'interpeller les autorites
congolaises par les moyens habituels.
--------------------------------------------
Communique'
Le COSI a appris hier soir de source sure la nouvelle de l'arrestation,
dimanche soir 3 mai, d'Apollinaire Muholongu Malumalu, vice-recteur
de
l'Universite' Catholique du Graben (UCG) a' Butembo (Nord-Kivu), en
Republique Democratique du Congo.
Des elements des Forces Armees Congolaises et de la Police d'Intervention
Rapide ont d'abord encercle' l'eglise de l'Universite', prenant en
otage
durant de longues heures les participants a' l'office qui s'y deroulait,
afin d'obtenir que l'abbe' Muholongu, rentre' depuis une semaine d'un
voyage en Europe, leur soit presente'.
Avertis de sa presence a' l'eveche', les militaires l'y ont arrete'
" pour
interrogatoire ". Sur la base de declarations d'un affabulateur, on
lui
reproche d'avoir introduit le 1er mai sur le campus un conteneur comportant
des armes, et ce contre toute evidence puisqu'aucun conteneur n'est
arrive'
sur le campus ni n'a ete' presente' a' l'abbe'.
Ancien etudiant en theologie et sciences politiques a' Lyon et Grenoble,
l'abbe' Apollinaire œuvre depuis des annees au rapprochement entre
l'UCG et
la societe' civile de Butembo d'une part, entre les societes civiles
de
Butembo et de diverses regions francaises d'autre part. Il est un des
initiateurs du reseau WIMA (" debout ! " en swahili), dont le but est
de
rassembler les acteurs sociaux de la region de Butembo en faveur de
la
paix, du developpement et du respect des droits humains. L'accusation
qui
le frappe est une absurdite' pour toute personne qui connait son action.
Cette arrestation doit etre comprise dans le contexte de la guerre du
Kivu,
qui a connu divers developpements depuis mars 1993, et qui voit s'affronter
depuis des mois des groupes armes dits " mai-mai " aux militaires bases
dans la region. Le 20 fevrier 1998, en represailles a' l'attaque d'un
camp
militaire par des mai-mai, les Forces Armees Congolaises ont tue' des
centaines de civils a' Butembo, ou' une nouvelle attaque mai-mai s'est
produite le 14 avril dernier.
En janvier, plusieurs universitaires de Goma (Nord-Kivu) et de Bukavu
(Sud-
Kivu) avaient ete' arretes, accuses d'intelligence avec les mai-mai.
Ils
ont ete' liberes depuis.
Nous affirmons qu'Apollinaire Muholongu n'a rien a' voir avec les faits
qui
lui sont reproches, nous denoncons l'arrestation arbitraire dont il
fait
l'objet et nous demandons sa liberation immediate.
Lyon, le 6 mai 1998.
----------------------------------------------------------------------------
Le materiel contenu dans ce communique' peut ne pas refleter toujours
les
points de vue du Comite'. Celui-ci n'accepte aucune responsabilite'
sur la
precision des sources originales.
The material contained in this communication may not be taken always
to
reflect the views of the sender. He accepts no responsibility as to
the
accuracy of the original sources.
----------------------------------------------------------------------------
Comitato di solidarieta' con il Congo-Kinshasa
congosol@skyol.it
http://www.peacelink.it/users/bukavu/zhome.html
CNONGD : "L'ARRESTATION
DE P. NSAPU
EST UN FREIN AUX INTENTIONS DECLAREES
DU GOUVERNEMENT"
Des voix continuent a s'elever pour condamner l'arrestation du pasteur
Paul
Nsapu et de son compagnon d'infortune Sabin Banza. La derniere reaction
en
date tombee a la Redaction de la Reference Plus emane du Secretaire
executif du Conseil national des organisations non gouvernementales
de
Developpement (CNONGD), M. Baudouin Hamili. Au CNONGD, l'arrestation
du
president de la Ligue des electeurs, Paul Nsapu et Sabin Banza,
vice-president de la meme ligue et membre du secretariat technique
de la
societe civile, le 27 avril dernier par des militaires armes est perçue
comme une pure et simple violation des droits de l'homme, un acte
d'intolerance et de harcelement des animateurs d'associations de droits
de
l'homme et des Ong.
Dans son communique de presse du 28 avril dernier y relatif, le CNONGD
constate que l'arrestation de Paul Nsapu et de Sabin Banza rentre dans
le
cas des actes qui "ternissent l'image du pouvoir en place, freine les
bonnes intentions declarees du gouvernement de militer en faveur des
droits
de l'homme, frustrent le peuple et constituent un blocage a la
participation populaire et a la democratisation du pays". le CNONGD
note
que de telles attitudes ne favorisent pas la mobilisation des efforts
au
prifit de la reconstruction du pays que prone le gouvernement de salut
public.
En consequence, le CNONGD attire l'attention sur ces abus deliberes
entretenus, selon lui, par les services de securite de l'Etat a l'egard
des
activites des droits de l'homme. Il demande au gouvernement de faire
de
cette question l'une de ses preoccupations afin d'y apporter une solution
definitive dans les meilleurs delais. Par voie de consequence, le CNONGD
invite le gouvernement a ordonner la liberation inconditionnelle des
deux
infortunes, mais aussi a creer des conditions sinceres de collaboration
afin que s'accomplisse le voeu de la reconstruction nationale exprime
par
le Chef de l'Etat. Le communique precise que le pasteur Paul Nsapu
et S.
Banza seraient gardes actuellement au cachot de l'ANR ou ils auraient
ete
conduits sans droits de visite et n'auraient jamais ete notifies au
prealable du motif de leur mise au frais.
Jean Vabilu
Source : "La Reference Plus" n°1272 du 4 mai 1998
----------------------------------------------------------------------------
Le materiel contenu dans ce communique' peut ne pas refleter toujours
les
points de vue du Comite'. Celui-ci n'accepte aucune responsabilite'
sur la
precision des sources originales.
The material contained in this communication may not be taken always
to
reflect the views of the sender. He accepts no responsibility as to
the
accuracy of the original sources.
----------------------------------------------------------------------------
Comitato di solidarieta' con il Congo-Kinshasa
congosol@skyol.it
http://www.peacelink.it/users/bukavu/zhome.html
Subject:
ARRESTATIONS ARBITRAIRES
A BUTEMBO
Date:
Wed, 6 May 1998 20:21:07
+0200
From:
"Comit. solid. con il Congo-Kinshasa"
<congosol@skyol.it>
To:
mailing list africa <africa@peacelink.it>
ARRESTATION ARBITRAIRE DE LA POPULATION
DE BUTEMBO PAR LES AUTORITES
MILITAIRES
La Police d'intervention rapide est apparue a Butembo quelques jours
avant
les evenements du 14 avril 1998 c'est-a-dire la seconde attaque des
may-may
apres le 20 fevrier 1998. Le comportement pouvoir d'arreset arbitrairement
sans critiquer les informations. A notre grande surprise, elle s'interpose
a la police territoriale qui pourtant connait mieux le milieu mais
s'arroge
le droit ou la legitimite de se reclamer du vice-ministre des affaires
interieures.
Plusieurs arrestations et pillages ont ete enregistres sous pretexte
que
tout habitant de Butembo est may-may.
Par la presente lettre nous voulons specialement vous annoncer
l'arrestation arbitraire de l'Abbe MALUMALU Apolinaire ce dimanche
3 mai
1998 a la procure de Butembo. Cette arrestation interviendra apres
l'encerclement terroriste et la sequestration des chretiens a l'eglise
universitaire par les differents corps des forces militaires et policieres
qui se trouvent a Butembo a savoir : compagnie bataillon 110 Commandee
par
ABUBAKAR, PIR (Police d'intervention rapide.
Les militaires ayant intimide le professeur preparant son cours lui
ont
ravi 100$. C'est ce dernier qui leur indiquera que l'abbe pourra etre
a
l'eveche ou deux pretres ont ete tabasses. Ces pretres menaces les
ont
conduits aupres du Vicaire general qui leur a livre l'abbe MALUMALU
evidemment apres intimidation sans que le motif d'arrestation ne soit
clairement defini. Ils ont dit qu'ils avaient besoin de lui pour un
interrogatoire. L'abbe, curieusement passe une premiere nuit, et voici
une
deuxieme apres avoir ete interroge sur l'envoie et le dechargement
d'un
certain container plein d'armes a l'UCG, site universitaire. L'abbe
a
refuse ces allegations mais un garcon soutient qu'il l'avait vu decharger
ce container a l'UCG le vendredi 1er mai 1998. Les enquetes ont ete
faites
et prouvent qu'un certain container serait passer a la douane de Kasindi
en
destination de Butembo avec mention ORDRE DE MALTE en date du 28 avril
1998. Le transporteur TMK devrait normalement acheminer le colis et
assister au dechargement pour meriter les frais de transport. Or l'on
a
jamais decharge le container apres le 28 avril 1998 et ce qui est
surprennant; l'OFIDA declare que le container est encore a Beni et
sera en
route pour Butembo. Ce container est-il pour l'Eglise ou pour un tiers
?
Qui vivra verra ! Une contradiction a ce niveau se revele clair :
l'accusateur a-t-il vu quel container etre decharger alors que celui-ci
est
encore en route ?
Ces agents de l'ordre ferment les yeux devant cette evidence. L'abbe
reste
en prison, cible des chantages faumentes et ses accusateurs sont mis
en
liberte.
Ces evenements sont decrits d'une Eglise signe de persecution.
C'est la voix du Diocese de Butembo-Beni.
Fait à Butembo, le 4 mai 1998
----------------------------------------------------------------------------
Le materiel contenu dans ce communique' peut ne pas refleter toujours
les
points de vue du Comite'. Celui-ci n'accepte aucune responsabilite'
sur la
precision des sources originales.
The material contained in this communication may not be taken always
to
reflect the views of the sender. He accepts no responsibility as to
the
accuracy of the original sources.
----------------------------------------------------------------------------
Comitato di solidarieta' con il Congo-Kinshasa
congosol@skyol.it
http://www.peacelink.it/users/bukavu/zhome.html
KIDNAPPES
PAR LA POLICE DE L'AFDL, LES ACTIVISTES SABIN BANZA ET PAUL NSAPU
COROUPISSENT TOUJOURS AU CACHOT.
Aux activites des droits de l'homme;
Aux Editeurs des journaux et journalistes;
Aux Ministres des cultes et croiyant;
Aux animateurs du Mouvement associatif;
A la Societe civile congolaise;
Aux membres et partenaires du Comite Droits de l'homme maitenant !
Chers comptariotes,
Chers freres,
Chers amis,
Nous vous transmettons en annexe, pour meditation et large diffusion,
le
Message du President a.i. du Comite Droits de l'homme Maintenant, M.
Sabin
Banza adresse aux activistes des droits de l'homme et, a travers eux,
a
tout le peuple congolais. Pour votre gouverne, M. Sabin Banza et M.
Paul
Nsapu, tous activistes des droits de l'homme et animateurs de la Ligue
des
Electeurs kidnappes en date du 27 avril 98, croupissent dans le cachot
de
la police politique de l'AFDL. Ils sont accuses de donner au peuple
congolais un enseignement (la culture democratique et l'education
electorale) de nature a precipiter la chute du President Laurent-Desire
Kabila.
Apres la suppression des partis politiques et les tracasseries continuelles
a la presse, la police politique de l'AFDL se lance dans la percusition
des
activistes des droits de l'homme. C'est notre tour. Nous savions que
notre
heure allait bientot arriver. Nous acceptons de transporter notre croix
meme au prix de notre sang. Et nous sommes convaincus qu'avec votre
soutien
spirituel, moral et materiel nous y arriverons.
Puisse le martyr de ceux qui nous ont precedes dans l'enfer de l'AFDL
-Editeurs des journaux et journalistes, leaders politiques, activistes
des
droits de l'homme, syndicalistes et Ministres de Dieu - nous armer
davantage de courage pour l'instauration d'un Etat de droit en Republique
Democratique du Congo.
Veuillez agreer nos sinceres remerciements pour tout benefice que,
par
votre exploitation de ce message, le peuple congolais tirera.
Pour le Comite Droits de l'Homme Maintenant
Maitre Marie-Andre Muiwal Kayembe
Chers amis,
Hier, c'etait le Pr. Kalele et consort, aujourd'hui condamne a 2 ans
de
prison.
Hier, c'etait Joseph Olengankoy et Z'Ahidi Ngoma et autres;
Hier encore, c'etait Roger Sala Nzo Badial;
Toujours hier, Tshisekedi aujourd'hui en relegation.
Aujourd'hui, c'est le tour de Paul Nsapu et Sabin Banza.
Et demain, a qui le tour ? Hier, on a aneanti les partis politiques;
Hier, on a aneanti les partis politiques; Hier, il y a eu tentative
d'aneantissement de la presse; Et aujourd'hui, dissolution et/ou
bannissement de l'Azadho;
Et demain ? Qu'est-ce qui va advenir ???
Notre tour est donc la... Il est grand temps que nous nous mettions
en
marche. Ce n'est pas le moment de pleurer sur notre sort;
Ce n'est pas le moment de reculer; Ce n'est pas non plus le moment
de
s'enfermer dans la maison. Le moment est donc venu pour sauver notre
pays.
Le peuple compte beaucoup sur nous.
Nous sommes aujourd'hui le seul rempart du peuple congolais. Il est
donc
grand temps de nous mettre debout et de sauver notre pays.
Il est grand temps pour que tous, comme un seul homme, nous nous mobilisons
pour que le respect des droits de l'homme en Republique Democratique
du
Congo et la reconquete, meme au prix du sang, de notre processus de
democratisation; que vive a jamais la lutte, notre lutte pour un Etat
de
droit en Republique Democratique du Congo.
Que notre sort ne vous decourage pas. Nous comptons sur vous pour la
victoire finale.
Kinshasa, le 30 avril 1998
Sabin Banza
Source : "La Reference Plus" n°1273 du 5 mai 1998
----------------------------------------------------------------------------
Le materiel contenu dans ce communique' peut ne pas refleter toujours
les
points de vue du Comite'. Celui-ci n'accepte aucune responsabilite'
sur la
precision des sources originales.
The material contained in this communication may not be taken always
to
reflect the views of the sender. He accepts no responsibility as to
the
accuracy of the original sources.
----------------------------------------------------------------------------
Comitato di solidarieta' con il Congo-Kinshasa
congosol@skyol.it
http://www.peacelink.it/users/bukavu/zhome.html