Appello per una manifestazione per i migranti English - Spanish - French - German
Uno nuovo spettro si aggira per l'Europa: è l'immigrato clandestino, il rifugiato, il profugo, incarnazione di un’umanità invisibile e senza diritti. Tutte le potenze della vecchia Europa sono alleate nel cacciarlo e nel respingerlo, in una crociata concordata a Schengen tra laburisti inglesi, popolari spagnoli, democratici italiani e poliziotti tedeschi. Schengen è il surrogato di una politica europea dell’immigrazione, è un vuoto di idee e di proposte circondato da un cordone sanitario tutto poliziesco e militare. La tendenza a risolvere in polizia i problemi posti dall’immigrazione non è solo europea, ma è uno dei tratti salienti dei processi contemporanei di "globalizzazione". L’abbattimento delle barriere alla circolazione delle merci e dei capitali si accompagna alla moltiplicazione dei confini contro donne e uomini in fuga dalla miseria, dalla guerra, da tirannidi sociali e politiche: dalle "frontiere esterne" dell’Unione europea fino al confine tra Stati uniti e Messico, passando attraverso i nuovi argini contro la mobilità di donne e uomini sorti attorno ad Hong Kong, al sud della Cina, ai paesi del sud-est asiatico investiti dalla crisi del ’97.

Il mondo che, dopo l’’89, si sarebbe dovuto progressivamente unificare nel segno del "dolce commercio" e oggi della "new economy", si presenta perciò diviso da vecchi e nuovi confini. Confini esterni, in primo luogo. Ma anche confini interni ai singoli spazi nazionali e regionali, determinati dal prepotente riemergere nello stesso Occidente capitalistico di processi di esclusione sociale e di restrizione dei diritti di cittadinanza.

Emblemi viventi di quella mobilità del lavoro che ha storicamente imposto al capitalismo la propria dinamica, i migranti gettano una luce assai significativa sulle tendenze alla deregolamentazione e alla flessibilità che negli ultimi vent'anni hanno ridisegnato il profilo del mercato del lavoro nei paesi a capitalismo avanzato. Quella che si configura in prima battuta come una scelta autonoma - la rivendicazione e la prassi del diritto di fuga dalla miseria materiale nonché da regimi sociali e politici tirannici - si rovescia concretamente nell'imposizione di un regime di precarietà che trova nella condizione del clandestino la propria esemplificazione più efficace e più carica di valenze simboliche.

Stigmatizzazione sociale e discriminazione contraddistinguono la vita quotidiana dei migranti all’interno dell’Unione europea, nelle città in cui si diffondono le retoriche e le politiche della "tolleranza zero", sui posti di lavoro così come nei campi di internamento coatto per migranti in attesa di espulsione sorti in tutta l’Europa negli ultimi anni, in cui sono rinchiusi uomini e donne rei solamente di avere la cittadinanza "sbagliata".

Uscire allo scoperto, vincere la paura, lottare pubblicamente, essere riconosciuti come soggetto politico è di fondamentale importanza per i migranti. E’ giunto il momento di arrivare alla costruzione di una grande manifestazione internazionale, costruita su scala europea e aperta alla partecipazione di delegazioni da altri paesi del mondo, per la conquista dei diritti negati.

Nel giugno 2001 si terrà a Genova, in Italia, il vertice del G8. Noi, immigrati, organizzazioni ed associazioni antirazziste ed antifasciste di questa città rivolgiamo un vibrato appello a tutte/i gli immigrati/e in Europa perchè si riuniscano a Genova, nei giorni in cui si terrà questo incontro, per manifestare, discutere e cominciare a costruire nuove reti di collegamento a livello internazionale.

L'esempio di Seattle può e deve trovare anche in Europa un'applicazione concreta in particolare rispetto alla lotta contro il razzismo, contro l'esclusione sociale e contro l'emarginazione, contro i portati cioè di quelle politiche neoliberali che ogni vertice del G8 o del FMI presentano come la via d’accesso al migliore dei mondi possibili.

E' una grande battaglia quella che abbiamo di fronte a noi. Il vertice del G8 di Genova potrà esserne una parte importante se riusciremo a dare visibilità alle migliaia di sans papiers, ai profughi, ai rifugiati, in una grande manifestazione europea degli immigrati e delle loro associazioni per i diritti negati, per il rispetto delle culture di tutti,per la libera circolazione, per il diritto d'asilo, per l'abolizione dei centri di permanenza temporanea e per la regolarizzazione dei clandestini, per il diritto di voto, per il diritto di esistere e lottare per una società di eguali con eguali diritti ed eguali doveri, liberi dal bisogno e dalla paura.

Promuovono :

ASSOCIAZIONE CITTA' APERTA ,UNIONE ITALIANA SPORT PER TUTTI(UISP),FEDERAZIONE PROVINCIALE DI GENOVA DEL PARTITO DELLA RIFONDAZIONE COMUNISTA,CENTRO SOCIALE OCCUPATO AUTOGESTITO E.ZAPATA,ASSOCIAZIONE RICREATIVA CULTURALE ITALIANA(ARCI),ASSOCIAZIONE STUDENTI DEL CAMEROUN IN LIGURIA(ASCAL),ASSOCIAZIONE EQUADOREGNA DI SOLIDARIETA'-GENOVA,ASSOCIAZIONE IL GRAPPOLO,ASSOCIAZIONE GRUPPO ARTIGIANI DI GENOVA ,ASSOCIAZIONE BENEFICA DI SOLIDARIETA' COL POPOLO PALESTINESE (ABSPP),ASSOCIAZIONE IL CE.STO.,COMUNITA' DI SAN BENEDETTO AL PORTO,COBAS SCUOLA GENOVA,C.N.C. UNIVERSITARI,ASSOCIAZIONE PALESTINESE,CIRCOLO ARCI MASCHERONA 16,CENTRO ISLAMICO DELLA LIGURIA,ASSOCIAZIONE ITALIA-CUBA(GE),ASSOCIAZIONE DONNE IMMIGRATE LIBERE (ADIL),GRUPPO AUTONOMO STUDENTESCO 'LA ZANZARA',CONSORZIO ITALIANO DI SOLIDARIETA' (ICS),ASSOCIAZIONE MEDIATORI CULTURALI(ASMEC),ASSOCIAZIONE SENEGALESE "MIGLIOR AZIONE",COORDINAMENTO LIGURE R.S.U. , ROBA DELL'ALTRO MONDO ,COMUNITA' SOMALA DELLA LIGURIA , GIOVANI COMUNISTI -GE , ALTRO POLO-SINISTRA VERDE , COMUNITA' ERITREA DI GENOVA , FEDERAZIONE REGIONALE SOLIDARIETA' E LAVORO (FRSL) , ASSOCIAZIONE DEI CITTADINI NIGERIANI IN LIGURIA , ASSOCIAZIONE GIURISTI DEMOCRATICI SEZ. DI GENOVA ,

Prime adesioni : (mandare e-mail a : cittap@freemail.it , fax : 0102541689,tel : 03488738182 )

Don Andrea Gallo , Antonio Merlino(filt-cgil) , Bruno Rossi(direttivo nazionale filt-cgil),Alessandro Dal Lago ,Elsa Weldeghiorghis , Sandro Mezzadra ,Ilaria Possenti , Antonio Bruno , Giovani comunisti e comuniste(segr. Nazionale) , Lega ambientalista rosso-verde , Roberto Demontis , Federazione RdB-CUB di Genova , Associazione nazionale 'oltre le frontiere' -ge (Anolf-ge) , Agostino Petrillo , Jean Françoise Gava , Don Antonio Balletto , Roberto Faure , Helmut Dietrich ( Forschungsgesellschaft flucht und migration - Berlin) , Emilio Quadrelli ,


German
Der folgende Text ist ein Aufruf zu einer internationalen Demonstration in Genua (I-talien) gegen den G8-Gipfel im Juli 2001.
Ein neues Gespenst geht um in Europa: das der heimlich Eingereisten, der Flüchtlinge, der GrenzüberschreiterInnen. Es verkörpert die unsichtbare und rechtlose Menschheit. Alle Mächte des alten Europa haben sich vereint, um es zu jagen und zu verjagen, in einem Kreuzzug, das von Schengen koordiniert und von den britischen Labours, die spanischen Konservativen, die italienischen Demokraten und die deutschen Polizisten getragen wird. Schengen ist der Ersatz einer europäischen Immigrationspolitik, ist ideen- und vorschla-gslos, es heißt Cordon sanitaire aus Polizei und Militär. Dass die Probleme, die die Immi-gration aufwirft, tendenziell in Polizeifragen aufgelöst werden, ist nicht nur europäisch, sondern eines der typischen Züge, die die Globalisierung hervorgebracht hat. Das Nieder-reißen der Hindernisse des Waren- und Kapitalverkehrs wird von der Vervielfach der Grenzen begleitet, gegen Frauen und Männer auf der Flucht vor dem Elend, dem Krieg und den sozialen und politischen Tyranneien: die "Außengrenzen" verlaufen rings um die Eu-ropäische Union, zwischen den Vereinigten Staaten und Mexiko, und als Damm gegen die Mobilität der Frauen und Männer, die in die Mobilität ausbrechen, rund um Hong Kong, um den Süden Chinas, um die Länder Südostasiens, die von der 97er Krise heimgesucht wurden.
Die Welt, die sich nach 89 allmählich im Traum des "süßen Handels" und der heuti-gen "new economy" hätte vereinigen sollen, zeigt sich deswegen zerteilt zwischen alten und neuen Grenzen, durch Außengrenzen vor allem. Aber auch durch Binnengrenzen, in den einzelnen nationalen und regionalen Räumen, da selbst im kapitalistischen Westen Entwicklungen des sozialen Ausschlusses und der Einschränkung der Bürgerrechte wieder Aufschwung bekommen.
Als Zeichen der Mobilität der Arbeit, die geschichtlich dem Kapitalismus ihre eigene Dynamik auferzwungen hat, werfen die Migranten ein bezeichnendes Licht auf die die Tendenzen der Deregulierung und der Flexibilität, die in den letzten 20 Jahren das Profil des Arbeitsmarkts der Länder des entwickelten Kapitalismus neu gezeichnet haben. Was sich auf den ersten Blick wie eine autonome Wahl ausnimmt - die Forderung und Praxis des Rechts auf Flucht vor dem realen Elend und vor tyrannischen sozialen und politischen Regimes - kehrt sich konkret in den Zwang zu prekären Arbeitsverhältnissen um, wie die Situation der Illegalisierten beispielhaft und überdeutlich, voller symbolischer Verweise, zeigt. Die soziale Stigmatisierung und die Diskriminierung zeichnen den Alltag der Mi-grantInnen in der Europäischen Union aus, in den Städten, in denen sich der Diskurs und die Politik der "Zero Tolerance" verbreiten, an den Arbeitsplätzen wie in den Lagern und Abschiebeknästen, die in den letzten Jahren überall in Europa entstanden sind, in denen Frauen und Männer lediglich deswegen eingesperrt werden, wiel sie die "falsche" Staa-tsangehörigkeit haben.
Heraus aus dem Versteck zu kommen, die Angst zu besiegen, öffentlich zu kämpfen, anerkannt zu werden als politisches Subjekt ist von grundsätzlicher Wichtigkeit für die MigrantInnen. Es ist der Zeitpunkt gekommen, wo eine große internationale Demonstrati-on organisiert werden sollte, europaweit und mit der Teilnahme von Delegationen aus Län-dern aus aller Welt, für die Eroberung der verweigerten Rechte.
Im Juli 2001 findet in Genua (Italien) das G8-Gipfeltreffen statt. Wir, ImmigrantInnen, an-tirassistische und antifaschistische Organisationen und Vereinigungen der Stadt, wenden uns mit diesem Aufruf an alle MigrantInnen in Europa, damit alle zusammenkommen in Genua, um sich zu treffen, zu demonstrieren, zu diskutieren und um neue Netze internatio-nal aufzubauen.
Das Beispiel von Seattle sollte auch in Europa konkret ausprobiert werden, insbesondere gegen den Rassismus, den gesellschaftlichen Ausschluss und die Marginalisierung, gegen die neoliberalen Beschlüsse, die jedes Gipfeltreffen des G8 oder des IWF als Weg zu einer besseren Welt präsentieren. Wir haben einen großen Kampf vor uns. Der G8-Gipfel kann ein wichtiger Teil davon sein, wenn es gelingt, dass die Tausenden von Sans Papiers, den Flüchtlingen ein Gesicht be-kommen, in einer großen Demonstration der MigrantInnen und ihrer Vereinigungen, für die verweigerten Rechte, für den Respekt der Kulturen aller, für die Bewegungsfreiheit, für das Recht auf Asyl, für die Abschaffung der Abschiebeknäste, für die Legalisierung der heimlich Eingereisten, für das Stimmrecht, für das Recht auf Existenz und auf Kampf für eine Gesellschaft von Gleichen mit gleichen Rechten und gleichen Pflichten, frei von Not und Angst.

English
The following is the text of an appeal for an international demonstration to be held in Genoa(Genova) ,Italy,in the year 2001,during the G-8 top scheduled there for the month of July(20/21/22).
BREACKING THE WALLS OF FORTRESSE EUROPE........
A new ghost hangs around through Europe : it is the clandestine immigrant,the refugee,the fugitive,enbodiment of an invisible humanity without rights. All the powers of the old Europe are allied in chasing him away and in sending him back,in a crusade planned in Schengen among several politicians and policemen ,building and defending 'fortress Europe'.
Schengen is the substitute of a serious European policy on immigration,it is a void of ideas and proposals surrounded by a sanitary cordon of a thorough police and military nature. The inclination to solve the immigration problems as police ones is not only European,but it is one of the main features of the contemporary process of "globalisation". The fall of barriers to the circulation of goods and capitals goes along with the multiplication of borders against women and men escaping from poverty,war,social and political tyrannies : from the "external borders" of the European Union to the borders between the United States and Mexico,through the new barriers against the mobility of women and men around Hong Kong,southern China,the countries of south-east Asia striked by the '97 crisis.
The world that,after 1989,should have been progressively unifying in the name of 'soft trade' and now the 'new economy',appears none the less divided into old and new borders.External borders in the first place.But also borders internal to the national and regional single spaces,caused by an urging return in the capitalistic West itself of processes of social exclusion and restriction of the rights of citizenship.
Living symbols of that mobility of work,that has historically imposed its dynamic to capitalism,immigrants throw a meaningful light on the trends to deregulation and flexibility,that have redrawn the profile of the work market in highly developed capitalistic countries in the last twenty years. What appears in the first place an autonomus choice - the claim and the practice of fleeing from material poverty as well as from socially and politically tyrannical regimes - overturns actually in the imposition of a regime of precariousness,that finds in the condition of the clandestine the most effective and symbolically loaded exemplification.
Social stigmatization and discrimination mark immigrants' everyday life within the European Union,in the towns where the rhetoric and policy of "zero tolerance" spread increasingly,at their work as well as in the forced internment camps for immigrants waiting to be expelled,arisen in Europe in the last years,where women and men are kept locked,guilty only of having the "wrong" nationality.
Coming out,overcoming fear,fighting openly,being recognized as a political subject is of extreme importance for immigrants.The moment has come to start building up a great international demonstration on a european scale and open to the participation of delegations from other countries of the world,in order to regain all denied rights.
In July 2001 the G-8 top will take place at Genoa(Genova),Italy. We,immigrants,antiracist and antifascist organizations and associations of this town appeal to all immigrants in Europe to meet in Genoa during the days of this convention,in order to demonstrate,discuss and start building up new connection nets at international level.
The example of Seattle can and must find also in Europe an actual application especially with regards to the fight against racism and against social exclusion,which means against the consequences of those neo-liberal politics that every G-8 top or International Monetary Fund top present as the access to the best possible world.
It is a great battle the one we are going to start.The G-8 top of Genoa can be an important part of it if we succeed in giving visibility to the thousand sans-papiers,to the refugees,to the fugitives,in a great european demonstration of the immigrants and their associations for the denied rights,for free circulation,for the right of asylum,for the abolition of temporary residence centres and for the regularization of illegals,for the right to vote,for the right to live and fight for a society of equals with equal rights and equal duties,free from need and fear.
Promuovono :


French
Ce qui suit est le texte d'un appel pour une manifestation internationale prévue à Gênes en Italie, du 20 au 22 juillet 2001 lors du sommet du G8 qui doit se tenir dans cette ville.
Abattre les murs……………détruire les cages.……..……pour une Europe des droits
Un nouveau spectre rôde en Europe: c'est l'immigré clandestin, le réfugié, incarnation d'une humanité invisible et sans droits. Toutes les puissances de la vieille Europe se sont alliées pour lui donner la chasse ou le refouler, dans une croidade montée à Schengen entre les travaillistes anglais, le parti populaire espagnol, les démocrates italiens et les policiers allemands.
Schengen est le succédané d'une politique européenne de l'immigration, c'est un vide d'idées et de propositions entouré par un cordon sanitaire cent pour cent policier et militaire. La tendance à résoudre les problèmes que pose l'immigration par des mesures de police n'est pas seulement un fait européen, mais constitue l'une des caractéristiques des processus contemporains de "globalisation". L'abolition des obstacles à la libre circulation des biens et des capitaux s'accompagne d'une multiplication des barrières dressées contre des hommes et des femmes qui fuient la misère, la guerre, les tyranies sociales et politiques: il s'agit des "frontières externes" de l'Union européenne, mais aussi de celles qui séparent les Etats-Unis du Mexique ou encore des nouvelles mesures restrictives concernant la circulation des personnes autour de Hong Kong et visant le Sud de la Chine et les pays du Sud-Est asiatique touchés par la crise de 1997.
Le monde qui, après 1989, aurait dû progressivement s'unir sous le signe du "commerce doux", aujourd'hui, sous celui de la "nouvelle économie" se présente ainsi divisé par de vieilles et de nouvelles frontières. Par des frontières externes, d'une part. Mais également par des frontières internes aux espaces nationaux et régionaux, engendrées par la résurgence autoritaire, dans l'Occident capitaliste, de processus d'exclusion sociale et de restriction des droits à la nationalité.
Symboles vivants de cette mobilité du travail imposée par la dynamique même du capitalisme, les immigrés mettent en lumière, de façon significative, les tendances à la déréglementation et à la flexibilité qui, durant les vingt dernières années, ont redessiné les contours du marché de l'emploi dans les pays de capitalisme avancé. Ce qui apparaît à première vue comme un choix autonome - la revendication et la coutume du droit de fuite de la misère matérielle et des régimes sociaux et politiques tyraniques - vire, dans la pratique, à un régime de précarité dont la condition du clandestin est l'exemple le plus marquant et chargé de symboles.
Stigmatisation sociale et discrimination sont les traits principaux de la vie quotidienne des immigrés à l'intérieur de l'Union européenne, dans les villes où rayonnent les discours et les politiques de la "tollérance zéro", sur les lieux de travail comme dans les camps de détention forcée pour immigrés en attente d'expulsion, qui ont vu le jour ces dernières années dans toute l'Europe et dans lesquels sont enfermés des hommes et des femmes coupables uniquement d'avoir la "mauvaise nationalité". Sortir à découvert, vaincre la peur, lutter en public, être reconnu comme sujet politique est fondamental pour les immigrés. Le moment est arrivé d'organiser une manifestation internationale, d'envergure européenne et ouverte à la participation de délégations de pays tiers, afin de conquérir les droits niés.
Au mois de juillet 2001, se tiendra à Gênes, en Italie, le Sommet du G8. Nous, immigrés, organisations et associations anti-racistes et anti-fascistes de cette ville lançons un appel à tou(s)(tes) les immigré(e)s se trouvant en Europe à se réunir à Gênes durant les journées du Sommet afin de manifester, de discuter et d'entamer la construction de nouveaux réseaux de contacts à un niveau international. L'exemple de Seattle peut et doit trouver application en Europe, notamment pour ce qui est de la lutte contre le racisme, contre l'exclusion sociale et la marginalisation et, par là même, contre les effets de ces politiques néo-libérales que chaque sommet du G8 ou du FMI présente comme des moyens d'accéder au meilleur des mondes.
C'est une grande bataille que celle qui se présente devant nous. Le Sommet du G8 de Gênes pourra en être une partie importante si nous réussissons à diriger les feux des projecteurs sur les sans-papiers et sur les réfugiés par une grande manifestation européenne des immigrés et de leurs associations pour les droits niés, pour le respect des différences, pour la libre circulation, pour le droit d'asile, pour l'abolition des centres de séjours temporaire et pour la régularisation des clandestins, pour le droit de vote, pour le droit d'exister et de lutter pour une société égalitaire, où les droits et les devoirs sont les mêmes pour tous et où les individus sont libres de toute contrainte matérielle et de toute peur.
Associazione Citta' Aperta ,Genova,ITALIA E-MAIL : CITTAP@FREEMAIL.IT


Spanish
El testo que sigue a continuacion es el invito para partecipar a una manifestacion que se tendrà en Genova , Italia , en el mes de julio del 2001 cuando se tendrà el vertice del G-8.
Derrumbar los muros.....destruir las jaulas......hacia una Europa de los derechos

Una nueva pesadilla gira por Europa : es el emigrado clandestino ,el refugiado ,el profugo , encarnacion de una humanidad invisible y sin derechos. Todas las potencias de la vieja Europa se han aliado para echarle y rechazarle , en la cruzada concordada en Schengen entre laboristas ingleses ,populares espanoles ,democraticos italianos y policias alemanes.
Schengen es el sucedaneo de la politica europea de la inmigracion, es un vacio de ideas y de propuestas circundado por un cordon sanitario policial y militar .La tendencia en resolver con la policia los problemas de la inmigracion no es solo europea ,pero es uno de los puntos salientes de los procesos contemporaneos de la globalizacion.A la caida de las barreras de la circolacion de los capitales y de mercancias se acompana a la moltiplicacion de las fronteras contra hombres y mujeres que escapan de la miseria ,de la guerra,de los tiranos sociales y politicos : dede las fronteras externas de la Union europea hasta el confin entre Estados Unidos y Mexico,pasando atraves los nuevos limites contra la mobilidad de mujeres y hombres aparecidos en Hong Kong,al sur de la Cina,en los paises de Asia y del sur-este asiatico sumergidos por la crisi del 1997.
El mundo ,que despues del 1989 se hubiera tenido que unifiar progresivamente hacia el "dulce commercio" y hoy de la "new economy" ,se presenta dividido en viejas y nuevas fronteras .Confin externos en primer lugar.Pero tambien confines internos en cada uno de los espacios nacionales y regionales,determinados por el potente renacimiento en el mismo Occidente capitalistico,de los procesos de exclusion social y de la restriccion de los derechos de ciudadinancia.
Emblemas vivientes de la mobilidad del trabajo que ha impuesto historicamente al capitalismo su dinamica,los inmigrantes dan una luz muy significativa sobre las tendencias a la deregolamentacion y a la flexibilidad que en los ultimos veinte anos han dibujado el perfil del mercado del trabajo de los paises con capitalismo avanzado.La que se presenta en principio como una eleccion autonoma -- la reivendicacion y la praxis del derecho de fuga de la pobreza material y de los regimenes sociales y politicos tiranos -- se invierta concretamente en la imposicion de un régimen precario que encuentra en la condicion del clandestino su esemplficacion mas eficaz y mas cargada de valencias simbolicas.
Estigmatizacion social y dicriminacion contradistinguen la vida de todos los dias de inmigrantes externos a la Union europea ,en las citades en las cuales se difunden las retoricas y las politicas de la "tollerancia zero" , en los lugares de trabajo asì como en los internados coactos para inmigrantes en espera de ser expulsados creados en toda Europa en los ultimos anos,en los cuales estan cerrados hombres y mujeres culpables de tener solo la ciudadinancia equivocad.
Salir al descubierto ,vencer el miedo,es de fondamental importancia para los migrantes,luchar publicamente ,ser reconocidos como sugetos politicos.Ha llegado el momento de hacer una grande manifestacion internacional ,costruida a escala europea y abierta a la partecipacion de delegaciones de paises del mundo para la conquista de los derechos negados.
En julio del 2001 se realizarà en Genova , Italia, el vertice de los G-8.Nosotros,inmigrados,organizaciones y asociaciones antiracistas y antifascistas invitamos a todos/as los/as inmigrados/as de Europa para que se reunan en Genova ,en los dias en los quales se tendrà este encuentro,para manifestar,discutir y empezar a costruir nuevas reces de comunicacion a nivel internacional.
El ejemplo de Seattle puede y deve encontrar tambien en Europa una applicacion concreta en particular hacia la lucha contra el racismo,contra la exclusion social y contra la emarginacion,contra los que llevan esas politicas neoliberales que cada vertice de los G-8 o del FMI presentan como el camino para entrar al mejor de los mundos posibles.
Es una grande batalla la que tenemos de frente a nosotros. El vertice de los G-8 de Genova podrà ser una parte imortante si conseguimos a dar visibilidad a las miles de sans-papiers ,a los profugos,a los refugiados,en una grande manifestacion europea de los inmigrados y de sus asociaciones para los derechos negados,para la libertad de cirulacion para el derecho de asilo,para la abolicion de los centros de de internados temporaneos y para la ragolarizacion de los clandestinos,por el derecho de voto,por el derecho de existir y de luchar por una sociedad de iguales,con iguales derechos e iguales doveres,libres de la necesidad y del medio.