Tre caravelle per un solo approdo: è la flotta di ADISTA, con rotta sullo scoglio della laicità. Una testata, tre teste di ponte oltre le acque chete del conformismo di chiese, poteri e qualunquismi.
Ovvero, il diritto-dovere democratico della notizia.
L'informazione, quella a tutto campo, ma fuori del seminato
della pruderie mass-mediale, del "sì, è così, ma è meglio non dirlo": quella
senza i sospiri tacitanti ad maiorem gloriam dei, per il bene della
Chiesa, dell'associazione, del gruppo, e così via fino al condominio.
I fatti, i nessi, le distinzioni, i collegamenti, i risvolti, le
trame, il tessuto, le letture, i conflitti: così il fatto religioso e il
suo precipitato politico e sociale sulla blue line di Adista.
Ovvero l'inoppugnabilità del testo, e la libertà delle sue interpretazioni.
Documenti altrove introvabili, documenti "segreti" o "secretati": quelli vaticani, e quelli
delle voci soffocate per fame o per paura; quelli del pensiero e della protesta, dell'indignazione
e della proposta, della denuncia e del progetto.
Documenti, dossier, rassegne stampa: per
cogliere le ragioni correlate e complesse dell'ecosistema religioso e sociale, il verde su
Adista è "integrale".