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PRESENTAZIONE |
AGIRE VERDE 
Sede: Corso Mazzini, 44 - 57126 Livorno
Tel. / fax 0586 899733 - email agireverde@tin.it
- sito web: http://web.tiscali.it/agireverde
come nasce
Agire Verde nasce da un gruppo di amici che si ritrovano una
domenica mattina nel parco delle colline livornesi nella
primavera del 1997. L'idea di organizzare una volta al mese
un'escursione viene presto affiancata da altre iniziative. Chi
organizza un incontro con gli Elfi, chi organizza incontri sul
consumo critico, chi interviene sul caso Folgore in Somalia, chi
riunisce le iniziative delle associazioni in un calendario, chi
raccoglie le firme per mettere al bando le produzioni di mine,
chi scrive sull'alimentazione...
cosa vuole fare
Agire Verde è un'associazione ambientalista senza scopo si lucro
che si propone di rivolgere particolare attenzione ai seguenti
temi: la pace, il consumo critico, la "crescita
ecologica" dell'individuo, le barriere architettoniche,
l'alimentazione, l'inquinamento atmosferico, acustico e marino,
l'apprendimento e la ricerca, la difesa dell'ambiente e dei beni
culturali. Le molte aspirazioni dell'associazione sono state
raccolte nello statuto: la difesa, la promozione e la
valorizzazione del patrimonio naturale, artistico, storico e
culturale del territorio; la partecipazione a iniziative volte
alla costruzione della pace e di una società multietnica che
integri e valorizzi le diversità culturali presenti nel suo
interno; l'impegno per la divulgazione di un nuovo stile di vita
rispettoso dell'ambiente e della persona; la sensibilizzazione
dei cittadini e delle istituzioni sulle tematiche ambientali
attraverso l'organizzazione di forum e convegni; agire, anche
legalmente, per evitare gli abusi in campo ecologico-ambientale;
la promozione e la ricerca e la diffusione delle informazioni
sullo stato dell'ambiente e sul territorio e sui progetti che
possano modificarlo; promuovere il sostegno delle politiche
ambientali che mirano alla riconversione ecologica dell'economia
e della società.
ASSOCIAZIONE di SOLIDARIETÁ con il POPOLO
SAHARAWI
Sede: Via Lambruschini, 1 - 57128 Livorno
ASSOCIAZIONE ITALIA-NICARAGUA
DI AMICIZIA, SOLIDARIETA' E SCAMBI CULTURALI CON IL
NICARAGUA
Sede: Via Anna Frank, 17 - 57124 Livorno - Tel. 0586 977193
(Mauro) - email nicalivo@sysnet.it
Ccp n. 35581-43 intestato a: Associazione Italia-Nicaragua
L'Associazione si è costituita dopo la liberazione del paese,
avvenuta nel luglio del 1979. Fra i suoi obiettivi, intende
promuovere la conoscenza reciproca fra i due paesi e sviluppare
un'attiva e concreta solidarietà con il popolo nicaraguense. A
tal fine organizza viaggi di studio e conoscenza, progetti di
solidarietà e campi di lavoro. Gli interlocutori
dell'Associazione in Nicaragua sono le forze popolari, politiche,
economiche, sociali ed ecclesiastiche, che sono espressione del
progetto storico di liberazione del popolo nicaraguense e che,
insieme al Fronte Sandinista di Liberazione Nazionale (FSLN),
furono protagoniste del rovesciamento della dittatura somozista
nel '79. Possono iscriversi all'Associazione tutti i cittadini
italiani che godono dei diritti civili e politici e condividono i
suoi obiettivi.
Nicaragua è ancora solidarietà
L'Associazione vuole manifestare solidarietà verso un
popolo che, dopo una rivoluzione vittoriosa, ha dovuto subire
prima l'aggressione armata della Contra finanziata dagli Stati
Uniti e poi il ricatto neoliberista, iniziato con il governo di
Violeta Chamorro nel 1990, per culminare nella grande truffa
elettorale dell'ottobre 1996 che ha portato al potere Arnoldo
Alemàn, nostalgico della dittatura somozista. Il progetto
economico degli ultimi due governi, improntato al liberismo
selvaggio, ha cancellato le strutture e i benefici che la
rivoluzione popolare sandinista aveva permesso di realizzare.
L'esclusione sociale ha raggiunto un livello tale che ormai la
miseria colpisce la grande maggioranza della popolazione;
l'analfabetismo è passato dal 12% del 1990 al 40% attuale; un
bambino su 4 soffre di denutrizione cronica, mentre la
disoccupazione si
aggira attorno al 65% della popolazione attiva.
Il compito dell'Associazione consiste quindi nell'appoggiare le
organizzazioni popolari, sindacali, studentesche, che in
Nicaragua lottano per un'autentica giustizia sociale e che hanno
potuto nascere e continuano a esistere grazie alla coscienza
popolare formatasi negli anni della rivoluzione, che molto ha
significato anche per il "primo mondo". Senza
dimenticare altre importanti realtà come Cuba e il Chiapas, che
probabilmente fanno oggi più notizia, è necessario continuare a
sostenere con la solidarietà e una rinnovata cooperazione il
popolo del Nicaragua nella sua resistenza quotidiana contro il
nuovo colonialismo del terzo millennio: la globalizzazione
dell'economia.
Cosa facciamo:
Tutta la nostra attività si può sintetizzare in due punti:
informazione e scambi culturali; solidarietà.
1) Informazione e scambi culturali
- Dibattiti pubblici sulle problematiche centroamericane:
Nicaragua, Guatemala, Salvador, Chiapas, ecc. e su argomenti
specifici riguardanti i rapporti Nord/Sud: energie alternative,
debito estero, M.A.I., ecc.
- Informazione sulla realtà centro americana attraverso i
mass-media ed iniziative rivolte a tutti i cittadini.
- Interventi nelle scuole e itinerari didattici nell'ambito del
Progetto Scuola-Città, promosso dal Comune di Livorno.
- Allestimento della mostra "Nicaragua: terra di vulcani,
laghi e foreste tropicali - storia naturale ed umana". La
mostra, allestita per conto dell'ACRA (Associazione di
Cooperazione Rurale in Africa e America Latina) si propone di far
conoscere un ecosistema (quello della foresta fluviale
nicaraguense, per molti aspetti ancora incontaminata) e la
realtà di una comunità umana.
- Dibattiti in collaborazione con la Circoscrizione 2 del Comune
di Livorno su tematiche della pace, della solidarietà,
dell'ambiente, della conoscenza dei popoli, della
informatizzazione e su temi economici e sistemi di risparmio
alternativi.
- Adesione alla Campagna nazionale "Globalizzazione dei
popoli", finanziata dall'Unione Europea e promozione della
stessa in sede locale, anche attraverso corsi di
aggiornamento per insegnanti.
- Traduzione in chiave didattica per tre diversi ordini di scuole
di alcune schede della Campagna "Globalizzazione dei
popoli" di cui sopra.
- Organizzazione di corsi in lingua madre di letteratura e
poesia, finalizzati alla conoscenza della realtà
centroamericana.
- Partecipazione a diverse manifestazioni cittadine (Effetto
Venezia, Magenta in Strada, ecc.).
- Promozione del "Forum per la Pace", un'Associazione a
cui hanno aderito 15 Associazioni di vari ambiti ed estrazioni,
interessate a sviluppare la pace mediante l'autoformazione,
l'informazione di tutti i cittadini e la solidarietà.
Nell'ambito del "Forum", ad esempio, è stato
organizzato un Convegno sulla situazione dei bambini nel Sud del
mondo, dal titolo "Ricominciamo da loro", svoltosi
presso un Istituto superiore cittadino: l'I.T.G.
"Buontalenti".
2) Solidarietà
- I fondi raccolti con le sottoscrizioni volontarie e con le
altre attività, vengono integralmente versati per il
finanziamento di progetti di sviluppo nel campo sociale,
eco-ambientale e nel campo dell'informazione.
- Promozione di campagne per l'adozione a distanza di bambini di
strada, di bambini colpiti da handicap o affetti da tumore; per
l'adozione a distanza di studenti; per il mantenimento di maestri
nelle zone più povere e prive di istituzioni scolastiche
("adozione" di maestri).
- Partecipazione attiva allo sviluppo di un commercio equo e
solidale e promozione di una finanza etica.
- Partecipazione a campagne di boicottaggio delle multinazionali
che sfruttano lavoratori o lavoratrici dei Paesi del Sud del
mondo e in particolare i bambini (vedi Nike, Reebok, Nestlè,
Chicco, ecc.).
- Adesione alla Global March con promozione di iniziative locali.
- Promozione con il Forum per la pace e l'Amministrazione
Comunale dell'iniziativa "L'albero della solidarietà",
sviluppatasi con il progetto "Noi per loro: conoscere,
capire, cooperare".
CARITAS DIOCESANA
Sede: Via del Seminario, 57122 Livorno - Tel. / fax 0586 884693 -
email caritas@luda.it
La Caritas non è solo e principalmente un "organismo di
pronto intervento per le varie emergenze nazionali e
internazionali, una specie di Croce Rossa del mondo
ecclesiale" (Giuseppe Pasini, già Direttore della Caritas
Italiana). Essa è un "organismo pastorale cui è affidata
la diffusione del Vangelo della Carità e la promozione della
testimonianza ecclesiale di solidarietà" (G. Pasini).
La Caritas è una delle dimensioni costitutivi della vita
cristiana accanto alla Evangelizzazione e alla Liturgia. La
Caritas come organismo pastorale è un mezzo per aiutare a vivere
la Caritas, che è un fine. Il "prevalente impegno
pedagogico" (Statuto della Caritas, art. 1) punta a
"superare il rischio della delega e a diffondere il costume
della condivisione, del servizio, della ricerca della giustizia e
della pace" (G. Pasini).
Nata in Italia nel luglio 1971 per volontà di Paolo VI (dopo lo
scioglimento della struttura precedente, la P.O.A. = Pontificia
Opera Assistenza) la Caritas italiana promosse man mano la
nascita delle Caritas Diocesane (quella di Livorno nacque in
occasione del terremoto del Friuli) e, attraverso queste, anche
delle Caritas Parrocchiali.
L'azione principale della Caritas Diocesana è "l'animazione
comunitaria, che consiste sostanzialmente nel proporre
costantemente all'attenzione e alla coscienza dei cristiani, e
più in generale di tutta la popolazione del territorio, i
problemi umani, le sofferenze fisiche e morali, le varie
espressioni di povertà e di emarginazione vicine e lontane, e,
complementariamente, nel suggerire e promuovere concretamente
iniziative di solidarietà e di promozione umana, da attuarsi sia
dai singoli cristiani, dalle famiglie, dai gruppi, sia dalle
comunità parrocchiali e dalla stessa diocesi, preoccupandosi che
la presenza della Chiesa sia sempre di stimolo
all'amministrazione pubblica, e vengano perciò assicurati i
diritti delle persone" (G. Pasini).
Nel 1977, in seguito alle indicazioni di un convegno ecclesiale
nazionale, la Caritas Italiana, come Ente centrale, ha stipulato
una convenzione con il Ministero della Difesa per l'impiego di
obiettori di coscienza nelle Caritas Diocesane. Attualmente circa
cinquemila giovani ogni anno prestano il servizio civile nella
Caritas (a Livorno sono 28 dislocati in 14 Enti Operativi) e
vengono aiutati, attraverso un percorso
formativo, ad approfondire le ragioni della pace e della
nonviolenza, insieme a quelle della solidarietà e del servizio
di promozione umana delle persone più disagiate (senza fissa
dimora, minori a rischio, portatori di handicap,
tossicodipendenti, detenuti e loro familiari, anziani,
extracomunitari). Verso i loro coetanei si impegnano a
testimoniare
l'azione per un mondo specificato e nonviolento.
Centro Missionario della Parrocchia San
Giovanni Bosco di Coteto
Sede: Via Toscana, 42 - 57124 Livorno - tel. 0586 852472
Il Centro missionario Parrocchiale è nato nel settembre 1997
con l'intento di far conoscere, sensibilizzare, animare la
parrocchia su temi e problematiche missionarie a
livello locale, nazionale e internazionale. Per raggiungere tale
scopo il c. m. p. si è "imposto" una preparazione a
carattere formativo e spirituale in sintonia con la comunità
parrocchiale e il centro missionario diocesano, e quindi con il
Vescovo.
Il c. m. p. è chiamato a sperimentare prima di tutto al suo
interno e nella realtà locale lo stile missionario
caratterizzato dall'impegno ad annunciare la gioia dell'incontro
con Cristo a coloro che non lo conoscono; ad assumere lo stile di
Cristo con la scelta di partire dai poveri e con mezzi poveri; a
far proprio e promuovere uno stile di vita alternativo concreto
nel quotidiano.
Il c. m. p. si è fatto promotore, con l'adesione al Progetto
Agata Smeralda di Firenze ed insieme ad altre associazioni,
dell'iniziativa delle adozioni a distanza (attualmente
arrivate al numero di 85, ma in continua crescita) presso tutta
la comunità parrocchiale e anche al di fuori di essa (ambienti
di lavoro e/o cerchia di amicizie di molti parrocchiani).
Ha promosso e continuerà a promuovere in varie occasioni
campagne di sensibilizzazione su temi come: lo sfruttamento
minorile, le mine anti-uomo, il debito pubblico internazionale,
il commercio equo-solidale, il consumo critico, i nuovi stili di
vita, ecc.
Cerchiamo di portare avanti con serietà questo nostro impegno,
anche se siamo consapevoli di essere solo all'inizio di un lungo
cammino e di rappresentare una piccolissima realtà. Così ci
piace sempre ricordare una frase che Madre Teresa di Calcutta
soleva ripetere: "Noi siamo una goccia. Che cos'è una
goccia nell'oceano? Nulla! Eppure, se questa goccia non ci fosse,
l'oceano sarebbe più povero". Siamo convinti che la nostra
goccia, insieme a quella di tanta altra gente, può diventare un
oceano di solidarietà in aiuto di tante persone che sono in
difficoltà.
CENTRO MONDIALITA' SVILUPPO RECIPROCO
Sede: Via della Madonna, 32 - 57123 Livorno tel. 0586 211388
e-mail cmsr-it@cmsr.org -
sito web: www.cmsr.org
Il Centro mondialità sviluppo reciproco è un organismo non
governativo senza fini di lucro. Nasce nel 1979 e nel 1986 si
costituisce formalmente in Associazione di volontariato
internazionale. Nel 1991 ottiene il riconoscimento dal Ministero
degli affari esteri per lo svolgimento di attività di
cooperazione ed invio di volontari nel Sud del mondo, nonché per
la realizzazione di attività informative sul territorio
italiano. Attualmente lavora con la Commissione europea, alcune
Organizzazioni internazionali ed Istituti specializzati delle
Nazioni unite, nonché Enti locali e realtà ecclesiali.
All'estero il Centro mondialità sviluppo reciproco conduce
progetti inviando sul posto volontari internazionali che lavorano
con la popolazione locale nella consapevolezza che quest'ultima
è la principale protagonista del proprio sviluppo. I principali
settori d'intervento sono: sanità di base, approvvigionamento
idrico, agricoltura finalizzata all'autoconsumo da parte di
piccole comunità locali, habitat.
Costa Rica, Cuba, Marocco, Mozambico, Tanzania sono i paesi dove
opera il Centro mondialità sviluppo reciproco in collaborazione
con Ong e comunità locali. In Italia promuove iniziative per la
conoscenza delle culture dei popoli del mondo, della loro storia
e delle loro forme di espressione nel quadro di una più vasta
educazione interculturale. Dal 1998, realizza strumenti didattici
multimediali per le scuole medie inferiori e superiori. Il
Mediterraneo e le sue culture è l'argomento di questi strumenti,
area geografica di indubbio interesse sociale, politico ed
economico.
Attualmente fanno parte della collana il kit multimediale sul
Marocco e quello sull'Algeria, realizzati in collaborazione con
il Cospe di Firenze. Per il prossimo anno scolastico, saranno
Israele e Palestina al centro dell'attenzione.
Ogni anno, il Centro mondialità sviluppo reciproco organizza
corsi di formazione per docenti e percorsi interculturali per le
classi, da realizzare in collaborazione tra insegnanti e
animatori dell'Associazione.
L'offerta di formazione si nutre, da quest'anno, di una nuova
proposta: il Laboratorio permenente di educazione interculturale.
E' un vero e proprio laboratorio di autoformazione, con
interventi di esperti esterni. Il gruppo pilota ha come obiettivo
la creazione di proposte interculturali interdisciplinari che
saranno testate nelle classi.
Inoltre, il Centro mondialità sviluppo reciproco organizza
viaggi di turismo responsabile nei paesi dove gestisce i
progetti, per una conoscenza diretta delle realtà locali. E'
quello che si chiamo il turismo responsabile, un proposta di
viaggio che vuole coniugare il piacere del viaggio, la conoscenza
dei popoli, delle loro abitudini, all'esperienza dirette, se pur
breve, di un progetto di cooperazione allo sviluppo.
Il Centro mondialità sviluppo reciproco gestisce Shughuli, punto
vendita di artigianato etnico, e la Mediateca: in questi due
punti di aggregazione è possibile conoscere le culture dei
popoli attraverso l'arte, la musica, la letteratura ed il cinema.
CHIESA VALDESE
Sede: Via Verdi, 15 - 57126 Livorno - tel. 0586 897452
IL PASSATO
I Poveri di Lione. I valdesi prendono nome da un mercante
lionese di nome Valdo che intorno al 1170 vendette i suoi beni e
si mise a predicare l'Evangelo ai suoi concittadini con l'ideale
di rinnovare la chiesa: la gerarchia cattolica reagì invece in
modo critico e lo scomunicò. Più tardi Francesco d'Assisi visse
la stessa esperienza, ma la Curia lo mantenne nell'ambito della
Chiesa.
I "poveri di Lione ", cioè i seguaci di Valdo,
proseguirono la loro predicazione malgrado la scomunica formando
piccole comunità costrette, a motivo della repressione, a
condurre un'esistenza clandestina. La loro fede si ispirava al
Sermone sul Monte e sulle sue esigenze fondamentali: rifiuto
della violenza, del giuramento, dei compromessi della chiesa col
potere politico.
Malgrado le violente persecuzioni e l'opera spietata
dell'inquisizione, i valdesi mantennero viva la loro presenza di
fede in tutto il Medio Evo. Le zone in cui si impiantarono con
maggior consistenza furono le Alpi Cozie, la Provenza, la
Calabria e la Germania meridionale, I loro predicatori itineranti
erano detti "barba" (in dialetto "zio") da
cui "barbetti", appellativo con cui vennero comunemente
designati sino in tempi recenti i valdesi stessi.
Protestanti. Quando sorse in Europa la Riforma protestante
di Lutero, i valdesi vi aderirono nel 1532, organizzandosi in
comunità alternative a quella di Roma, con locali per il culto e
la celebrazione dei sacramenti, e predicatori. La presenza
protestante toccò molte altre città del Piemonte e d'Italia in
quel periodo e soltanto ad opera della Controriforma il
cattolicesimo mantenne il suo predominio assoluto.
Per 150 anni (dal 1550 al 1700) le valli valdesi furono un
avamposto del protestantesimo europeo e perciò sottoposte ad
attacchi da parte del governo sabaudo deciso a riconquistarle
alla fede cattolica. Uno dei più tristemente famosi nel 1655,
conosciuto come le "Pasque Piemontesi ", sollevò
l'indignata protesta del mondo europeo e l'intervento
dell'Inghilterra di Cromwell. Ad organizzare la guerriglia
valdese fu il contadino Giosué Gianavello. Nel 1686,
quando Luigi XIV re di Francia vietò ai protestanti la
professione della loro religione, anche le chiese valdesi del
Piemonte furono distrutte e solo poche migliaia di superstiti si
salvarono in Svizzera. Rientrati dopo 3 anni con una
memorabile marcia conosciuta come il "Glorioso
Rimpatrio" dovettero ancora affrontare decenni di
emarginazione nel loro "ghetto" alpino.
Evangelizzazione. I loro diritti civili e politici vennero
riconosciuti dall'editto promulgato da Carlo Alberto il 17
febbraio 1848 (in ricordo del quale i valdesi festeggiano a
tutt'oggi quella data) ma non la libertà religiosa: la religione
cattolica restava religione dello Stato. Né la chiesa cattolica
né la società italiana era pronta ad accogliere l'idea della
separazione fra Stato e Chiesa ed il principio della libertà di
coscienza.
Alla difesa di questi diritti i valdesi si impegnarono
attivamente convinti delle loro importanza per il rinnovamento
civile e politico del paese. A questo impegno nel Risorgimento ed
in tutte le battaglie ideali che si sono combattute per rendere
la società più moderna e democratica i valdesi hanno
partecipato attivamente. Parlando di "evangelizzazione"
non hanno inteso fondare una nuova sella ma, come Valdo, rendere
attuale il messaggio dell'evangelo: diffondendo la Bibbia,
stimolando la riflessione teologica per un rinnovamento della
fede cristiana.
L'opera di testimonianza non fu effettuata unicamente a livello
di predicazione con l'apertura di una sala di conferenze, di
locali di culti, ma si espresse anche nel campo dell'assistenza e
con particolare impegno in quello dell'educazione. Una diffusa
rete di scuole elementari venne creata e si può dire che ogni
comunità evangelica ebbe una sede scolastica; il maestro insieme
al venditore di bibbie fu il personaggio tipico dell'evangelismo
italiano. Ed accanto alle scuole, convitti, orfanotrofi, scuole
di artigianato. Altrettanto intenso fu l'impegno nel campo
sanitario ed assistenziale con fondazione di ospedali, ricoveri
per anziani, asili.
Questa attiva presenza e l'emigrazione ha condotto nel corso
degli ultimi decenni, alla formazione di comunità valdesi in
tutta Italia, dal Piemonte alla Sicilia. I valdesi emigrati
all'estero si sono integrati invece nelle chiese protestanti dei
paesi dove si stabilivano; con la sola eccezione dell'Uruguay ed
Argentina dove hanno mantenuto una propria organizzazione. In un
primo tempo fecero parte integrante della Chiesa valdese
italiana. Nel dopoguerra si sono costituite in area autonoma
mantenendo però l'unità operativa con l'area italiana.
IL PRESENTE
Chiesa democratica. In Italia sono oggi presenti circa
30.000 (la metà dei quali nelle valli valdesi in Piemonte) che
si richiamano alla tradizione valdese. Dal 1979 le Chiese valdesi
e quelle metodiste hanno stretto un patto di unione procedendo ad
una integrazione operativa che si realizza nel sinodo unito. La
cura pastorale è affidata a un centinaio di pastori teologi
preparati presso la facoltà di teologia a Roma. Nella
predicazione sono impegnati anche predicatori locali. I diaconi
sono in numero di 25. Si avvale per il lavoro culturale di centri
giovanili e di formazione, fra cui quello di Agape, noto a
livello internazionale, numerosi centri di cultura, il
settimanale " La Luce-Eco delle Valli Valdesi " una
rivista teologica Protestantesimo ", una di carattere
storico edita dalla Società di Studi Valdesi e la casa editrice
Claudiana con sede a Torino. L'organizzazione delle chiese
valdesi è di tipo presbiteriano sinodale non episcopale. Ogni
chiesa è cioè retta dall'assemblea dei suoi membri; alla
assemblea generale, della " Sinodo" partecipano i
rappresentanti delle assemblee locali. I Consigli direttivi a
tutti i livelli sono composti da pastori e laici.
A queste attività propriamente ecclesiastiche si aggiungono
quelle assistenziali che costituiscono tuttora un aspetto
considerevole dell'impegno evangelistico: i 5 ospedali di cui 2
(Genova e Napoli) in collaborazione con altre chiese evangeliche,
9 case per anziani, 3 opere per giovani, nel campo
dell'istruzione il Liceo sperimentale a Torre Pellice, il
complesso scolastico la Noce a Palermo, le scuole elementari a
Riesi, sono poca cosa in sé ma considerevoli rapportate
all'esigua entità dei fedeli stessi.
Solo l'Evangelo. I valdesi sono cristiani
appartenenti alle chiese riformate, sorte cioè con la riforma
protestante, il loro principio fondamentale è vivere la fede
cristiana attenendosi al solo Evangelo. Essi considerano perciò
che a costituire il fondamento della religione cristiana, è
soltanto la Sacra Scrittura e che soltanto per grazia di Dio e
per merito di Cristo ci è data la salvezza e l'essere figli di
Dio è dono
che riceviamo solo per fede e non premio delle nostre opere.
La vita cristiana ha senso, dicono gli evangelici, perché è
vissuta come un impegno responsabile dei singoli credenti. La
chiesa non è una organizzazione clericale ma una comunità di
fratelli, non ha perciò da dare direttive specifiche concernenti
le scelte politiche, l'etica sessuale, l'organizzazione sociale.
L'impegno fattivo dei valdesi in organismi quali Croce rossa,
Amnesty International, il movimento della Riconciliazione, il
Federalismo europeo è diretta conseguenza di questa visione
della vita cristiana come impegno di fede personale e
responsabile, restando fermo il principio che la regola di
comportamento cristiano è l'evangelo. Anche per i valdesi la
figura del sacerdote non ha più ragion d'essere perché Gesù ha
compiuto con la sua morte in croce l'unico sacrificio possibile.
Il credente non ha dunque bisogno di mediazione umana né per
ricevere il perdono divino né per ottenere grazia. I pastori
hanno un ruolo importante nella vita della comunità come guide
nella riflessione biblica e nella predicazione, ma non sono
distinti dai credenti, ne consegue che hanno famiglia e che le
donne possono accedere al pastorato.
L'ecumenismo è sempre stato rilevante nella vita delle chiese
valdesi. Intense sono sempre state le relazioni con le chiese
protestanti; le chiese valdesi sono membro del Consiglio
Ecumenico delle Chiese e della Federazione delle Chiese
Evangeliche in Italia, che oggi rappresenta l'evangelismo
italiano ed è responsabile delle emissioni alla radio e alla TV.
I rapporti con la Chiesa cattolica romana si sono fatti più
liberi e rispettosi dopo il Vaticano lì, da quando cioè si è
falla strada l'idea di un pluralismo religioso. Il Sinodo valdese
ha incoraggiato le attività ecumeniche privilegiando però gli
incontri a livello di comunità locali rispetto a manifestazioni
liturgiche e chiedendo che venissero tenuti sempre presenti nei
dibattiti i problemi teologici. La fedeltà all'evangelo è più
importante dell'unità e l'ecumenismo non può essere un generico
e sentimentale accostamento di credenti senza porre i problemi
della fede oggi.
Libera chiesa in libero Stato. Le chiese
valdesi hanno da sempre sostenuto la nella separazione delle
chiese dallo Stato rifiutando ogni tipo di Concordato e
giudicando criticamente l'esistenza di un partito politico
confessionale; l'intesa che hanno stipulato con lo Stato nel 1984
(divenuta legge n. 449) definisce i rapporti reciproci senza
sancire però alcun privilegio per la chiesa.
COMUNITÁ CRISTIANA DI BASE
"COTETO"
sede: Via Piemonte, 62/A - 57124 Livorno
COMUNITA' CRISTIANA DI BASE "P.ZA LUOGO
PIO"
Sede: Scali Finocchietti, 2 - 57123 Livorno
Recapito: c/o Carla Ermoli - Via Redi, 40 - 57125 Livorno -
tel./fax 0586 854406
Le Comunità cristiane di base (CdB) in Italia emergono negli
ultimi anni '60, gli anni fecondi del dopo Concilio Vaticano II.
Sono, forse, più conosciute per le loro vicende conflittuali con
la gerarchia ecclesiastica (l'Isolotto a Firenze, Oregina a
Genova, Conversano di Bari, S. Paolo a Roma...) che per le loro
proposte e la loro esperienza ormai trentennale. Non hanno mai
voluto dar vita ad un'altra chiesa (essere 'secessionisti' dalla
chiesa cattolica) ma hanno inteso costruire una chiesa altra
cioè
una chiesa restituita alla responsabilità dell'intera comunità
che si 'riappropria' della Parola (la Bibbia), dei ministeri, dei
gesti della fede (i sacramenti) e infrange integralismi
confessionali o separatezze rispetto alle vicende storiche
(risvolti socio-politici).
A Livorno nei primi anni '70 si formò una convergenza,
prevalentemente giovanile, in Via Mentana 83, dove alloggiavano
alcuni frati francescani che avevano scelto di passare dal
convento ad un appartamento in affitto e da servizi
esclusivamente "sacri" alla vita di operai in fabbriche
cittadine.
Nacque il Gruppo Cristiani di Via Mentana, in seguito integrato
da altri gruppi presenti, con storie ed intenti diversi, in
città. Agli appuntamenti interni (eucaristia settimanale in una
semplice stanza e intorno ad un semplice tavolo; studio biblico;
riflessione di teologia nella storia...) si aggiunsero
manifestazioni esterne su molte tematiche: fede e politica;
cristianesimo e marxismo (il gruppo aveva aderito fin dall'inizio
-1973- al movimento dei Cristiani per il socialismo); i temi
caldi dei
referendum sul divorzio e l'aborto...
Trasferitosi in un "Fondo" reso disponibile dalla
Compagnia dei Portuali il gruppo, ormai comunità, prese il nome
dalla piazza sulla quale il "Fondo" stesso si
affacciava: Comunità "P.za Luogo Pio". Nome che
conserva anche attualmente sebbene da anni abbia trovato
ospitalità al Centro della Pace, dove vive i suoi incontri,
particolarmente quello settimanale di ogni sabato alle ore 18,30.
Nell'anno 1997-1998 ha, insieme al Gruppo di Educazione alla
Pace, promosso sei incontri su "Semi di violenza nelle
religioni?"
COMUNITA' INTERNAZIONALE BAHA'I
Recapito: c/o Elena Caruso - Via dell'Eremo, 3 - 57127 Livorno -
tel. 0586 809263
Il Credo Spirituale della Fede Bahá'í
COSA INSEGNA BAHÁ'U'LLÁH SU DIO, RELIGIONE E NATURA UMANA
La venuta di nuovi Messaggeri di Dio rappresenta punti di svolta
nella storia, poiché essi portano un impulso spirituale
rinnovato, stimolano la trasformazione personale e il progresso
sociale. La rivelazione di Bahá'u'lláh, con l'impulso
spirituale che l'accompagna, riveste un significato particolare
perché coincide con l'epoca della maturazione dell'umanità.
Vi è un solo Dio, il Creatore dell'Universo. Nel corso della
storia, Dio Si è rivelato all'umanità con una serie di
Messaggeri divini, ognuno dei quali ha fondato una religione.
Erano Messaggeri Abramo, Krishna, Zoroastro, Mosè, Buddha, Gesù
e Maometto. Questa successione di Insegnanti divini riflette un
unico e storico "Piano di Dio" per far conoscere
all'umanità il suo Creatore e per coltivare le capacità morali,
intellettuali e spirituali della razza umana con l'obbiettivo di
preparare la strada ad una civiltà globale, unica e in costante
progresso. La conoscenza della volontà di Dio
per l'umanità dell'epoca moderna fu rivelata poco più di cento
anni fa da Bahá'u'lláh, che è l'ultimo di questi Messaggeri
Divini.
È questa l'essenza dei Suoi insegnamenti su Dio, la religione e
l'umanità. Spesso i bahá'í esprimono questa fede parlando
semplicemente di unicità di Dio, unicità della religione e
unicità del genere umano. L'unità è di gran lunga il tema più
importante del credo bahá'í; in termini teologici si manifesta
nella comprensione che l'unico Creatore ha un unico piano per
l'intera umanità.
Insieme a queste idee vi è il convincimento che la natura umana
è fondamentalmente spirituale. Sebbene gli esseri umani esistano
sulla terra con l'aspetto corporeo, l'identità essenziale di
ogni persona è definita da un'anima eterna, razionale ed
invisibile.
"Sappi per certo che l'essenza di tutti i Profeti di Dio è
una e la stessa ... " - Bahá'u'lláh
L'anima che dà vita al corpo, e distingue gli esseri umani dagli
animali, cresce e si sviluppa soltanto attraverso la relazione
dell'individuo con Dio, mediata dai Suoi Messaggeri. Tale
relazione è rafforzata dalla preghiera, dalla conoscenza delle
scritture rivelate da questi Insegnanti, dall'amore per Dio,
dall'autodisciplina morale e dal servizio all'umanità. È questo
processo che dà significato alla vita.
Coltivare il lato spirituale della vita dà numerosi benefici.
Prima di tutto l'individuo sviluppa via via quelle qualità
innate che sono alla base della felicità umana e del progresso
sociale quali: fede, coraggio, amore, compassione, fidatezza ed
umiltà. Quando queste divengono sempre più evidenti, avanza
anche la società nel suo insieme.
Un altro effetto dello sviluppo spirituale è la sintonia con la
volontà di Dio. Questo avvicinamento sempre crescente prepara
l'individuo all'aldilà. L'anima, dopo la morte del corpo,
continua a vivere affrontando un viaggio spirituale verso Dio
lungo innumerevoli "mondi" o piani di esistenza. In
termini tradizionali, il progresso compiuto in questo viaggio è
paragonato al "paradiso", mentre se l'anima smette di
crescere e
rimane distante da Dio, sempre in termini tradizionali,
sperimenta l'"inferno".
La venuta di nuovi Messaggeri di Dio rappresenta punti di svolta
nella storia poiché portano un nuovo impulso spirituale, che
stimola il rinnovamento personale e l'avanzamento sociale. La
rivelazione di Bahá'u'lláh, e l'impulso spirituale che
l'accompagna, riveste un significato particolare perché coincide
con l'epoca della maturazione dell'umanità. Bahá'u'lláh
insegna che l'umanità alla maturità, ora raggiungibili nuove
realizzazioni. Imprese come la realizzazione della pace mondiale,
il
raggiungimento di una giustizia sociale universale e la
promozione di un equilibrio armonioso fra tecnologia, sviluppo,
valori umani e protezione dell'ambiente naturale, una volta
considerate impossibili, sono adesso attuabili.
La Fede Bahá'ì, fondata da Bahà'u'llàh, nato in Persia nel
1817 e morto nel 1892 in Israele, è la più giovane delle grandi
religioni rivelate
GIOLLI
CENTRO DI RICERCA SUL TEATRO DELL'OPPRESSO E COSCIENTIZZAZIONE
Sede: Viale Carducci, 113 - 57121 Livorno
Tel. / fax 0586 424311 - email giolli.tdo@tin.it
- sito web http://www.peacelink.it/users/giolli/
Cos'è Giolli?
E' una Associazione che opera a livello nazionale
utilizzando e diffondendo il Teatro dell'Oppresso (TdO) nelle sue
diverse forme. Si impegna nella continua ricerca e formazione
interna, con la responsabilità formativa di Roberto Mazzini, e
partecipa agli incontri internazionali di TdO con contributi
propri.
Cosa fa Giolli?
Progetta e mette in atto, in proprio o in collaborazione con
altri:
· stage introduttivo in un week-end
· percorso base: un corso annuale sulle tecniche del TdO svolto
in diversi stage tematici
· approfondimento e applicazioni del TdO: un corso annuale di
secondo livello suddiviso in stage
· progetti specifici in collaborazione con Comuni e AUSL per
gruppi con problemi psichiatrici o di tossicodipendenza, con
minori e anziani, in carcere e sul territorio
· lavori con gruppi, associazioni, scuole su educazione alla
pace, nonviolenza, interculturalità
· formazione per operatori, educatori, animatori
· corsi per la preparazione di uno spettacolo di Teatro Forum su
un tema individuato dal gruppo
· spettacoli già sperimentati di Teatro Forum sui vari temi:
prevenzione AIDS, razzismo, conflitti familiari,
tossicodipendenza e altri
come?
Giolli mette a disposizione un'équipe di operatori che
permette ai gruppi di sperimentare i metodi del TdO e/o di
affrontare un problema del gruppo con il TdO.
cos'è il TdO?
E' un metodo teatrale inventato e rielaborato da Augusto
Boal, prima in Brasile e poi in Europa, e ora diffuso in tutto il
mondo, che usa il teatro come linguaggio e mezzo di conoscenza.
E' un teatro attivo, senza autore, che serve ai gruppi di
"spett-attori" per esplorare, mettere in scena,
analizzare e trasformare la realtà che essi stessi vivono. Le
diverse situazioni possono essere affrontate usando tecniche e
metodi appropriati: il Teatro Forum, il Teatro Immagine, il
Teatro invisibile o il Flic dans la tête (poliziotto nella
testa).
cosa significa "coscientizzazione"?
Ci si riferisce alla ricerca pedagogica di Paulo Freire.
L'obiettivo è quello di potenziare le conoscenze e le risorse
del gruppo facilitando un processo di apprendimento che diventa
coscienza critica "transitiva" e dialogica e
potenzialità di "liberazione".
mini bibliografia in italiano:
Augusto Boal, Il poliziotto e la maschera. Giochi, esercizi e
tecniche del teatro dell'oppresso, ed. it., traduzione e
adattamento di Roberto Mazzini, La Meridiana, Molfetta, 1993.
Id., L'arcobaleno del desiderio, La Meridiana, 1994.
Paulo Freire, La pedagogia degli oppressi, Mondadori.
GRUPPO DI EDUCAZIONE ALLA PACE
Sede: Via Anna Frank, 17 - 57124 Livorno - C.F.: 92036570494
Recapito: c/o Carla Ermoli - Via Redi, 40 - 57125 Livorno -
tel./fax 0586 854406
Il Gruppo di educazione alla pace di Livorno è un gruppo aperto,
nonviolento, impegnato nell'elaborazione di percorsi pedagogici
di educazione alla pace rivolti all'esterno ed attento al
percorso di autoformazione dei singoli membri. Ha la sua sede
presso il Centro per la Pace, dove si riunisce due mercoledì al
mese alle ore 21,15. La storia del gruppo: un percorso di
crescita con le sue tappe di maturazione e le sue crisi di
identità. E'un patrimonio comune che così sintetizziamo:
· Nasce nel 1991 durante la guerra del Golfo.
· Nel 1992 organizza una "scuola per la pace" con
conferenze di Daniele Novara, Antonio Nanni ed altri. Propone
inoltre uno stage sulle tecniche del teatro dell'oppresso.
· Nel 1993 ripropone la "scuola per la pace" con tre
conferenze su nonviolenza e ambiente, nonviolenza e
religioni, nonviolenza e razze. Insieme al C.I.D.I. organizza un
convegno per insegnanti sul tema: "Strumenti per una cultura
della differenza". Partecipa alla campagna antimafia
"Non più complici" promossa dalla R.E.A.P., e al
relativo convegno a Molfetta.
· Nel 1994 vengono promossi stages di autoformazione sul gruppo
("L'identità del gruppo") e sui modelli educativi
("Come non ripetere acriticamente i modelli educativi
introiettati"). Alcuni del gruppo partecipano
all'elaborazione per l'Italia della mostra "Gli altri siamo
noi".
· Nel 1995 continuano gli stages interni: su "Il
pregiudizio", su "La verifica del gruppo" e su
"Il conflitto". Viene proposta alle scuole di Livorno
la mostra "Gli altri siamo noi", con attività
collaterali quali un cineforum, uno stage sulla comunicazione
(Jerome Liss) e un dibattito pubblico sul tema del pregiudizio.
In settembre il gruppo aderisce al "Forum per la pace".
· Nel 1996 viene riproposta, su richiesta dell'ufficio attività
promozionali del settore educativo del Comune di Livorno, la
mostra "Gli altri siamo noi". Alcuni di noi tengono un
incontro sulla comunicazione al corso regionale obiettori della
Caritas. Viene organizzato uno stage di autoformazione su
"L'ascolto" e vangono realizzati due stages interni
condotti da alcuni membri del gruppo. Continua la partecipazione
al
"Forum".
· Nel 1997 viene affettuato un corso di aggiornamento per
insegnanti su "L'ascolto e la comunicazione".
Partecipiamo al corso regionale degli obiettori della Caritas su
"La difesa popolare nonviolenta". Organizziamo con il
"Forum" due incontri su "Pace e bambini".
Affrontiamo in uno stage di autoformazione il tema "Pace e
nonviolenza". Inizia il lavoro di un sottogruppo che si
interessa di "consumo critico".
Le risorse e il metodo. Il gruppo
valorizza le risorse che i singoli accettano di condividere e
sviluppare, rispettando i limiti di tutti con particolare
attenzione ai nuovi arrivati. Il gruppo poi pone grande
attenzione agli strumenti con i quali raggiungere i propri fini,
cercando ed approfondendo quelle tecniche che permettono di
lavorare insieme per un obiettivo comune con un metodo
nonviolento (rispetto e valorizzazione delle diversità,
facilitazione della partecipazione di tutti e dell'ascolto
reciproco, valutazione positiva dei conflitti, progettazione di
percorsi senza assilli di tempo e con opportune verifiche).
Le relazioni e gli obiettivi. Il gruppo
intende porsi come agenzia di servizio ma è pure una comunità
affiatata di persone che è attenta alle dinamiche relazionali
interne al gruppo. L'obiettivo primario del gruppo è quello di
elaborare itinerari formativi di educazione alla pace assumendo
sempre una metodologia nonviolenta. I valori di riferimento del
gruppo sono costituiti da pace, nonviolenza, educazione,
relazioni, ecc., che il gruppo condivide con quanti altri gruppi
ed associazioni vi facciano riferimento.
GRUPPO MISSIONARIO DELLA PARROCCHIA N. S. DEL
ROSARIO
Sede: Via Mangini, 30 - 57126 Livorno - tel. 0586 808577
Recapito: c/o Isabella Bianchi - tel. 0586 863861
Il Gruppo Missionario è nato nel 1992 durante un viaggio in
Tanzania organizzato dal Centro Mondialità Sviluppo Reciproco
(C.M.S.R.), al quale parteciparono il viceparroco della
parrocchia N. S. del Rosario e alcuni giorni parrocchiani. In
tale occasione nacque la volontà di impegnarsi in qualche modo
nella solidarietà con i paesi del "terzo mondo", al di
là dell'emergenza, in un'ottica di sviluppo reciproco dei
popoli. Attualmente il Gruppo Missionario conta circa 20 persone
sensibili nei riguardi di alcune tematiche, quali la disparità
di rapporti socio-politico-economici fra nord e sud del mondo,
nuovi modelli di sviluppo, cooperazione internazionale e
solidarietà con i Paesi in Via di Sviluppo, diffusione di una
cultura di pace.
L'interesse principale è la sensibilizzazione, in particolare
della comunità parrocchiale (conta circa 8.000 persone), circa
queste tematiche, non prima di una formazione e aggiornamento
personale, per favorire la consapevolezza e il cambiamento del
proprio stile di vita in senso più solidale, alla luce anche dei
valori evangelici.
Il Gruppo Missionario ha proposto alcune iniziative che stanno
avendo uno buon riscontro:
1) Le adozioni scolastiche a distanza. Un rapporto continuato con
una persona che supera il gesto di bontà estemporaneo.
Attualmente riguardano studenti in Tanzania, in Brasile (centro
di Don Nesi), e alcune in Bosnia.
2) 1%. Circa 90 persone si impegnano ogni mese a versare l'1%
delle proprie entrate e il fondo che si viene a formare vieni
diviso in base alle volontà dei componenti stessi. Attualmente i
soldi sono divisi fra: a) Cooperativa Marcora; b) Progetto Cuba
del C.M.S.R.; c) famiglia Saharawi abitante nel territorio della
parrocchia; d) progetto di adozione di un maestro in Nicaragua
(proposto dalla associazione Italia-Nicaragua.
3) commercio equo e solidale. Il Gruppo Missionario collabora con
il C.M.S.R.per la diffusione del commercio equo e solidale ma
soprattutto per la diffusione di una certa capacità critica
nello scegliere i prodotti facendo la spesa, sapendo cosa sta
dietro ad ognuno di essi in termini di ingiustizie e soprusi. Il
gruppo si è occupato anche del deposito dei risparmi presso enti
con fini etici (Banca Etica, MAG). Ogni quarta domenica dei mese
viene allestito presso la parrocchia un banchetto con i prodotti
del
commercio eco e solidale.
Inoltre il Gruppo Missionario partecipa a manifestazioni
cittadine quali Effetto Venezia, Magenta in Strada, con un
banchetto di lavori artigianali devolvendo il ricavato a
finalità decisedi volta in volta (Associazione Speranza per
Vitez, Associazione Italiana Amici dei Bambini, Telefono Azzurro,
ecc.) ma con lo scopo più importante di avere occasioni di
dialogo con la gente. Infine il gruppo si interessa a diffondere
campagne nazionali di sensibilizzazione e/o boicottaggio, per
esempio Campagna Contro le Mine, Boicottaggio Nestlè, Campagna
Chicco, Campagna Scarpe
Giuste.
Da circa tre anni il Gruppo Missionario partecipa anche alle
attività del Forum per la Pace, insieme ad associazioni
cittadine di diversa estrazione ideologica, politica e religiosa
che intendono costruire un percorso comune verso la pace.
PEACELINK 
Recapito: c/o Marino Marinelli - C.P. 87 Livorno
Tel. 0586 262098 - fax 0586 815000 - email m.marinelli@peacelink.it
- sito web: http://www.peacelink.it/
Cos' è PeaceLink
PeaceLink (ma da ora più semplicemente pck) è una rete
telematica amatoriale nata qualche anno fa che ha fra i suoi
scopi quello di essere "BackBone", ovvero spina dorsale
comunicativa delle associazioni di volontariato italiane.
Pck è anche una associazione di volontariato telematico, ovvero
una associazione che ha come scopo quella di "riempire'' di
contenuti la rete.
Non solo fornisce un servizio eccellente in maniera gratuita, ma
anche cerca di rendere questa struttura il più possibile attiva.
PeaceLink nasce come rete amatoriale in tecnologia FidoNet (da
ora ftn, ovvero Fido Technology Network), con lo scopo di
veicolare informazione attraverso delle conferenze telematiche
molto tematizzate (ce ne sono una trentina per altrettanti temi)
e di allacciare contatti con le altre reti telematiche amatoriali
italiane.
Da qualche anno pck è anche "visibile" da InterNet
tramire il suo Web http://www.peacelink.it/
e le conferenze telematiche sono visibili da tutti gli utenti
Internet come Mailing Lists attraverso un "gateway", o
più semplicemente "gate", un ponte tra le due
tecnologie.
Visto che il gate trasforma le mailing list internet in
conferenze telematiche di peacelink, anche chiamate
"echomail", e viceversa sono da considerarsi sinonimi
mailing list, echomail, area. Userò soprattutto area, lo ritengo
il sinonimo più rispondente al concetto di gruppo, o area
appunto, di discussione.
Mailing List di PeaceLink
PCK.PUB.AFRICA PeaceLink for Africa, italiano english,
Enrico Marcandalli
PCK.PUB.ANIMALISTI Animalisti, italiano
PCK.PUB.ANTI_MAFIA Anti-Mafia, italiano english.
PCK.PUB.ARMAMENTI Armamenti e disarmo, italiano
PCK.PUB.ASIANEWS Asia - News, italiano english
PCK.PUB.ASSOCIAZIONI Forum delle associazioni, italiano
PCK.PUB.AVVENIMENTI Avvenimenti in diretta, italiano
PCK.PUB.BUONE Buone Nuove,italiano
PCK.PUB.CONSUMATORI In Difesa dei Consumatori, italiano
PCK.PUB.COOPERAZIONE Cooperazione Internazionale, italiano
PCK.PUB.DIRITTI_UMANI Diritti Umani, italiano
PCK.PUB.DISAGIO Disagio & Handicap, italiano
PCK.PUB.DONNE Pianeta Donna, italiano
PCK.PUB.DROGA Droga, italiano
PCK.PUB.ECOLOGIA Ecologia e Ambiente, italiano
PCK.PUB.ELISOCCORSO Protezione Civile ed Elisoccorso, italiano
PCK.PUB.FREE_SPACE Free Space - Spazio Libero (Chatter), italiano
english
PCK.PUB.LATINA America Latina, italiano
PCK.PUB.LAVORO Lavoro e Sindacati, italiano
PCK.PUB.MAFIA Antimafia (Lotta alla Mafia), italiano
PCK.PUB.MED.AIDS A.I.D.S., italiano english
PCK.PUB.OBIEZIONE Obiezione di Coscienza, italiano
PCK.PUB.PACE Movimenti per la Pace, italiano, "Marino
Marinelli" <m.marinelli@peacelink.it>
PCK.PUB.PCKNEWS Peacelink News, italiano english
PCK.PUB.PEACELINK_ARC ABC Telematico di PeaceLink, italiano
PCK.PUB.QUI_PEACELINK Primi passi in PeaceLink, italiano
PCK.PUB.RAZZISMO Razzismo, italiano
PCK.PUB.SCUOLA_EDUCAZIONE Scuola ed Educazione (Educazione alla
Pace),
italiano, Alessandro Marescotti <a.marescotti@peacelink.it>
PCK.PUB.SICILIANI I Siciliani - Redazione, italiano
PCK.PUB.SOST_TOSSICHE Sostanze Tossiche, italiano
PCK.PUB.VOCE Voce a chi non ha voce (Denunce di fatti e
situazioni), italiano
PCK.PUB.VOLONTARIATO Volontariato, italiano
PCK.PUB.WORKERS Lavoro Int'l, english
PCK.PUB.YUGOSLAVIA Ex-Jugoslavia, italiano inglese
RETE RADIÉ RESCH 
Recapito: c/o Paolo Vierucci - Via L. Kossuth, 32 - 57127 Livorno
Tel. 0586 861626 - email pvier@iol.it - sito web http://www.peacelink.it/users/radie/
Grido della Terra, grido dei poveri... Alle soglie del terzo
millennio, ignorare questo duplice assordante grido significa
divenire complici dei meccanismi di esclusione, violenza e
sfuttamento che coinvolgono l'intero pianeta. La proposta della
Rete consiste nel cominciare a mettere in seria discussione il
nostro stile di vita e ad impegnarsi nella costruzione di piccole
ma signficative realtà alternative a quelle attuali. Per questo
motivo abbiamo soltanto serie proposte di collaborazione
provenienti da realtà diverse dalla nostra, dove la gente sta
costruendo la propria
liberazione. Crediamo fermamente che l'unico modo efficace di
resistere, consista nel cercare di realizzare proprio la realtà
verso cui tendiamo, una realtà fatta di fraternità,
condivisione, solidarietà. La Rete di Livorno, in sintonia con
le altre Reti locali, è aperta al contributo di tutti e a
qualsiasi forma di collaborazione; non richiede nessuna
appartenenza (né ideologica, né religiosa) tranne quella di chi
ha scelto di stare dalla parte dei 2/3 dell'umanità esclusa.
CHE COS'E' LA RETE RADIE' RESCH
* La Rete venne fondata nel 1964 per iniziativa del
giornalista e scrittore Ettore Masina e vi aderiscono uomini e
donne impegnati nella solidarietà con i popoli oppressi. La
questione delle disuguaglianze tra il Nord e il Sud del mondo è
quindi al centro dell'azione della Rete.
* Radié Resch era il nome di una bambina palestinese che morì
di stenti in un tugurio di Nazareth mentre la sua famiglia
attendeva l'assegnazione di una casa; una delle case per
lavoratori palestinesi che la Rete contribuì a costruire con il
suo primo intervento
* La Rete vuole realizzare un'associazione il più possibile
partecipativa e non burocratica, e vuole porre nel presente
alcuni segni di umanità futura con l'attuazione, fin da ora, di
piccole ma significative realtà alternative a quelle attuali.
COME AGISCE
La Rete si impegna in iniziative di concreta solidarietà
nel mondo, collaborando con uomini e donne delle comunità per
instaurare una società fondata non più sulla
sopraffazione ma sulla Giustizia, sullaFratellanza e sulla Pace.
Si impegna per realizzare un tipo di sviluppo che appoggia la
crescita culturale e la coscientizzazione popolare. Si propone di
realizzare un interscambio di amicizia, di valori e di esperienze
per la crescita reciproca, nella convinzione che per costruire
giustizia e pace sul pianeta occorra un profondo cambiamento dei
paesi del Nord.
L'adesione alla Rete si esprime:
1. con l'impegno ad approfondire le cause dei mali sociali e
a prendere coscienza delle nostre corresponsabilità, per
divenire fonte di informazione e mezzo di
sensibilizzazione, per essere "una voce al servizio di chi
non è ascoltato"
2. con un'autotassazione periodica (generalmente mensile), libera
ma costante, che consente di programmare e realizzare la
collaborazione con le comunità con cui la Rete viene in contatto
I fondi raccolti vengono interamente indirizzati verso situazioni
definite e ben conosciute, al fine di sostenere progetti di
liberazione, coscientizzazione e promozione, concepiti e
autogestiti localmente. Gli interventi della Rete vengono
chiamati "OPERAZIONI". Sono attualmente alcune decine,
la maggior parte in America Latina, specialmente in Brasile,
altre in Palestina e in Italia.
L'ORGANIZZAZIONE
La Rete non ha sedi proprie: luogo di incontro e di lavoro
sono le abitazioni degli aderenti, sale parrocchiali, sedi
sindacali, centri culturali, ecc. Si articola a livello nazionale
in gruppi (o "reti locali") che svolgono anche
un'attività propria e autonoma. Non ha cariche elettive, ma solo
incarichi di coordinamento dei gruppi che la compongono.
Un Coordinamento nazionale, espressione delle Reti locali, si
riunisce ogni tre mesi per definire le linee di intervento e per
le opportune verifiche; esprime una Segreteria di tre persone -
una di queste quale portavoce della Rete - con compiti esecutivi.
Seminari di studio (alcuni per giovani) e convegni regionali sono
occasione di incontro e di approfondimento. Sono organizzati
viaggi di studio e di conoscenza nelle comunità dove avvengono
le operazioni.
Periodicamente alcuni Testimoni del Sud visitano le reti locali
per comunicare la loro esperienza, rafforzare i vincoli di
amicizia e portare informazione diretta a comunità più larghe
della Rete.
Ogni due anni la Rete tiene un Convegno nazionale nel quale
l'impegno si rinsalda nel confronto con le testimonianze dirette
dei "poveri che fanno la storia".
aggiornamento: 07/08/2001