forum per la pace - Livorno  

 

 
 

PRESENTAZIONE
delle
ASSOCIAZIONI


AGIRE VERDE
Sede: Corso Mazzini, 44 - 57126 Livorno
Tel. / fax 0586 899733 - email agireverde@tin.it - sito web:  http://web.tiscali.it/agireverde

come nasce
Agire Verde nasce da un gruppo di amici che si ritrovano una domenica mattina nel parco delle colline livornesi nella primavera del 1997. L'idea di organizzare una volta al mese un'escursione viene presto affiancata da altre iniziative. Chi organizza un incontro con gli Elfi, chi organizza incontri sul consumo critico, chi interviene sul caso Folgore in Somalia, chi riunisce le iniziative delle associazioni in un calendario, chi raccoglie le firme per mettere al bando le produzioni di mine, chi scrive sull'alimentazione...
cosa vuole fare
Agire Verde è un'associazione ambientalista senza scopo si lucro che si propone di rivolgere particolare attenzione ai seguenti temi: la pace, il consumo critico, la "crescita ecologica" dell'individuo, le barriere architettoniche, l'alimentazione, l'inquinamento atmosferico, acustico e marino, l'apprendimento e la ricerca, la difesa dell'ambiente e dei beni culturali. Le molte aspirazioni dell'associazione sono state raccolte nello statuto: la difesa, la promozione e la valorizzazione del patrimonio naturale, artistico, storico e culturale del territorio; la partecipazione a iniziative volte alla costruzione della pace e di una società multietnica che integri e valorizzi le diversità culturali presenti nel suo interno; l'impegno per la divulgazione di un nuovo stile di vita rispettoso dell'ambiente e della persona; la sensibilizzazione dei cittadini e delle istituzioni sulle tematiche ambientali attraverso l'organizzazione di forum e convegni; agire, anche legalmente, per evitare gli abusi in campo ecologico-ambientale; la promozione e la ricerca e la diffusione delle informazioni sullo stato dell'ambiente e sul territorio e sui progetti che possano modificarlo; promuovere il sostegno delle politiche ambientali che mirano alla riconversione ecologica dell'economia e della società.

ASSOCIAZIONE di SOLIDARIETÁ con il POPOLO SAHARAWI
Sede: Via Lambruschini, 1 - 57128 Livorno

ASSOCIAZIONE ITALIA-NICARAGUA
DI AMICIZIA, SOLIDARIETA' E SCAMBI CULTURALI CON IL NICARAGUA
Sede: Via Anna Frank, 17 - 57124 Livorno - Tel. 0586 977193 (Mauro) - email nicalivo@sysnet.it
Ccp n. 35581-43 intestato a: Associazione Italia-Nicaragua

L'Associazione si è costituita dopo la liberazione del paese, avvenuta nel luglio del 1979. Fra i suoi obiettivi, intende promuovere la conoscenza reciproca fra i due paesi e sviluppare un'attiva e concreta solidarietà con il popolo nicaraguense. A tal fine organizza viaggi di studio e conoscenza, progetti di solidarietà e campi di lavoro. Gli interlocutori dell'Associazione in Nicaragua sono le forze popolari, politiche, economiche, sociali ed ecclesiastiche, che sono espressione del progetto storico di liberazione del popolo nicaraguense e che, insieme al Fronte Sandinista di Liberazione Nazionale (FSLN), furono protagoniste del rovesciamento della dittatura somozista nel '79. Possono iscriversi all'Associazione tutti i cittadini italiani che godono dei diritti civili e politici e condividono i suoi obiettivi.
Nicaragua è ancora solidarietà
L'Associazione vuole manifestare solidarietà verso un popolo che, dopo una rivoluzione vittoriosa, ha dovuto subire prima l'aggressione armata della Contra finanziata dagli Stati Uniti e poi il ricatto neoliberista, iniziato con il governo di Violeta Chamorro nel 1990, per culminare nella grande truffa elettorale dell'ottobre 1996 che ha portato al potere Arnoldo Alemàn, nostalgico della dittatura somozista. Il progetto economico degli ultimi due governi, improntato al liberismo selvaggio, ha cancellato le strutture e i benefici che la rivoluzione popolare sandinista aveva permesso di realizzare. L'esclusione sociale ha raggiunto un livello tale che ormai la miseria colpisce la grande maggioranza della popolazione; l'analfabetismo è passato dal 12% del 1990 al 40% attuale; un bambino su 4 soffre di denutrizione cronica, mentre la disoccupazione si
aggira attorno al 65% della popolazione attiva.
Il compito dell'Associazione consiste quindi nell'appoggiare le organizzazioni popolari, sindacali, studentesche, che in Nicaragua lottano per un'autentica giustizia sociale e che hanno potuto nascere e continuano a esistere grazie alla coscienza popolare formatasi negli anni della rivoluzione, che molto ha significato anche per il "primo mondo". Senza dimenticare altre importanti realtà come Cuba e il Chiapas, che probabilmente fanno oggi più notizia, è necessario continuare a sostenere con la solidarietà e una rinnovata cooperazione il popolo del Nicaragua nella sua resistenza quotidiana contro il nuovo colonialismo del terzo millennio: la globalizzazione dell'economia.
Cosa facciamo:
Tutta la nostra attività si può sintetizzare in due punti: informazione e scambi culturali; solidarietà.
1) Informazione e scambi culturali
- Dibattiti pubblici sulle problematiche centroamericane: Nicaragua, Guatemala, Salvador, Chiapas, ecc. e su argomenti specifici riguardanti i rapporti Nord/Sud: energie alternative, debito estero, M.A.I., ecc.
- Informazione sulla realtà centro americana attraverso i mass-media ed iniziative rivolte a tutti i cittadini.
- Interventi nelle scuole e itinerari didattici nell'ambito del Progetto Scuola-Città, promosso dal Comune di Livorno.
- Allestimento della mostra "Nicaragua: terra di vulcani, laghi e foreste tropicali - storia naturale ed umana". La mostra, allestita per conto dell'ACRA (Associazione di Cooperazione Rurale in Africa e America Latina) si propone di far conoscere un ecosistema (quello della foresta fluviale nicaraguense, per molti aspetti ancora incontaminata) e la realtà di una comunità umana.
- Dibattiti in collaborazione con la Circoscrizione 2 del Comune di Livorno su tematiche della pace, della solidarietà, dell'ambiente, della conoscenza dei popoli, della informatizzazione e su temi economici e sistemi di risparmio alternativi.
- Adesione alla Campagna nazionale "Globalizzazione dei popoli", finanziata dall'Unione Europea e promozione della stessa in sede locale, anche attraverso corsi di  aggiornamento per insegnanti.
- Traduzione in chiave didattica per tre diversi ordini di scuole di alcune schede della Campagna "Globalizzazione dei popoli" di cui sopra.
- Organizzazione di corsi in lingua madre di letteratura e poesia, finalizzati alla conoscenza della realtà centroamericana.
- Partecipazione a diverse manifestazioni cittadine (Effetto Venezia, Magenta in Strada, ecc.).
- Promozione del "Forum per la Pace", un'Associazione a cui hanno aderito 15 Associazioni di vari ambiti ed estrazioni, interessate a sviluppare la pace mediante l'autoformazione, l'informazione di tutti i cittadini e la solidarietà. Nell'ambito del "Forum", ad esempio, è stato organizzato un Convegno sulla situazione dei bambini nel Sud del mondo, dal titolo "Ricominciamo da loro", svoltosi presso un Istituto superiore cittadino: l'I.T.G. "Buontalenti".
2) Solidarietà
- I fondi raccolti con le sottoscrizioni volontarie e con le altre attività, vengono integralmente versati per il finanziamento di progetti di sviluppo nel campo sociale, eco-ambientale e nel campo dell'informazione.
- Promozione di campagne per l'adozione a distanza di bambini di strada, di bambini colpiti da handicap o affetti da tumore; per l'adozione a distanza di studenti; per il mantenimento di maestri nelle zone più povere e prive di istituzioni scolastiche ("adozione" di maestri).
- Partecipazione attiva allo sviluppo di un commercio equo e solidale e promozione di una finanza etica.
- Partecipazione a campagne di boicottaggio delle multinazionali che sfruttano lavoratori o lavoratrici dei Paesi del Sud del mondo e in particolare i bambini (vedi Nike, Reebok, Nestlè, Chicco, ecc.).
- Adesione alla Global March con promozione di iniziative locali.
- Promozione con il Forum per la pace e l'Amministrazione Comunale dell'iniziativa "L'albero della solidarietà", sviluppatasi con il progetto "Noi per loro: conoscere, capire, cooperare".

CARITAS DIOCESANA
Sede: Via del Seminario, 57122 Livorno - Tel. / fax 0586 884693 - email caritas@luda.it

La Caritas non è solo e principalmente un "organismo di pronto intervento per le varie emergenze nazionali e internazionali, una specie di Croce Rossa del mondo ecclesiale" (Giuseppe Pasini, già Direttore della Caritas Italiana). Essa è un "organismo pastorale cui è affidata la diffusione del Vangelo della Carità e la promozione della testimonianza ecclesiale di solidarietà" (G. Pasini).
La Caritas è una delle dimensioni costitutivi della vita cristiana accanto alla Evangelizzazione e alla Liturgia. La Caritas come organismo pastorale è un mezzo per aiutare a vivere la Caritas, che è un fine. Il "prevalente impegno pedagogico" (Statuto della Caritas, art. 1) punta a "superare il rischio della delega e a diffondere il costume della condivisione, del servizio, della ricerca della giustizia e della pace" (G. Pasini).
Nata in Italia nel luglio 1971 per volontà di Paolo VI (dopo lo scioglimento della struttura precedente, la P.O.A. = Pontificia Opera Assistenza) la Caritas italiana promosse man mano la nascita delle Caritas Diocesane (quella di Livorno nacque in occasione del terremoto del Friuli) e, attraverso queste, anche delle Caritas Parrocchiali.
L'azione principale della Caritas Diocesana è "l'animazione comunitaria, che consiste sostanzialmente nel proporre costantemente all'attenzione e alla coscienza dei cristiani, e più in generale di tutta la popolazione del territorio, i problemi umani, le sofferenze fisiche e morali, le varie espressioni di povertà e di emarginazione vicine e lontane, e, complementariamente, nel suggerire e promuovere concretamente iniziative di solidarietà e di promozione umana, da attuarsi sia dai singoli cristiani, dalle famiglie, dai gruppi, sia dalle comunità parrocchiali e dalla stessa diocesi, preoccupandosi che la presenza della Chiesa sia sempre di stimolo all'amministrazione pubblica, e vengano perciò assicurati i diritti delle persone" (G. Pasini).
Nel 1977, in seguito alle indicazioni di un convegno ecclesiale nazionale, la Caritas Italiana, come Ente centrale, ha stipulato una convenzione con il Ministero della Difesa per l'impiego di obiettori di coscienza nelle Caritas Diocesane. Attualmente circa cinquemila giovani ogni anno prestano il servizio civile nella Caritas (a Livorno sono 28 dislocati in 14 Enti Operativi) e vengono aiutati, attraverso un percorso
formativo, ad approfondire le ragioni della pace e della nonviolenza, insieme a quelle della solidarietà e del servizio di promozione umana delle persone più disagiate (senza fissa dimora, minori a rischio, portatori di handicap, tossicodipendenti, detenuti e loro familiari, anziani, extracomunitari). Verso i loro coetanei si impegnano a testimoniare
l'azione per un mondo specificato e nonviolento.


Centro Missionario della Parrocchia San Giovanni Bosco di Coteto
Sede: Via Toscana, 42 - 57124 Livorno - tel. 0586 852472

Il Centro missionario Parrocchiale è nato nel settembre 1997 con l'intento di far conoscere, sensibilizzare, animare la parrocchia su temi e problematiche missionarie a
livello locale, nazionale e internazionale. Per raggiungere tale scopo il c. m. p. si è "imposto" una preparazione a carattere formativo e spirituale in sintonia con la comunità parrocchiale e il centro missionario diocesano, e quindi con il Vescovo.
Il c. m. p. è chiamato a sperimentare prima di tutto al suo interno e nella realtà locale lo stile missionario caratterizzato dall'impegno ad annunciare la gioia dell'incontro con Cristo a coloro che non lo conoscono; ad assumere lo stile di Cristo con la scelta di partire dai poveri e con mezzi poveri; a far proprio e promuovere uno stile di vita alternativo concreto nel quotidiano.
Il c. m. p. si è fatto promotore, con l'adesione al Progetto Agata Smeralda di Firenze ed insieme ad altre associazioni, dell'iniziativa delle adozioni a distanza (attualmente
arrivate al numero di 85, ma in continua crescita) presso tutta la comunità parrocchiale e anche al di fuori di essa (ambienti di lavoro e/o cerchia di amicizie di molti parrocchiani).
Ha promosso e continuerà a promuovere in varie occasioni campagne di sensibilizzazione su temi come: lo sfruttamento minorile, le mine anti-uomo, il debito pubblico internazionale, il commercio equo-solidale, il consumo critico, i nuovi stili di vita, ecc.
Cerchiamo di portare avanti con serietà questo nostro impegno, anche se siamo consapevoli di essere solo all'inizio di un lungo cammino e di rappresentare una piccolissima realtà. Così ci piace sempre ricordare una frase che Madre Teresa di Calcutta soleva ripetere: "Noi siamo una goccia. Che cos'è una goccia nell'oceano? Nulla! Eppure, se questa goccia non ci fosse, l'oceano sarebbe più povero". Siamo convinti che la nostra goccia, insieme a quella di tanta altra gente, può diventare un oceano di solidarietà in aiuto di tante persone che sono in difficoltà.
CENTRO MONDIALITA' SVILUPPO RECIPROCO
Sede: Via della Madonna, 32 - 57123 Livorno tel. 0586 211388
e-mail cmsr-it@cmsr.org - sito web: www.cmsr.org

Il Centro mondialità sviluppo reciproco è un organismo non governativo senza fini di lucro. Nasce nel 1979 e nel 1986 si costituisce formalmente in Associazione di volontariato internazionale. Nel 1991 ottiene il riconoscimento dal Ministero degli affari esteri per lo svolgimento di attività di cooperazione ed invio di volontari nel Sud del mondo, nonché per la realizzazione di attività informative sul territorio
italiano. Attualmente lavora con la Commissione europea, alcune Organizzazioni internazionali ed Istituti specializzati delle Nazioni unite, nonché Enti locali e realtà ecclesiali.
All'estero il Centro mondialità sviluppo reciproco conduce progetti inviando sul posto volontari internazionali che lavorano con la popolazione locale nella consapevolezza che quest'ultima è la principale protagonista del proprio sviluppo. I principali settori d'intervento sono: sanità di base, approvvigionamento idrico, agricoltura finalizzata all'autoconsumo da parte di piccole comunità locali, habitat.
Costa Rica, Cuba, Marocco, Mozambico, Tanzania sono i paesi dove opera il Centro mondialità sviluppo reciproco in collaborazione con Ong e comunità locali. In Italia promuove iniziative per la conoscenza delle culture dei popoli del mondo, della loro storia e delle loro forme di espressione nel quadro di una più vasta educazione interculturale. Dal 1998, realizza strumenti didattici multimediali per le scuole medie inferiori e superiori. Il Mediterraneo e le sue culture è l'argomento di questi strumenti, area geografica di indubbio interesse sociale, politico ed economico.
Attualmente fanno parte della collana il kit multimediale sul Marocco e quello sull'Algeria, realizzati in collaborazione con il Cospe di Firenze. Per il prossimo anno scolastico, saranno Israele e Palestina al centro dell'attenzione.
Ogni anno, il Centro mondialità sviluppo reciproco organizza corsi di formazione per docenti e percorsi interculturali per le classi, da realizzare in collaborazione tra insegnanti e animatori dell'Associazione.
L'offerta di formazione si nutre, da quest'anno, di una nuova proposta: il Laboratorio permenente di educazione interculturale. E' un vero e proprio laboratorio di autoformazione, con interventi di esperti esterni. Il gruppo pilota ha come obiettivo la creazione di proposte interculturali interdisciplinari che saranno testate nelle classi.
Inoltre, il Centro mondialità sviluppo reciproco organizza viaggi di turismo responsabile nei paesi dove gestisce i progetti, per una conoscenza diretta delle realtà locali. E' quello che si chiamo il turismo responsabile, un proposta di viaggio che vuole coniugare il piacere del viaggio, la conoscenza dei popoli, delle loro abitudini, all'esperienza dirette, se pur breve, di un progetto di cooperazione allo sviluppo.
Il Centro mondialità sviluppo reciproco gestisce Shughuli, punto vendita di artigianato etnico, e la Mediateca: in questi due punti di aggregazione è possibile conoscere le culture dei popoli attraverso l'arte, la musica, la letteratura ed il cinema.

CHIESA VALDESE
Sede: Via Verdi, 15 - 57126 Livorno - tel. 0586 897452

IL PASSATO
I Poveri di Lione. I valdesi prendono nome da un mercante lionese di nome Valdo che intorno al 1170 vendette i suoi beni e si mise a predicare l'Evangelo ai suoi concittadini con l'ideale di rinnovare la chiesa: la gerarchia cattolica reagì invece in modo critico e lo scomunicò. Più tardi Francesco d'Assisi visse la stessa esperienza, ma la Curia lo mantenne nell'ambito della Chiesa.
I "poveri di Lione ", cioè i seguaci di Valdo, proseguirono la loro predicazione malgrado la scomunica formando piccole comunità costrette, a motivo della repressione, a condurre un'esistenza clandestina. La loro fede si ispirava al Sermone sul Monte e sulle sue esigenze fondamentali: rifiuto della violenza, del giuramento, dei compromessi della chiesa col potere politico.
Malgrado le violente persecuzioni e l'opera spietata dell'inquisizione, i valdesi mantennero viva la loro presenza di fede in tutto il Medio Evo. Le zone in cui si impiantarono con maggior consistenza furono le Alpi Cozie, la Provenza, la Calabria e la Germania meridionale, I loro predicatori itineranti erano detti "barba" (in dialetto "zio") da cui "barbetti", appellativo con cui vennero comunemente designati sino in tempi recenti i valdesi stessi.
Protestanti. Quando sorse in Europa la Riforma protestante di Lutero, i valdesi vi aderirono nel 1532, organizzandosi in comunità alternative a quella di Roma, con locali per il culto e la celebrazione dei sacramenti, e predicatori. La presenza protestante toccò molte altre città del Piemonte e d'Italia in quel periodo e soltanto ad opera della Controriforma il cattolicesimo mantenne il suo predominio assoluto.
Per 150 anni (dal 1550 al 1700) le valli valdesi furono un avamposto del protestantesimo europeo e perciò sottoposte ad attacchi da parte del governo sabaudo deciso a riconquistarle alla fede cattolica. Uno dei più tristemente famosi nel 1655, conosciuto come le "Pasque Piemontesi ", sollevò l'indignata protesta del mondo europeo e l'intervento dell'Inghilterra di Cromwell. Ad organizzare la guerriglia valdese fu il contadino Giosué Gianavello. Nel 1686, quando Luigi XIV re di Francia vietò ai protestanti la professione della loro religione, anche le chiese valdesi del Piemonte furono distrutte e solo poche migliaia di superstiti si salvarono in Svizzera. Rientrati dopo 3 anni con una memorabile marcia conosciuta come il "Glorioso Rimpatrio" dovettero ancora affrontare decenni di emarginazione nel loro "ghetto" alpino.
Evangelizzazione. I loro diritti civili e politici vennero riconosciuti dall'editto promulgato da Carlo Alberto il 17 febbraio 1848 (in ricordo del quale i valdesi festeggiano a tutt'oggi quella data) ma non la libertà religiosa: la religione cattolica restava religione dello Stato. Né la chiesa cattolica né la società italiana era pronta ad accogliere l'idea della separazione fra Stato e Chiesa ed il principio della libertà di
coscienza.
Alla difesa di questi diritti i valdesi si impegnarono attivamente convinti delle loro importanza per il rinnovamento civile e politico del paese. A questo impegno nel Risorgimento ed in tutte le battaglie ideali che si sono combattute per rendere la società più moderna e democratica i valdesi hanno partecipato attivamente. Parlando di "evangelizzazione" non hanno inteso fondare una nuova sella ma, come Valdo, rendere
attuale il messaggio dell'evangelo: diffondendo la Bibbia, stimolando la riflessione teologica per un rinnovamento della fede cristiana.
L'opera di testimonianza non fu effettuata unicamente a livello di predicazione con l'apertura di una sala di conferenze, di locali di culti, ma si espresse anche nel campo dell'assistenza e con particolare impegno in quello dell'educazione. Una diffusa rete di scuole elementari venne creata e si può dire che ogni comunità evangelica ebbe una sede scolastica; il maestro insieme al venditore di bibbie fu il personaggio tipico dell'evangelismo italiano. Ed accanto alle scuole, convitti, orfanotrofi, scuole di artigianato. Altrettanto intenso fu l'impegno nel campo sanitario ed assistenziale con fondazione di ospedali, ricoveri per anziani, asili.
Questa attiva presenza e l'emigrazione ha condotto nel corso degli ultimi decenni, alla formazione di comunità valdesi in tutta Italia, dal Piemonte alla Sicilia. I valdesi emigrati all'estero si sono integrati invece nelle chiese protestanti dei paesi dove si stabilivano; con la sola eccezione dell'Uruguay ed Argentina dove hanno mantenuto una propria organizzazione. In un primo tempo fecero parte integrante della Chiesa valdese italiana. Nel dopoguerra si sono costituite in area autonoma mantenendo però l'unità operativa con l'area italiana.
IL PRESENTE
Chiesa democratica. In Italia sono oggi presenti circa 30.000 (la metà dei quali nelle valli valdesi in Piemonte) che si richiamano alla tradizione valdese. Dal 1979 le Chiese valdesi e quelle metodiste hanno stretto un patto di unione procedendo ad una integrazione operativa che si realizza nel sinodo unito. La cura pastorale è affidata a un centinaio di pastori teologi preparati presso la facoltà di teologia a Roma. Nella predicazione sono impegnati anche predicatori locali. I diaconi sono in numero di 25. Si avvale per il lavoro culturale di centri giovanili e di formazione, fra cui quello di Agape, noto a livello internazionale, numerosi centri di cultura, il settimanale " La Luce-Eco delle Valli Valdesi " una rivista teologica Protestantesimo ", una di carattere storico edita dalla Società di Studi Valdesi e la casa editrice Claudiana con sede a Torino. L'organizzazione delle chiese valdesi è di tipo presbiteriano sinodale non episcopale. Ogni chiesa è cioè retta dall'assemblea dei suoi membri; alla assemblea generale, della " Sinodo" partecipano i rappresentanti delle assemblee locali. I Consigli direttivi a tutti i livelli sono composti da pastori e laici.
A queste attività propriamente ecclesiastiche si aggiungono quelle assistenziali che costituiscono tuttora un aspetto considerevole dell'impegno evangelistico: i 5 ospedali di cui 2 (Genova e Napoli) in collaborazione con altre chiese evangeliche, 9 case per anziani, 3 opere per giovani, nel campo dell'istruzione il Liceo sperimentale a Torre Pellice, il complesso scolastico la Noce a Palermo, le scuole elementari a Riesi, sono poca cosa in sé ma considerevoli rapportate all'esigua entità dei fedeli stessi.
Solo l'Evangelo. I valdesi sono cristiani appartenenti alle chiese riformate, sorte cioè con la riforma protestante, il loro principio fondamentale è vivere la fede cristiana attenendosi al solo Evangelo. Essi considerano perciò che a costituire il fondamento della religione cristiana, è soltanto la Sacra Scrittura e che soltanto per grazia di Dio e per merito di Cristo ci è data la salvezza e l'essere figli di Dio è dono
che riceviamo solo per fede e non premio delle nostre opere.
La vita cristiana ha senso, dicono gli evangelici, perché è vissuta come un impegno responsabile dei singoli credenti. La chiesa non è una organizzazione clericale ma una comunità di fratelli, non ha perciò da dare direttive specifiche concernenti le scelte politiche, l'etica sessuale, l'organizzazione sociale.
L'impegno fattivo dei valdesi in organismi quali Croce rossa, Amnesty International, il movimento della Riconciliazione, il Federalismo europeo è diretta conseguenza di questa visione della vita cristiana come impegno di fede personale e responsabile, restando fermo il principio che la regola di comportamento cristiano è l'evangelo. Anche per i valdesi la figura del sacerdote non ha più ragion d'essere perché Gesù ha compiuto con la sua morte in croce l'unico sacrificio possibile. Il credente non ha dunque bisogno di mediazione umana né per ricevere il perdono divino né per ottenere grazia. I pastori hanno un ruolo importante nella vita della comunità come guide nella riflessione biblica e nella predicazione, ma non sono distinti dai credenti, ne consegue che hanno famiglia e che le donne possono accedere al pastorato.
L'ecumenismo è sempre stato rilevante nella vita delle chiese valdesi. Intense sono sempre state le relazioni con le chiese protestanti; le chiese valdesi sono membro del Consiglio Ecumenico delle Chiese e della Federazione delle Chiese Evangeliche in Italia, che oggi rappresenta l'evangelismo italiano ed è responsabile delle emissioni alla radio e alla TV. I rapporti con la Chiesa cattolica romana si sono fatti più liberi e rispettosi dopo il Vaticano lì, da quando cioè si è falla strada l'idea di un pluralismo religioso. Il Sinodo valdese ha incoraggiato le attività ecumeniche privilegiando però gli incontri a livello di comunità locali rispetto a manifestazioni liturgiche e chiedendo che venissero tenuti sempre presenti nei dibattiti i problemi teologici. La fedeltà all'evangelo è più importante dell'unità e l'ecumenismo non può essere un generico e sentimentale accostamento di credenti senza porre i problemi della fede oggi.
Libera chiesa in libero Stato. Le chiese valdesi hanno da sempre sostenuto la nella separazione delle chiese dallo Stato rifiutando ogni tipo di Concordato e giudicando criticamente l'esistenza di un partito politico confessionale; l'intesa che hanno stipulato con lo Stato nel 1984 (divenuta legge n. 449) definisce i rapporti reciproci senza sancire però alcun privilegio per la chiesa.

COMUNITÁ CRISTIANA DI BASE "COTETO"
sede: Via Piemonte, 62/A - 57124 Livorno

COMUNITA' CRISTIANA DI BASE "P.ZA LUOGO PIO"
Sede: Scali Finocchietti, 2 - 57123 Livorno
Recapito: c/o Carla Ermoli - Via Redi, 40 - 57125 Livorno - tel./fax 0586 854406

Le Comunità cristiane di base (CdB) in Italia emergono negli ultimi anni '60, gli anni fecondi del dopo Concilio Vaticano II. Sono, forse, più conosciute per le loro vicende conflittuali con la gerarchia ecclesiastica (l'Isolotto a Firenze, Oregina a Genova, Conversano di Bari, S. Paolo a Roma...) che per le loro proposte e la loro esperienza ormai trentennale. Non hanno mai voluto dar vita ad un'altra chiesa (essere 'secessionisti' dalla chiesa cattolica) ma hanno inteso costruire una chiesa altra cioè
una chiesa restituita alla responsabilità dell'intera comunità che si 'riappropria' della Parola (la Bibbia), dei ministeri, dei gesti della fede (i sacramenti) e infrange integralismi confessionali o separatezze rispetto alle vicende storiche (risvolti socio-politici).

A Livorno nei primi anni '70 si formò una convergenza, prevalentemente giovanile, in Via Mentana 83, dove alloggiavano alcuni frati francescani che avevano scelto di passare dal convento ad un appartamento in affitto e da servizi esclusivamente "sacri" alla vita di operai in fabbriche cittadine.
Nacque il Gruppo Cristiani di Via Mentana, in seguito integrato da altri gruppi presenti, con storie ed intenti diversi, in città. Agli appuntamenti interni (eucaristia settimanale in una semplice stanza e intorno ad un semplice tavolo; studio biblico; riflessione di teologia nella storia...) si aggiunsero manifestazioni esterne su molte tematiche: fede e politica; cristianesimo e marxismo (il gruppo aveva aderito fin dall'inizio -1973- al movimento dei Cristiani per il socialismo); i temi caldi dei
referendum sul divorzio e l'aborto...
Trasferitosi in un "Fondo" reso disponibile dalla Compagnia dei Portuali il gruppo, ormai comunità, prese il nome dalla piazza sulla quale il "Fondo" stesso si affacciava: Comunità "P.za Luogo Pio". Nome che conserva anche attualmente sebbene da anni abbia trovato ospitalità al Centro della Pace, dove vive i suoi incontri, particolarmente quello settimanale di ogni sabato alle ore 18,30.
Nell'anno 1997-1998 ha, insieme al Gruppo di Educazione alla Pace, promosso sei incontri su "Semi di violenza nelle religioni?"

COMUNITA' INTERNAZIONALE BAHA'I
Recapito: c/o Elena Caruso - Via dell'Eremo, 3 - 57127 Livorno - tel. 0586 809263

Il Credo Spirituale della Fede Bahá'í
COSA INSEGNA BAHÁ'U'LLÁH SU DIO, RELIGIONE E NATURA UMANA
La venuta di nuovi Messaggeri di Dio rappresenta punti di svolta nella storia, poiché essi portano un impulso spirituale rinnovato, stimolano la trasformazione personale e il progresso sociale. La rivelazione di Bahá'u'lláh, con l'impulso spirituale che l'accompagna, riveste un significato particolare perché coincide con l'epoca della maturazione dell'umanità.
Vi è un solo Dio, il Creatore dell'Universo. Nel corso della storia, Dio Si è rivelato all'umanità con una serie di Messaggeri divini, ognuno dei quali ha fondato una religione. Erano Messaggeri Abramo, Krishna, Zoroastro, Mosè, Buddha, Gesù e Maometto. Questa successione di Insegnanti divini riflette un unico e storico "Piano di Dio" per far conoscere all'umanità il suo Creatore e per coltivare le capacità morali, intellettuali e spirituali della razza umana con l'obbiettivo di preparare la strada ad una civiltà globale, unica e in costante progresso. La conoscenza della volontà di Dio
per l'umanità dell'epoca moderna fu rivelata poco più di cento anni fa da Bahá'u'lláh, che è l'ultimo di questi Messaggeri Divini.
È questa l'essenza dei Suoi insegnamenti su Dio, la religione e l'umanità. Spesso i bahá'í esprimono questa fede parlando semplicemente di unicità di Dio, unicità della religione e unicità del genere umano. L'unità è di gran lunga il tema più importante del credo bahá'í; in termini teologici si manifesta nella comprensione che l'unico Creatore ha un unico piano per l'intera umanità.
Insieme a queste idee vi è il convincimento che la natura umana è fondamentalmente spirituale. Sebbene gli esseri umani esistano sulla terra con l'aspetto corporeo, l'identità essenziale di ogni persona è definita da un'anima eterna, razionale ed invisibile.
"Sappi per certo che l'essenza di tutti i Profeti di Dio è una e la stessa ... " - Bahá'u'lláh
L'anima che dà vita al corpo, e distingue gli esseri umani dagli animali, cresce e si sviluppa soltanto attraverso la relazione dell'individuo con  Dio, mediata dai Suoi Messaggeri. Tale relazione è rafforzata dalla preghiera, dalla conoscenza delle scritture rivelate da questi Insegnanti, dall'amore per Dio, dall'autodisciplina morale e dal servizio all'umanità. È questo processo che dà significato alla vita.
Coltivare il lato spirituale della vita dà numerosi benefici. Prima di tutto l'individuo sviluppa via via quelle qualità innate che sono alla base della felicità umana e del progresso sociale quali: fede, coraggio, amore, compassione, fidatezza ed umiltà. Quando queste divengono sempre più evidenti, avanza anche la società nel suo insieme.
Un altro effetto dello sviluppo spirituale è la sintonia con la volontà di Dio. Questo avvicinamento sempre crescente prepara l'individuo all'aldilà. L'anima, dopo la morte del corpo, continua a vivere affrontando un viaggio spirituale verso Dio lungo innumerevoli "mondi" o piani di esistenza. In termini tradizionali, il progresso compiuto in questo viaggio è paragonato al "paradiso", mentre se l'anima smette di crescere e
rimane distante da Dio, sempre in termini tradizionali, sperimenta l'"inferno".
La venuta di nuovi Messaggeri di Dio rappresenta punti di svolta nella storia poiché portano un nuovo impulso spirituale, che stimola il rinnovamento personale e l'avanzamento sociale. La rivelazione di Bahá'u'lláh, e l'impulso spirituale che l'accompagna, riveste un significato particolare perché coincide con l'epoca della maturazione dell'umanità. Bahá'u'lláh insegna che l'umanità alla maturità, ora raggiungibili nuove realizzazioni. Imprese come la realizzazione della pace mondiale, il
raggiungimento di una giustizia sociale universale e la promozione di un equilibrio armonioso fra tecnologia, sviluppo, valori umani e protezione dell'ambiente naturale, una volta considerate impossibili, sono adesso attuabili.
La Fede Bahá'ì, fondata da Bahà'u'llàh, nato in Persia nel 1817 e morto nel 1892 in Israele, è la più giovane delle grandi religioni rivelate

GIOLLI
CENTRO DI RICERCA SUL TEATRO DELL'OPPRESSO E COSCIENTIZZAZIONE
Sede: Viale Carducci, 113 - 57121 Livorno
Tel. / fax 0586 424311 - email giolli.tdo@tin.it - sito web http://www.peacelink.it/users/giolli/

Cos'è Giolli?
E' una Associazione che opera a livello nazionale utilizzando e diffondendo il Teatro dell'Oppresso (TdO) nelle sue diverse forme. Si impegna nella continua ricerca e formazione interna, con la responsabilità formativa di Roberto Mazzini, e partecipa agli incontri internazionali di TdO con contributi propri.
Cosa fa Giolli?
Progetta e mette in atto, in proprio o in collaborazione con altri:
· stage introduttivo in un week-end
· percorso base: un corso annuale sulle tecniche del TdO svolto in diversi stage tematici
· approfondimento e applicazioni del TdO: un corso annuale di secondo livello suddiviso in stage
· progetti specifici in collaborazione con Comuni e AUSL per gruppi con problemi psichiatrici o di tossicodipendenza, con minori e anziani, in carcere e sul territorio
· lavori con gruppi, associazioni, scuole su educazione alla pace, nonviolenza, interculturalità
· formazione per operatori, educatori, animatori
· corsi per la preparazione di uno spettacolo di Teatro Forum su un tema individuato dal gruppo
· spettacoli già sperimentati di Teatro Forum sui vari temi: prevenzione AIDS, razzismo, conflitti familiari, tossicodipendenza e altri
come?
Giolli mette a disposizione un'équipe di operatori che permette ai gruppi di sperimentare i metodi del TdO e/o di affrontare un problema del gruppo con il TdO.
cos'è il TdO?
E' un metodo teatrale inventato e rielaborato da Augusto Boal, prima in Brasile e poi in Europa, e ora diffuso in tutto il mondo, che usa il teatro come linguaggio e mezzo di conoscenza.
E' un teatro attivo, senza autore, che serve ai gruppi di "spett-attori" per esplorare, mettere in scena, analizzare e trasformare la realtà che essi stessi vivono. Le diverse situazioni possono essere affrontate usando tecniche e metodi appropriati: il Teatro Forum, il Teatro Immagine, il Teatro invisibile o il Flic dans la tête (poliziotto nella testa).
cosa significa "coscientizzazione"?
Ci si riferisce alla ricerca pedagogica di Paulo Freire. L'obiettivo è quello di potenziare le conoscenze e le risorse del gruppo facilitando un processo di apprendimento che diventa coscienza critica "transitiva" e dialogica e potenzialità di "liberazione".
mini bibliografia in italiano:
Augusto Boal, Il poliziotto e la maschera. Giochi, esercizi e tecniche del teatro dell'oppresso, ed. it., traduzione e adattamento di Roberto Mazzini, La Meridiana, Molfetta, 1993.
Id., L'arcobaleno del desiderio, La Meridiana, 1994.
Paulo Freire, La pedagogia degli oppressi, Mondadori.

GRUPPO DI EDUCAZIONE ALLA PACE
Sede: Via Anna Frank, 17 - 57124 Livorno - C.F.: 92036570494
Recapito: c/o Carla Ermoli - Via Redi, 40 - 57125 Livorno - tel./fax 0586 854406

Il Gruppo di educazione alla pace di Livorno è un gruppo aperto, nonviolento, impegnato nell'elaborazione di percorsi pedagogici di educazione alla pace rivolti all'esterno ed attento al percorso di autoformazione dei singoli membri. Ha la sua sede presso il Centro per la Pace, dove si riunisce due mercoledì al mese alle ore 21,15. La storia del gruppo: un percorso di crescita con le sue tappe di maturazione e le sue crisi di identità. E'un patrimonio comune che così sintetizziamo:
· Nasce nel 1991 durante la guerra del Golfo.
· Nel 1992 organizza una "scuola per la pace" con conferenze di Daniele Novara, Antonio Nanni ed altri. Propone inoltre uno stage sulle tecniche del teatro  dell'oppresso.
· Nel 1993 ripropone la "scuola per la pace" con tre conferenze su nonviolenza e  ambiente, nonviolenza e religioni, nonviolenza e razze. Insieme al C.I.D.I. organizza un convegno per insegnanti sul tema: "Strumenti per una cultura della differenza".  Partecipa alla campagna antimafia "Non più complici" promossa dalla R.E.A.P., e al relativo convegno a Molfetta.
· Nel 1994 vengono promossi stages di autoformazione sul gruppo ("L'identità del gruppo") e sui modelli educativi ("Come non ripetere acriticamente i modelli educativi introiettati"). Alcuni del gruppo partecipano all'elaborazione per l'Italia della mostra "Gli altri siamo noi".
· Nel 1995 continuano gli stages interni: su "Il pregiudizio", su "La verifica del gruppo" e su "Il conflitto". Viene proposta alle scuole di Livorno la mostra "Gli altri siamo noi", con attività collaterali quali un cineforum, uno stage sulla comunicazione (Jerome Liss) e un dibattito pubblico sul tema del pregiudizio. In settembre il gruppo aderisce al "Forum per la pace".
· Nel 1996 viene riproposta, su richiesta dell'ufficio attività promozionali del settore educativo del Comune di Livorno, la mostra "Gli altri siamo noi". Alcuni di noi tengono un incontro sulla comunicazione al corso regionale obiettori della Caritas. Viene organizzato uno stage di autoformazione su "L'ascolto" e vangono realizzati due stages interni condotti da alcuni membri del gruppo. Continua la partecipazione al
"Forum".
· Nel 1997 viene affettuato un corso di aggiornamento per insegnanti su "L'ascolto e la comunicazione". Partecipiamo al corso regionale degli obiettori della Caritas su "La difesa popolare nonviolenta". Organizziamo con il "Forum" due incontri su "Pace e bambini". Affrontiamo in uno stage di autoformazione il tema "Pace e nonviolenza". Inizia il lavoro di un sottogruppo che si interessa di "consumo critico".
Le risorse e il metodo. Il gruppo valorizza le risorse che i singoli accettano di condividere e sviluppare, rispettando i limiti di tutti con particolare attenzione ai nuovi arrivati. Il gruppo poi pone grande attenzione agli strumenti con i quali raggiungere i propri fini, cercando ed approfondendo quelle tecniche che permettono di lavorare insieme per un obiettivo comune con un metodo nonviolento (rispetto e valorizzazione delle diversità, facilitazione della partecipazione di tutti e dell'ascolto
reciproco, valutazione positiva dei conflitti, progettazione di percorsi senza assilli di tempo e con opportune verifiche).
Le relazioni e gli obiettivi. Il gruppo intende porsi come agenzia di servizio ma è pure una comunità affiatata di persone che è attenta alle dinamiche relazionali interne al gruppo. L'obiettivo primario del gruppo è quello di elaborare itinerari formativi di educazione alla pace assumendo sempre una metodologia nonviolenta. I valori di riferimento del gruppo sono costituiti da pace, nonviolenza, educazione, relazioni, ecc., che il gruppo condivide con quanti altri gruppi ed associazioni vi facciano riferimento.

GRUPPO MISSIONARIO DELLA PARROCCHIA N. S. DEL ROSARIO
Sede: Via Mangini, 30 - 57126 Livorno - tel. 0586 808577
Recapito: c/o Isabella Bianchi - tel. 0586 863861

Il Gruppo Missionario è nato nel 1992 durante un viaggio in Tanzania organizzato dal Centro Mondialità Sviluppo Reciproco (C.M.S.R.), al quale parteciparono il viceparroco della parrocchia N. S. del Rosario e alcuni giorni parrocchiani. In tale occasione nacque la volontà di impegnarsi in qualche modo nella solidarietà con i paesi del "terzo mondo", al di là dell'emergenza, in un'ottica di sviluppo reciproco dei popoli. Attualmente il Gruppo Missionario conta circa 20 persone sensibili nei riguardi di alcune tematiche, quali la disparità di rapporti socio-politico-economici fra nord e sud del mondo, nuovi modelli di sviluppo, cooperazione internazionale e solidarietà con i Paesi in Via di Sviluppo, diffusione di una cultura di pace.
L'interesse principale è la sensibilizzazione, in particolare della comunità parrocchiale (conta circa 8.000 persone), circa queste tematiche, non prima di una formazione e aggiornamento personale, per favorire la consapevolezza e il cambiamento del proprio stile di vita in senso più solidale, alla luce anche dei valori evangelici.
Il Gruppo Missionario ha proposto alcune iniziative che stanno avendo uno buon riscontro:
1) Le adozioni scolastiche a distanza. Un rapporto continuato con una persona che supera il gesto di bontà estemporaneo. Attualmente riguardano studenti in Tanzania, in Brasile (centro di Don Nesi), e alcune in Bosnia.
2) 1%. Circa 90 persone si impegnano ogni mese a versare l'1% delle proprie entrate e il fondo che si viene a formare vieni diviso in base alle volontà dei componenti stessi. Attualmente i soldi sono divisi fra: a) Cooperativa Marcora; b) Progetto Cuba del C.M.S.R.; c) famiglia Saharawi abitante nel territorio della parrocchia; d) progetto di adozione di un maestro in Nicaragua (proposto dalla associazione Italia-Nicaragua.
3) commercio equo e solidale. Il Gruppo Missionario collabora con il C.M.S.R.per la diffusione del commercio equo e solidale ma soprattutto per la diffusione di una certa capacità critica nello scegliere i prodotti facendo la spesa, sapendo cosa sta dietro ad ognuno di essi in termini di ingiustizie e soprusi. Il gruppo si è occupato anche del deposito dei risparmi presso enti con fini etici (Banca Etica, MAG). Ogni quarta domenica dei mese viene allestito presso la parrocchia un banchetto con i prodotti del
commercio eco e solidale.
Inoltre il Gruppo Missionario partecipa a manifestazioni cittadine quali Effetto Venezia, Magenta in Strada, con un banchetto di lavori artigianali devolvendo il ricavato a finalità decisedi volta in volta (Associazione Speranza per Vitez, Associazione Italiana Amici dei Bambini, Telefono Azzurro, ecc.) ma con lo scopo più importante di avere occasioni di dialogo con la gente. Infine il gruppo si interessa a diffondere campagne nazionali di sensibilizzazione e/o boicottaggio, per esempio Campagna Contro le Mine, Boicottaggio Nestlè, Campagna Chicco, Campagna Scarpe
Giuste.
Da circa tre anni il Gruppo Missionario partecipa anche alle attività del Forum per la Pace, insieme ad associazioni cittadine di diversa estrazione ideologica, politica e religiosa che intendono costruire un percorso comune verso la pace.

PEACELINK
Recapito: c/o Marino Marinelli - C.P. 87 Livorno
Tel. 0586 262098 - fax 0586 815000 - email m.marinelli@peacelink.it - sito web:  http://www.peacelink.it/

Cos' è PeaceLink
PeaceLink (ma da ora più semplicemente pck) è una rete telematica amatoriale nata qualche anno fa che ha fra i suoi scopi quello di essere "BackBone", ovvero spina dorsale comunicativa delle associazioni di volontariato italiane.
Pck è anche una associazione di volontariato telematico, ovvero una associazione che ha come scopo quella di "riempire'' di contenuti la rete.
Non solo fornisce un servizio eccellente in maniera gratuita, ma anche cerca di rendere questa struttura il più possibile attiva.
PeaceLink nasce come rete amatoriale in tecnologia FidoNet (da ora ftn, ovvero Fido Technology Network), con lo scopo di veicolare informazione attraverso delle conferenze telematiche molto tematizzate (ce ne sono una trentina per altrettanti temi) e di allacciare contatti con le altre reti telematiche amatoriali italiane.
Da qualche anno pck è anche "visibile" da InterNet tramire il suo Web http://www.peacelink.it/ e le conferenze telematiche sono visibili da tutti gli utenti Internet come Mailing Lists attraverso un "gateway", o più semplicemente "gate", un ponte tra le due tecnologie.
Visto che il gate trasforma le mailing list internet in conferenze telematiche di peacelink, anche chiamate "echomail", e viceversa sono da considerarsi sinonimi mailing list, echomail, area. Userò soprattutto area, lo ritengo il sinonimo più rispondente al concetto di gruppo, o area appunto, di discussione.
Mailing List di PeaceLink
PCK.PUB.AFRICA PeaceLink for Africa, italiano english, Enrico Marcandalli
PCK.PUB.ANIMALISTI Animalisti, italiano
PCK.PUB.ANTI_MAFIA Anti-Mafia, italiano english.
PCK.PUB.ARMAMENTI Armamenti e disarmo, italiano
PCK.PUB.ASIANEWS Asia - News, italiano english
PCK.PUB.ASSOCIAZIONI Forum delle associazioni, italiano
PCK.PUB.AVVENIMENTI Avvenimenti in diretta, italiano
PCK.PUB.BUONE Buone Nuove,italiano
PCK.PUB.CONSUMATORI In Difesa dei Consumatori, italiano
PCK.PUB.COOPERAZIONE Cooperazione Internazionale, italiano
PCK.PUB.DIRITTI_UMANI Diritti Umani, italiano
PCK.PUB.DISAGIO Disagio & Handicap, italiano
PCK.PUB.DONNE Pianeta Donna, italiano
PCK.PUB.DROGA Droga, italiano
PCK.PUB.ECOLOGIA Ecologia e Ambiente, italiano
PCK.PUB.ELISOCCORSO Protezione Civile ed Elisoccorso, italiano
PCK.PUB.FREE_SPACE Free Space - Spazio Libero (Chatter), italiano english
PCK.PUB.LATINA America Latina, italiano
PCK.PUB.LAVORO Lavoro e Sindacati, italiano
PCK.PUB.MAFIA Antimafia (Lotta alla Mafia), italiano
PCK.PUB.MED.AIDS A.I.D.S., italiano english
PCK.PUB.OBIEZIONE Obiezione di Coscienza, italiano
PCK.PUB.PACE Movimenti per la Pace, italiano, "Marino Marinelli" <m.marinelli@peacelink.it>
PCK.PUB.PCKNEWS Peacelink News, italiano english
PCK.PUB.PEACELINK_ARC ABC Telematico di PeaceLink, italiano
PCK.PUB.QUI_PEACELINK Primi passi in PeaceLink, italiano
PCK.PUB.RAZZISMO Razzismo, italiano
PCK.PUB.SCUOLA_EDUCAZIONE Scuola ed Educazione (Educazione alla Pace),
italiano, Alessandro Marescotti <a.marescotti@peacelink.it>
PCK.PUB.SICILIANI I Siciliani - Redazione, italiano
PCK.PUB.SOST_TOSSICHE Sostanze Tossiche, italiano
PCK.PUB.VOCE Voce a chi non ha voce (Denunce di fatti e situazioni), italiano
PCK.PUB.VOLONTARIATO Volontariato, italiano
PCK.PUB.WORKERS Lavoro Int'l, english
PCK.PUB.YUGOSLAVIA Ex-Jugoslavia, italiano inglese

RETE RADIÉ RESCH
Recapito: c/o Paolo Vierucci - Via L. Kossuth, 32 - 57127 Livorno
Tel. 0586 861626 - email pvier@iol.it - sito web http://www.peacelink.it/users/radie/

Grido della Terra, grido dei poveri... Alle soglie del terzo millennio, ignorare questo duplice assordante grido significa divenire complici dei meccanismi di esclusione, violenza e sfuttamento che coinvolgono l'intero pianeta. La proposta della Rete consiste nel cominciare a mettere in seria discussione il nostro stile di vita e ad impegnarsi nella costruzione di piccole ma signficative realtà alternative a quelle attuali. Per questo motivo abbiamo soltanto serie proposte di collaborazione provenienti da realtà diverse dalla nostra, dove la gente sta costruendo la propria
liberazione. Crediamo fermamente che l'unico modo efficace di resistere, consista nel cercare di realizzare proprio la realtà verso cui tendiamo, una realtà fatta di fraternità, condivisione, solidarietà. La Rete di Livorno, in sintonia con le altre Reti locali, è aperta al contributo di tutti e a qualsiasi forma di collaborazione; non richiede nessuna appartenenza (né ideologica, né religiosa) tranne quella di chi ha scelto di stare dalla parte dei 2/3 dell'umanità esclusa.
CHE COS'E' LA RETE RADIE' RESCH
* La Rete venne fondata nel 1964 per iniziativa del giornalista e scrittore Ettore Masina e vi aderiscono uomini e donne impegnati nella solidarietà con i popoli oppressi. La questione delle disuguaglianze tra il Nord e il Sud del mondo è quindi al centro dell'azione della Rete.
* Radié Resch era il nome di una bambina palestinese che morì di stenti in un tugurio di Nazareth mentre la sua famiglia attendeva l'assegnazione di una casa; una delle case per lavoratori palestinesi che la Rete contribuì a costruire con il suo primo intervento
* La Rete vuole realizzare un'associazione il più possibile partecipativa e non burocratica, e vuole porre nel presente alcuni segni di umanità futura con l'attuazione, fin da ora, di piccole ma significative realtà alternative a quelle attuali.
COME AGISCE
La Rete si impegna in iniziative di concreta solidarietà nel mondo, collaborando con uomini e donne delle comunità per instaurare una  società fondata non più sulla sopraffazione ma sulla Giustizia, sullaFratellanza e sulla Pace.
Si impegna per realizzare un tipo di sviluppo che appoggia la crescita culturale e la coscientizzazione popolare. Si propone di realizzare un interscambio di amicizia, di valori e di esperienze per la crescita reciproca, nella convinzione che per costruire giustizia e pace sul pianeta occorra un profondo cambiamento dei paesi del Nord.
L'adesione alla Rete si esprime:
1. con l'impegno ad approfondire le cause dei mali sociali e a prendere coscienza delle nostre corresponsabilità, per divenire fonte di informazione e mezzo di  sensibilizzazione, per essere "una voce al servizio di chi non è ascoltato"
2. con un'autotassazione periodica (generalmente mensile), libera ma  costante, che consente di programmare e realizzare la collaborazione con le comunità con cui la Rete viene in contatto
I fondi raccolti vengono interamente indirizzati verso situazioni definite e ben conosciute, al fine di sostenere progetti di liberazione, coscientizzazione e promozione, concepiti e autogestiti localmente. Gli interventi della Rete vengono chiamati "OPERAZIONI". Sono attualmente alcune decine, la maggior parte in America Latina, specialmente in Brasile, altre in Palestina e in Italia.
L'ORGANIZZAZIONE
La Rete non ha sedi proprie: luogo di incontro e di lavoro sono le abitazioni degli aderenti, sale parrocchiali, sedi sindacali, centri culturali, ecc. Si articola a livello nazionale in gruppi (o "reti locali") che svolgono anche un'attività propria e autonoma. Non ha cariche elettive, ma solo incarichi di coordinamento dei gruppi che la compongono.
Un Coordinamento nazionale, espressione delle Reti locali, si riunisce ogni tre mesi per definire le linee di intervento e per le opportune verifiche; esprime una Segreteria di tre persone - una di queste quale portavoce della Rete - con compiti esecutivi.
Seminari di studio (alcuni per giovani) e convegni regionali sono occasione di incontro e di approfondimento. Sono organizzati viaggi di studio e di conoscenza nelle comunità dove avvengono le operazioni.
Periodicamente alcuni Testimoni del Sud visitano le reti locali per comunicare la loro esperienza, rafforzare i vincoli di amicizia e portare informazione diretta a comunità più larghe della Rete.
Ogni due anni la Rete tiene un Convegno nazionale nel quale l'impegno si rinsalda nel confronto con le testimonianze dirette dei "poveri che fanno la storia".


aggiornamento: 07/08/2001