PROPOSTE
PER IL CONTROVERTICE G8
GENOVA LUGLIO 2001

A tutti i gruppi e singoli che vogliono manifestare in modo nonviolento contro il vertice G8 che si terrà a Luglio 2001 a Genova.

PREMESSA

Abbiamo partecipato a due giorni di incontro a Genova con rappresentanti di gruppi di varie parti d’Italia e di Genova stessa, dalla rete Lilliput di varie città ai centri sociali, dalle coop. sociali alle Botteghe del Commercio equo, a singoli, con convergenze e divergenze.

In tale occasione è maturata la seguente proposta.

CHI SIAMO?

L’associazione Giolli (vedi scheda) che si occupa dal 1992 di diffondere il teatro dell’Oppresso (TdO), applicazione con strumenti teatrali della pedagogia di Paolo Freire. Freire, filosofo brasiliano autore di Pedagogia degli oppressi, è iniziatore di un metodo formativo basato su una concezione dialogica del sapere, superando il monologo trasmissivo e l’indottrinamento per agevolare i gruppi oppressi a problematizzare la propria realtà quotidiana, accrescendo la coscienza storica collettiva e la consapevolezza della propria capacità di cambiamento.

Paulo Freire e Augusto Boal (regista pure brasiliano iniziatore del TdO), sono stati espulsi dal loro paese in conseguenza del golpe militare del 1964 e del 1968, e hanno diffuso così per tutta l’America Latina e poi in Europa un metodo di lavoro politico, sociale e teatrale oggi a disposizione di tutti i gruppi oppressi del mondo.

COSA OFFRIAMO

Consulenza e formazione al TdO per gruppi impegnati nella protesta contro il vertice dei G8, allo scopo di affiancare azioni e spettacoli creati con questo metodo politico-teatrale ad altre iniziative di protesta, dibattito e sensibilizzazione, sia a Genova anticipando ed accompagnando il vertice, sia decentrate in altre città italiane.

A causa dell’estrema mobilità cui ci obbligano i nostri interventi, una eventuale impossibilità di realizzare e condurre i laboratori e le azioni teatrali in una città o per un gruppo interessato potrà essere risolta indicandovi collaboratori di Giolli disponibili o gruppi locali che già conoscono e usano il metodo (per esempio a Torino e Firenze esistono esperienze di TdO autonome da Giolli).

COSTI

Il rimborso delle spese e l’ospitalità per il formatore che si impegnerà nel lavoro.


ESEMPI DI TECNICHE POSSIBILI

1.)))  Azioni minime di Teatro Invisibile in luoghi pubblici; pratica e realizzazione di piccole scene di Teatro-Immagine e Teatro-Forum in luoghi chiusi (incontri promossi da associazioni locali)

---> Queste tecniche sarebbero applicate nei mesi che precedono il vertice, allo scopo di raccogliere informazioni sul pensiero e sui diversi atteggiamenti di fasce di popolazione che ci interessa coinvolgere nel dibattito sull’argomento ‘G8’, relativo sia ai contenuti del vertice, sue eventuali decisioni e loro conseguenze pratiche/quotidiane, sia alle manifestazioni contro il G8 ed alle motivazioni politiche della protesta, in modo da impostare una campagna legata alla realtà della gente comune, e non solo alle ‘letture della realtà’ operate dai nostri gruppi.

Esempio di micro-teatro-invisibile: nel 1988 a ????? abbiamo agito con finte interviste nei bar, alla stazioni, in uffici postali, ecc. per raccogliere atteggiamenti e opinioni spontanee verso un Centro sociale autogestito, concludendo che il problema non era nell’immagine negativa di "covo di tossici" ma nell’assenza di alcuna immagine presso la popolazione.

Teatro-Immagine e Teatro-Forum sono efficaci strumenti per stimolare il dibattito tra attori e spett-attori (chiamati ad intervenire per creare o modificare l’immagine nel primo, o per proporre alternative d’azione al protagonista oppresso nel secondo) sui temi proposti, utilizzando il teatro ed il gioco come linguaggio (vedi scheda).

2.)))  Montaggio di uno o più spettacoli (eventualmente in varie città) di Teatro-Forum, da rappresentare nei mesi che precedono il vertice, sia in spazio aperto che chiuso, di fronte a pubblici corrispondenti a fasce diverse di cittadinanza.

>>>> Il Forum avrebbe lo scopo di sensibilizzare il pubblico cittadino all’importanza dell’evento G8 ed ai suoi ai temi, rendendo visibile la loro connessione con la realtà quotidiana nelle nostre città, con i nostri bisogni, consumi, desideri, possibilità future. Per favorire la disponibilità degli spettatori all’ascolto ed al dialogo tra fasce potenzialmente ‘alleate’, é preferibile ripetere il Forum in varie situazioni, selezionando di volta in volta i gruppi sociali di riferimento.

Esempio di Teatro-Forum: la drammaturgia presenta una situazione problematica concreta, dinanzi alla quale il pubblico è chiamato a trovare soluzioni alternative; questa tecnica è stata usata da Giolli centinaia di volte in realtà diverse (vedi scheda).

3.)))  Allestimento di un Teatro-Processo al cui interno sono rappresentate le scene allestite (di Teatro-Immagine e di Forum) su situazioni di vita quotidiana connesse al potere ed alle decisioni nelle mani dei G8, mostrando come e in che misura queste ricadano sulla nostra realtà materiale di cittadini. Genova "giudica" l’evento G8, valutandone i compiti e le responsabilità rispetto alla città ed attribuendole ai Capi di Stato riuniti oppure ai manifestanti.

>>>> Questa tecnica offrirebbe un evento ideologicamente e teatralmente ‘forte’ da contrapporre al grande evento simbolico del G8 a Genova, con l’esibizione di potere, oppressione e conseguente scontro fisico cui probabilmente assisteremo o parteciperemo. Nel T-Processo si allestisce una situazione di giudizio in tribunale, con giudici, avvocati, testimoni a carico e discarico (eventualmente effettivi professionisti oppure attori che ne interpretano la parte), ed una giuria popolare (formata dal pubblico, da rappresentanti di gruppi o altro) che deciderà la sentenza dopo aver ascoltato le arringhe ed i giudici. Il processo può avere un carattere serio o farsesco. I testimoni a carico dei G8 sono gruppi che presentano scene brevi di Teatro-Immagine o Forum, offrendo uno spaccato reale e quotidiano le cui responsabilità si imputano al potere ed alle scelte dei G8 (più numerose e variate saranno le scene quanti più gruppi in Italia avranno lavorato col metodo TdO nei mesi anteriori al vertice, funzionando così come delegazioni di altre città che portano le loro storie). I testimoni a discarico (e contro i manifestanti) possono essere presentati da letture di giornali.

Esempio di Teatro-Processo: a Rio de Janeiro (Brasile) nel 1999 é stato fatto un processo simbolico di tre giorni, con giudici e deposizioni vere associate ad azioni teatrali, sul debito pubblico estero dei Paesi del Terzo Mondo. Una nostra associata vi ha partecipato insieme al gruppo Centro Teatro do Oprimido, diretto da Boal. In Italia é stato fatto solo ad Udine, in piazza, nel 1989.

4.)))  Eventi improvvisi di Teatro-Giornale da fare in spazi aperti o chiusi (hall degli alberghi dove sono ospitati i politici, le delegazioni o i giornalisti) nei giorni del vertice, commentando alcune notizie chiave riportate dai media (TV, radio e giornali).

>>>> Questa tecnica ha lo scopo di controinformare, problematizzando l’immagine protettiva e conservatrice che sarà probabilmente passata dai media, smontando le possibili allusioni alla violenza dei manifestanti e riportando al pubblico le nostre ragioni più profonde.

Esempio di Teatro-Giornale: ci sono varie tecniche possibili, dal leggere una notizia apparsa con un’altra vera che la contraddice o completa, al rappresentare una scena parallela alla notizia letta che la sveli; dal mostrare con una scena il "che fare?" successivo alla notizia, al rendere ridicola un’affermazione ritmandola o inserendovi ritornelli pubblicitari, ecc. (vedi scheda).

PERCHÉ IL TEATRO DELL’OPPRESSO?

SCADENZE

Gennaio-Febbraio:

Due giorni di formazione alle tecniche del TdO e costruzione di micro-azioni invisibili e scene di Teatro-Forum a Genova e in altre città dove si formi un gruppo di almeno 12 persone disponibili. Uso delle scene prodotte (azioni invisibili, micro-Forum, Teatro-Giornale, Teatro-Immagine) e costruzione dello spettacolo di Teatro-Forum. In alternativa al fine-settimana si può pensare a due serate staccate.

Proposte per Genova: 27-28 Gennaio, oppure 3-4 Febbraio, oppure quattro serate intermedie entro il 10 Febbraio; si richiede una persona che dia disponibilità per appoggio organizzativo.

Febbraio-Giugno:

Rappresentazione e progressiva ridefinizione del Forum in ambienti corrispondenti a diverse fasce del pubblico cittadino, a Genova o nelle diverse città, a seconda delle forze e delle disponibilità dei partecipanti, per l’arricchimento del dibattito sociale e per gli obiettivi di cui al punto "Esempi di tecniche possibili".

Luglio:

Incontro generale a Genova di tutti i gruppi delle diverse città, per coordinare gli eventi politico-teatrali all’interno dell’organizzazione della contro-manifestazione al vertice, sia nel caso che si monti un solo Forum a Genova sia che ci siano più spettacoli pronti. Eventuale preparazione del "Processo".

Luglio nei giorni del G8:

I gruppi faranno azioni a Genova e/o nelle loro realtà, secondo quanto pianificato nell’incontro generale.

COSA CHIEDIAMO AI SINGOLI e GRUPPI

  1. Che chi interessato a collaborare in varie maniere risponda a questa lettera indicando cosa vuol fare
  2. Che si offrano persone come referenti logistici nella propria città cioè:
  3. Che si offra per ogni sede un consulente tematico, ovvero un partecipante del movimento di contro-manifestazione, con informazioni aggiornate sui contenuti e sull’evento G8, che possa seguire il gruppo politico-teatrale ed informare gli attori con sufficiente competenza.
  4. Che facciano circolare in rete notizie sulle azioni che si fanno.

REFERENTI LOCALI E COORDINATORE PROGETTO

Reggio Emilia (e dintorni): Roberto (0347-1112207 e-mail: ceg1264@comune.re.it)
Genova: Alessandra (010-398789, fax 010-398788, cell.0333-5746098, e-mail alevannu@ tin.it o alevannucci@ hotmail.com)
Per altre città sentire comunque Roberto.

INVITO
Fate pure circolare questo documento tra chi conoscete.

PER ULTERIORI INFO su GIOLLI : Sito WEB: http://www.peacelink.it/users/giolli/

SCHEDE SU GIOLLI, IL TdO, T-FORUM, T-IMMAGINE, T-GIORNALE, T-INVISIBILE

  GIOLLI
CENTRO DI RICERCA SU TEATRO DELL'OPPRESSO E COSCIENTIZZAZIONE
Viale Carducci 113, 57121 Livorno
tel. e fax: 0586-424311
e-mail: giolli.tdo@tin.it
Sito WEB: http://www.peacelink.it/users/giolli/
sede Reggio Emilia: ceg1264@comune.re.it

COS'É GIOLLI

É un'associazione che usa il Teatro dell'Oppresso come metodo principale di esplorazione della vita quotidiana e dei problemi sociali, col fine di favorire processi di cambiamento nell’ottica della pedagogia di Paulo Freire (coscientizzazione), dell’Approccio di Comunità, della Nonviolenza specifica.

É stata creata il 15.2.1992 da una ventina di persone di tutta Italia e rifondata l’1.1.1999.

Parecchi altri sono passati attraverso i suoi corsi, i momenti interni di formazione e le varie strutture create: Nucleo, Gruppo Operatori, Corso biennale di Formazione, festival dei Gruppi Locali.

Raccoglie attualmente, tra soci e collaboratori esterni, una ventina di persone interessate a diffondere il metodo in diversi luoghi quali scuole, centri sociali, Servizi pubblici, carceri e comunità terapeutiche, ecc.

Giolli fornisce interventi di informazione sul TdO, corsi di formazione per operatori e progetti di intervento nei vari ambiti (tossicodipendenza, disagio sociale, psichiatria, educazione, prevenzione, ecc.) che possono coinvolgere persone di ogni età e condizione: studenti, insegnanti, genitori nelle scuole; operatori sociali, tossicodipendenti, pazienti psichiatrici, handicappati .

Giolli elabora anche spettacoli in proprio su diverse tematiche, usando prevalentemente la tecnica interattiva del Teatro-Forum, partecipa a Festival e Convegni (Asscom, Centro Ricerca Teatrale di Milano...) e collabora con diverse realtà analoghe europee.

COS’E’ IL TEATRO DELL’OPPRESSO

Il TdO è un metodo teatrale elaborato negli anni '60 da Augusto Boal in Brasile per aiutare le masse contadine a rispondere alle situazioni di oppressione.

Consiste essenzialmente nell’uso del linguaggio teatrale diffuso (<tutti possono fare teatro... anche gli attori... si può fare teatro dappertutto... anche nei teatri...> A.Boal), nell’uso dello spazio estetico e delle sue proprietà gnoseologiche, per avviare processi collettivi di coscientizzazione, cioè di cambiamento personale e sociale.

In altre parole si propone lo sviluppo della teatralità umana al fine di analizzare e trasformare le situazioni disagio, malessere, conflitto, oppressione, ecc. É un teatro politico, ma non ideologico, nel senso che parteggia per chi ha meno potere, senza preclusioni verso diversità di idee politiche, religiose, ecc.

Il TdO si compone di diverse tecniche che hanno il fine di rendere l’uomo protagonista dell’azione drammatica per allenarlo a essere protagonista della propria vita "insieme" ai suoi simili.

Dall’influenza del pensiero di Freire il TdO prende l’atteggiamento non indottrinante ma maieutico: non dà risposte ma pone domande e crea contesti utili per la ricerca collettiva di soluzioni.

Un'ipotesi base è che "il corpo pensa", ovvero una concezione dell’essere umano come globalità di corpo, mente ed emozione dove l’apprendimento/cambiamento vede coinvolti tutti e tre gli aspetti, in stretta relazione.

Infine, il TdO come metodo si muove ai confini tra teatro, educazione, terapia, intervento sociale e politica.

Fulcro del lavoro è l’analisi+trasformazione delle situazioni oppressive, di disagio, conflittuali, della vita quotidiana.

Usa come strumenti una serie di esercizi e giochi che mirano a sciogliere le "meccanizzazioni" del nostro corpo/mente/emozione che sono cristallizzate nella cosiddetta "maschera sociale".

Comprende anche delle tecniche (Teatro-Immagine. T.-Forum, T.-Invisibile, Flic-dans-la-tête...) che sono state sviluppate da Boal per affrontare meglio le diverse situazioni in cui via via ha operato: dalle oppressioni socio-politiche a quelle più interiorizzate (corporee e psicologiche).

Pur toccando aspetti personali ed emotivi, il TdO non si pone come terapia, ma come strumento di "liberazione" collettiva che poggia sulla presa di coscienza autonoma delle persone, sullo "specchio multiplo dello sguardo degli altri".

L’ultima tappa del TdO è attualmente il Teatro-Legislativo, esperienza inizialmente svolta a Rio de Janeiro dove Boal, eletto deputato della Camera dei Vereadores, ha coordinato un progetto tramite cui gruppi sociali organizzati (donne, senza terra, disoccupati, ecc.) potevano esprimere i loro bisogni col teatro, traducendoli poi in proposte di legge discusse alla Camera e viceversa.

Dal 29 Maggio all’8 Giugno 1997 si è svolto a Toronto (Canada) l’8° Festival Internazionale del TdO, raggruppando esperienze di decine di paesi che hanno mostrato la propria diversità di stile e tematiche affrontate. Giolli vi ha partecipato su invito, con un proprio spettacolo.

Oggi il TdO è diffuso in tutto il mondo, con un centro storico a Rio: Centro do Teatro do Oprimido e a Parigi: Centre du Théâtre de l'Opprimé; più svariati gruppi e centri che hanno elaborato visioni particolari del metodo.

COS'É IL TEATRO-FORUM

E' una delle tecniche del TdO che prevede la presentazione di una scena problematica come stimolo e l'intervento degli "spett-attori" per risolvere la situazione o comunque cercare delle strade possibili, tramite la loro sostituzione al Protagonista.

Nasce in Perù, casualmente, per l'insoddisfazione di una spettatrice che non riusciva a veder realizzati dagli attori i propri suggerimenti.

Si tratta di una scena teatrale che rappresenta una situazione negativa, oppressiva. La scena è presentata una prima volta, quindi il pubblico è chiamato a intervenire e cercare alternative e soluzioni, sostituendosi inizialmente al solo Protagonista. Il conduttore del Forum, chiamato Jolly, non giudica i diversi interventi ma interpella il pubblico sulla realtà ed efficacia delle soluzioni proposte.

Il Teatro-Forum in Sud America era giocato come simulazione, prova generale prima dell'azione (uno sciopero, una manifestazione, ecc.); in Europa esso è diventato un vero e proprio spettacolo, lo stile è anche non realistico (simbolico, surreale, ecc.), il pubblico spesso disomogeneo.

Si tratta quindi di un dibattito, però svolto con i mezzi e il linguaggio teatrali.

Il Forum può essere considerato anche una sorta di brainstorm su temi sociali, durante il quale si prova a sciogliere le "meccanizzazioni" che guidano le nostre risposte ai problemi; come tale è apprezzabile anche se non porta a scoprire la soluzione a quello specifico problema; avere la molteplicità di idee del gruppo può essere già un utile passo avanti per affrontare meglio una situazione.

Non solo, ma proprio per l’importanza della dimensione energetica ed emotiva dell'uomo, il fatto che lo spettatore intervenga, crea comunque una frattura con la sua passività e gli dà la spinta per affrontare il problema nella vita reale; tale è l'ipotesi base del TdO.

TEATRO GIORNALE

testo tratto da "Il teatro degli oppressi" di A.Boal e riadattato e commentato da Giolli
pagg. 102-115

Consiste nell’animare all’improvviso una lettura pubblica del giornale del giorno stesso, tramite TECNICHE teatrali come:

1. Lettura semplice.

Estrarre la notizia dal diagramma imposto dal giornale (la notizia cambia significato se è inserita con altre, ha una certa ampiezza, è in 1° pagina o no, ha delle foto...) e leggerla semplicemente come cosa a sé.

Esempio: l’elenco del ricco menu’ di un banchetto governativo con ampi dettagli, letta durante un periodo di restrizioni economiche e disoccupazione.

Utilità: credo serva soprattutto per notizie che portano dati eloquenti di per sé (cifre, elenchi...) sovrabbondanti, eccessive, che fanno perciò toccare con mano un’ingiustizia perché sorprendono; i miliardi spesi nella guerra?

2. Lettura completata.

A volte un’omissione rende falsa una notizia vera. Si tratta perciò di completare una notizia con un’altra che le ridà senso o la contraddice.

Es.: notizia delle buone bistecche paraguaiane, completata dal fatto che il costo è inaccessibile per molti cittadini e che vengono perciò esportate.

Utilità: soprattutto per notizie che sembrano positive ma perché sono incomplete e la parte mancante le svela: notizie di successo economico o militare, di ordine, di democrazia, ecc.

3. Lettura incrociata.

A volte si pubblicano notizie che si contraddicono a vicenda o che svelano disparità sociali.

Es.: la notizia sull’ultimo decreto che dichiarava l’emergenza in un villaggio per il tasso di mortalità infantile era incrociata con quella di un reportage su una signora gastronoma che si dilettava a cucinare cose squisite per un gruppo di amici.

Utilità: funziona se evidenzia la divisione in classi, perciò il troppo che ha una parte rispetto a un’altra; oppure in casi di evidente discriminazione (i curdi sono deportati, i kosovari pure... ma qui si fa la guerra, in Turchia no).

4. Lettura ritmata.

Si legge la notizia andando a tempo, o in rima, o con ritornelli e ripetizioni. Tutto ciò filtra la notizia e la rende grottesca.

Utilità: utile per mettere in ridicolo discorsi tronfi e proclami (quelli della Nato?).

Credo sia utile per dichiarazioni ufficiali e discorsi politici, appelli, ecc.

5. Lettura con rinforzo.

Si intercala la lettura della notizia con slogan pubblicitari presi dalla pubblicità.

Es.: le informazioni di un documento critico sulla società brasiliana erano intercalate da slogan tipo "Brasile, amalo o lascialo, conta su di me!..." presi dalla pubblicità.

Utilità: Può servire a rendere ridicoli certi slogan pubblicitari politici (della Nato?).

Conviene usare slogan politici e/o pubblicitari conosciuti dai più.

6. Azione parallela.

Si tratta di mostrare con la mimica azioni che si riallaccino per completamento o contraddizione con la notizia letta.

Es.: per mostrare la poca serietà di alcuni intellettuali si leggevano i loro testi baldanzosi mentre una scena li mostrava molto chiacchieroni e bevitori a un ricevimento.

Utilità: utile per svelare la differenza tra parola e azione di un gruppo o una persona o un Governo.

7. Storico.

Alla notizia si aggiunge una scena storica che mostra un problema simile nel passato oppure in un altro paese, oppure le diverse soluzioni adottate altrove... ecc. Diventa un Forum che si può risolvere chiedendo al pubblico di votare, o di intervenire proponendo altre soluzioni.

Utilità: utile per paragonare situazioni simili e avere alternative. Servono problemi precisi e situazioni chiare.

8. Improvvisazione.

Si improvvisa una scena, a partire da una notizia, mentre il pubblico stimola gli attori a scegliere un modo o un altro, a privilegiare un conflitto o un personaggio, partecipando così del processo di "drammaturgia simultanea" (far "scrivere-dire" al pubblico la scena che gli attori subito improvvisano) che arricchisce il lavoro degli attori.

Utilità: catturare l’attenzione, sentire il pensiero del pubblico. Si potrebbe fare domande e usare la "drammaturgia simultanea", cioè far "scrivere-dire" al pubblico la scena che gli attori subito improvvisano.

9. Concretizzazione dell’astrazione.

Consiste nel rendere visibili attraverso analogie o simboli o altro, fatti e parole che per troppo uso hanno perso la capacità di stimolo.

Si può mostrare come muore un minatore o esporre le viscere di un animale per simboleggiare la morte di uomini.

L’importante è tener sveglia la sensibilità dello spettatore.

Utilità: catturare l’attenzione e far "sentire" le parole stantie, vecchie ma valide, tipo pace, guerra, violenza, ecc.

10. Testo fuori del contesto.

Si legge la notizia in un contesto diverso a cui si è abituati; o con uno stile particolare.

Es.: si descrisse un funerale di un generale con particolare attenzione agli abiti dei presenti e quindi come una sfilata di moda. Oppure la notizia della morte di un bambino nella favela con lo stile "colonna mondana" di critica dell’abbigliamento della madre pieno di toppe.

Utilità: per prendere in giro i potenti; funziona su riti e rituali del Potere. O anche su forti contrasti.

11. Inserzione nel vero contesto.

Si tratta di far capire perché la tal disgrazia o il fatto clou è avvenuto, situandolo nel contesto giusto.

Es.: un giorno morì un bambino per uno sbaglio del medico che venne criticato. Nella tecnica si mostrava con l’azione e la parola che quel medico faceva il lavoro in condizioni assurde nella favela: i troppi bimbi da curare, la mancanza di attrezzature, ecc.

Utilità: per capire i perché di un episodio sconcertante, un evento drammatico inesplicabile. Funziona sui fatti di cronaca nera o simili.

TEATRO-IMMAGINE

É una tecnica basata sulla costruzione di immagini coi corpi delle persone; queste immagine ci dicono come una persona e un gruppo la pensano visivamente, su un certo argomento; le immagini poi possono essere dinamizzate con l’intervento del pubblico o autonomamente per esplorare le tensioni interne, i conflitti, i desideri e i cambiamenti possibili.

TEATRO-INVISIBILE

Azioni teatrali preparate con cura che non vengono svelate e si svolgono in luoghi pubblici come eventi strani che accadono e suscitano l’attenzione dei presenti ignari. Successivamente gli attori convogliano la discussione delle persone sui fatti che a loro interessa esplorare, immettendo informazioni e opinioni agendo con i diversi personaggi che ci si è dati e improvvisando col pubblico. Scopo dell’invisibile è far esprimere spontaneamente il pubblico ignaro per verificare le opinioni che emergono e per indicare alternative possibili.

CHI ERA FREIRE

Nato nel 1921 a Recife (Brasile), nel 1961 ha fondato il Movimento di Cultura popolare cominciando a elaborare e applicare l’ormai celebre "metodo" legato al suo nome. Esule politico, dal 1965 ha partecipato alle campagne di alfabetizzazione e continuato le sue ricerche in Cile, negli USA, in Guinea-Bissau, Nicaragua e poi in Svizzera, dove ha lavorato come esperto di problemi pedagogici per il Terzo Mondo.

Tornato in Brasile ha preso la direzione della riforma delle scuole superiori ed è morto nel pieno del suo lavoro a San Paolo, nel 1997.

CHI È AUGUSTO BOAL

Nato a Rio de Janeiro nel 1931, é stato regista del Teatro de Arena (São Paulo) dal 1956 al 1967, quando é espulso dal Brasile esiliandosi prima in Argentina, poi in Perù (dove inizia a formulare i giochi dell’ arsenale politico del Teatro dell’ Oppresso), infine in Francia dove si stabilisce fino al 1991, creando le tecniche terapeutiche di Teatro dell’ Oppresso. Di ritorno a Rio de Janeiro, é eletto consigliere comunale per il Partito dos Trabalhadores e svolge il suo Mandato Político-Teatral applicando il Teatro Legislativo a Rio ed in altre città brasiliane ed europee (Londra). E’ autore di testi drammaturgici e di libri teorici, alcuni dei quali tradotti in trentacinque lingue.

BIBLIOGRAFIA ESSENZIALE

Boal, Augusto, Il teatro degli oppressi, Milano, Feltrinelli, 1977

idem, Il poliziotto e la maschera. Giochi esercizi e tecniche del teatro dell’oppresso, Molfetta, La Meridiana, 1993 (2° ed. 1996)

idem, L'arcobaleno del desiderio, Molfetta, La Meridiana, 1994.

idem, Teatro Legislativo. versao Beta, Civilizaçao Brasileria, Rio de Janeiro (Brasile), 1996

idem, Legislative Theatre, Routledge (11, New Fetter Lane, London EC4P 4EE, England)

FREIRE, Paulo.Pedagogia degli oppressi. Milano, Mondadori, 1971

------. L’ educazione come pratica della libertà. Milano, Mondadori, 1976