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I giochi-esercizi sono strumenti di preparazione teatrale per
sciogliere le nostre rigidita' corporee e percettive. L'esercizio e'
una riflessione fisica su se stessi. Un monologo. Una introversione. I
giochi, in compenso, sono legati all'espressivita' del corpo che
emette e riceve messaggi. I giochi sono un dialogo, esigono un
interlocutore. Sono estroversione. Per Boal sono strumenti di analisi e
trasformazione della realta' oppressiva, quanto le altre tecniche;
contengono in se' i principi base del TdO. Non sono quindi solo mera
preparazione ad altro ma strumenti di ricerca completi.
E' una delle tecniche del TdO che prevede la presentazione di una
scena problematica come stimolo e l'intervento degli "spett-attori"
per risolvere la situazione o comunque cercare delle strade
alternative possibili, tramite la loro sostituzione al Protagonista.
Il Forum nasce in Peru', casualmente, per l'insoddisfazione di una spettatrice
che non riusciva a veder realizzati dagli attori i propri
suggerimenti. Si tratta di una scena teatrale che rappresenta una
situazione negativa, oppressiva o semplicemente problematica. La scena
e' presentata una prima volta, quindi il pubblico e' chiamato a
intervenire e cercare alternative e soluzioni, sostituendosi
inizialmente al solo Protagonista. Il conduttore del Forum, chiamato
Jolly, non giudica i diversi interventi ma interpella il pubblico
sulla realta' ed efficacia delle soluzioni proposte,
problematizzandole. Il Teatro-Forum in Sud America era giocato come
simulazione, prova generale prima dell'azione (uno sciopero, una
manifestazione, ecc.); in Europa esso e' diventato un vero e proprio
spettacolo, lo stile e' anche non realistico (simbolico, surreale,
ecc.), il pubblico spesso disomogeneo.
E' una tecnica basata sulla costruzione di immagini coi corpi delle
persone; queste immagini ci dicono come una persona e un gruppo la
pensano visivamente, su un certo argomento; le immagini poi possono
essere dinamizzate con l'intervento del pubblico o autonomamente per
esplorare le tensioni interne, i conflitti, i desideri e i cambiamenti
possibili. Siccome l'immagine e' probabilmente piu' legata
all'inconscio, al non-verbale, all'emisfero destro del cervello,
permette una conoscenza che attraversa il controllo della mente
conscia, supera le difese e le repressioni, aiuta a liberare
l'immaginario.
Questa ventina circa di tecniche in continua evoluzione e
arricchimento sono la penultima produzione creativa di Boal. Sono
nate da un laboratorio annuale svolto a Parigi nel 1980 assieme agli
animatori del Centre du Theatre de l'Opprime' per rispondere a una
domanda nuova: come si possono affrontare col Teatro dell'Oppresso le
questioni piu' interiori, in cui <il problema e' nella persona piu'
che nella situazione>, senza cadere in una psicoterapia individuale ma
tenendo fede ai principi del TdO di essere una ricerca collettiva di
liberazione?
Boal, come racconta auto-ironicamene negli stage, arriva in Europa nel
1976 abituato a confrontarsi con oppressioni molto visibili e
concrete, basate sulla violenza, la forza, la prevaricazione. Propone
i suoi stage in Francia e poi ovunque e gli occidentali portano in
essi oppressioni a lui sconosciute: solitudine, impotenza, confusione,
malessere interiore... Boal prima rifiuta di trattare queste
questioni e chiede <ma dove sono i poliziotti? Dove sono gli
oppressori?> e infine si arrende alla realta' e afferma <anche qui in
Europa ci sono oppressioni, ma sono piu' nascoste, piu' sottili; anche
qui la gente sta male, al punto che si toglie la vita per questo;
dobbiamo scoprire gli oppressori; essi sono nella testa>. Da qui
nascono le prime tecniche come "I poliziotti e i loro anticorpi",
"L'arcobaleno del desiderio", "L'immagine analitica" ecc. che
esplorano l'interiorita' della persona per far emergere e portare in
scena, ma visibili a tutti, gli oppressori interni; oppressori che
sono stati, in passato, persone in carne ed ossa che il protagonista
ha incontrato e che ora sono nascosti nella sua testa sotto forma di
immagini di divieto, terrore, seduzione, impotenza, ecc.
Le tecniche mirano a portare fuori questi Flic perché il protagonista
possa riconoscerli e affrontarli teatralmente, ma anche perche' il
gruppo possa lavorare e allenarsi a lottare contro questi
impedimenti.
Le tecniche sono tutte basate su un racconto iniziale del protagonista
a cui segue la costruzione di immagini proposte da lui e/o dal
pubblico e successive improvvisazioni in un caleidoscopio di relazioni
e di piani (reale e simbolico e fantastico e grottesco...) che
permettono un'esplorazione ricca di suggestioni.
E' qui che piu' forte appare la connessione tra TdO e psicodramma
moreniano come afferma Daniel Feldhendler nel suo testo purtroppo non
tradotto. Tuttavia tra psicodramma e tecniche del Flic esistono alcune
importanti differenze che Giolli sta analizzando in un lungo corso che
è iniziato a Roma nell'Ottobre 2004.
Azioni teatrali preparate con cura che non vengono svelate e si
svolgono in luoghi pubblici come eventi strani che accadono e
suscitano l'attenzione dei presenti ignari. Successivamente gli attori
convogliano la discussione delle persone sui fatti che a loro
interessa esplorare, immettendo informazioni e opinioni, agendo con i
diversi personaggi che ci si e' dati e improvvisando col
pubblico. Scopo dell'invisibile e' far esprimere spontaneamente il
pubblico ignaro per verificare le opinioni che emergono e per indicare
alternative possibili. Per Boal non va mai svelato, pena l'annullamento
della sua forza con la riduzione a "semplice evento teatrale".
Purtroppo viene ormai confuso con la Candid
Camera televisiva o azioni analoghe svolte allo scopo di divertire o
dimostrare quanto la gente e' credulona. E' inoltre criticata eticamente
da alcuni perchè ritenuta manipolatoria.
E' un vecchio strumento che esiste da tempo immemore nella sua forma
piu' semplice e che era usato in maniera massiccia durante la
Repubblica di Weimer nella Germania pre-nazista, da gruppi di
cosiddetti agit-prop.
Boal lo usa e sistematizza in Argentina nel
1971 dove, da rifugiato politico, era costretto a fare teatro
segretamente.
testo tratto da "Il teatro degli oppressi" di A. Boal(pagg. 102-115)
Titolo e spiegazione sono sintesi del testo di Boal; il capoverso
"utilita'" e' cio' che pensiamo a partire da cio' che abbiamo capito
della tecnica.
Estrarre la notizia dal diagramma imposto dal giornale (la notizia
cambia significato se e' inserita con altre, ha una certa ampiezza, e'
in 1 pagina o no, ha delle foto...) e leggerla semplicemente come cosa
a se'.
Esempio: l'elenco del ricco menu' di un banchetto governativo con ampi
dettagli, letta durante un periodo di restrizioni economiche e
disoccupazione.
Utilita': puo' servire soprattutto per notizie che portano dati
eloquenti di per se' (cifre, elenchi...) sovrabbondanti, eccessivi,
che fanno percio' toccare con mano un'ingiustizia perche' sorprendono:
i miliardi spesi nella guerra...
A volte un'omissione rende falsa una notizia vera. Si tratta percio'
di completare una notizia con un'altra che le rida' senso o la
contraddice.
Es.: notizia delle buone bistecche paraguaiane, completata dal fatto
che il costo e' inaccessibile per molti cittadini e che vengono
percio' esportate.
Utilita': soprattutto per notizie che sembrano positive, ma perche'
sono incomplete e la parte mancante le svela: notizie di successo
economico o militare, di ordine, di democrazia, ecc.
A volte si pubblicano notizie che si contraddicono a vicenda o che
svelano disparita' sociali.
Es.: la notizia sull'ultimo decreto che dichiarava l'emergenza in un
villaggio per il tasso di mortalita' infantile era incrociata con
quella di un reportage su una signora gastronoma che si dilettava a
cucinare cose squisite per un gruppo di amici.
Utilita': funziona se evidenzia la divisione in classi, percio' il
troppo che ha una parte rispetto a un'altra; oppure in casi di
evidente discriminazione (i curdi sono deportati, i kosovari
pure... ma li' si fa la guerra, in Turchia no).
Si legge la notizia andando a tempo, o in rima, o con ritornelli e
ripetizioni. Tutto cio' filtra la notizia e la rende grottesca.
Utilita': utile per mettere in ridicolo discorsi tronfi e proclami,
dichiarazioni ufficiali e discorsi politici, appelli, ecc.
Si intercala la lettura della notizia con slogan pubblicitari presi
dalla pubblicita'.
Es.: le informazioni di un documento critico sulla societa' brasiliana
erano intercalate da slogan tipo "Brasile, amalo o lascialo, conta su
di me!..." presi dalla pubblicita'.
Utilita': puo' servire a rendere ridicoli certi slogan pubblicitari
politici. Conviene usare slogan politici e/o pubblicitari conosciuti
dai piu'.
Si tratta di mostrare con la mimica azioni che si riallaccino per
completamento o contraddizione con la notizia letta. Es.: per
mostrare la poca serieta' di alcuni intellettuali si leggevano i loro
testi baldanzosi mentre una scena li mostrava molto chiacchieroni e
bevitori a un ricevimento.
Utilita': utile per svelare la differenza tra parola e azione di un
gruppo o una persona o un Governo.
Alla notizia si aggiunge una scena storica che mostra un problema
simile nel passato oppure in un altro paese, oppure le diverse
soluzioni adottate altrove, ecc.
Utilita': utile per paragonare situazioni simili e avere
alternative. Servono problemi precisi e situazioni chiare.
Si fa una scena improvvisandola a partire da una notizia. Il pubblico
stimolera' ad andare in certe direzioni piuttosto che altre e lo
spettacolo si arricchira' ogni volta di piu'.
Utilita': catturare l'attenzione, sentire il pensiero del pubblico. Si
potrebbero fare domande e usare la "drammaturgia simultanea", cioe'
far "scrivere-dire" al pubblico la scena che gli attori subito
improvvisano.
Consiste nel rendere visibili attraverso analogie o simboli o altro,
fatti e parole che per troppo uso hanno perso la capacita' di
stimolo.
Si puo' mostrare come muore un minatore o esporre le viscere di un
animale per simboleggiare la morte di uomini. L'importante e' tener
sveglia la sensibilita' dello spettatore.
Utilita': catturare l'attenzione e far "sentire" le parole stantie,
vecchie ma valide, tipo pace, guerra, violenza, ecc.
Si legge la notizia in un contesto diverso a cui si e' abituati; o con
uno stile particolare.
Es.: si descrisse un funerale di un generale con particolare
attenzione agli abiti dei presenti e quindi come una sfilata di
moda. Oppure la notizia della morte di un bambino nella favela con lo
stile "colonna mondana" di critica dell'abbigliamento della madre
pieno di toppe.
Utilita': per ridicolizzare i riti dei potenti; funziona su riti e
rituali del Potere. O anche su forti contrasti.
Si tratta di far capire perche' la tal disgrazia o il fatto clou e'
avvenuto, situandolo nel contesto giusto.
Es.: un giorno mori' un
bambino per uno sbaglio del medico che venne criticato. Nella tecnica
si mostrava con l'azione e la parola che quel medico faceva il lavoro
in condizioni assurde nella favela: i troppi bimbi da curare, la
mancanza di attrezzature, ecc.
Utilita': per capire i perche' di un episodio sconcertante, un evento
drammatico inesplicabile. Funziona sui fatti di cronaca nera o
simili.
Giolli sta recentemente esplorando queste tecniche in un corso di lunga durata a Brescia, con un gruppo politico, per vedere come aggiornare e usare questi strumenti.
In estrema sintesi il Teatro-Legislativo e` l'ultima sistematizzazione
di Boal, l'autore del Teatro dell'Oppresso. Si tratta di una
struttura che mette il metodo teatrale di Boal all'interno di un
percorso di ricerca e crescita collettiva del rapporto tra popolazione
e Istituzioni. Boal lo chiama strumento per attuare una democrazia
transitiva, che sia intermedia tra quella delegata e quella diretta
(come nell'antica Grecia, ormai impossibile nelle societa' complesse).
Democrazia, perche' rida' al popolo parte del potere che le elezioni
delegano ai politici per un intero periodo, senza possibilita' di
influenzarli in itinere. L'obiettivo e' quindi quello di connettere i
bisogni e desideri popolari, o meglio dei gruppi organizzati della
societa' civile, con il Palazzo, in un rapporto circolare di
influenzamento, mediato pero' dai coscientizzatori teatrali.
In pratica l'esperienza nasce con l'elezione di Boal alla Camera dei
Vereadores (una sorta di Consiglio comunale) di Rio, nel 1993 (e fino
al 1996) per il PT (Partito dei Lavoratori). Boal chiama a lavorare
con lui una ventina dei suoi animatori che lo avevano accompagnato
durante la campagna elettorale. Imposta un programma di lavoro che
parte attivando decine di laboratori teatrali presso gruppi
organizzati della popolazione: disoccupati, senza terra, donne,
omosessuali, abitanti delle favelas, ecc.
Gli animatori costruiscono percorsi che permettono ai gruppi di
esprimere le urgenze e i problemi piu' sentiti e metterli in scena;
questi pezzi sono presentati come Teatro-Forum a gruppi simili e talvolta anche in
festival. Dagli interventi del pubblico nascono idee e alternative di
soluzione che vengono raccolte sistematicamente dagli animatori e
portate nell'Ufficio di Boal. Qui, un gruppo di legali, trasforma
questo materiale, lo pulisce e lo rida' sotto forma di proposte di
Legge che Boal presenta nella Camera. I risultati di cio' come l'iter
e il punto della situazione vengono periodicamente riportati alla
gente tramite azioni teatrali. Il circuito e' cosi' avviato
circolarmente.
Sulla base di 4 anni di esperienza il gruppo di
Boal riesce a far approvare dalla Camera tredici Leggi innovative su
diversi problemi e diritti mancati: assistenza in ospedale per gli
anziani, barriere architettoniche, discriminazioni, protezione dei
testimoni di ingiustizie e crimini, ecc. Boal ha quindi utilizzato il
Teatro-Forum (ma
anche altre tecniche) all'interno di un percorso complesso di tipo
socio-istituzionale, che rinnova il Forum e lo rende utile anche per il mondo
Occidentale (dove invece era criticato come troppo legato a una
cultura e visione dicotomica della societa'). Il Forum e gli altri
strumenti sono inseriti in un percorso di coscientizzazione che
influisce sul livello Istituzionale; questa forse e' la caratteristica
innovativa.
Successivamente alla fine del mandato Boal non viene
pero' rieletto, pertanto l'esperienza finisce, ma Boal la esporta in
Occidente. A Londra, a Parigi, a Monaco e in Austria, Boal diffonde
la proposta, trovando gruppi consenzienti e a Vienna anche tre
politici che appoggiano la novita'. Un libro edito a Londra ne esprime
la base teorica e alcune esperienze pratiche.
Se si comprende il T.L. come un processo aperto di ricerca di come il
teatro politico possa connettersi alle Istituzioni per rinvigorire il
rapporto della base con esse, perche' le Leggi siano fatte a partire
dai bisogni della popolazione intera e non di elite, si aprono diverse
possibilita'.
Una prima e' quella di usarlo per produrre Leggi che nascano da
esigenze condivise dalla base; questo pero' richiede una sensibilita'
politica nelle Istituzioni che forse si puo' trovare in qualche
Comune, difficilmente a livello parlamentare avrebbe efficacia; da
verifica i livelli intermedi. Inoltre necessita di una forza della
societa' civile, di una sua precedente strutturazione, perche' le
proposte siano poi sostenute.
Una seconda chance e' quella di vedere il T.L. come attivita' non di
costruzione di Leggi ma di difesa e applicazione di quelle
esistenti. Gia' a Rio si fece qualcosa del genere: rispetto alla
discriminazione tra coppie etero, omo e lesbiche nel prezzo degli
alberghi a ore, un'azione invisibile porto' a ribadire il diritto di
uguaglianza. Si potrebbe quindi pensare a individuare simili
situazioni di Leggi esistenti e non applicate e pensare azioni
conseguenti: questo richiede un gruppo abile ad agire con rapidita' e
incisivita' e una base interessata all'applicazione di quella Legge
(quindi associazioni, organismi vari).
Infine, si puo' pensare al T.L. come modalita' non legate a Leggi (da creare o da difendere) ma a scelte politiche delle amministrazioni; cosi' in occasione di approvazione di bilanci e di scelte particolari, si puo' immaginare che gruppi gia' organizzati vadano a sensibilizzare sul problema e a far esprimere la societa' civile sulle scelte che si stanno assumendo. A Santo Andre' del Brasile per esempio, il Governo locale usa azioni di Teatro-Forum per decidere come spendere i fondi comunali (bilancio partecipativo).
Tutto cio' richiede una societa' civile attiva e una scelta di campo, perche' la base puo' essere anche ambiente di nascita di tendenze regressive quando non apertamente reazionarie, quindi far esprimere la base non significa rimanere neutrali rispetto alle proposte che emergono. Delicato e' quindi il ruolo di chi guida/sostiene/stimola questo processo, come delicata e' la coscientizzazione, perche' non scivoli ne' nella trasmissione di verita' precostituite, ne' nel lasciar passare tutto come espressione della volonta' popolare.
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