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STRUMENTI


I GIOCHESERCIZI

Halle (Germania Est), Giugno 2002. Il gioco
dell'Ipnosi colombiana nel laboratorio condotto da Lisa Kolb
(Austria), durante il Convegno Internazionale sulla prevenzione della
violenza tra i giovani.

I giochi-esercizi sono strumenti di preparazione teatrale per sciogliere le nostre rigidita' corporee e percettive. L'esercizio e' una riflessione fisica su se stessi. Un monologo. Una introversione. I giochi, in compenso, sono legati all'espressivita' del corpo che emette e riceve messaggi. I giochi sono un dialogo, esigono un interlocutore. Sono estroversione. Per Boal sono strumenti di analisi e trasformazione della realta' oppressiva, quanto le altre tecniche; contengono in se' i principi base del TdO. Non sono quindi solo mera preparazione ad altro ma strumenti di ricerca completi.



IL TEATRO-FORUM

E' una delle tecniche del TdO che prevede la presentazione di una scena problematica come stimolo e l'intervento degli "spett-attori" per risolvere la situazione o comunque cercare delle strade alternative possibili, tramite la loro sostituzione al Protagonista. Il Forum nasce in Peru', casualmente, per l'insoddisfazione di una spettatrice che non riusciva a veder realizzati dagli attori i propri suggerimenti. Si tratta di una scena teatrale che rappresenta una situazione negativa, oppressiva o semplicemente problematica. La scena e' presentata una prima volta, quindi il pubblico e' chiamato a intervenire e cercare alternative e soluzioni, sostituendosi inizialmente al solo Protagonista. Il conduttore del Forum, chiamato Jolly, non giudica i diversi interventi ma interpella il pubblico sulla realta' ed efficacia delle soluzioni proposte, problematizzandole. Il Teatro-Forum in Sud America era giocato come simulazione, prova generale prima dell'azione (uno sciopero, una manifestazione, ecc.); in Europa esso e' diventato un vero e proprio spettacolo, lo stile e' anche non realistico (simbolico, surreale, ecc.), il pubblico spesso disomogeneo.

Tirrenia (Pisa) 2000, un momento di
improvvisazione durante uno stage del primo anno del corso di
Formazione Base al TdO.


IL TEATRO-IMMAGINE

Halle (Germania Est), Giugno
2002. Lettura dell'immagine costruita sul tema - Come vivono i giovani
ad Halle- nel laboratorio condotto da Roberto Mazzini durante il
Convegno Internazionale sulla prevenzione della violenza tra i
giovani.

E' una tecnica basata sulla costruzione di immagini coi corpi delle persone; queste immagini ci dicono come una persona e un gruppo la pensano visivamente, su un certo argomento; le immagini poi possono essere dinamizzate con l'intervento del pubblico o autonomamente per esplorare le tensioni interne, i conflitti, i desideri e i cambiamenti possibili. Siccome l'immagine e' probabilmente piu' legata all'inconscio, al non-verbale, all'emisfero destro del cervello, permette una conoscenza che attraversa il controllo della mente conscia, supera le difese e le repressioni, aiuta a liberare l'immaginario.



LE TECNICHE DEL FLIC-DANS-LA-TETE

Questa ventina circa di tecniche in continua evoluzione e arricchimento sono la penultima produzione creativa di Boal. Sono nate da un laboratorio annuale svolto a Parigi nel 1980 assieme agli animatori del Centre du Theatre de l'Opprime' per rispondere a una domanda nuova: come si possono affrontare col Teatro dell'Oppresso le questioni piu' interiori, in cui <il problema e' nella persona piu' che nella situazione>, senza cadere in una psicoterapia individuale ma tenendo fede ai principi del TdO di essere una ricerca collettiva di liberazione?

Roma, gruppo di ricerca sul Flic gennaio 2005, un momento di
improvvisazione sugli elementi SPIC.

Boal, come racconta auto-ironicamene negli stage, arriva in Europa nel 1976 abituato a confrontarsi con oppressioni molto visibili e concrete, basate sulla violenza, la forza, la prevaricazione. Propone i suoi stage in Francia e poi ovunque e gli occidentali portano in essi oppressioni a lui sconosciute: solitudine, impotenza, confusione, malessere interiore... Boal prima rifiuta di trattare queste questioni e chiede <ma dove sono i poliziotti? Dove sono gli oppressori?> e infine si arrende alla realta' e afferma <anche qui in Europa ci sono oppressioni, ma sono piu' nascoste, piu' sottili; anche qui la gente sta male, al punto che si toglie la vita per questo; dobbiamo scoprire gli oppressori; essi sono nella testa>. Da qui nascono le prime tecniche come "I poliziotti e i loro anticorpi", "L'arcobaleno del desiderio", "L'immagine analitica" ecc. che esplorano l'interiorita' della persona per far emergere e portare in scena, ma visibili a tutti, gli oppressori interni; oppressori che sono stati, in passato, persone in carne ed ossa che il protagonista ha incontrato e che ora sono nascosti nella sua testa sotto forma di immagini di divieto, terrore, seduzione, impotenza, ecc.

Roma, 
gruppo di ricerca sul Flic gennaio 2005, un cartellone che raccoglie 
gli elementi SPIC influenti sulla storia rappresentata.

Le tecniche mirano a portare fuori questi Flic perché il protagonista possa riconoscerli e affrontarli teatralmente, ma anche perche' il gruppo possa lavorare e allenarsi a lottare contro questi impedimenti.

Le tecniche sono tutte basate su un racconto iniziale del protagonista a cui segue la costruzione di immagini proposte da lui e/o dal pubblico e successive improvvisazioni in un caleidoscopio di relazioni e di piani (reale e simbolico e fantastico e grottesco...) che permettono un'esplorazione ricca di suggestioni.

E' qui che piu' forte appare la connessione tra TdO e psicodramma moreniano come afferma Daniel Feldhendler nel suo testo purtroppo non tradotto. Tuttavia tra psicodramma e tecniche del Flic esistono alcune importanti differenze che Giolli sta analizzando in un lungo corso che è iniziato a Roma nell'Ottobre 2004.



IL TEATRO-INVISIBILE

Azioni teatrali preparate con cura che non vengono svelate e si svolgono in luoghi pubblici come eventi strani che accadono e suscitano l'attenzione dei presenti ignari. Successivamente gli attori convogliano la discussione delle persone sui fatti che a loro interessa esplorare, immettendo informazioni e opinioni, agendo con i diversi personaggi che ci si e' dati e improvvisando col pubblico. Scopo dell'invisibile e' far esprimere spontaneamente il pubblico ignaro per verificare le opinioni che emergono e per indicare alternative possibili. Per Boal non va mai svelato, pena l'annullamento della sua forza con la riduzione a "semplice evento teatrale". Purtroppo viene ormai confuso con la Candid Camera televisiva o azioni analoghe svolte allo scopo di divertire o dimostrare quanto la gente e' credulona. E' inoltre criticata eticamente da alcuni perchè ritenuta manipolatoria.
E' un vecchio strumento che esiste da tempo immemore nella sua forma piu' semplice e che era usato in maniera massiccia durante la Repubblica di Weimer nella Germania pre-nazista, da gruppi di cosiddetti agit-prop.
Boal lo usa e sistematizza in Argentina nel 1971 dove, da rifugiato politico, era costretto a fare teatro segretamente.


IL TEATRO-GIORNALE

testo tratto da "Il teatro degli oppressi" di A. Boal(pagg. 102-115)
Titolo e spiegazione sono sintesi del testo di Boal; il capoverso "utilita'" e' cio' che pensiamo a partire da cio' che abbiamo capito della tecnica.

Tecniche possibili

  1. Lettura semplice.

    Estrarre la notizia dal diagramma imposto dal giornale (la notizia cambia significato se e' inserita con altre, ha una certa ampiezza, e' in 1 pagina o no, ha delle foto...) e leggerla semplicemente come cosa a se'.

    Esempio: l'elenco del ricco menu' di un banchetto governativo con ampi dettagli, letta durante un periodo di restrizioni economiche e disoccupazione.

    Utilita': puo' servire soprattutto per notizie che portano dati eloquenti di per se' (cifre, elenchi...) sovrabbondanti, eccessivi, che fanno percio' toccare con mano un'ingiustizia perche' sorprendono: i miliardi spesi nella guerra...

  2. Lettura completata.

    A volte un'omissione rende falsa una notizia vera. Si tratta percio' di completare una notizia con un'altra che le rida' senso o la contraddice.

    Es.: notizia delle buone bistecche paraguaiane, completata dal fatto che il costo e' inaccessibile per molti cittadini e che vengono percio' esportate.

    Utilita': soprattutto per notizie che sembrano positive, ma perche' sono incomplete e la parte mancante le svela: notizie di successo economico o militare, di ordine, di democrazia, ecc.

  3. Lettura incrociata.

    A volte si pubblicano notizie che si contraddicono a vicenda o che svelano disparita' sociali.

    Es.: la notizia sull'ultimo decreto che dichiarava l'emergenza in un villaggio per il tasso di mortalita' infantile era incrociata con quella di un reportage su una signora gastronoma che si dilettava a cucinare cose squisite per un gruppo di amici.

    Utilita': funziona se evidenzia la divisione in classi, percio' il troppo che ha una parte rispetto a un'altra; oppure in casi di evidente discriminazione (i curdi sono deportati, i kosovari pure... ma li' si fa la guerra, in Turchia no).

  4. Lettura ritmata.

    Si legge la notizia andando a tempo, o in rima, o con ritornelli e ripetizioni. Tutto cio' filtra la notizia e la rende grottesca. Utilita': utile per mettere in ridicolo discorsi tronfi e proclami, dichiarazioni ufficiali e discorsi politici, appelli, ecc.

  5. Lettura con rinforzo.

    Si intercala la lettura della notizia con slogan pubblicitari presi dalla pubblicita'.

    Es.: le informazioni di un documento critico sulla societa' brasiliana erano intercalate da slogan tipo "Brasile, amalo o lascialo, conta su di me!..." presi dalla pubblicita'.

    Utilita': puo' servire a rendere ridicoli certi slogan pubblicitari politici. Conviene usare slogan politici e/o pubblicitari conosciuti dai piu'.

  6. Azione parallela.

    Tirrenia (Pisa) 2000, un momento di improvvisazione durante uno stage del primo anno del corso di Formazione Base al TdO.

    Si tratta di mostrare con la mimica azioni che si riallaccino per completamento o contraddizione con la notizia letta. Es.: per mostrare la poca serieta' di alcuni intellettuali si leggevano i loro testi baldanzosi mentre una scena li mostrava molto chiacchieroni e bevitori a un ricevimento.

    Utilita': utile per svelare la differenza tra parola e azione di un gruppo o una persona o un Governo.

  7. Storico.

    Alla notizia si aggiunge una scena storica che mostra un problema simile nel passato oppure in un altro paese, oppure le diverse soluzioni adottate altrove, ecc.

    Utilita': utile per paragonare situazioni simili e avere alternative. Servono problemi precisi e situazioni chiare.

  8. Improvvisazione.

    Si fa una scena improvvisandola a partire da una notizia. Il pubblico stimolera' ad andare in certe direzioni piuttosto che altre e lo spettacolo si arricchira' ogni volta di piu'.

    Utilita': catturare l'attenzione, sentire il pensiero del pubblico. Si potrebbero fare domande e usare la "drammaturgia simultanea", cioe' far "scrivere-dire" al pubblico la scena che gli attori subito improvvisano.

  9. Concretizzazione dell'astrazione.

    Consiste nel rendere visibili attraverso analogie o simboli o altro, fatti e parole che per troppo uso hanno perso la capacita' di stimolo.

    Si puo' mostrare come muore un minatore o esporre le viscere di un animale per simboleggiare la morte di uomini. L'importante e' tener sveglia la sensibilita' dello spettatore.

    Utilita': catturare l'attenzione e far "sentire" le parole stantie, vecchie ma valide, tipo pace, guerra, violenza, ecc.

  10. Testo fuori del contesto.

    Si legge la notizia in un contesto diverso a cui si e' abituati; o con uno stile particolare.

    Es.: si descrisse un funerale di un generale con particolare attenzione agli abiti dei presenti e quindi come una sfilata di moda. Oppure la notizia della morte di un bambino nella favela con lo stile "colonna mondana" di critica dell'abbigliamento della madre pieno di toppe.

    Utilita': per ridicolizzare i riti dei potenti; funziona su riti e rituali del Potere. O anche su forti contrasti.

  11. Inserzione nel vero contesto.

    Si tratta di far capire perche' la tal disgrazia o il fatto clou e' avvenuto, situandolo nel contesto giusto.
    Es.: un giorno mori' un bambino per uno sbaglio del medico che venne criticato. Nella tecnica si mostrava con l'azione e la parola che quel medico faceva il lavoro in condizioni assurde nella favela: i troppi bimbi da curare, la mancanza di attrezzature, ecc.

    Utilita': per capire i perche' di un episodio sconcertante, un evento drammatico inesplicabile. Funziona sui fatti di cronaca nera o simili.

Giolli sta recentemente esplorando queste tecniche in un corso di lunga durata a Brescia, con un gruppo politico, per vedere come aggiornare e usare questi strumenti.


IL TEATRO LEGISLATIVO

In estrema sintesi il Teatro-Legislativo e` l'ultima sistematizzazione di Boal, l'autore del Teatro dell'Oppresso. Si tratta di una struttura che mette il metodo teatrale di Boal all'interno di un percorso di ricerca e crescita collettiva del rapporto tra popolazione e Istituzioni. Boal lo chiama strumento per attuare una democrazia transitiva, che sia intermedia tra quella delegata e quella diretta (come nell'antica Grecia, ormai impossibile nelle societa' complesse). Democrazia, perche' rida' al popolo parte del potere che le elezioni delegano ai politici per un intero periodo, senza possibilita' di influenzarli in itinere. L'obiettivo e' quindi quello di connettere i bisogni e desideri popolari, o meglio dei gruppi organizzati della societa' civile, con il Palazzo, in un rapporto circolare di influenzamento, mediato pero' dai coscientizzatori teatrali.

In pratica l'esperienza nasce con l'elezione di Boal alla Camera dei Vereadores (una sorta di Consiglio comunale) di Rio, nel 1993 (e fino al 1996) per il PT (Partito dei Lavoratori). Boal chiama a lavorare con lui una ventina dei suoi animatori che lo avevano accompagnato durante la campagna elettorale. Imposta un programma di lavoro che parte attivando decine di laboratori teatrali presso gruppi organizzati della popolazione: disoccupati, senza terra, donne, omosessuali, abitanti delle favelas, ecc.

Tirrenia (Pisa) 2000, un momento di
improvvisazione durante uno stage del primo anno del corso di
Formazione Base al TdO.

Gli animatori costruiscono percorsi che permettono ai gruppi di esprimere le urgenze e i problemi piu' sentiti e metterli in scena; questi pezzi sono presentati come Teatro-Forum a gruppi simili e talvolta anche in festival. Dagli interventi del pubblico nascono idee e alternative di soluzione che vengono raccolte sistematicamente dagli animatori e portate nell'Ufficio di Boal. Qui, un gruppo di legali, trasforma questo materiale, lo pulisce e lo rida' sotto forma di proposte di Legge che Boal presenta nella Camera. I risultati di cio' come l'iter e il punto della situazione vengono periodicamente riportati alla gente tramite azioni teatrali. Il circuito e' cosi' avviato circolarmente.
Sulla base di 4 anni di esperienza il gruppo di Boal riesce a far approvare dalla Camera tredici Leggi innovative su diversi problemi e diritti mancati: assistenza in ospedale per gli anziani, barriere architettoniche, discriminazioni, protezione dei testimoni di ingiustizie e crimini, ecc. Boal ha quindi utilizzato il Teatro-Forum (ma anche altre tecniche) all'interno di un percorso complesso di tipo socio-istituzionale, che rinnova il Forum e lo rende utile anche per il mondo Occidentale (dove invece era criticato come troppo legato a una cultura e visione dicotomica della societa'). Il Forum e gli altri strumenti sono inseriti in un percorso di coscientizzazione che influisce sul livello Istituzionale; questa forse e' la caratteristica innovativa.
Successivamente alla fine del mandato Boal non viene pero' rieletto, pertanto l'esperienza finisce, ma Boal la esporta in Occidente. A Londra, a Parigi, a Monaco e in Austria, Boal diffonde la proposta, trovando gruppi consenzienti e a Vienna anche tre politici che appoggiano la novita'. Un libro edito a Londra ne esprime la base teorica e alcune esperienze pratiche.

Se si comprende il T.L. come un processo aperto di ricerca di come il teatro politico possa connettersi alle Istituzioni per rinvigorire il rapporto della base con esse, perche' le Leggi siano fatte a partire dai bisogni della popolazione intera e non di elite, si aprono diverse possibilita'.

Una prima e' quella di usarlo per produrre Leggi che nascano da esigenze condivise dalla base; questo pero' richiede una sensibilita' politica nelle Istituzioni che forse si puo' trovare in qualche Comune, difficilmente a livello parlamentare avrebbe efficacia; da verifica i livelli intermedi. Inoltre necessita di una forza della societa' civile, di una sua precedente strutturazione, perche' le proposte siano poi sostenute.

Una seconda chance e' quella di vedere il T.L. come attivita' non di costruzione di Leggi ma di difesa e applicazione di quelle esistenti. Gia' a Rio si fece qualcosa del genere: rispetto alla discriminazione tra coppie etero, omo e lesbiche nel prezzo degli alberghi a ore, un'azione invisibile porto' a ribadire il diritto di uguaglianza. Si potrebbe quindi pensare a individuare simili situazioni di Leggi esistenti e non applicate e pensare azioni conseguenti: questo richiede un gruppo abile ad agire con rapidita' e incisivita' e una base interessata all'applicazione di quella Legge (quindi associazioni, organismi vari).

Infine, si puo' pensare al T.L. come modalita' non legate a Leggi (da creare o da difendere) ma a scelte politiche delle amministrazioni; cosi' in occasione di approvazione di bilanci e di scelte particolari, si puo' immaginare che gruppi gia' organizzati vadano a sensibilizzare sul problema e a far esprimere la societa' civile sulle scelte che si stanno assumendo. A Santo Andre' del Brasile per esempio, il Governo locale usa azioni di Teatro-Forum per decidere come spendere i fondi comunali (bilancio partecipativo).

Tutto cio' richiede una societa' civile attiva e una scelta di campo, perche' la base puo' essere anche ambiente di nascita di tendenze regressive quando non apertamente reazionarie, quindi far esprimere la base non significa rimanere neutrali rispetto alle proposte che emergono. Delicato e' quindi il ruolo di chi guida/sostiene/stimola questo processo, come delicata e' la coscientizzazione, perche' non scivoli ne' nella trasmissione di verita' precostituite, ne' nel lasciar passare tutto come espressione della volonta' popolare.


N

el 2003-5 si sono attuati dei piccoli esperimenti di Teatro-Legislativo in Italia, a Rovigo e Livorno, nell'ambito del progetto "Facce bianche Facce nere Facciamo Informazione" che li finanziava. Si sono svolte alcune Camere in Piazza sul tema delle badanti e del lavoro nero. Al momento la scarsa partecipazione dei rappresentanti istituzionali e politici, anche di opposizione, non ha permesso di procedere oltre, ma ci auguriamo che prima o poi chi desidera valorizzare la partecipazione dei cittadini alla cosa pubblica, trovi nel TdO e nell'esperienza del Teatro-Legislativo un valido supporto per pratiche democratiche e innovative.
Per maggiori informazioni chiedete in segreteria la brochure dei progetti.


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