| L'incontro tra Fidel Castro e Giovanni Paolo II a Roma. |
Un anno di grazia per il nuovo Cile
Nell'Incarnazione, in modo inaspettato e sorprendente, Dio stesso prende l'iniziativa e ci viene incontro per farci conoscere il suo amore incondizionato. Entrare in questa logica ci permette di comprendere perché, nel corso dei venti secoli seguiti alla venuta di Cristo, uomini e donne hanno cercato di attualizzare con la loro vita il messaggio di Gesù. Essere credenti non è idealizzare un momento della storia: è cercare di far sì che ogni tempo sia "impregnato" del Vangelo. Il dinamismo della Incarnazione spiega dunque perché la Chiesa ha voluto accompagnare l'umanità, immergendosi con essa nelle difficoltà del mondo e della storia, in vista di una vita migliore più autentica per tutto il genere umano. Per questo non è strano che, nel corso dei secoli, incontriamo la Chiesa a fianco di chi soffre: in America Latina, in particolare, essa condivide la povertà e l'ingiustizia che colpiscono tanti dei suoi figli.
Negli ultimi tempi si è parlato molto della nascita di un "nuovo Cile". Senza dubbio i risultati del recente processo elettorale fanno intravedere profondi mutamenti sociali e culturali. Le trasformazioni si osservano anche nel campo religioso. Vi è in Cile un rinnovato interesse per la religione, o meglio, per ciò che è religioso. Con tutto ciò dobbiamo riconoscere che nel nostro Paese i segnali sono contraddittori. Ad esempio è diminuita la partecipazione alle celebrazioni liturgiche, ma allo stesso tempo varie occasioni in cui trova espressione la religiosità popolare sono molto partecipate. I principali santuari hanno visto moltiplicarsi i pellegrini. Emerge inoltre la proliferazione del volontariato come nuova espressione della carità, più preoccupato di avere un contatto diretto con chi soffre che di criticare le strutture che provocano la sofferenza. Dall'altra parte, una sincera attrazione per l'aspetto mistico trova soddisfazione in offerte molto diverse tra loro: corsi di crescita interiore, seminari di formazione, letteratura spirituale, esperienze di gruppi, ritiri, ecc. Nel complesso, si ha l'impressione che il cileno anche in questo campo tende all'individualismo, rifiutando un impegno o una affiliazione stabili: semplicemente prende dal "mercato del religioso" ciò che gli è utile per soddisfare le sue necessità spirituali.
In questo nuovo contesto, che cosa succederà della fede in Cristo e nel Vangelo? Dobbiamo guardare con timore al secolo che comincia? Certamente dobbiamo restare vigili, perché le forze del male e l'egoismo umano persistono e possono condurre a situazioni penose. Però, soprattutto, dobbiamo aprirci all'azione dello Spirito per permettere che la stessa dinamica dell'Incarnazione conduca la Chiesa, pellegrina in questa terra, a nuove sintesi, frutto dell'incontro tra Vangelo e cultura emergente. Invece di lamentarci, dobbiamo guardare con attenzione ai cambiamenti sociali e culturali, perché da essi possono scaturire relazioni umane più giuste e solidali, più autentiche e pacifiche, con un senso più profondo del trascendente.
(© Mensaje, gennaio-febbraio 2000)
In Argentina e in Messico
Due incontri per una missione
Tra gli appuntamenti che in tutto il continente latinoamericano scandiranno l'anno giubilare, spiccano due incontri che si preannunciano particolarmente significativi. In Argentina, precisamente a Córdoba, dall'8 al 10 settembre si terrà l'Incontro eucaristico giubilare: sarà la celebrazione più importante della Chiesa argentina nell'Anno Santo. Da tutto il Paese giungeranno almeno 60.000 persone, che si aggiungeranno a 40.000 fedeli locali. La Commissione che ha il compito di preparare l'evento si articola in 16 aree tematiche e ciò rende l'idea della varietà e della ricchezza di significati della tre-giorni eucaristica. Nella preparazione sono state coinvolte anche le autorità politiche, al fine di assicurare sicurezza, assistenza sanitaria e accoglienza a tutti i partecipanti. Il senso dell'incontro è riassunto nelle parole, cariche di entusiasmo e di speranza, di mons. Estanislao Karlic, presidente della Conferenza episcopale argentina: "Convochiamo in primo luogo i credenti - ha dichiarato all'agenzia Fides -, però vogliamo proporre la nostra gioia e la nostra fede a tutto il mondo, perché conosca ciò in cui crediamo, conosca i precetti che il Vangelo ci dice di rispettare e le opere che noi, in nome del Vangelo, siamo chiamati a compiere. Speriamo che tutto ciò costituisca una bella opportunità per scoprire la bellezza di Gesù, e che Gesù è venuto per tutti".
Specificamente rivolto ai giovani e con una chiara impronta missionaria è Conajum 2000, ovvero l'incontro della gioventù missionaria messicana, che si terrà a Oaxaca dal 3 al 6 agosto, una sorta di anticipazione di ciò che saranno, a livello mondiale, le Giornate della Gioventù a Roma, la settimana successiva. Nonostante il gran numero di giovani attesi (almeno 10.000), l'intenzione degli organizzatori è di evitare che l'incontro assuma toni trionfalistici o autocelebrativi. I partecipanti saranno invitati a riflettere sul senso dell'essere missionari nel nuovo millennio, sulla necessità di rinnovare la propria vita per essere testimoni autentici e credibili. È particolarmente significativo che l'incontro si svolga nella parte meridionale del Messico, dove maggiori sono le difficoltà economiche e dove sono più diffuse le comunità indigene e i gruppi emarginati.
Stefano Femminis
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Cuba, dalla clandestinità ai maxi-schermi Fino al Natale del 1997 i cattolici cubani erano costretti a celebrazioni nelle proprie case. Grazie al progressivo miglioramento nei rapporti tra L'Avana e Vaticano fioriscono le iniziative in occasione dell'Anno Santo: l'apertura della Porta Santa è stata trasmessa su un maxi-schermo, la celebrazione del "Giubileo dei bambini" ha riunito 5.000 fanciulli, l'11 febbraio vi è stata grande partecipazione per il "Giubileo degli ammalati" e in aprile si svolgerà l'incontro nazionale dei giovani. In Guatemala la Chiesa in piazza La Chiesa del Guatemala ha scelto di iniziare il Giubileo con una missione popolare, al culmine di un lavoro preparatorio svolto nell'ultimo decennio in varie zone pastorali. Caratteristica originale dell'iniziativa - protrattasi per i primi 15 giorni dell'anno - è stata la partecipazione, accanto a presbiteri e laici preparati, di intere famiglie. I giovani ecuadoriani a Congresso Si terrà dall'1 al 5 agosto il primo Congresso giovanile, vocazionale e missionario in Ecuador. Alla preparazione dell'incontro, a cui sono attesi circa 3.000 partecipanti, stanno collaborando oltre 50.000 giovani in tutto il Paese, collegati a parrocchie, collegi e movimenti. Oltre a momenti celebrativi dell'anno giubilare, sono in programma conferenze e gruppi di studio su come leggere le problematiche giovanili alla luce della fede.
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