"Dio se ne è andato via da questo tempio", dice sconsolato il piccolo Subba, uno dei tantissimi bambini di strada che vivono nella stazione ferroviaria di New Delhi, India. La sua frase è scioccante, ma nasce dalla disperazione e dalla sofferenza. Come potrebbe credere in Dio, dopo che suo fratello è stato ucciso nel tempio, dopo che sua sorella è stata molestata nel tempio? Il tempio non è altro che la stessa stazione in cui Subba è cresciuto ed è costretto a vivere.
La vita dei bambini è una continua lotta con la morte. Riescono a mangiare solo gli avanzi che i viaggiatori gettano dai treni in corsa, e guadagnano qualche soldo facendo lavori pesanti, o raccogliendo e vendendo bottiglie d'acqua. "Vivono una morte silenziosa, spiega il gesuita José Mathew, che regolarmente visita la stazione per portare aiuto assieme ad alcuni studenti di teologia.
"Fin da subito è stata per me una grande sofferenza vedere come vivevano questi piccoli - spiega José -. Decisi che in qualche modo dovevo lenire le loro pene, dando una mano concreta". Era determinante lo stare assieme, seguire da vicino i bambini abbandonati. Così Josè iniziò a mangiare con loro, a parlare con loro, per conoscerli, provvedendo alla loro cure sanitarie, garantendo abiti e anche giocattoli. Anche i figli di un dio minore hanno diritto a divertirsi.
"Molti bambini della stazione - spiega il gesuita - provengono da diverse regioni dell'India. Si è realizzata un'autentica integrazione nazionale. I ragazzi vivono assieme, e assieme combattono per la vita. Molti di loro hanno lasciato i villaggi di origine per la fame, alcuni sono stati abbandonati a se stessi dalle famiglie. Molti di loro sono addirittura nati qui, sui marciapiedi della stazione, figli di ragazze madri e prostitute".
Le prove che devono subire questi ragazzi sono molte. Spesso devono anche sopportare le autorità ferroviarie che li cacciano dalla stazione in occasione della Settimana delle ferrovie pulite, una manifestazione annuale che si trasforma in una vera sciagura per questi poveretti. Tutto ciò incide sulla loro psiche, li esaspera, li rende violenti, e non è così raro che i ragazzi più vecchi arrivino persino a molestare sessualmente i piccoli. Capita così che molti bambini sono già stati infettati dall'Aids.
Per questo l'impegno di padre José e dei suoi collaboratori è, in questa situazione, di vitale importanza. La collaborazione con altre istituzioni, come la Società della Fratellanza di Delhi, da sempre attenta ai bisogni dell'infanzia, si propone di creare delle strutture permanenti di accoglienza. Padre José Mathew pensa già a un ostello dove i bambini potranno passare la notte.