A Genova, un gruppo di sei volontari, diretti dal gesuita padre Soana, offre assistenza a chi cerca conforto per curare propri travagli interiori aiutando a riscoprire se stessi e le proprie potenzialità.
Alle volte basta un consiglio: un solo consiglio, per tornare a vedere le cose sotto una luce diversa. Per riprendere a vivere, con serenità e ottimismo, dopo un lutto, un forte dispiacere, un qualsiasi travaglio interiore. Ed è questo il ruolo che si è ritagliato il Centro di counseling di Genova: dare accoglienza a persone che hanno bisogno, per attivare le capacità personali necessarie ad affrontare il proprio problema. "Il servizio - spiega Rosaura Traverso Montermini, uno dei sei volontari del Centro - è attivo dal febbraio 1999 ed è inserito nell'attività apostolica della Compagnia di Gesù. Il Centro accoglie, soprattutto, chi vuole ottenere un aiuto e non sa a chi rivolgersi".
"L'attività - continua la volontaria - ha preso il via dalla constatazione che esiste un malessere diffuso nella società. Un malessere che interessa, trasversalmente, tutte le fasce d'età e tutti i livelli sociali e culturali. Ma, per contrastare questo disagio, esistono solo risposte settoriali: i Centri per le tossicodipendenze, i Consultori familiari, i Centri di accoglienza, ecc. Non è stato pensato a nulla che rispondesse al bisogno di fare chiarezza al proprio malessere, qualunque esso sia".
Il Centro si occupa proprio di questo aspetto. I volontari cercano di insegnare, a chi si rivolge loro, a non riversare sulla società o su altre persone le proprie insoddisfazioni, ma a riconoscerle in se stessi per accettarle, percepirle in modo corretto e vivere bene.
Questo processo non prescinde dai valori, ma li riformula eliminando quei modelli non più funzionali, perché non più adeguati.
I volontari sono tutti allievi del Corso triennale di counseling a indirizzo analitico e transazionale e metodologie umanistiche diretto da padre Vittorio Soana. Un corso triennale che, nato nel 1985, si rivolge a operatori sociali, volontari, sacerdoti, insegnanti che operano in ambiti diversi (strutture per i minori, centri per le persone senza fissa dimora e per extracomunitari, case di accoglienza per donne maltrattate, centri per malati di Alzheimer, ecc.).
"La nostra équipe - spiega Rosaura Traverso Montermini - si avvale della costante supervisione terapeutica di padre Soana. Lo spazio dedicato alla supervisione è un elemento fondante del Centro. E' indispensabile, per chiarificare le richieste e i problemi con precisione metodologica, consentendo la lettura dei casi e la formulazione dei piani di trattamento, costituendo anche un momento di ricerca oltre che di incontro tra gli operatori".
Il lavoro svolto dai volontari si articola in tre fasi.
In prima istanza va ricercato un luogo nel quale accogliere, aiutare e orientare. Il numero dei colloqui è compreso tra i tre e i sei, e ogni colloquio dura circa 50 minuti.
Una volta chiarito il problema, può essere necessario l'intervento di uno o più specialisti (medici o gruppi d'aiuto), che offrano la loro competenza specifica per aiutare la persona. Infine, il vero e proprio sostegno. Un aiuto che non fa differenze, ma guarda alle singole persone indipendentemente dal fatto che siano affette da patologie o meno.
"L'indirizzo umanistico a cui si richiamano le tecniche utilizzate dal Centro - conclude Rosaura Traverso Montermini - significa anche non ispirarsi a principi quantitativi e oggettivanti, né a un soggettivismo esasperatamente personale e quindi poco o nulla comprensibile. L'attività del Centro di Counseling si qualifica, invece, come un incontro empatico con la persona. Il modo di essere di questa nel mondo, il suo collocarsi nello spazio e nel tempo della sua storia, lo stile di tutte le sue espressioni comunicative, il suo porsi in rapporto agli altri sono alcuni degli aspetti sui quali si articola il nostro lavoro. Fare counseling significa liberare la vita dell'altro, aiutarlo attraverso il contatto, l'incontro profondo. E il valore trascendente situato nella realtà della relazione ci indica un possibile cammino di crescita spirituale".