COMUNICATO STAMPA
Digiuno per la Cecenia: 18° giorno

Continuo a godere di una discreta forma fisica, confermata da visita medica. In particolare, nel lavoro di concetto, la testa gode di una lucidità smagliante.
Oltre il gruppo di obiettori-GAVCI che per tutta la settimana fanno con me un digiuno a staffetta, si sono offerti altri digiunatori sparsi per l'Italia: MARIO MONTAGNANI di Varese (giorni 15 e 16 gennaio); LUIGI COLOMBO di Sarno-Salerno (giorni 17 e 18); LUCA PIERI (in carrozzella) e CARLA ZONI sua moglie di Bologna (tutti i giovedì); ROBERTO MUCCI di Forlì (giorno 27).
Hanno espresso adesione e sostegno: GIOVANNI BERSANI di Bologna, GIANFRANCO MICA a nome anche di altri ("Siamo con te tutti!), PAOLO MONTI di La Spezia, TONIO DELL'OLIO segretario nazionale di PAX CHRISTI, GIANMARCO di una CARITAS diocesana, GIOVANNI SCOTTO di Roma, PIETRO MORETTI e amici di Alessandria, ANTONELLO REPETTO di Cagliari, PAOLO SPUNTA di Bologna e altri.
Sono giunte diverse sottoscrizioni all'APPELLO URGENTE di Beati i Costruttori di Pace: dal convegno ecumenico e su Capitini del MIR a Roma, dalla Curia Generale e Collegio Internazionale dei Dehoniani-Roma, dal Dipartimento Internazionale del sindacato CISL-Roma, dai volontari rientrati dalla Tanzania e dal Kenya del CEFA-Bologna.
GIOVANNI SCOTTO, insieme al sostegno morale, ha inviato una sua riflessione-valutazione giuridico-politica che ritengo assai perspicace e illuminante, con proposte anche concrete, specialmente per i governanti (in allegato).

Ringrazio tutti e <forza> per continuare.

p. Angelo Cavagna scj
Tl. e Fax 051/6927098
Bologna 20 gennaio 2000

 

SOLIDARIETA' DI GIOVANNI SCOTTO

Vorrei esprimere con queste righe la mia solidarieta' personale all'azione di digiuno intrapresa da p. Angelo Cavagna del GAVCI, allo scopo di attirare l'attenzione dei vertici politici e dell'opinione pubblica sulla guerra in Cecenia.
Quanto accade in Cecenia dimostra la miopia delle scelte effettuate nel 1998-99 per "gestire" la crisi del Kosovo.
La politica della minaccia, attuata dall'Alleanza atlantica nei confronti della Repubblica federale jugoslava a partire dal giugno 1998 ebbe come effetto una guerra catastrofica, senza che si veda una pace stabile all'orizzonte.
Con la Federazione russa impegnata in una guerra ad alta intesnita' una politica della minaccia non e' ne' possibile, ne' auspicata. Anzi: abbiamo sotto gli occhi, con l'approvazione di leggi che prevedono una cooperazione economico-militare con la Russia, che l'Italia di fatto sostiene la Russia nel corso di questa guerra.
Per questo e' tempo di anteporre alle organizzazioni esclusive dell'occidente (NATO e UE) un irrobustimento delle organizazzioni inclusive europea (OSCE) e mondiale (ONU).
Solo coltivando pazientemente il multilateralismo e il partenariato nelle relazioni internazionali, e allo stesso tempo condannando con fermezza l'uso della violenza militare per la soluzione dei conflitti interni ed internazionali, il prossimo secolo potra' vedere meno guerre. Altrimenti scegliamo di assistere in futuro a nuove crisi, nuove escalation, nuovi "interventi umanitari".
Il presidente del consiglio ha partecipato nell'ottobre scorso alla marcia Perugia-Assisi per la pace. Dia un segno concreto di impegno in questo campo: il governo si impegni a presentare all'inizio di ogni anno una "Agenda italiana per la pace", in cui vengano resi pubblici gli sforzi dell'Italia nel campo della prevenzione della violenza, del peacekeeping, della costruzione della pace, dell'irrobustimento delle organizzazioni multilaterali e della legalita' internazionale.
Il governo sospenda per l'anno in corso ogni collaborazione di tipo militare con la Russia e congeli le misure di cooperazione economica fino alla cessazione delle ostilita'.

Giovanni Scotto

Giovanni Scotto - ricerche per la pace
http://userpage.fu-berlin.de/~gscotto/
* Centro Studi Difesa Civile, Roma
* Berghof Research Center for Constructive Conflict Management, Berlin - http://www.b.shuttle.de/berghof

Ricerca per la pace in Italia: le risorse in rete
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