In linea teorica una protezione civile nonviolenta può diventare un importante momento di un processo di transarmo . Essa infatti, se applicata correttamente, agisce sulla popolazione almeno a due livelli:
operativo , in quanto stimola la gente alla conoscenza del territorio in cui vive e di conseguenza dà la capacità di attuare azioni autogestite di difesa della popolazione e del proprio ambiente di vita ; questo significa imparare a prendere nelle proprie mani le funzioni oggi delegate alle istituzioni, dunque a creare una delle basi della difesa popolare nonviolenta;
psicologico, in quanto rende la gente maggiormente disponibile a prendere in considerazione la proposta di organizzare anche la difesa del paese con metodi nonviolenti proprio perché ne ha sperimentato in prima persona lefficacia . Vediamo ora alcune definizioni per poi analizzare il ruolo che i gruppi nonviolenti e gli obiettori di coscienza possono avere nell ambito della protezione civile.
Protezione civile : è un servizio pubblico di tutela delle persone , beni e territorio " dai danni e dai pericoli derivati da catastrofi , calamità naturali o da altri eventi di gravità tale da comportare misure straordinarie non attuabili dalle singole amministrazioni in via ordinaria"
Difesa popolare nonviolenta : è la difesa di una società intesa come rete di associazioni e istituzioni che sono frutto di uno sviluppo democratico , da unaggressione militare interna o straniera , attuata dalla società stessa con i mezzi della lotta nonarmata.
Protezione civile nonviolenta : è lazione svolta da una società nel suo insieme ( istituzioni , gruppi, organizzati , gente comune ) di conoscenza , autocontrollo , difesa delle persone e dellambiente di vita dai rischi naturali e da quelli creati da strutture umane . Il raggio dazione di una protezione civile del genere è molto vasto : in esso rientrano non solo gli interventi urgenti di soccorso nel caso di eventi calamitosi e catastrofi , ma anche unazione di prevenzione che interessa tutta lampia problematica della difesa ambientale e si pone come obbiettivo quello di contribuire alla diffusione di una sensibilità e di un desiderio di conoscenza e controllo del territorio da parte di ciascuno
.LA PRESENZA DEI NONVIOLENTI NELLA PROTEZIONE CIVILE
Il lavoro dei nonviolenti negli spazi che oggi la protezione civile italiana offre a forze nuove rispetto a quelle istituzionali dovrà avere alcune caratteristiche distintive. Non solo collaborare con strutture di soccorso ,ma deve essere un modo realmente alternativo di pensare e agire . Limpegno ideale si rivolgerà pertanto verso il rinnovamento di tre fondamentali settori : difesa , ambiente , sviluppo.
Difesa : La protezione civile nonviolenta si inserisce in un progetto di transarmo , come prefigurazione e sviluppo della difesa popolare nonviolenta ; si dovrà perciò sottolineare la stretta connessione fra protezione civile e difesa e orientare le scelte operative in senso nonviolento.
Ambiente e Sviluppo : La protezione civile nonviolenta dovrà andare di pari passo con la ricerca di un rapporto equilibrato dell uomo con la natura , non più violento ed aggressivo finalizzato allo sfruttamento delle risorse, come quello attuale , ma rispettoso dellambiente e delle sue esigenze e superare la mentalità dell intervento solo come un " rattoppo " dei guasti già provocati . Un tale atteggiamento è strettamente collegato ad un nuovo modo di concepire lo sviluppo economico e tecnologico , che dovrà essere sottomesso alle esigenze ecologiche e non più finalizzato alla proliferazione di bisogni e consumi.
Gli ambiti dell intervento nonviolento
A) Prevenzione :
E in questa fase che si può agire con maggior efficacia e
coinvolgere il maggior numero di persone , soprattutto se esse saranno informate e
consapevoli , capaci cioè di assumere un atteggiamento attivo nella gestione del
territorio in cui vivono.
La prevenzione viene definita come una serie di " misure rivolte a diminuire la
frequenza di accadimento degli eventi previsti ". Una seria prevenzione dovrà
perciò basarsi sulla conoscenza precisa dell ambiente ; ambiente inteso come
linsieme delle caratteristiche geofisiche e delle strutture umane presenti , e dei
rischi che esso crea alla popolazione dai contesti più limitati come labitazione e
le strutture urbane , fino a quelle più estese . Questa attività di conoscenza viene
definita " previsione".
Possiamo individuare due principali tipi di rischi che richiedono due diversi
atteggiamenti nellaffrontarli :
B) Protezione :
Lattività di protezione è strettamente connessa con quella di prevenzione . Attraverso essa si diminuisce la gravità delle conseguenze nel caso accada levento calamitoso previsto . Tale azione in genere è lunica possibile di fronte ai rischi naturali , ben più difficili da rimuovere alla base rispetto a quelli legati allattività umana . Nellottica nonviolenta il fine principale è quello di arrivare allautoprotezione della popolazione stessa , cioè alla capacità di preparare e di gestire le difese necessarie per far fronte agli eventi calamitosi , dai più lievi ai più gravi .E innanzitutto necessaria una mentalità di autoprotezione , ovvero il non attendere che sia una struttura pubblica a intervenire per far fronte ai pericoli , ma il prendersi carico dei problemi direttamente . E questo il punto su cui i nonviolenti devono impegnarsi seriamente, sia con iniziative proprie sia allinterno delle strutture pubbliche di protezione civile favorendo la diffusione di comportamenti spontanei ma coordinati e competenti . La solidarietà e il sostegno delle fasce più deboli sono i principi guida delle azioni di emergenza dei membri più sensibili e attivi .
COINVOLGIMENTO DEGLI OBIETTORI ALLE SPESE MILITARI
Ogni anno gli obiettori alle spese militari si trovano a riflettere sulla destinazione coerente e controllabile dei fondi raccolti. In linea di principio è logico che questi fondi sottratti alla difesa armata vengano impiegati prioritariamente in progetti per la difesa non armata purché abbiano un riscontro pratico e immediato come giustamente richiesto .Linserimento di progetti di protezione civile nonviolenta fra quelli finanziati dagli obiettori alle spese militari potrebbe rispondere a queste esigenze :
La Legge
Il 16 gennaio 1992 il Senato della Repubblica ha approvato in via definitiva ( dopo il voto favorevole della Camera dei Deputati ) una nuova legge che disciplina lobiezione di coscienza al servizio militare . La normativa prevede la possibilità di impiego degli obiettori nellarea della protezione civile . Il comma 2 dellart. 8 così detta : " Il Dipartimento per gli affari sociali - Ufficio per il servizio civile nazionale ha i seguenti compiti :
Il 1° febbraio 1992 il Presidente della Repubblica Francesco Cossiga rinvia al Parlamento la legge , che non viene più riesaminata .Il Senato , in questa legislatura , ha approvato un testo pressoché identico al precedente ma non ancora discusso alla Camera dei Deputati .
Finalità del Servizio di Difesa e Protezione Civile
Una visione nonviolenta della protezione civile comporta losservanza di alcuni principi fondamentali :
A tal fine gli obiettori di coscienza possono assumere un ruolo rilevante nella trasformazione dallattuale sistema della protezione fortemente centralizzato ad un sistema fortemente decentrato in tutto il territorio nazionale ove prevalgono i pareri e gli interessi della comunità colpita .
Ambiti dimpiego .
Il Comune : rappresenta il livello amministrativo che si è sempre occupato della sicurezza dei cittadini . Fino agli anni 30 non esisteva il Corpo nazionale dei Vigili del Fuoco , bensì Corpi di civici pompieri in gran parte formati da volontari . La possibilità per il comune di riappropriarsi di questo ruolo richiede la costruzione di progetti misurati sulle tipologie di rischio locale , sul bisogno di sicurezza percepita dalla popolazione , sulla capacità e motivazione degli amministratori. Soprattutto nei Comuni piccoli e medi la protezione civile stenta a trovare forme di istituzionalizzazione per lesistenza di difficoltà legate a carenza di organico e di competenza tecnica. Il collocamento di obiettori di coscienza in servizio civile in questo settore può favorire lavvio e lo sviluppo di iniziative significative .
Le organizzazioni di volontariato : il volontariato può assumere posizioni diverse nei confronti delle istituzioni in tema di difesa della popolazione dai disastri . Vi sono associazioni che accettano un ruolo di esecuzione di compiti nellambito di convenzioni contrattate con i centri decisionali , che riconoscono loro benefici economici o di altra natura . Altre organizzazioni ricercano momenti di confronto con lente pubblico e contrattano spazi di coinvolgimento nelle fasi programmatorie delle attività . Infine vi è chi non accetta alcun rapporto vincolato e si muove in piena autonomia proponendo modelli alternativi al sistema pubblico. Vi sono pertanto differenti opportunità di obiettori di coscienza, certo più allettanti se consentono di fornire apporti politico-programmatori oltre che organizzativi e operativi .
Azioni possibili .
In tempi ordinari :
Nella crisi :
Il problema principale sia in caso di calamità che di tempo ordinario
è quello di creare una filosofia veramente civile , che entri nella coscienza e
nellesperienza della gente : la popolazione stessa deve imparare a scegliere
direttamente cosa fare per difendersi , senza più delegare tale compito ad una struttura
specializzata . Le scelte poi potranno essere simili , diverse o addirittura contrastanti
con le esigenze nonviolente , ma non saranno più "provvedimenti di protezione per
una truppa idiota ed impotente " . Sarà sulla base di un atteggiamento siffatto
della gente che si potrà realisticamente avviare un processo di transarmo e di crescita
democratica.
Lattuale elaborazione vuole essere un punto di partenza , una piattaforma per una
discussione aperta e serena .
Luciano Di Giulio