I RAID AMERICANI e la "QUESTIONE ONU"

I Raid USA contro il terrorismo internazionale, ma anche il potenziale atomico e la proliferazione nucleare, la competitività selvaggia delle multinazionali, i 142 conflitti armati in atto nel mondo, la ecologia planetaria messa a soqquadro e altri problemi rendono sempre più urgente e improrogabile la riedizione di una

ONU DEMOCRATICA E AUTOREVOLE!

Gli interventi degli USA o dell'Europa o della Nato, con la copertura o meno del Consiglio di Sicurezza delle Nazioni Unite, dove vige ancora il diritto di veto di un singolo membro permanente, sono rimedi superati, come è superata la sovranità nazionale degli stati dal vero potere mondiale di oggi che è economico-finanziario, non politico.
La richiesta di una riforma adeguata dell'ONU è punto costante del pensiero sociale cristiano, almeno a partire dalla Pacem in Terris fino alla Gaudium et Spes, alla Populorum Progressio, alla Sollicitudo Rei Socialis, alla Centesimus Annus. In quest'ultima enciclica, ad esempio, il papa Giovanni Paolo II scrive: "E' sentito il bisogno che alla crescente internazionalizzazione della economia corrispondano validi organi internazionali di controllo e di guida, che indirizzino l'economia stessa al bene comune, cosa che ormai un singolo stato, fosse anche il più potente della terra, non è in grado di fare" (n. 58).

Politici: cosa aspettate a mettere al primo punto la

RIFORMA dell'ONU?

In questo senso, recentemente si sono avuti alcuni segnali specifici.
La "Carta per la pace di Camaldoli" (per informazioni rivolgersi a d. Francesco Pasetto. Tel. 0575-558007) afferma tra l'altro:
"La difesa della pace è garantita solo da un organismo sovranazionale...
Solo una profonda revisione farà dell'ONU l'auspicato organismo mondiale".
Nello stesso senso di una organizzazione garante della giustizia e della pace mondiale va l'APPELLO ALLE NAZIONI UNITE, che Madre Teresa di Calcutta, poco prima di morire, firmò con altri 19 Premi Nobel per la Pace, perché l'ONU dedichi l'anno 2.000 e tutto il primo decennio del 2.000 alla educazione di tutti i popoli della terra alla nonviolenza (APPELLO rispetto al quale i politici sembrano restare totalmente sordi !).
P. Aldo Bergamaschi, frate cappuccino di Torrano di Pontremoli, noto autore di fondamentali studi su S. Francesco e don Mazzolari, ha ceduto la proprietà della terra ereditata dai suoi genitori alle Nazioni Unite, per sollecitare la nascita di un vero STATO MONDIALE DI UOMINI FRATELLI, con relativo superamento dell'attuale sistema dei cosiddetti Stati Sovrani Armati, che di sovrano non hanno proprio più nulla.
Lo stesso Catechismo degli Adulti della CEI "La verità vi farà liberi", al capitolo XXVI, suggerisce l'abolizione degli eserciti nazionali, sostituendoli o trasformandoli, "per struttura e formazione", in "corpo di polizia internazionale" alle dipendenze dirette di una ONU rinnovata.
Giulio Albanese è più o meno su questa linea, quando, su Avvenire del 23 agosto, scrive: "Ma i missili USA hanno spodestato il ruolo dell'ONU" (p. 2).
Giulio Andreotti, dal canto suo, a pagina 3 dello stesso giornale scrive: "Avrei scelto la diplomazia... Quella della ritorsione non è la strada giusta... Non bisogna fare confusione tra mondo islamico e terrorismo... Il mondo islamico è molto complesso e non omogeneo... Gli Stati Uniti non amano le sedi internazionali e hanno la tendenza a risolvere da soli i loro problemi. Anche all'ONU, ogni anno fanno il conteggio sulle mozioni votate, per sapere chi si è schierato con loro oppure no. Invece, e lo devono capire anche gli Stati Uniti, bisogna fare un grande sforzo per globalizzare la soluzione dei problemi".

E allora:

POLITICI: DATEVI UNA MOSSA!

Certo, la riforma dell'ONU non si fa in un giorno, né da soli; ma nemmeno stando zitti o facendo finta di credere che, con le iniziative politiche, economiche, finanziarie e militari dei governi nazionali o della Nato, si possano risolvere problemi che oggi per lo più sono mondiali.
E' ruolo dei popoli e dei governi di tutto il mondo completare la costruzione di una vera ONU, da tutti auspicata dopo la seconda guerra mondiale, ma compromessa in partenza dai vincitori, che si sono riservati il posto permanente nel Consiglio di Sicurezza e il diritto di veto. "Pax ex jure" - "La pace dal diritto" ribadiva La Pira. Si completi l'assetto giuridico-politico-amministrativo mondiale, per dare una regolata (mettere un semaforo!) allo strapotere delle multi- o trans-nazionali, cosicché l'ONU sia in grado di rispondere al suo primo ruolo di garantire la giustizia e la pace sul pianeta terra.

ALMENO L'ITALIA METTA LA
RIFORMA DELL'ONU
AL PRIMO PUNTO DELLA SUA POLITICA ESTERA !

Angelo Cavagna

Articolo pubblicato su SETTIMANA DEL 06-09-98 n°31 pag.6