Il progetto
Un'azione di pace importante come quella di "I Care" per gli obiettivi che si è posta ed i principi che ha voluto ribadire (in un'occasione così importante come il cinquantesimo anniversario della dichiarazione dei diritti dell'uomo) non poteva non nascere attraverso lo sforzo comune di singoli ed associazioni: Beati i Costruttori di Pace, Ass. Papa Giovanni XXIII, Pax Christi, Campagna per una soluzione nonviolenta in Kosovo, Mir e Gavci. Tutti hanno dato il loro contributo di idee, di risorse umane e presenza sul territorio prendendo contatti con la società civile serba ed albanese del Kossovo, con le istituzioni, organizzando la permanenza ed il viaggio di 220 persone per Prishtina, sensibilizzando l'opinione pubblica con iniziative in varie città d'Italia, raccogliendo adesione autorevoli (molte arrivate da amministrazioni locali, senatori e deputati).Il GAVCI e Bologna sono stati un importante sostegno per tutto questo
ospitando le riunioni dei rappresentanti delle associazioni, il training del 21-22-23
novembre per i partecipanti all'azione di Pace (fondamentale per coordinare un folto
gruppo di persone in situazioni a rischio) ed organizzando l'aspetto informativo. Un
esigenza importante per un progetto che sta cercando di dar voce alle speranze della
risoluzione non violenta del conflitto nel Kossovo. Per questo, in tutti i giorni che
hanno preceduto la partenza la segreteria è stata mobilitata attraverso l'invio di fax e
di lettere di posta elettronica che hanno avuto lo scopo di coordinare a distanza gli
sforzi delle associazioni e di far circolare queste informazioni all'esterno. Grazie
all'interessamento del network telematico Peacelink (del quale il GAVCI è un aderente) si
è potuta usare la mailing list YUGOSLAV (inerente le tematiche della ex-Jugoslavia) per
coinvolgere il maggior numero di realtà. Si è anche aperto un sito Internet sul quale
sono confluite le informazioni sul progetto, con i testi e le foto di Alberto L'Abate e
Maria Carla Biavati sul Kossovo. In questa maniera abbiamo cercato di dare una risposta
alla mancanza di informazioni che sull'argomento si è manifestata sui mezzi di
comunicazione tradizionali prima, durante e purtroppo anche dopo l'azione di pace. Era
stata messa a punto anche un'ipotesi di struttura informativa di sostegno all'azione di
pace nel caso in cui pressioni politiche locali ne avessero messo in pericolo la
realizzazione o in caso di emergenze di qualsiasi tipo. Per fortuna, come ha dimostrato
l'esperienza di Don Benzi, tutto è andato per il meglio. Ma l'impegno non è finito con
il ritorno a Bari del nostro "contingente pacifista". Rimane l'obiettivo di un
monitoraggio per il rispetto dei diritti umani con l'importante partecipazione attiva
degli obiettori di coscienza e con l'Operazione Colomba. Un'attività importante anche
perché realizza per la prima volta le disposizioni in materia sull'obiezione di
coscienza.
Si tratta di un occasione importante sulla via nonviolenta per la risoluzione dei
conflitti che chiede l'impegno di tutti affinché non cali il silenzio su questo angolo di
mondo così vicino eppure così lontano dalla coscienza di noi occidentali, comunità
internazionale.
M'importa...I Care, appunto.
di M. Trotta