"I care!" - "Mi importa!"

Il progetto

Un'azione di pace importante come quella di "I Care" per gli obiettivi che si è posta ed i principi che ha voluto ribadire (in un'occasione così importante come il cinquantesimo anniversario della dichiarazione dei diritti dell'uomo) non poteva non nascere attraverso lo sforzo comune di singoli ed associazioni: Beati i Costruttori di Pace, Ass. Papa Giovanni XXIII, Pax Christi, Campagna per una soluzione nonviolenta in Kosovo, Mir e Gavci. Tutti hanno dato il loro contributo di idee, di risorse umane e presenza sul territorio prendendo contatti con la società civile serba ed albanese del Kossovo, con le istituzioni, organizzando la permanenza ed il viaggio di 220 persone per Prishtina, sensibilizzando l'opinione pubblica con iniziative in varie città d'Italia, raccogliendo adesione autorevoli (molte arrivate da amministrazioni locali, senatori e deputati).
In particolare la mobilitazione, nei giorni precedenti la partenza per Prishtina, si è concentrata:

  1. sulla diffusione di 130 mila cartoline da inviare al Presidente della Repubblica Italiana, all'Alto Commissariato della Nazioni Unite, e alla presidenza di turno dell'Unione Europea chiedendo la fine delle ostilità nel Kossovo, il ritorno dei profughi nei luoghi d'origine e l'avvio di negoziati di pace
  2. sul convegno di Lecce del 12-13-14 novembre "Il Kosovo tra guerra e soluzioni politiche del conflitto"
  3. sui campi di condivisione e interposizione avviati in Kossovo a settembre dall'Operazione Colomba dell'ass.ne Papa Giovanni XXIII

Il GAVCI e Bologna sono stati un importante sostegno per tutto questo ospitando le riunioni dei rappresentanti delle associazioni, il training del 21-22-23 novembre per i partecipanti all'azione di Pace (fondamentale per coordinare un folto gruppo di persone in situazioni a rischio) ed organizzando l'aspetto informativo. Un esigenza importante per un progetto che sta cercando di dar voce alle speranze della risoluzione non violenta del conflitto nel Kossovo. Per questo, in tutti i giorni che hanno preceduto la partenza la segreteria è stata mobilitata attraverso l'invio di fax e di lettere di posta elettronica che hanno avuto lo scopo di coordinare a distanza gli sforzi delle associazioni e di far circolare queste informazioni all'esterno. Grazie all'interessamento del network telematico Peacelink (del quale il GAVCI è un aderente) si è potuta usare la mailing list YUGOSLAV (inerente le tematiche della ex-Jugoslavia) per coinvolgere il maggior numero di realtà. Si è anche aperto un sito Internet sul quale sono confluite le informazioni sul progetto, con i testi e le foto di Alberto L'Abate e Maria Carla Biavati sul Kossovo. In questa maniera abbiamo cercato di dare una risposta alla mancanza di informazioni che sull'argomento si è manifestata sui mezzi di comunicazione tradizionali prima, durante e purtroppo anche dopo l'azione di pace. Era stata messa a punto anche un'ipotesi di struttura informativa di sostegno all'azione di pace nel caso in cui pressioni politiche locali ne avessero messo in pericolo la realizzazione o in caso di emergenze di qualsiasi tipo. Per fortuna, come ha dimostrato l'esperienza di Don Benzi, tutto è andato per il meglio. Ma l'impegno non è finito con il ritorno a Bari del nostro "contingente pacifista". Rimane l'obiettivo di un monitoraggio per il rispetto dei diritti umani con l'importante partecipazione attiva degli obiettori di coscienza e con l'Operazione Colomba. Un'attività importante anche perché realizza per la prima volta le disposizioni in materia sull'obiezione di coscienza.
Si tratta di un occasione importante sulla via nonviolenta per la risoluzione dei conflitti che chiede l'impegno di tutti affinché non cali il silenzio su questo angolo di mondo così vicino eppure così lontano dalla coscienza di noi occidentali, comunità internazionale.
M'importa...I Care, appunto.

di M. Trotta

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