Kossovo 1999

Quando abbiamo deciso di raccogliere il materiale per questo numero del GAVCI notizie, non sapevamo bene quali contenuti scegliere. C’era la guerra, quella drammaticamente scoppiata sui cieli della ex-Jugoslavia il 24 Marzo, ma come parlarne? Le notizie che da allora ci arrivano dal fronte si alternano freneticamente, cadono come le bombe degli F-16 che partono da Aviano per colpire Belgrado o Prishtina, spaventano come la determinazione dei capi di stato che non hanno voluto fermarsi neanche nei giorni della Pasqua Cattolica ed Ortodossa per concedere anche un minimo gesto di buona volontà, riempiono TV e giornali di cronaca che si confonde con le opinioni, hanno lo sguardo disperato dei profughi in fuga da scenari che pensavamo di aver lasciato alla coscienza dolorosa di un secolo oramai concluso. E invece sono la cronaca di questi giorni ed in cuor nostro speriamo che quando leggerete questo editoriale l’irrazionalità della guerra possa aver lasciato il passo alle speranze della pace che anche in questi momenti non hanno mai smesso di animare la nostra attività quotidiana. E allora per spiegare questa guerra vogliamo partire dal passato, da un passato recente che ha visto il GAVCI impegnato nell’iniziativa "I care – Kossovo" che ha portato 220 volontari il 10 Dicembre a Prishtina per promuovere i diritti umani e la pace tra i popoli celebrando il 50° Anniversario della Dichiarazione dei Diritti dell’Uomo. All’indomani dell’iniziativa, p. Angelo Cavagna che è stato uno dei promotori e dei partecipanti, ha scritto un resoconto che riportiamo come primo articolo di questo numero. Vogliamo partire da quella esperienza, culmine del lavoro e dell’impegno di decine di organizzazioni, che si occupano di pace nei Balcani da oltre 10 anni, non per appropriarci del ruolo di chi "l’aveva detto" o peggio di chi "ha fallito nel raggiungimento di un ideale", ma per testimoniare l’importanza e la coerenza di una scelta pacifista e nonviolenta che, di fronte ai vicoli ciechi ed alla spirale di violenza innescata dall’attuale conflitto, rappresenta ancora l’unica via per un futuro di convivenza pacifica nei Balcani come nei tanti (troppi) conflitti che ancora affliggono il nostro pianeta. L’abbiamo sostenuto e continuiamo a dirlo: la pace non è assenza di guerra, ma è la conseguenza di condizioni di vita umane e dignitose per ogni popolo dove i diritti umani vengano rispettati e promossi in ogni scelta che riguardi la collettività. I Care, "m’importa", dal motto di Don Milani, voleva e vuole testimoniare questo e se gli eventi di oggi hanno assunto questa drammaticità è certamente colpa di chi non ha avuto la volontà od il coraggio di seguire questa strada.Ma le guerre, si sa, spesso hanno tutt’altri interessi. Ecco perché occorre capire bene anche il presente ed il dossier di Peacelink, nell’ambito delle Rete Antiguerra alla quale il GAVCI ha aderito, e l’articolo di p. Angelo Cavagna, che pone l’accento sull’inequivocabile giudizio negativo espresso dal Papa, servono a sciogliere i molti dubbi (e non solo informativi) che il conflitto sta ponendo, cercando di capire quali soluzioni e quali forme di impegno si possono adottare per far cessare gli scontri. Mai come questa volta l’informazione è importante; nessuna guerra può continuare con una opinione pubblica informata e cosciente del valore di una solida cultura di pace. Quella che vorremmo forte anche nei politici e nei religiosi ai quali abbiamo rivolto un appello, che ha già ricevuto molte sottoscrizioni autorevoli per un "2000 di pace e non più di guerra". Infine un doveroso gesto di solidarietà verso le vere vittime di questo conflitto: la popolazione civile. Per questo il GAVCI sostiene il progetto di AIFO, Caritas e CEFA per i profughi Kossovari in Albania.

Nelle ultime pagine troverete le informazioni sull’ASSEMBLEA ANNUALE DEL GAVCI prevista per il prossimo 25 Aprile. A questo proposto riportiamo la lettera ai rappresentanti dei progetti scritta da Luciano Di Giulio e una relazione di Agnese Gozzi del Gruppo Crocetta. In ultima pagina c’è il programma completo. L’invito caloroso per tutti è: non mancate!!!

Saluti di Pace e buona lettura.

Marco Trotta, Segreteria Nazionale GAVCI