UN'EUROPA
DIVERSA E' POSSIBILE
di Nicola Vallinoto
Da ieri l'euro è entrato in circolazione in
12 paesi dell'Unione Europea. L'introduzione della moneta unica rappresenta
la fase di un processo che potrà portare entro il 2004 a una costituzione
europea pena la dissoluzione in una semplice area di libero scambio. Come
ha affermato Samir Amin, economista egiziano, «finché non ci
sarà una economia europea integrata, l'adozione dell'euro come moneta
unica resterà fragile e minacciata». Al vertice europeo di
Laeken, seppur timidamente, si è aperta la strada al metodo costituente,
affidando a una Convenzione, composta non solo dai governi ma anche dal
parlamento europeo, dai parlamenti nazionali e dalla commissione, il compito
di progettare una nuova Europa. Molte sono le forze che si oppongono al
disegno di una federazione europea, dalla burocrazia nazionale ai governi
euroscettici; per vincere le forze conservatrici occorre una mobilitazione
popolare che sostiene una Europa diversa: un'Europa della democrazia e dei
diritti, della giustizia sociale e dello sviluppo sostenibile. Un'Europa
aperta al resto del mondo che fa della pace il suo valore fondamentale.
Solo con una Europa unita politicamente saremo in grado di negoziare i termini
per una nuova globalizzazione e di avviare un processo di democratizzazione
delle Nazioni Unite, unica istituzione rappresentativa di tutti i popoli
della terra, che potrà proporsi per il governo della globalizzazione.
Nicola Vallinoto, Genova