PATRIARCATO LATINO - GERUSALEMME
Messaggio per l'Avvento 2001


Fratelli e sorelle,

<<Proclamate davanti ai popoli e dite: Dio il nostro Salvatore viene>>. In questi giorni difficili, per noi e per tutto il mondo, abbia-mo bisogno di sentire questo annuncio gioioso: <<Dio il nostro Salvatore viene…Sì, Dio viene con Potenza, e tutti gli uomini lo vedranno>> (Primi Vespri, prima e terza antifona).

Cominciamo oggi il tempo d'Avvento, prima della festa di Natale. E' un tempo di digiuno e di penitenza, un tempo nel quale siamo invitati a purificare i nostri rapporti con tutti i nostri confratelli, siano essi della nostra religione o di un'altra, e anche quelli con cui siamo in conflitto politico e militare, e questo allo scopo di rimettere questa verità fondamentale davanti ai nostri occhi: ogni uomo, vicino e lontano, amico o nemico, è prima di tutto e soprattutto la creatura di Dio, oggetto del suo amoree , come noi, è chiamato alla santità e alla salveza.

In tutte le parti della diocesi viviamo il tempo dell'Avvento in comunione con la nostra Terra Santa nella sua ricerca della giustizia e della pace, e che fa fronte in questi giorni a forze indomabili del male che vi seminano la rovina e la morte. Prendiamo coscienza dell'esistenza di queste forze indomabili del male, non per riempire i nostri cuori di amarezza e di odio, né di scoraggiamento e lamenti, ma per rinnovare la nostra fede in Dio: signore della storia <<che guarda le profondità e scruta i reni>>, e in Gesù Cristo che dice <<Non temete. Neppure un capello del vostro capo cadrà senza il permesso del padre vostro che è nei cieli>>. E noi offriamo tutti i nostri sacrifici e tutte le nostre sofferenze, come contributo, sia spirituale che materiale, per la costruzione di una nuova società, fondata sull'amore, dovunque ci troviamo, in Palestina, in Giordania, in Israele.

Con il Papa Giovanni Paolo II preghiamo e digiuniamo. Egli ha promosso infatti in questi giorni tre iniziative importanti.
Per il 13 dicembre ha convocato i vescovi della Terra Santa, e con loro i presidenti delle Conferenze Episcopali dell'Europa, per una giornata di riflessione e di studio, presieduta da lui stesso, sulla pace in Terra Santa e soprattutto sulla situazione dei cristiani.
Per il 14 dicembre ha indetto una giornata di digiuno nella Chiesa universale per la pace nel mondo. Invitiamo dunque i fedeli a osservare il digiuno in questo giorno, ad aggiungere l'elemosina e la carità al digiuno, e a ricordarsi di ogni fratello e sorella nel bisogno.
Per il 24 gennaio ha rivolto un appello a tutti i capi religiosi, cristiani, mussulmani ed ebrei, e di tutte le religioni del mondo, per una giornata di preghiera ad Assisi, la città di S. Francesco, il santo della pace e dell'amore. E questo per affermare che l'essenza di ogni religione e in ogni società è la fede in Dio e l'amore per tutte le creature di Dio e che l'incontro dei credenti di tutte le religioni è possibile.

Domandiamo ai nostri sacerdoti di accompagnere i fedeli in questi giorni, di mostrare loro le vie della penitenza, della preghiera e dell'amore, e di prepararli così ad accogliere la grazia del Natale, perché essa riempa di gioia i loro cuori e le loro case, anche in mezzo alle rovine, alla fame e alle lacrime per i morti caduti in questa lunga lotta della nostra terra per la giustizia e per la pace.

Fratelli e sorelle, rinnovate in questi giorni la vostra fede, rinnovate il vostro amore. Fate penitenza e rinnovate la vostra speranza: Accogliete la festa con ogni manifestazione di gioia, per trovare in questa gioia la forza per continuare il vostro lungo e penoso cammino verso la libertà; e "lodate il Signore perché è buono, perché eterna è la sua misericordia" (Ps 135,1).

Gerusalemme, 1 dicembre 2001 Michel Sabbah, Patriarca