CRITERI DI ADESIONE DI NUOVI PAESI ALL'UNIONE EUROPEA POSTI DAL PARLAMENTO EUROPEO


Nella risoluzione sull'<Agenda 2000>, il Parlamento Europeo ritiene che "tutti i paesi candidati che soddisfano attualmente i criteri di ordine democratico stabile" possano e debbano esservi ammessi...
In merito alla preparazione dell'adesione, il Parlamento Europeo attribuisce particolare importanza ai progressi compiuti (fra altri) nei seguenti settori:
- ratifica e attuazione degli strumenti giuridici in materia di diritti dell'uomo;
- responsabilità giuridica della polizia, delle forze armate e dei servizi segreti;
- rispetto dei diritti delle minoranze;
- diritto alla libertà di espressione e libertà dei mezzi d'informazione;
- eliminazione della tortura e dei maltrattamenti;
- accettazione del principio della OBIEZIONE DI COSCIENZA al militare
- riconoscimento e incoraggiamento ...delle attività senza scopo di lucro.
Stabilisce inoltre "che può divenire membro dell'Unione Europea solo un paese che abbia ABOLITO LA PENA CAPITALE"...

(Risoluzione sulla relazione Oostlander, A4-368/97. PE 264-945 del 4.12.1997.7.)



CIA CONTRO PENTAGONO

Fonte: CityBologna giovedì 24 gennaio 2002
Secondo il quotidiano britannico The Times, la Cia ha accusato il pentagono di aver facilitato la fuga del mullah Omar, coordinando male i soldati USA in Afghanistan.



(da misna.org) > INDIA, 5 GEN 2002 (13:26)
ARCIVESCOVO DELHI: “INGIUSTIZIA SOCIALE È LA PEGGIORE FORMA DI TERRORISMO”

Si concluderà domani a New Delhi (India) un seminario di tre giorni su “La rilevanza della giustizia e della pace nel contesto odierno”. Ad organizzarlo è la Commissione per la giustizia, la pace e lo sviluppo della Conferenza episcopale indiana. L¹arcivescovo di Delhi, monsignor Vincent Michael Concessao, nel suo intervento ha osservato che nel mondo hanno suscitato grande rumore gli attacchi terroristici dell¹11 settembre ma si continua a mantenere un sostanziale silenzio riguardo a un altro genere di
terrorismo che quotidianamente si porta via migliaia di vite umane e non sembra essere degno di vera attenzione da parte dei governi. Il riferimento è agli iniqui meccanismi economici e finanziari che la fanno da padrone sul pianeta e che, conti alla mano, si rivelano più letali del terrorismo come viene comunemente inteso. “Viviamo in uno stato di scandalosa ingiustizia sociale ­ ha affermato il presule ­ e la tendenza è verso un ulteriore peggioramento. La Chiesa deve pertanto battersi per la giustizia,in particolare per la giustizia sociale, senza la quale non ci possono essere pace e armonia”. Al seminario prendono parte una cinquantina di esponenti degli ambienti cattolici della regione settentrionale dell¹India.
(PS)



OBIEZIONE ALLE SPESE MILITARI
SETTORE NEVRALGICO DELLA STRATEGIA PACIFISTA !
Oggi il movimento pacifista mondiale appare in crescita; ma molti sembrano sottovalutare, o perlomeno non accorgersi, dell'importanza decisiva di bloccare le spese militari. Ciò risulta dal fatto che pochi fanno l'obiezione alle spese militari.
Basti pensare che la recente LEGGE FINANZIARIA per il 2002 ha stanziato l'aumento del 15% delle spese militari, mentre tutto il settore del servizio civile, a dispetto delle ottime leggi conquistate per gli OBIETTORI e per la DIFESA POPOLARE NONVIOLENTA, di cui andiamo legittimamente fieri come italiani, viene osteggiato dal governo burocraticamente in tutte le maniere. Nel 2001 sono stati lasciati a casa oltre 50.000 obiettori e corre voce dell'invenzione di nuove scappatoie per lasciarne a casa altri, scappatoie studiate solo per chi sceglie il servizio civile, non per i militari.
Si aggiungano altri ostacoli frapposti dalla burocrazia fiscale governativa per rendere difficile e incerta l'attuazione della OBIEZIONE ALLE SPESE MILITARI. Ma noi non dobbiamo arrenderci. Ora il cittadino può continuare a fare l'atto di disobbedienza civile tradizionale, disposto a pagarne le conseguenze spiacevoli come tutte le grandi obiezioni; ma può anche versare la quota obiettata al Fondo dell'Ufficio Nazionale per il Servizio Civile (UNSC) per le missioni di OBIETTORI e VOLONTARI/E all'estero per la DIFESA CIVILE anziché militare; e questo legalmente. Anche questa <forma legale di obiettare alla guerra> ha il suo valore politico e anche pratico.
Si auspica che molti pacifisti, singoli o associati, nella denuncia dei redditi oramai alle porte, facciano in massa, in una forma o l'altra, questa OBIEZIONE ALLE SPESE MILITARI. (per informazioni: Campagna di Obiezione alle Spese militari c/o LOC Milano - tel 02/8378817-58101226 - fax : 02/58101220 )
Questo è stato il nodo centrale della bella Assemblea Annuale appena svolta (vedi il comunicato stampa: allegato n.1), nel quadro terribilmente pragmatico del NUOVO MODELLO DI DIFESA (vedi la mia relazione alla medesima Assemblea OSM-DPN: allegato n.2)

Padre Angelo Cavagna

ALLEGATO N.1
Assemblea annuale OMS-DPN - Comunicato stampa

L'assemblea OSM-DPN 2002, riunitasi a Foggia il 9 e 10 febbraio, riconferma gli impegni presi nel corso del 2001, finalizzati alla piena attuazione delle leggi conquistate (L- 230/1998 e L. 64/2001) ed al riconoscimento della obiezione alle spese militari dei cittadini italiani e per finanziare missioni di obiettori e volontari/e all'estero e la costruzione dei corpi civili di pace. Sottolinea, inoltre, che gli attuali scenari bellici - con il conseguente, rilevante aumento delle spese militari- rendono necessaria sia la ripresa di forme di disobbedienza civile come atto individuale e collettivo di rivolta contro il sistema militare per l'alternativa della Difesa Popolare Nonviolenta, sia la ricerca di collegamenti più diffusi ed incisivi con i nuovi movimenti sociali.
IL COORDINAMENTO POLITICO DELLA CAMPAGNA OSM-DPN


ALLEGATO N.2
"IL NUOVO MODELLO DI DIFESA"

Quando si nomina il NUOVO MODELLO di DIFESA (NMD) il pensiero della gente comune corre spontaneamente all'Esercito Professionale, formato dai soldati di carriera e di truppa <volontari> e collegato a un'altra grossa novità che va sotto il nome di <abolizione della leva obbligatoria>. Ciò sconvolge una prassi e una mentalità di antichissima tradizione. Di conseguenza - si pensa - sparisce anche la <obiezione di coscienza>, che non avrebbe più senso in assenza di un obbligo.
A parte le madornali falsità incluse in questa supposta abolizione dell'esercito di massa, non è questo il solo significato del NMD e nemmeno il principale. Chiariamo subito.
Nel 1989 crollò il cosiddetto "muro di Berlino", ossia il sistema comunista dell'URSS, con al centro la Russia, contrapposto al sistema capitalista, con al centro gli Stati Uniti d'America, in quella che storicamente è stata definita la "guerra fredda", attorno alla quale si sono snodate le principali vicende della seconda metà del 1.900, dalla fine della 2a guerra mondiale.
Secondo avvenimento decisivo, conseguente al crollo del muro di Berlino, fu nel 1990 l'autoscioglimento del "Patto di Varsavia", ossia della coalizione degli eserciti dei paesi comunisti o ex-comunisti.
A tal punto sarebbe stato logico che si fosse sciolta anche la NATO, ossia la coalizione degli eserciti dei paesi capitalisti. E' qui, invece, che si cominciò, in sede NATO, a parlare di NUOVO MODELLO di DIFESA. E c'è un luogo e una data precisa in cui fu presa tale decisione: a Londra, nel 1990.
Si tratta, quindi, di un patto collettivo dei paesi più industrializzati e di impostazione capitalista. Estremamente significativo di ciò è proprio il documento ufficiale del governo italiano, dal titolo "Lineamenti di sviluppo delle Forze Armate negli anni '90", presentato dal Ministero della Difesa in Parlamento nell'ottobre 1991, che io ho potuto leggere essendomene stata passata copia da un parlamentare, per cui posso citare anche le pagine dei passi più significativi che ora vado citando.
Vi si parla di "concetti strategici di difesa degli interessi vitali ovunque minacciati o compromessi" (p. 44), anche al di là dei confini nazionali, abbandonando il "tradizionale parametro 'da chi difendersi' a favore di una polarizzazione su 'cosa' difendere e 'come'" (p. 37). Per "riqualificare" l'esercito ai fini del "nuovo modello di difesa", il Ministero chiede una "legge speciale, i cui finanziamenti devono essere considerati non sostitutivi, bensì complementari di quelli del bilancio ordinario.., dell'ordine di 20.000 miliardi l'anno, a valori monetari invariati rispetto al 1991" (p. 4). Gli "interessi vitali" da difendere "ovunque" riguardano "le materie prime necessarie alle economie dei paesi industrializzati" presenti nel Sud del mondo. In questo quadro, l'Europa, e in particolare l'Italia, , avrebbe "il ruolo di ponte politico ed economico tra l'occidente industrializzato e il terzo mondo" (pp. 16-17).