“Sbilanciamoci!” diciannove giorni
a sola acqua per una
finanziaria di pace
Padre
Angelo Cavagna dehoniano, presidente del gruppo Autonomo di Volontariato Civile
in Italia (GAVCI), ci parla del digiuno che ha condotto dal 27 ottobre al 14
novembre.
Parlaci
innanzitutto dei contenuti di questa azione
In
circa vent’anni di Finanziaria rigorosissima (“bisogna tagliare, bisogna
tagliare!”), i tagli
si sono abbattuti quasi sempre sulle spese sociali e quasi mai su quelle
militari. E’ l’ora di invertire la tendenza.
Cosa
significa “digiuno a tempo indeterminato salvo la
vita”?
Io
sono contrario in modo assoluto a qualsiasi
uccisione di
una persona umana, quindi alla guerra, all’omicidio, all’aborto, all’eutanasia e
anche al suicidio. Con le parole” salvo la vita”, intendo “salvo
danni alla salute di carattere irreversibile“.
Cioè non voglio restare con il cuore indebolito, il fegato spappolato ecc. Il
dottore mi deve bloccare quando c’è qualche pericolo serio al riguardo. Così ha
fatto e io obbedisco.
Il
tuo fisico come ha reagito?
Direi
abbastanza
bene.
Lo dimostra il fatto che il medico mi ha fermato solo alla vigilia del ventesimo
giorno. La prima volta che feci un simile digiuno, a sola solissima acqua, feci 27 giorni.
Ma avevo almeno vent’anni in meno.
Ho
continuato a fare i miei lavori
normali:
ministero, conferenze, articoli e anche un po’ di orto, quasi senza problemi. Ho
solo rinunciato a guidare l’auto,
per prudenza.
E’
un’azione isolata o inserita all’interno di una
campagna?
Io
e coloro che aderiscono in qualche forma al digiuno, appoggiamo sbilanciamoci
http://www.sbilanciamoci.org
una campagna promossa da vari enti con
specialisti e parlamentari, che studia la proposta governativa e propone
modifiche specifiche su determinati articoli. In particolare io pongo l’accento
su due voci: la cooperazione
internazionale, quasi azzerata, e il Servizio Civile degli obiettori.
Questi
sono dunque i tuoi obiettivi particolari; quali le tue motivazioni più
personali? Nei tuoi documenti accenni a una doppia motivazione: civica e
religiosa...
L’art.
11
della Costituzione è chiaro: “L’Italia ripudia la guerra come strumento di
offesa alla libertà degli altri popoli e come mezzo per la risoluzione delle
controversie internazionali”. Ora, i governi italiani, non solo l’attuale ma
anche i precedenti, hanno condotto l’Italia a partecipare alle guerre per
risolvere le controversie internazionali e persino alle guerre di attacco,
perché chiaramente mirate a soddisfare i propri interessi, camuffandole se mai
di nobili ideali.
Anche
in casi di legittima difesa, propria o altrui, esiste l’alternativa alla guerra,
che è: la difesa
popolare nonviolenta. In campo politico e anche socio –
culturale si parla poco o niente di nonviolenza,
quasi fosse un tabù. Invece ha scritto pagine storiche magnifiche. E’ ora di
rendersene conto.
E
le motivazioni religiose?
La
chiesa
dei primi tre secoli
aveva una posizione chiara: “Sono cristiano; non posso fare il soldato”. E ciò
non solo per il pericolo del giuramento idolatrico, come alcuni si ostinano ad
affermare, ma anche per il “non uccidere”, come letteralmente si legge nella
“Dottrina
Apostolica”
di Ippolito romano, opera che rifletteva la prassi della Chiesa mediterranea, a
partire da Roma. Purtroppo con l’imperatore Costantino, favorevole ai cristiani,
venne abbozzata la cosiddetta “Dottrina
della guerra giusta”,
giunta fino ai nostri giorni.
Esiste
un spinta di ritorno alla nonviolenza dei primi secoli, che ha trovato
sostanziale accoglimento nel Catechismo Cei “La verità vi farà liberi” (pp. 491
– 494 e 528 – 529, cc. 26 e 28). Ma
c’è ancora molta strada da fare.
Come
hai lanciato la notizia sui media?
Inviando
comunicati
stampa per internet e fax, e con un’apposita conferenza
stampa,
il 5 novembre. Inoltre i documenti inerenti a questa campagna dei digiuni per
una finanziaria
di pace
si possono trovare sul sito
del GAVCI http://users.peacelink.it/gavci
Solidarietà
e adesioni?
Abbastanza bene, direi. I primi sono stati un gruppo di parlamentari. Ben presto si sono aggiunti sia singoli che gruppi a staffetta; diversi si sono impegnati a digiunare un giorno e persino due ogni settimana, sino a finanziaria terminata. Speriamo che i parlamentari non facciano orecchi da mercante.