Comunicato Stampa - mercoledì 5 novembre 2003 – Bologna
MOTIVAZIONI RELIGIOSE DEL DIGIUNO PER
UNA
FINANZIARIA DI PACE
Questo intervento è centrato sulle ragioni interiori che stanno alla base del mio digiuno; precisamente quelle della fede. Non si tratta di criminalizzare nessuno, nemmeno i militari (della coscienza soggettiva giudica solo il Signore!), ma di riflettere sulla guerra, sul <sistema di guerra>, dal punto di vista cristiano.
Ammetto che Gesù non ci ha dato la ricetta antimilitarista già bellefatta, tipo: “Soldati di tutto il mondo disarmatevi”, come non ci ha dato la ricetta antischiavista: “Schiavi di tutto il mondo ribellatevi”. No. Però ci ha dato il <Principio della Nonviolenza> e della <Fraternità Universale>: “Voi siete tutti fratelli”; “Vi mando come agnelli in mezzo ai lupi”; “E’ scritto: occhio per occhio e dente per dente; ma io vi dico: amate i vostri nemici e pregate per i vostri persecutori”; “Metti via la spada, perchè chi di spada ferisce, di spada perisce” ecc..
Per ciò che riguarda il digiuno Gesù ha detto: “Non di solo pane vive l’uomo, ma di ogni parola che esce dalla bocca di Dio”; “Questa razza di demoni non si scaccia se non con la preghiera e il digiuno”. Le grandi ingiustizie e le grandi violenze penso facciano parte di questi demoni.
Parole come “Amate i vostri nemici” sono divine, inconcepibili all’ uomo.
In effetti la Chiesa dei primi tre secoli, almeno in misura prevalente se non unica, ha coniato prima la formula antimilitarista (“Sono cristiano; non posso fare il soldato”) che non quella antischiavista; non solo per il pericolo del giuramento idolatrico, ma anche proprio per il <non uccidere> (vedi “Dottrina Apostolica” di Ippolito Romano, circa la prassi dell’area mediterranea).. Purtroppo con l’imperatore Costantino, favorevole ai cristiani, venne abbozzata la <dottrina della guerra giusta> giunta fino ai nostri giorni.
E’ un fatto che oggi non pochi cristiani avvertono la contraddizione tra professione cristiana e quella militare. Emblematico è uno scambio di lettere avvenuto in Sardegna e finito sulla stampa (Unione Sarda 23 ottobre, p, 16; Carta 23-29 ottobre p. 68; Liberazione; Peacelink), tra un laico cristiano, Antonello Repetto, e mons. Giuseppe Mani nuovo vescovo di Cagliari, proveniente dall’Ordinariato Militare. Poichè il presule aveva affermato che “Il Vangelo è il vero trattato di architettura per costruire la società cristiana”, il Repetto lo invitava a fare “un gesto coraggioso, appunto EVANGELICO.., il 4 novembre...festa delle Forze Armate”; cioè “a non partecipare all’eventuale cerimonia nel corso della quale Ella dovrà benedire i reparti schierati in Armi, come aveva fatto anni fa il compianto ex presidente di Pax Christi don TONINO BELLO”. L’arcivescovo rispose che “le truppe che NON DEVONO ESSERE BENEDETTE secondo Lei sono quelle corse a Timor Est a <<fermare l’aggressore>> come ha gridato il Papa e quelle corse a Sarajevo perchè il popolo bosniaco non finisse in un bagno di sangue, e quelle corse in Afghanistan e in Iraq a ricostruire ciò che la guerra ha distrutto. Questo è VANGELO PURISSIMO...PURISSIMA CARITA’ CRISTIANA secondo il V° comandamento...e secondo l’art. 11 della Costituzione. Con amicizia GIUSEPPE MANI arcivescovo”. Antonello Repetto intende rispondere appena troverà il tempo.
Questo dice quanto sia ancora sofferto, all’interno della Chiesa, il rapporto tra chi auspica un ritorno alla NONVIOLENZA pura e semplice dei primi tre secoli della Chiesa e chi prosegue con la <dottrina della guerra giusta>, che ha finito per approvare e benedire tutte le guerre. “Il mio Trentino poteva essere italiano senza colpo ferire” affermò FLAMINIO PICCOLI (con tanti altri). Nella seconda guerra mondiale l’Italia entrò a fianco di Hitler. Riguardo alla guerra del Kossovo, il Segretario di Stato di Clinton, sig.ra Albright, ha affermato: “Comunque in Kossovo noi abbiamo difeso gli interessi americani”. In Afghanistan e Iraq ormai tutti sanno le falsità e gli interessi di tutt’altro genere che le hanno dettate. Per cui ribadisco la URGENZA DELLA SVOLTA NONVIOLENTA, del resto in gran parte già recepita nel nuovo Catechismo Cei degli Adulti “La verità vi farà liberi” (cc. 26 e 28, pp. 491-494 e 528-529): abbozzo di un vero <SISTEMA DI PACE>
p. Angelo Cavagna presidente del GAVCI