CONFERENZA STAMPA
Le cifre dei tagli alla Cooperazione Internazionale
Offriamo alcune informazioni, purtroppo non positive, sulla finanziaria anche per quanto riguarda la cooperazione allo sviluppo, cioè l'aiuto ai Paesi del SUD del mondo.
1. Come conoscete, la cooperazione allo sviluppo dell'Italia è praticamente ridotta al lumicino.
Nella finanziaria, eravamo l'anno scorso allo 0,19% del PIL- buoni ultimi a livello internazionale, nonostante le "sparate" che verranno aumentati i fondi, o i vari proclami a favore della necessità di aiutare questi popoli ad uscire dalla loro situazione, questoi fondi vengono ulteriormente tagliati.
Infatti il progetto del governo Berlusconi prevede di tagliare del 15% nella prossima finanziaria il già magro bilancio destinato alla cooperazione internazionale: è una cosa irresponsabile!
"Il problema è dunque quello di un'assoluta mancanza di volontà politica ad assumere le responsabilità nei confronti dei destini dell'umanità".
2. ora se ne aggiunge un'altra per cui possiamo davvero dire "oltre il danno la beffa".
Abbiamo appreso dalla Associazione delle ONGs italiane l'ennesimo grave episodio di storno di fondi destinati alla cooperazione internazionale , cioè ai poveri del mondo.
Le risorse pari a 160 milioni di Euro, provenienti dagli stanziamenti per la cooperazione internazionale non spesi (d'altronde, chi mette in atto procedure che di fatto impediscono di approvare a spendere?), servirà ad aumentare dal 25 al 49% il sostegno della Simest alle iniziative imprenditoriali, in paricolare nei Balcani, nel Mediterraneo, in Cina e in Russia.
Per il Comitato Presidenza del CEFA
Mario Benassi Direttore generale
Una puntualizzazione del Professore Alberto Labate
Brano tratto da: “breve relazione –
Conferenza del KAN (Kosova Action Network) – Pristina, Kossovo, 8/13 luglio
2003
…In nome della sicurezza
si stanno vertiginosamente aumentando le spese militari, naturalmente a scapito
di quelle sociali, e cioè dell’assistenza alle fasce più deboli come bambini ed
anziani, che viene sempre più lasciata alla carità, alle assicurazioni private o
alle singole famiglie. Ed in nome della sicurezza l’Europa sta organizzando un
suo esercito, di circa 60.000 effettivi, che si aggiungerebbe ai singoli
eserciti nazionali. E’ questa la strada giusta? La sicurezza consiste realmente
in una difesa armata come quella esercitata dall’attuale politica militare che
considera la difesa nono solo come protezione del territorio nazionale ma come
difesa degli interessi nazionale in ogni parte del mondo (il che in realtà non è
più “difesa” ma attacco”?). Veramente non ci sono altre strade per difendersi
meglio?…
Testimonianza delle tre Suore Domenicane degli Stati
Uniti in prigione da un anno
Brano tratto dall’articolo
di Laura Ferrari : “Quelle tre suore in carcere” pubblicato su SETTIMANA n° 36 -
12 ottobre 2003 – pag. 7
[…] erano penetrate nel perimetro della base militare di Greely, in Colorado, dove sono custoditi i missili Minuteman a testata nucleare e avevano inscenato un simbolico ‘sabotaggio’: con piccoli martelli avevano cercato di “disabilitare” un missile. Lo scopo di questo gesto era richiamare l’attenzione della comunità americana e internazionale sul fatto che alti investimenti in armi, specialmente quelli destinati ai mezzi di distruzione di massa, sono denaro sottratto alla lotta per sradicare la fame e la povertà.