Intervento di p.
Angelo Lavagna al CesVot di Prato
Siccome non è tanto grande la sala e mi sembra di avere
anche una discreta voce, posso fare a meno del microfono?...
Anzitutto mi complimento per questa iniziativa, perchè ho
sentito prima che c'è stato un coordinamento fra vari enti di servizio civile
per obiettori e volontari/e; e di questo c'è bisogno.
Entro subito nell'argomento che mi è stato affidato:
"Dimensione planetaria del servizio civile". Ossia: contesto
internazionale in cui si inserisce la riforma della leva militare e quindi
anche del servizio civile di obiettori e volontari/e.. Al di là delle parole
altisonanti, cerchiamo di intenderci sui contenuti.
Le trasformazioni in atto nel servizio civile degli
obiettori non nascono da semplici calcoli di opportunità funzionali al servizio
stesso, così come l'obiezione di coscienza vera al servizio militare non nasce
da calcoli opportunistici individuali. Bisogna risalire ai primi obiettori di
coscienza, il cui scopo era nientemeno che scardinare la cultura e la struttura
militare. E bisogna dire che in parte vi sono riusciti. Negli ultimi anni il
numero degli obiettori aumentava nella misura di 10-20.000 all'anno. Poco che
si andasse avanti così, non solo in Italia, ma anche in altre nazioni, veniva
meno il personale di base dell'esercito. E a questo loro miravano, anche se non
ci illudiamo che tutti gli obiettori corrispondessero effettivamente a veri
obiettori di coscienza al sistema militare; potenziali, semmai.
Per ragione del Nuovo Modello di Difesa che si è dato la
Nato, questa strana alleanza sopravvissuta alla fine della guerra fredda
Russia-America, e per il venir meno della base popolare al sistema militare,
quasi tutte la nazioni Nato hanno cercato di passare dall'esercito di leva
all'esercito professionale. Senonchè quasi tutti sono in grave difficoltà a
reclutare un numero sufficiente di soldati volontari, di breve o di lunga
durata, nonostante gli incentivi economici (alte paghe), occupazionali
(precedenza negli impieghi statali) e legali (acquisizione di cittadinanza per
gli immigrati o uscita dal carcere per i condannati).
Oggi la struttura militare è asservita al sistema e al
potere economico-finanziario, e si iscrive, come il G8 che si riunirà fra
qualche giorno a Genova, nella logica perversa e criminale di tre realtà: una
ONU inadeguata; il Nuovo Modello di Difesa della Nato, che è un nuovo Patto
Scellerato come la Conferenza di Berlino del 1885; l'esercito professionale,
funzionale al Nuovo Modello di Difesa.
Quale ONU ?
E' dalla 1a guerra mondiale che l'umanità è convinta della
esigenza di un'autorità sovranazionale, mondiale; in effetti, dopo la guerra, è
stata creata la "Società delle Nazioni", con il piccolo difetto che
l'anno costruita le nazioni che avevano vinto la guerra, a proprio uso e
consumo; e non funzionò. Venuta la 2a guerra mondiale, ancora peggiore, tutti
reclamavano a gran voce le Nazioni Unite: ONU! ONU! ONU! Ma, anche questa
volta, la crearono i vincitori della guerra, a proprio uso e consumo. Basti
pensare che l'assemblea dei rappresentanti di tutte le nazioni del mondo non
può fare la minima legge, ma solo "dichiarazioni" o
"raccomandazioni", che vangono per quelli che vogliono accetarle.
L'unico organo che decide qualcosa, il Consiglio di Sicurezza, che per lo più
invia in qualche angolo del mondo i Caschi Blu, ha come membri permanenti solo
i vincitori della guerra, ognuno con il diritto di veto. In pratica, non
funziona; e non a caso il Gruppo degli otto paesi più potenti e ricchi del
mondo, il famoso G8, vuole mettersi al posto dell'ONU, con in capo gli USA, che
si atteggiano a sceriffo del mondo, a difesa dei propri interessi. Si aggiunga
che la Banca Mondiale e il Fondo Monetario Internazionale, collegati con l'ONU,
che dovrebbero sostenere le economie deboli, sono invece dominati dai paesi
ricchi e sono la sciagura dei paesi poveri.
A riprova di questo fatto, racconto il seguente episodio. La
settimana scorsa mi trovavo a Dar Es Salaam, in Tanzania, per l'inaugurazione
di due nuovi progetti del Cefa (di sui sono confondatore): la procura nella stessa capitale e una
centrale elettrica nella provincia di Iringa. Una sera, l'ambasciatore italiano
ci invitò a cena nella sua sede e mi trovai proprio al tavolino con
l'ambasciatore e con il Nunzio Apostolico del Vaticano. A un certo punto della
conversazione, il Nunzio fece questa costatazione: la Tanzania è un paese
discretamente calmo e nemmeno tra i più poveri; le Organizzazioni Non
Governative come il Cefa fanno progetti di sviluppo interessanti e buoni;
ciononostante in Tanzania sta aumentando la povertà e questo fatto ha una data
ben precisa, cioè il 1985, quando si dimise Njerere da presidente e il nuovo
governo accettò i prestiti del Fondo Monetario Internazionale, con relativa
imposizione degli "aggiustamenti strutturali", ossia tagli alla spesa
sanitaria, a quella scolastica e a quella sociale in genere; mai, nemmono una
volta, vennero imposti tagli alla spesa militare.
Riforma della
leva - Esercito professionale
Ora, queste cose stanno dietro anche alle riforme della leva
militare. Perchè occorre un esercito professionale? Per star pronti a piombare
in un batter d'occhio in qualsiasi parte del mondo per difendere i propri
"interessi vitali", che sono "le materie prime presenti nel
terzo mondo, necessarie alle economie dei paesi industrializzati" (parole
testuali contenute nel documento presentato in parlamento dal Ministero della
Difesa nell'ottobre 1991). Tutti vogliono fare i propri interessi, con cinismo
e determinazione, e non importa se a danno del terzo o del quarto mondo = i
poveri dei paesi ricchi).
Torna il discorso dell'esigenza di una vera ONU. Tutti
dicono che il mondo oggi è un villaggio planetario; e io sono pienamente
d'accordo. Però a me sembra altrettanto palese, lapalissiano, che questo
villaggio planetario è senza sindaco, senza una vera autorità, al di sopra
delle parti, come doveva essere. La Costituzione Italiana l'aveva già previsto,
all'art. 11: "L'Italia ripudia la guerra..."; e poi continua nella
seconda parte: "L'Italia consente, in condizioni di parità con gli altri
stati, alle limitazioni di sovranità necessarie ad un ordinamento che assicuri
la pace e la giustizia fra le nazioni; promuove e favorisce le organizzazioni
internazionali rivolte a tale scopo".
Era chiaro che doveva esserci una ONU del genere e non
quella che poi è diventata. Cosa aspettiamo? Una terza guerra mondiale, magari
con le armi nucleari, batteriologiche, chimiche, come già si sta preparando?
Non si tratta di togliere la libertà, nemmeno alla economia.
Si tratta, invece - come ho sentito dire da uno che ha lavorato trent'anni alla
Comunità Economica Europea - di porre un semaforo, cioè un minimo di regole. Un
semaforo non toglie la libertà di attraversare la strada, ma la regola, sicchè
passa il carro armato, ma passa anche il vecchietto con il bastoncino.
Ci vuole un minimo di regole di giustizia valide per tutto
il mondo. Invece oggi si proclama e si pratica la competitività selvaggia, dove
il vero potere è quello economico-finanziario, mentre i politici fungono da
marionette. Ad esempio Clinton riuscì a farsi rieleggere per il secondo mandato
firmando un accordo con le finanziarie. Ne fu testimone un parlamentare
italiano che me lo riferì.
Continua, in pratica, la logica della Conferenza o trattato
di Berlino (1884-85), dove i rappresentanti dei paesi industrializzati si
riunirono attorno a un tavolo con sopra la carta geografica dell'Africa e se la
spartirono. Poi gli eserciti coloniali fecero il servizio, dicendo che andavano
a portare la civiltà.
Nuovo Modello di
Difesa della Nato
Oggi continua questa politica di neo-colonialismo economico.
Ho già acceannato al documento presentato in parlamento dal nostro Ministero
della Difesa. Ma lo stesso linguaggio lo usano gli altri paesi Nato. Il
parlamento francese ha addirittura autorizzato il governo all'"uso della
force de frappe" (= l'atomica francese) per la difesa degli
"interessi vitali della nazione". Non parliamo di Inghilterra e USA.
E' evidente che questi interessi vitali non sono la
giustizia e la pace per sé e per gli altri paesi, bensì gli interessi economici
delle proprie multinazionali. Angelo Panebianco, grande opinionista, sul
Corriere della Sera, all'ennesimo invio di militari in missione di pace a Timor
Est in conflitto con l'Indonesia, titolò: "Bisogna intervenire ovunque per
la pace? - GLI INTERESSI E LE IPOCRISIE".
Tra l'altro, un grande generale, Bruno Loi, che se ne
intendeva di missioni cosiddette di pace, in Libani, in Somalia.., scrisse:
"Non si possono mandare gli eserciti a fare azioni di polizia internazionale.
L'esercito ha una sua struttura, per cui va allo scontro mortale, nel tentativo
di eliminare il nemico; e il soldato dev'essere addestrato a uccidere e ad
uccidere bene. Invece la polizia non deve uccidere, anzi dovrebbe essere dotata
di armi intrinsecamente non letali".
Il nuovo Catechismo degli Adulti, dal titolo "La verità
vi farà liberi", della Conferenza Episcopale Italiana, dice più o meno la
stessa cosa; anzi, gli eserciti andrebbero aboliti. Vi si dice infatti:
"Abolire la guerra... Si dovrebbe togliere ai singoli stati il diritto di
farsi giustizia da soli con la forza, come già è stato tolto ai privati
cittadini e alle comunità intermedie... Appare urgente promuovere nell'opinione
pubblica il ricorso a forme di difesa nonviolenta. Ugualmente meritano sostegno
le proposte tendenti a cambiare struttura e formazione dell'esercito per
assimilarlo a un corpo di polizia internazionale... Si auspicano forme di
governo sopranazionale con larga autonomia delle entità nazionali (pp. 493-494
e 528-529). E' un indirizzo opposto a quello prospettato nel Nuovo Modello di
Difesa e nella riforma della leva che pone al centro l'esercito professionale
per l'imperialismo economico-militare dei paesi ricchi.
Tra l'altro, occorre sfatare l'impressione che sia stato
abolito il servizio militare obbligatorio. E' stato solo sospeso. L'art. 2, c.
1. lettera f) e c. 2 dice testualmente: "Personale da reclutare su base
obbligatoria, salvo quanto previsto dalla legge in materia di obiezione di
coscienza, nel caso in cui il personale in servizio sia insufficiente.., nei
seguenti casi: 1) qualora sia deliberato lo stato di guerra..; 2) qualora sia
in atto una grave crisi internazionale... 2. Il servizio militare
obbligatorio... ha la durata di dieci mesi, prolungabili unicamente in caso di
guerra".
Resta in vigore evidentemente anche l'obiezione di
coscienza, se uno non vuole rischiare di finire soldato proprio in tempo di
guerra. Ma allora non basta una firma o una dichiarazione; bisogna tener viva
la cultura di pace, di nonviolenza. La nuova legge sul servizio civile apre
spazi in questo senso, anche per il servizio civile all'estero in missioni
proprio di pace, di azioni nonviolente, per prevenire conflitti o ricostruire
le condizioni di pace.
E' molto importante questa apertura sul servizio civile
all'estero, come si sta già attuando con la Caritas, con Papa Giovanni XXIII,
con la Focsiv, anche in piccolo con il Gavci.
C'è però un punto nero: arrivati al tetto dei soldi previsti
per il servizio civile, tutti a casa, come è successo quest'anno, in cui son
rimasti a casa oltre 50.000 obiettori.
Purtroppo, ancora non c'è una cultura di pace politica. Faccio appello affinchè in autunno si faccia a Roma una manifestazione davvero unitaria e forte in vista della nuova Finanziaria, per chiedere <tagli robusti alla spesa militare> e <aumenti altrettanto robusti al servizio civile>.