CAMPAGNA DI OBIEZIONE DI COSCIENZA ALLE SPESE MILITARI
PER LA DIFESA POPOLARE NONVIOLENTA

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promossa da: Associazione per la Pace, Beati i Costruttori di Pace, Comunità Papa Giovanni XXIII°, Lega Disarmo Unilaterale, Lega Obiettori di Coscienza, Movimento dell'Arca di Lanza del Vasto, Pax Christi

 

 

G I U B I L E O   D E I   M I L I T A R I

F A   R I F L E T T E R E   E   F A   P R O B L E M A

 

            I cristiani che fanno il soldato e sono presenti nell'esercito ai vari livelli, nonchè tutti gli altri cristiani, civili o preti, che li approvano e li formano, partecipando in vario modo all'organizzazione militare, alla ricerca, all'industria e al commercio bellici, nonchè al finanziamento e alle spese militari, sono liberi di seguire la loro coscienza e meritano rispetto da noi pacifisti come persone libere e responsabili. Da questo lato, nulla da eccepire sul Giubileo.

            Tuttavia a noi sembra che oggettivamente tutto ciò costituisca un controsenso, dal punto di vista della fede cristiana e della semplice civiltà umana, per chiunque abbia consapevolezza dell'equipollenza esistente fra <sistema militare> e <sistema di guerra>.

            Persino alcuni cappellani militari se ne sono resi conto, partendo dalla loro esperienza. Emblematico è il caso di padre Giorgio Zabelka, che nel 1945 era cappellano del 509° gruppo americano sull'isola di Tinian, da cui partirono anche gli aerei, al comando di piloti cattolici, che sganciarono le bombe atomiche su Hiroshima e Nagasaki. Dopo vent'anni, nel dramma del Vietnam, egli ebbe un sussulto di coscienza: "Il giorno del giudizio, credo che avrò bisogno soprattutto di misericordia piuttosto che di giustizia". E concluse: "Durante i primi tre secoli... la Chiesa era pacifica. Con Costantino, la Chiesa ha accettato l'etica romana della guerra giusta e ha cominciato a coinvolgere i suoi fedeli in nome dello stato; dopo in nome della fede. Cattolici, ortodossi e protestanti, per quante divergenze teoriche avessero, erano d'accordo che l'insegnamento chiaro e senza equivoci di Gesù, sul rifiuto della violenza e sull'amore dei nemici, non bisognava prenderlo sul serio. Ogni confessione cristiana ha modificato, secondo giustificazioni teoriche diverse, l'insegnamento di Nostro Signore fino al punto di fare ciò che Gesù aveva condannato: rendere occhio per occhio, massacrare, storpiare, torturare. Mi sembra che fu inevitabile che diciassette secoli di terrore e di massacri cristiani ci abbiano condotti al 9 agosto 1945... Io sono stato cappellano militare là dove il processo storico iniziato dal tempo di Costantino ha raggiunto il suo livello più basso, quello attuale" (v. "Un cappellano militare si confessa", in "Per una prassi di pace" di A. Cavagna, EDB 1985, pp.123-128).

            Il 2000 è iniziato con i riti e i festeggiamenti giubilari, ma anche con un proliferare di guerre tra le più atroci in tutto il mondo, dove i cristiani non sono soltanto spettatori e vittime, ma anche attori e aggressori. Caso emblematico "Timor Est", dove ci sono cristiani aggrediti ma anche cristiani aggressori nelle milizie popolari filoindonesiane.

            Le due guerre mondiali del 1900 sono state combattute nell'Europa sostanzialmente tra cristiani, che prima di andare all'assalto fratricida partecipavano all'Eucaristia, il sacramento dell'amore, in ambo i lati del fronte, con cappellani militari che tra l'altro si incaricavano di tener alto il morale delle truppe.

            Non è il caso di aspettare che queste cose le dica un qualche nemico della Chiesa. Basta leggere questo passaggio del diario di don Calabria, neo-canonizzato dal papa Giovanni Paolo II: "9.6.1918 - Dio mio, la guerra continua. Io non ho mai capito come un cristiano possa arrivare a patrocinare la guerra... Il cristiano deve sempre pregare perchè regni la pace, perchè gli uomini, nelle divergenze, ragionino col lume della ragione, illuminati ancor più dalla fede, e decidano e compongano quello che è meglio per un popolo cristiano e civile. Ma la guerra no, no, no!... I fratelli che uccidono i fratelli! Chi lo può pensare e approvare, senza rinunciare ad essere seguace di Gesù Cristo?".

            Oggi più che mai il sistema militare costituisce un rischio per la stessa sopravvivenza dell'umanità, secondo l'ammonimento del concilio Vaticano II: occorre "trovare delle vie per comporre in maniera più degna dell'uomo le nostre controversie. La Provvidenza divina esige da noi con insistenza che liberiamo noi stessi dall'antica schiavitù della guerra. Se poi rifiuteremo di compiere tale sforzo, non sappiamo dove ci condurrà la strada perversa per la quale ci siamo incamminati... Né ci inganni una falsa speranza. Se non verranno in futuro conclusi stabili e onesti trattati di pace universale, rinunciando ad ogni odio e inimicizia, l'umanità, che, pur avendo compiuto mirabili conquiste nel campo scientifico, si trova già in grave pericolo, sarà forse condotta funestamente a quell'ora, in cui non altra pace potrà sperimentare se non la pace di una terribile morte" (GS nn. 81/1606 e 82/1610).

            Con i missili a testata di uranio impoverito, usati nelle guerre del Golfo, dell'Iraq e del Kossovo, siamo già entrati nell'uso di materiale atomico. Si aggiunga la costatazione che di disarmo nucleare non c'è nemmeno l'ombra, come hanno dichiarato i 75 vescovi di Pax Christi USA in un documento del 10 giuno 1998: "Con i recenti test nucleari dell'India e del Pakistan pensiamo che la nostra dichiarazione sia attuale e insieme profetica... Noi speriamo che ciò favorirà ulteriori dibattiti sia nella comunità cattolica e sia nei circoli dei politici del nostro governo... A causa delle conseguenze orrende dell'uso di queste armi (e noi vediamo una grande probabilità che esse vengano usate), ci sentiamo costretti ad alzare una voce chiara e senza ambiguità contro il continuo affidarsi alla deterrenza nucleare... La scelta odierna è chiara: o tutte le nazioni rinunciano al diritto di possedere queste armi, oppure tutte le nazioni reclameranno questo diritto... Un così grande investimento (60 milioni di dollari) per un programma che serve a incrementare la progettazione, lo sviluppo, la verifica e il mantenimento delle armi nucleari mostra con chiarezza che gli Stati Uniti (e le altre nazioni con armi nucleari che hanno programmi di sviluppo analoghi) non hanno alcuna intenzione di procedere verso il <disarmo progressivo> e certamente non s'impegnano per la eliminazione totale di queste armi".

            Anche la recente dichiarazione delle cinque potenze nucleari mondiali all'ONU sulla "eliminazione totale delle testate atomiche" (21.5.2000) lascia più di un dubbio, avendo esse negato di indicare una data per l'inizio di tale operazione (v. Il Resto del Carlino del 22.5.2000 e gli altri giornali).

            Persino <Avvenire> ha pubblicato un articolo di Fulvio Scaglione dal titolo "Se le rotte dell'oro nero segnano le mappe delle guerre di fine (e inizio) secolo" (2 marzo 2000 pp. 1 e 2). Inoltre la Nato ha varato, nel 1990 a Londra, un NUOVO MODELLO DI DIFESA, che non è altro che un PATTO SCELLERATO contro il terzo mondo, cui sono funzionali gli ESERCITI PURAMENTE PROFESSIONALI oggi in voga.

            Solo i cappellani militari non vedono tutto ciò e si ostinano a descrivere i nuovi compiti dell'esercito come missioni di pace, umanitarie, e favole simili. Basti citare il titolo di un fondo di Angelo Panebianco sul <Corriere della Sera>: "Bisogna intervenire ovunque per la pace? GLI INTERESSI E LE IPOCRISIE" (13 settembre 1999 pp. 1 e 2).

            Purtroppo, la fretta dimostrata dalla Camera per varare <la riforma della leva militare> in senso peggiorativo, ossia per costituire l'esercito puramente professionale, e l'evidente disinteresse, se non ostilità, nell'attuare la NUOVA LEGGE-OBIETTORI n° 230/98, sembra andare nello stesso senso.

            Il GIUBILEO DEI MILITARI non rischia di fare il gioco dei guerrafondai camuffati?

            A meno che il Papa, che ha affermato nel Messagio di Pace del 1° gennaio 2000 "Di fronte allo scenario di guerra del secolo XX, l'onore dell'umanità è stato salvato da coloro che hanno parlato e lavorato in nome della pace... Esempi luminosi e profetici ci hanno offerto coloro che hanno improntato le loro scelte di vita al valore della nonviolenza... (Essi hanno) scritto pagine splendide e ricche di insegnamenti", voglia cogliere oggi l'occasione per avviare un distacco generale della Chiesa dal sistema <militare> o <di guerra>, per impegnare i cristiani a costruire davvero l'alternativa della DIFESA POPOLARE NONVIOLENTA. Ce l'auguriamo!