NON FACCIAMOCI ILLUSIONI!

Un primo obiettore del GAVCI, Roberto Bianchetti, ha fatto quattro mesi di servizio civile all'estero in un progetto "minori a disagio" del CEFA, ad Elbasan, in Albania. Ora è in trattativa la partenza di altri obiettori, a Prishtina nel Kossovo e in altri progetti.
Da notare che ciò avviene "senza oneri per lo Stato". Il che significa che tutte le spese (viaggi, formazione, assicurazioni internazionali, vitto e alloggio) gravano sull'organismo o gli organismi d’invio.
Conclusione: voi che leggete il GAVCI-NOTIZIE fate bene attenzione, nelle pagine seguenti, a ciò che si riferisce all'autofinanziamento. Il GAVCI ha sempre tenuto molto a quest’aspetto (non per nulla si chiama "Gruppo autonomo..."), per senso di dignità e di credibilità, anche se ritiene giusto chiedere al Governo un adeguato impegno finanziario per il servizio civile degli obiettori, sia in Italia che all'estero, almeno pari a quello previsto per i militari (v. sentenza n. 164/85 della Corte Costituzionale sulla dei due servizi).
E' in gioco la strutturazione e istituzionalizzazione della DIFESA POPOLARE NONVIOLENTA (DPN) alternativa alla difesa bellica; DPN che sta muovendo i primi passi grazie alla NUOVA LEGGE-OBIETTORI n. 230/98 e all'impegno fattivo di vari enti, come Campagna Obiettori alle Spese Militari (OSM), Associazione Papa Giovanni XXIII, Caritas Italiana, CEFA, Campagna Kossovo, Berretti Bianchi, Beati i Costruttori di Pace, ASSOPACE e, appunto, GAVCI.
Questo numero di GAVCI-NOTIZIE relaziona inoltre sull'avvenuta ASSEMBLEA ANNUALE GAVCI e riporta vari Comunicati-Stampa, riflessioni e resoconti d’ iniziative di pace, corrispondenti ad altrettanti aspetti dell'unica LOTTA di PACE contro la CULTURA e il SISTEMA MILITARE o di GUERRA.
Come presidente rieletto, ringrazio quanti hanno collaborato alla edizione di questo GAVCI-NOTIZIE e ringrazio in particolare tutti i responsabili di settore e di sezione per la loro dedizione competente e costante, nonché volontaria e gratuita. Ringrazio tutti gli obiettori in servizio e quelli in congedo che si sentono ancora parte della ormai grande famiglia del GAVCI, e tutti i simpatizzanti, che sono davvero molti.
Abbiamo sempre lottato per obiettivi seri, per il bene di tutti e, possibilmente, insieme con tutti. Non facciamoci illusioni. Oggi siamo ad un punto critico quanto mai. La logica del NUOVO MODELLO DI DIFESA della NATO e dei connessi Eserciti Puramente Professionali (nazionali o statunitense o europeo) è perversa. Il mondo è pieno di guerre e c'è un rilancio forsennato della cultura della guerra, unito all'intento esplicito di togliersi dai piedi il problema degli obiettori. Basta vedere com’è trattato attualmente il servizio civile: senza soldi e con conseguente esonero di oltre 40.000 obiettori quest'anno. Basta vedere anche il progetto governativo di riforma della leva, approvato dalla Camera e che si spera venga bloccato dal Senato, come chiede la gran parte dell'associazionismo sociale, alla cui voce un governo detto di centrosinistra dovrebbe pur essere un pochino sensibile: ma per capire che è ora di cambiare la logica hitleriana di guerra e di assumere la logica Gandhiana della nonviolenza attiva, o di "vuotare gli arsenali e riempire i granai" come proclamava il pres. Pertini, basta essere politici con un minimo di coscienza e d’umanità, a qualsiasi partito si appartenga.

Il problema è: QUANDO INCOMINCIAMO?!

Non è ancora apparsa all'orizzonte una vera POLITICA ESTERA DI PACE, all'insegna di Gandhi e, per l'Italia, dell'articolo 11 della Costituzione, nella sua interezza di prima e seconda parte, cioè di e di per il superamento di una globalizzazione-mondializzazione economico-finanziaria assurda, perchè senza regole: "L'Italia ripudia la guerra come strumento di offesa alla libertà degli altri popoli e come mezzo di risoluzione delle controversie internazionali (= prima parte); consente, in condizioni di parità con gli altri Stati, alle limitazioni di sovranità necessarie ad un ordinamento che assicuri la pace e la giustizia fra le Nazioni; promuove e favorisce le organizzazioni internazionali rivolte a tale scopo (= seconda parte)".
Su questa seconda parte dell'art. 11 i politici brillano per un silenzio di tomba, salvo qualche sporadica dichiarazione d’intenti (riforma del Palazzo di Vetro) e qualche mosca bianca che ha fatto qualcosa di buono all'ONU, come l'on. Patrizia Toia e pochi altri.
Ha ragione Alberto Trevisan (Tl. e FAX 049/633622), testimone di una vera cultura di pace e nonviolenza, tipica della vera obiezione di coscienza, che, nel farmi omaggio degli atti di un convegno su LA PIRA, tenuto a Rubano di Padova, ha scritto a mano sul frontespizio:

"SE OGGI CI FOSSE L'1% DI CLASSE POLITICA COME GIORGIO LA PIRA, OGGI CI SAREBBE PIÙ' PACE E GIUSTIZIA TRA I POPOLI".

P. Angelo Cavagna