Noi riteniamo che
esista negli esseri umani una sufficiente riserva di coscienza, intelligenza e
scienza capace di affrontare e comporre con equità i grandi conflitti di
gruppo, evitando così che questi giungano ad un grado di esasperazione
incontrollata fino allo sbocco sanguinoso della guerra (da rifiutarsi sempre,
anche quando venga eufemisticamente chiamata "umanitaria" e
"giusta").
Ci poniamo quindi in
antitesi con la politica dominante che, in lacerante contraddizione col ripudio
pressoché universale della guerra, ne mantiene ben oliato l’apparato portante:
l’esercito. Talché, di contro alle ormai secolari trattative diplomatiche per
il disarmo, ne è sempre sortito l’esatto contrario, la corsa al riarmo - da cui
inesorabilmente, insieme con guerre
mondiali, la sequela di “piccole” guerre sgocciolanti sulla scena terrestre
come spiccioli da una tasca bucata.
Per uscire dal vicolo
cieco di siffatta politica schizofrenica e bancarottiera, si rivela
indispensabile che l'avversione puramente verbale alla guerra sia accompagnata
dal rifiuto degli strumenti che la consentono e la producono, gli eserciti e
gli armamenti. Siamo pertanto impegnati ad avviare una politica di superamento degli
apparati bellici attraverso passi reali ed inequivocabili di disarmo
unilaterale: una politica che contro l'idea nefasta dell'inevitabilità della
guerra sappia costruire forme alternative di prevenzione e risoluzione pacifica
dei conflitti (in linea con la sentenza della Corte Costituzionale n. 164 del
1985 che ha sancito la piena aderenza della difesa non armata al dettato
costituzionale, e con la legge sull’obiezione di coscienza al servizio militare
n. 230 del 1998, che per la prima volta ha istituito la sperimentazione e
l’addestramento alla Difesa Popolare Nonviolenta).
La Marcia intende convocare tutti coloro, singoli ed
organizzati, che lavorano per costruire l’alternativa della nonviolenza e che
vogliono contrastare ogni rassegnazione all’inevitabilità della guerra.
L’occasione della Marcia, di evidenziazione del pacifismo nonviolento, che si oppone in modo assoluto alla guerra, potrà anche servire a chiarire e superare
finalmente la via bloccata in cui ancora una volta si sono trovati irretiti i
diversi pacifismi relativi, “sconcertati” e “spiazzati” di fronte
all’Italia di nuovo lanciata in un’avventura bellica, contro le regole che si
consideravano certe ed acquisite una volta per sempre (art. 11 della
Costituzione).
Al contempo marciamo
affinché la risoluzione delle controversie internazionali venga assunta non
dalla NATO ma da un’ONU riformata e sia realizzata con veri interventi di polizia internazionale; anche per questo
sosteniamo l’istituzione di un Corpo Civile Europeo di Pace e contrastiamo la
nascita di un nuovo esercito comune europeo. Marciamo contro tutti gli
eserciti, di leva o professionali, con o senza le donne, e per opporci al Nuovo
Modello di Difesa.
In questo nostro
impegno di sviluppo di una politica nonviolenta tesa ad ulteriori iniziative
fra tutti i nonviolenti organizzati, siamo fin d'ora pienamente confortati dal
Manifesto dell'Unesco per l'Anno 2000 (Anno Internazionale per la Cultura della
Pace), che segue a sua volta la deliberazione ONU basata sull'appello lanciato
nel 1999 dai Premi Nobel per la Pace, per la raccolta di impegni personali per
la pace e la nonviolenza.
Auspichiamo infine che una qualche voce possa
salire all’esterno della marcia e giungere ad essere intesa nel coro delle
celebrazioni per il Giubileo: e che a suggello di questo, con preminenza sulle
tante altre pratiche di contrizione e di remissione dei peccati, sia posto il
pentimento e la remissione del crimine sommo, quello di continuare, da
cristiani, a preparare con gli eserciti la guerra.
Come nel 1961 con Aldo
Capitini, per aggregare tutti coloro che credono nella nonviolenza come scelta
personale e politica,
“aperta all’esistenza,
alla libertà e allo sviluppo di ogni essere”.
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Movimento
Nonviolento Via Spagna 8 – 37123
Verona Tel 045 8009803 Fax
045 8009212 |
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Movimento
Internazionale della Riconciliazione Via Belgatto 78 –
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