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MESSAGGIO DELL'ARCIVESCOVO DI BUKAVU
Date:
Wed, 9 Dec 1998 21:34:18 퍭From:
"serv. informazioni Congosol" <congosol@skyol.it> To:traduzione nostra
gruppi 1 2 3 <congosol@skyol.it>
"Sii forte, si rinfranchi il tuo cuore e spera nel Signore" (Sal. 26.13)
MESSAGGIO AI FEDELI DI BUKAVU
ED AGLI UOMINI DI BUONA VOLONTA'
Cari fratelli e sorelle in Cristo,
noi viviamo il tempo liturgico dell'Avvento che ci prepara alla venuta
messianica di Gesu'.
E' il tempo dell'attesa nella speranza che riempie tutta la Storia della
Salvezza.
Questa attesa si e' sempre verificata durante i tempi piu' difficili: la
schiavitu' in Egitto (cfr. Esodo 6 e seg.), l'esilio in Babilonia (Is.55),
l'oppressione greca e romana (2 Macc. 6-7).
Dio non ha mai mancato di manifestarsi in queste situazioni di disperazione, di
dominazione e di paura.
Egli chiede al popolo forza, coraggio e fiducia nella Sua azione. E'
l'atteggiamento di conversione che richiede il passaggio dallo stato di sfiducia
- in cui l'uomo, lasciato a se' stesso, si trova in uno stato di decadenza
conseguenziale alle sue opere - allo stato di fiducia - in cui l'uomo, animato
dallo spirito e dalla grazia di Dio si mette di impegno a ritrovare la sua
dignita' e la sua natura originaria.
Nella situazione attuale, tutti aspirano al benessere, alla sicurezza,
all'educazione e alla scolarita', ad una alimentazione sana e sufficiente, a
cure mediche appropriate ed accessibili, a salari giusti ed equi, alla dignita'
di tutti e di ciascuno, in sintesi alla pace.
Sia coloro che combattono che coloro che sono "vittime" aspirano tutti a questo
stesso ideale.
Malauguratamente, alcuni vogliono ottenerlo con le armi, a danno di altri. Essi
credono che soltanto attraverso il dominio potranno assicurarsi, e soltanto a se
stessi, una pace duratura.
Tuttavia, l'esperienza della storia ci mostra come popoli o delle comunita' che
hanno saputo superare le loro rivalita', hanno costruito una pace ed una
prosperita' duratura (Francia e Germania, Cina e Giappone, Bianchi e Neri
nell'Africa del Sud).
Per quale ragione si crede che nell'Africa Centrale l'accentuazione degli
estremismi etnici costituirebbe una soluzione?
La situazione nella quale noi ci troviamo e' estremamente complessa: - La lotta
etnica del Rwanda e del Burundi riversata sul Congo - Una dinamica di
occupazione (riconosciuta da tutte le forze presenti) col pretesto di proteggere
le loro frontiere
Noi, pastore del popolo di Dio a Bukavu, riconosciamo la' le aspirazioni
legitime del popolo, che noi incoraggiamo e accompagnamo con tutta la nostra
sollecitudine pastorale.
Noi auspichiamo che, all'interno cosi' come all'esterno, gli uni e gli altri
superino le loro paure, le llro ambizioni e i loro egoismi, affinche' i
cittadino del nostro paese, cosi' come quelli dei paesi vicini, lavorino alla
riconciliazione nazionale, alla democrazia e al buon governo. Come pastore del
popolo di Dio, io mi rivolgo ai fedeli di Bukavu, cosi' come agli uomini di
buona volonta'.
Noi dobbiamo comprendere che questa pace non e' soltanto il dono di Dio che noi
imploriamo tutto il giorno con fervore, ne' soltanto il frutto di negoziati che
si svolgono altrove da parte di grandi, senza la partecipazione del popolo; ma
che essa deve essere anche e soprattutto il frutto del nostro impegno quotidiano
intorno ai valori cristiani e umani della fiducia, della solidarieta', del
perdono, della riconciliazione, della giustizia, del lavoro.
La pace none' prima di tutto il risultato di una lotta armata, ma soprattutto il
frutto di un arduo "combattimento" umano, culturale e spirituale.
Noi lanciamo un appello pressante alle autorita' locali, perche' esercitino la
loro autorita' allo scopo di impedire ai militari di saccheggiare villaggi e
parrocchie dell'interno e per fargli cessare di braccare la popolazione con la
vasta campagna di arresti in corso.
Queste pratiche non sono certo consone a riportare un clima di serenita'. Noi
facciamo appello una volta di piu alla coscienza e alla responsabilita' delle
autorita' militari e politiche, nazionali e internazionali, perche' aprano la
strada alla costruzione di una pace duratura e per tutti. Come Maria, Nostra
Signora della pace, patrona della nostra diocesi, rinnoviamo la nostra fiducia
in Dio che non dimentica mai la sua alleanza: "il suo amore si estende di era in
era su coloro che lo temono" (Lc 2,50) "Sii forte, si rinfranchi il tuo cuore e
spera nel Signore" (Sal. 26.13)
fatto a Bukavu il 5 dicembre 1998
Emmanuel Kataliko, Arcivescovo di Bukavu