[6] Messaggio Dei Vescovi Del Ruanda E Del Burundi

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MESSAGGIO DEI VESCOVI DEL RUANDA E DEL BURUNDI Date:
Wed, 2 Dec 1998 18:29:34 퍭
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"serv. informazioni Congosol" <congosol@skyol.it> To:
gruppi_1_2_3 <congosol@skyol.it>




fonte: MISNA

MESSAGGIO DEI VESCOVI DEL RUANDA E DEL BURUNDI

La MISNA pubblica una libera traduzione del messaggio indirizzato dai vescovi del Burundi e del Rwanda a tutte le comunita' cristiane e ai rispettivi popoli, al termine della riunione che si e' svolta dal 24 al 26 novembre a Giheta in Burundi.


"Noi vescovi del Burundi e del Rwanda, membri dell'Associazione delle Conferenze Episcopali del Rwanda e del Burundi (Acoreb), al termine dei lavori della nostra riunione ordinaria svoltasi a Giheta, nei pressi di Gitega in Burundi, dal 24 al 26 novembre 1998, rivolgiamo un messaggio di pace e di fraternita' alle nostre comunita' cristiane e ai popoli dei nostri due Paesi.

Ci siamo riuniti per riflettere insieme sul tema della "Chiesa come famiglia di Dio".
Abbiamo esaminato le origini e la vocazione della famiglia secondo il Piano di Dio; la famiglia come riflesso i immagine della Santissima Trinita', la Chiesa famiglia di Dio nel contesto culturale della famiglia allargata e la comunita' ecclesiale di base come pilastro della Chiesa famiglia di Dio.

A questo riguardo ci impegniamo a:

  1. promuovere una pastorale della famiglia, al fine di realizzare la Chiesa famiglia di Dio;
  2. avviare e consolidare la piccola comunita' ecclesiale di base; 3) garantire nei nostri seminari maggiori una formazione pastorale incentrata sulla famiglia.

Nell'approfondire il tema "Chiesa famiglia di Dio", abbiamo rivolto lo sguardo alla situazione che regna nei nostri due Paesi. Abbiamo preso coscienza del fatto che nella nostra regione le famiglie si stanno disgregando a causa degli atti di violenza e di ingiustizia e del perenne stato d'incertezza.

I nostri popoli vivono costantemente in un clima di tensione e di instabilita'. I lutti, i tormenti, la paura e l'angoscia aumentano di giorno in giorno. Le famiglie sono obbligate a lasciare le loro case.
Il numero dei rifugiati originari della nostra regione sta aumentando in modo drammatico e scandaloso.
I campi di sfollati e quelli di raccolta stanno assumendo proporzioni sempre piu' inquietanti.
Le condizioni di vita delle nostre popolazioni innocenti sono divenute disumane e degradanti.
I nostri popoli sono stati privati della calma e della pace cui legittimamente aspirano.

Alcune cause della situazione infelice che perdura nella nostra regione sono interne, di ordine etico e politico.
Altre cause invece sono esterne, e sono motivate da interessi economici, politici e culturali.
Ma tutte queste cause insieme hanno generato focolai di tensione che esplodono in ogni direzione, e rischiano di incendiare l'intero continente.

Per questo motivo interpelliamo sentitamente tutti gli Stati, in particolare le Grandi Potenze, come gli Stati Uniti d'America e gli Stati dell'Unione Europea, perche' facciano tutto quello che possono per ristabilire la pace nella Regione dei Grandi Laghi.

Ci rivolgiamo inoltre a tutti i belligeranti, perche' pongano fine alla guerra e si impegnino decisamente sulla via del dialogo e dei negoziati, per trovare soluzioni pacifiche, durature e vantaggiose per tutti.

Denunciamo inoltre il reclutamento dei militari minorenni.

Lanciamo un appello alla Comunita' Internazionale, affinche' faccia tutto il possibile per alleviare la miseria e la sofferenza dei popoli dei Grandi Laghi.
E nuovamente rivolgiamo un pressante appello ai Paesi della Regione, affinche' venga tolto l'embargo imposto al popolo del Burundi.

Al termine del secondo anno di preparazione al Grande Giubileo del 2000, vogliamo augurare la pace, la prosperita' e la felicita' a tutti i popoli della nostra Regione.
Invitiamo anche tutti i cristiani e gli uomini di buona volonta' ad adoperarsi in modo piu' risoluto per salvare la famiglia e costruire cosI nella nostra Regione una comunita' piu' umana, dove regnino amore, unita', fraternita' e pace.
Che Dio vi benedica tutti!"

Giheta, 26 novembre 1998.
Seguono le firme dei Vescovi del Rwanda e del Burundi



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