[104] FARE AFFARI CON LE GUERRE DEI POVERI/PARTE1

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EUROPE, 15 SEP 1998 (17:19)

(STANDARD, POLITICS/ECONOMY)

Le vicende di avventurieri che fanno i mercanti di armi sono parte della storia umana, eppure il mercato mondiale degli armamenti è cosa recente, infatti risale appena al secondo dopoguerra di questo secolo. Negli ultimi cinquant'anni si sono create le condizioni per un'ampia offerta di prodotti bellici, libera da particolari vincoli politici, e sostenuta da una crescente domanda politica. Il boom del mercato delle armi si è avuto tra l'inizio degli anni '60 e la metà degli anni '80. La rotta che orienta il traffico è prevalentemente quella Nord -Sud. In seguito l'intensità si è affievolita, è subentrata una certa stagnazione e si è tornati a volumi di scambio limitati anche in seguito anche alla fine dell'opposizione Est-Ovest. Nonostante questo il mercato non si esaurisce, anzi. Cambia composizione, si adatta ai nuovi conflitti. Mentre sono in calo le vendite dei "grandi sistemi d'arma", s'intensificano a dismisura quelle di armi leggere, che presentano il notevole vantaggio di sfuggire a controlli e st atistiche. Secondo il Sipri, l'Istituto di ricerca sulla pace di Stoccolma, il più autorevole centro studi su pace e sicurezza a livello internazionale, il volume annuale del mercato mondiale degli armamenti è passato da 45-46 miliardi di dollari alla metà degli anni '80, a 22-23 miliardi di dollari (a valore costante) in questa seconda metà degli anni '90. Il Sipri, però, considera nella sua analisi solo il mercato dei "grandi sistemi di arma" : gli aerei, i carri armati, l'artiglieria, i sistemi guida e radar, i missili e le navi. Certamente fino a dieci o venti anni fa le vendite di sistemi d'arma maggiori costituivano una buona parte degli scambi, ma oggi la situazione è cambiata. Crescono nuovi ambiti di affari: la fornitura di componenti tecnologicamente avanzati per sistemi di arma tradizionale, e , in generale, il loro riammodernamento; i trasferimenti di tecnologie e know-how per la produzione; le vendite di sistemi d'arma leggeri di vecchia e nuova generazione in un mercato in cui i limiti tra il l egale e l'illegale sono molto sfumati, e gli operatori commerciali e finanziari accrescono il loro carattere transnazionale, sfuggendo ai controlli delle autorità nazionali. La maggior parte dei conflitti in corso nella seconda metà degli anni '90 è quasi esclusivamente condotta con sistemi di arma leggeri e di vecchia generazione. Questa proliferazione comporta un aumento delle vittime civili. Dal 1980 al 1995 dieci stati africani, con una popolazione totale di 155 milioni di abitanti sono stati dilaniati da guerre interne. Si sono contati tra i 3,8 e i 6,9 milioni di morti, per la maggior parte uccisi da armi leggere. (Continua) (CO)

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