CONGO-DEM.REPUBLIC, 29 SEP 1998 (17:27)
(STANDARD, GENERAL)
Ieri i Comboniani e le Comboniane di Kinshasa, insieme a suore di altre Congregazioni religiose, si sono riuniti a St.Mbaga per un incontro di riflessione intitolato "La guerra di liberazione e la liberazione della guerra". Erano presenti circa quaranta persone. Ha diretto l'incontro lo storico Isidore Ndaywell, l'autore della "Histoire du Congo - De l'heritage ancien à l'age contemporain". Ecco una sintesi di quanto emerso nel corso dell'iniziativa in cui Ndaywell ha sottolineato tre aspetti: 1. La guerra del '96 e quella del '98 praticamente sono la stessa guerra. C'é in realtà una molteplicità di battaglie in una sola guerra. Di questa guerra c'é una lettura congolese, ruandese e della Regione del Kivu. a) Congolese: Per il Governo é la guerra di liberazione: cacciare Mobutu e procedere alla "Ricostruzione Nazionale" (priorità del Governo di Kabila). b) Ruandese: in Rwanda c'é la guerra tra gli hutu e i tutsi. Questa guerra non è mai cessata. La guerra detta di liberazione era la continuazione della l oro guerra in Congo. Nella guerra di liberazione c'era una componente di vendetta per il genocidio perpetrato contro i tutsi nel 1994. Il pretesto per introdurre questa guerra in Congo, nel 1996 era quello "felice" di cacciare Mobutu; nel 1998 quello "meno felice" di obbligare Kabila a democratizzare il Congo. c) Del Kivu: nel Kivu siamo davanti ad una guerra "permanente". E' vero che non ci sono eserciti che si affrontano durante il tempo, ma ogni tanto assistiamo a delle esplosioni e combattimenti dovuta alle tensioni tra gli autoctoni e quelli che arrivano al Kivu nei diversi fenomeni migratori. Ogni volta che ci sono problemi in Rwanda o in Burundi, ci sono delle ondate migratorie. 2. La comunità internazionale (leggi pure USA e CEE). Fa una lettura degli avvenimenti nel Congo con poco discernimento.La realtà degli Hutu e dei Tutsi é talmente letta "con sentimento" che rischia di mancare di obiettività. Per adesso l'opinione intenazionale si commuove per i Tutsi; ma non é stato sempre così. Nel 1992, al momento dell'indipendenza, erano tutti per gli Hutu (anche la Chiesa). Tutti dicevano e sobillavano gli Hutu a scrollarsi di dosso il dominio e le pretese dei Tutsi, loro che erano una minoranza volevano soggiogare la maggioranza Hutu. A quell'epoca i Tutsi sono stati costretti a migrare verso la Tanzania, il Burundi e naturalmente nel Kivu. Il ritorno militare dei Tutsi in Ruanda e il genocidio perpetrato ai loro danni dagli Hutu, ha cambiato l'opinione internazionale. Oggi il governo Tutsi in Rwanda si trova in una grande sicurezza agli occhi della comunità internazionale; questo porta i Tutsi a commettere degli eccessi e anche delle aberrazioni (come per esempio giustificare l'entrata nel Kivu per ragioni di sicurezza interna; dimenticando che il Kivu appartiene ad un altro paese). (Continua) (CO)
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