[155] GIORNO DOPO GIORNO NELL'ATTESA DELLA "NON-LIBERAZIONE"/PARTE1

http://www.misna.org

CONGO-DEM.REPUBLIC, 20 OCT 1998 (12:24)

(STANDARD, GENERAL)

In base al principio di "Dare voce a chi non ha voce", la MISNA riporta una lettera inviata dalla Repubblica Democratica del Congo e intitolata: "Così, tanto per parlare ad amici....". Una missiva che offre uno spaccato delle realtà che vengono messe in secondo piano dalla drammaticità degli scontri in atto da oltre due mesi e mezzo fra le truppe fedeli al Presidente Laurent Désiré Kabila, e i suoi alleati, e lo schieramento ruando-ugando-banyamulenge. Per motivi di sicurezza sono stati omessi nomi propri e riferimenti precisi, geografici e non. "Carissimi, scoppiata all'improvviso (per noi "ignoranti") questa strana guerra, sembrava potersi risolvere più "facilmente" del previsto, dopo l'intervento brutale ma efficace dei contingenti dell'Angola e dello Zimbabwe. L'incompetenza politica del nostro capo di turno, e soprattutto il suo stupido e criminale orgoglio, ci stanno portando o alla balcanizzazione o alla guerra cronica (come nel territorio di Luanda). A meno che gli altri, da Kindu - così come pro mettono di fare in soli 3 mesi (sarà vero?) - non prendano tutto. Allora si ricomincerà con un'altra orchestra, non certo migliore... Io credo che, prima o poi, arriveremo a questa "soluzione", e molti del posto qui la temono (...) perché, effettivamente, ovunque i "nuovi liberatori" siano arrivati hanno incontrato un 'opposizione viscerale della gente. Per quali ragioni? Forse noi qui lo comprenderemo più tardi, quando arriveranno. Ma non sarà ancora la soluzione finale, poiché poi altri... ci riproveranno, e così via. Nel 1997 le truppe di Kabila, praticamente furono accolte con favore. La loro 'guerra', era popolare. Quest'altra, nonostante i torti di Kabila, non è vista dalla gente nella stessa maniera. Specialmente perché, dietro i cosiddetti ribelli, sono ben visibili quegli stessi stranieri che l'anno scorso, a liberazione già fatta, si erano arrogantemente imposti un po' dappertutto nel Paese. A Kinshasa quella presenza non l'hanno mai accettata, anzi l'hanno rimproverata apertamente a Kabila. Qui a (***) è stata soltanto sopportata". (Continua) (BL)

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