CONGO-DEM.REPUBLIC, 20 OCT 1998 (12:26)
(STANDARD, GENERAL)
"Purtroppo - prosegue l'autore della lettera, - le accuse rivolte ufficialmente al Rwanda di aver aggredito il Congo, giustificano qui la persecuzione aperta a tutti i ruandesi di origine tutsi: finiscono in prigione perfino i bambini... E morirebbero tutti di fame e di altro, se non ci fossero interventi volontari quanto concreti di aiuto portati con discrezione per non disturbare apertamente le autorità, che comunque accettano l'intervento umanitario. Eppure si è in pieno nazismo". I rischi sono enormi per chiunque sia originario del Rwanda, spiega inoltre l'autore. Se i tutsi rimasti si nascondono, non c'è alcuna sicurezza nemmeno per gli hutu. "Questi ultimi, con l'arrivo eventuale degli altri, non si sentirebbero affatto meglio. Insomma è una situazione che rasenta l'assurdo: se in teoria le autorità fanno distinzione tra gli uni e gli altri dei due gruppi etnici, per la massa, eccitata dalla radio ufficiale, i ruandesi sono tutti colpevoli. La doppiezza linguistica delle autorità non favorisce la p ace. Quel che a me fa rabbia (sic), è il pensare che queste guerre si combattono con mezzi dati da nazioni che poi impartiscono grandi lezioni sui diritti umani, che parlano di democrazia e di rispetto del popolo e dei popoli , e così via. Il mezzo tecnico con cui i "ribelli" a Kindu hanno fatto cadere l'aereo civile, non avrebbe niente di eccezionale se non fosse stato usato qui in Africa, e in particolare nel Congo. Certamente non l'hanno acquistato con una piccola colletta fraterna o con l'aiuto disinteressato del paese vicino. Ti chiedo scusa per averti importunato. Ma avevo bisogno di sfogarmi un po'. Grazie di tutto. Saluti cordialissimi a te e a tutti". (Lettera firmata) (BL)
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