ANGOLA, 29 OCT 1998 (13:46)
(STANDARD, POLITICS/ECONOMY)
Nell'agosto di quest'anno si può dire sia ripresa la guerra civile in Angola. E' ricominciata di fatto, senza le dichiarazioni formali delle due parti in lotta, l'Mpla (Movimento Popolare per Liberazione dell'Angola), il partito di governo, e l'Unita (Unione Nazionale per l'Indipendenza Totale dell'Angola), il partito armato di opposizione, che ancora occupa militarmente una parte del territorio e dispone di un proprio esercito forte di 25.000 uomini. L'agonizzante Protocollo di Pace di Lusaka, che da 4 anni attende di essere adempiuto, ha ricevuto il colpo di grazia da tre atti del governo: 1. Le Faa, cioé le governative Forze Armate Angolane, hanno lanciato una controffensiva volta a riconquistare quei territori che l'Unita in un primo tempo aveva ceduto all'amministrazione governativa, ma che poi, sfacciatamente, aveva rioccupato militarmente. Il Protocollo di Lusaka prevedeva che i rispettivi eserciti rimanessero confinati nelle caserme. 2. Il Presidente della Repubblica, José Eduardo Dos Santos, ha firmato un decreto con cui espelleva dal Parlamento i deputati dell'Unita, eletti nelle votazioni del 1992. Con loro quei ministri che, sempre secondo Lusaka, erano stati designati a rappresentare l'Unita nel Governo di Unità e Riconciliazione Nazionale. 3. Il Governo ha dichiarato di non considerare più l'Unita di Savimbi come proprio interlocutore nella Commissione Congiunta (organo collegiale previsto da Lusaka per "implementare" l'accordo di pace). Al suo posto vorrebbe che sedesse l'ala dissidente dell'Unita, che si è dissociata dall'opzione militare di Savimbi. Da tre mesi, dunque, il Paese vive in uno stato di guerra, ma si tratta di una strana guerra. °) LUANDA E IL RESTO DEL PAESE. Il telegiornale e l'informazione statale in genere offrono quasi esclusivamente notizie di Luanda o filtrate da Luanda. Chi risiede nel Nord-Est del Paese vede scorrere alla televisione le immagini dell'elezione di Miss Angola, della visita di industriali britannici intenzionati ad investire in Angola, della pubblicità di un seminario sul marketing, e si chiede se siano immagini dell'Angola. Questa guerra è stata decisa a Luanda, ma i luandesi non sembrano essersene accorti. Nella storia dell'Angola c'è sempre stata questa profonda dicotomia tra la capitale, Luanda, e il resto del Paese. Ma in questi mesi la frattura sembra più stridente, più scandalosa: vista dagli occhi dei luandesi, la guerra sembra essere scoppiata in una altro Stato, in uno dei tanti Paesi africani dove si fanno continuamente guerre assurde, incomprensibili e senza fine. Alla gente di Luanda non vengono mai mostrate scene di guerra, al massimo di colonne di contadini sfollati che lasciano aree a rischio, più per precauzione che non per essere stati coinvolti direttamente in azioni belliche. E attorno a questi sfollati si affannano Organizzazioni non Governative (Ong) straniere a portare cibo, coperte, medicinali. Interessa a qualcuno in Luanda questa guerra? Chi l'ha decisa se ne è già dimenticato? L'impressione è che finché resterà confinata in aree lo ntane del Paese, finché non disturberà i luandesi, questa guerra potrà durare altri 40 anni... A Luanda c'è altro a cui pensare: fare affari, arraffare, arricchirsi secondo le leggi del capitalismo, introdottosi anche nell'ideologia del Mpla ... (Continua) (CO)
Torna all'elenco delle notizie