[169] QUALCUNO SA VERAMENTE COSA STIA ACCADENDO IN QUESTA STRANA GUERRA?/PARTE2

http://www.misna.org

ANGOLA, 29 OCT 1998 (13:51)

(STANDARD, POLITICS/ECONOMY)

°) LA GUERRA DELLE PAROLE. L'informazione in Angola è controllata dal partito di governo. Le fonti private dispongono di pochi mezzi e non possono superare certi limiti. Da alcuni mesi l'informazione ufficiale ha assunto un taglio sfacciatamente parziale, di puro sostegno propagandistico. Le poche notizie che giungono dal fronte di guerra sono strumentalizzate, e perfino la Monua (Missione dell'Onu in Angola) ha dovuto reagire duramente, affinché non fosse coinvolta in questa guerra delle parole. L'informazione ufficiale dà molta enfasi alle azioni militari dell'Unita, in cui viene colpita la popolazione civile indifesa, a quelle azioni in cui l'Unione agisce con grande dispiego di uomini e mezzi. Quasi niente viene riferito quando l'Unita sbaraglia le forze governative poco organizzate e non rifornite. Niente viene rivelato delle offensive delle truppe governative nelle regioni del Nord, Nord-Est, e in quei municipi dell'altopiano centrale, dove si è arroccata la direzione dello schieramento guidato da Savimbi. Non si ode mai la voce di un corrispondente dalle zone di guerra, né negli organi di informazione ufficiali, né in quelli stranieri. Le radio estere più interessate a dare informazione sull'Angola, Voice of America e Bbc, sembrano aver rinunciato a fare contro-informazione: le proprie fonti sono tutte "luandesi", spesso ripetono dei "si dice" non confermati, non mostrano un grande zelo nel procurarsi notizie di prima mano. Gli esponenti dell'Unita non hanno un proprio organo di informazione (Radio Vorgan fu chiusa dopo 'Lusaka'), usano volentieri le onde delle radio estere per concedere interviste, ma è propaganda di basso livello, sono parole vuote, monotone, che non aiutano per niente a capire cosa sta accadendo nel Paese. Chi vive nelle aree più calde, riceve informazioni sulla guerra in corso dalle voci della gente, che raccoglie testimonianze da persone scappate e rifugiatesi in città. Ma in un ambiente di cultura orale non sono certamente l'obiettività e la fredda imparzialità le caratteristic he di questa informazione. Sorge allora spontanea la domanda: c'è qualcuno in Angola che conosce il quadro esatto e completo di ciò che sta accadendo nel Paese? La riposta più rapida è: probabilmente non c'è nessuno! °) CHI È "IL NEMICO"? L'informazione martella il popolo angolano che il nemico è l'Unita, sotto le forme del suo capo, il dottor Jonas Savimbi, dipinto in termini diabolici, del suo esercito di 30.000 uomini sofisticamente armati, delle sue bande di guerriglieri disseminati per l'immenso territorio, degli Stati esteri che le danno appoggio e sostegno logistico. Il popolo che vive nelle campagne e nelle baraccopoli delle periferie vede molti altri nemici: le forze della polizia governativa, i militari delle Faa, i servizi privati di sicurezza. Le forze della polizia in regime di Protocolo di Lusaka (proibizione ai militari di uscire dalle caserme) sono state trasformate in un vero e proprio esercito crudele e spietato. Durante questi ultimi quattro anni, e fino al mese di agosto era solo la Poliz ia che si opponeva alle azioni di guerriglia dell'Unita, e che si assumeva la difesa dell'apparato amministrativo all'interno del Paese. Queste forze di polizia sono diventate l'incubo della popolazione civile: infiniti sono i soprusi che commettono a suo danno e sempre nella più totale impunità. Ma più colpevoli sono i responsabili del governo che lasciano queste forze di polizia senza salario, senza cibo, senza rifornimenti, senza controllo, senza disciplina. I militari governativi da quando hanno cominciato ad uscire dalle caserme hanno anche loro preso come obiettivo non l'Unita, ma la popolazione civile: saccheggi di villaggi, furti alla popolazione, continue esazioni illegali ai posti di controllo, ronde notturne. Anche per loro potrebbe valere l'attenuante di essere stati abbandonati a se stessi dai propri capi: senza cibo, senza vestiario, senza collegamenti regolari con i propri superiori. Dovrebbero difendere obiettivi strategici: aeroporti, ponti, strade, città, ma il loro primo obiettivo è divent ato la sopravvivenza quotidiana. I servizi privati di sicurezza, assoldati dalle compagnie di estrazione dei diamanti o da altre società private, a volte approfittano della confusione per spacciarsi per guerriglieri dell'Unita e prendono d'assalto camion isolati per rubare la merce. In Angola oggi succede anche questo. (Continua) (CO)

Torna all'elenco delle notizie



Prev | Next | Contents