ANGOLA, 29 OCT 1998 (13:54)
(STANDARD, POLITICS/ECONOMY)
°) C'È LA VOLONTÀ DI VINCERE LA GUERRA? Tra maggio e agosto di quest'anno l'Unita ha occupato i tre quarti del territorio delle Province Lunda Norte e Sul, zona tra le più importanti economicamente e strategicamente. Il paradosso è che lo ha fatto impiegando pochissimi uomini, sparando pochissimi colpi, con uno sforzo minimo. Il governo aveva messo a difesa di queste zone, e a sostegno della ricostituita amministrazione locale, un effettivo di forze di Polizia insufficiente: pochi uomini senza mezzi, senza scorte alimentari, senza direttive, senza disciplina. Alle prime minacce di un ritorno dell'Unita sono scappati quasi senza opporre resistenza. E ancora oggi, là dove esistono presidi di Polizia e di militari governativi, la lamentela è quasi unica: "abbiamo fame, non riceviamo rifornimenti, non riceviamo ordini. I nostri capi si sono dimenticati di noi". Gli stranieri, o coloro che possono rientrare nella categoria degli osservatori esterni, non finiscono mai di stupirsi di questa situazione al limite dell'assurdo. Si chiedono: ma esiste una strategia militare del governo in questa guerra? Esiste la volontà di finire presto questa guerra, per terminare quanto prima lo spreco di risorse del Paese e la sofferenza della popolazione civile? C'è qualcuno che giudica gli imperdonabili errori dei capi militari? E dal punto di vista dell'Unita, non è che le cose sembrino più logiche e coerenti: se dopo 23 anni di dura e inutile guerra civile Savimbi non è riuscito a conquistare il potere, perdendo anche quando era in condizioni di superiorità rispetto all'Mpla, cosa può sperare da questa nuova guerra, ora che è chiaramente in posizione di inferiorità, ora che è isolato sia all'interno dell'Angola che internazionalmente? Che strategia militare e politica è la sua, se mira solo a distruggere le poche infrastrutture rimaste nel Paese? Vuole governare su un cumulo di macerie? °) VINCERE LA GUERRA PER DARE AL PAESE CHE COSA? Se l'Unita è incapace di dare una prospettiva politica al Paese, il suo rivale, l'Mpla, non è da meno. L'amministrazione dell'Mpla, quantomeno in alcune zone, ha raggiunto livelli di inefficienza e di corruzione a dir poco rivoltanti. Le città non hanno acqua potabile, né corrente elettrica, le strade sono ridotte a immondezzai, gli ospedali cadono a pezzi, perché i fondi per le spese sociali scompaiono prima di giungere a destinazione. Le poche iniziative di sviluppo economico ad opera di privati sono bloccate dalle richieste di pesanti "mazzette". Gli amministratori speculano perfino sulla distribuzione del combustibile: è dal mese di giugno che non si trova una goccia di benzina nelle pompe di tutta la Provincia Lunda Sul, e questo perché la società concessionaria che opera in regime di monopolio, e di cui sono soci amministratori provinciali di grosso calibro, ha interesse a vendere il combustibile sottobanco al mercato nero, dove i prezzi sono 15 volte maggiori. Gli amministratori non hanno neanche più vergogna di farsi sorprendere ad appropriarsi dei medicinali donati da Ong all'ospedale provi nciale. Insegnanti, infermieri, impiegati pubblici di basso-medio livello aspettano da quattro mesi il loro salario; l'inflazione, nonostante gli impegni presi con le istituzioni finanziarie internazionali, ha ripreso a crescere vertiginosamente, e negli ultimi due mesi ha raggiunto un tasso del 150% su base annua. La povera gente è sottoposta a soprusi ed abusi di ogni genere da parte delle forze dell'ordine, che agiscono nella più scandalosa impunità. Quale persona ragionevole oggi in Angola può sperare che vinca l'Mpla che ha prodotto questo regime? Quale futuro possono dare al Paese politici e amministratori avidi e corrotti, che offendono quotidianamente la dignità dei loro amministrati? La gente assiste disillusa a questa guerra cosciente che, chiunque ne sia il vincitore, lo sconfitto sarà sempre lo stesso... il popolo. (CO)
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