[50] Appello Del REC (Reseau Europeen Congo)
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Subject:
Appello del REC (Reseau Europeen Congo)
Date:
Sat, 3 Oct 1998 18:48:24 퍭
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"serv. informazioni Congosol" <congosol@skyol.it> To:
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ricevuto da REC
traduzione nostra
preghiera di larga diffusione
Segretariato della Rete Europea per il Congo (REC)
c/o N.C.O.S.
Vlasfabriekstraat 11 (Rue de la Liniere)
1060 Bruxelles. Belgique.
Tel.: 32-2/539.26.20
Fax: 32-2-539.13.43
E-mail: jules.devos@ncos.ngonet.be
CONGO: Appello di 27 ONG europee ai propri governi rispettivi e all'Unione
Europea
Per l'arresto del conflitto e per il rilancio del processo democratico in RDC
Preoccupati per l'evoluzione della situazione in RDC, e messi in allarme dalle
organizzazioni della societa' civile congolese nostre collaboratrici, le ONG
firmatarie del Reseau Europeen Congo (REC) lanciano il seguente appello urgente
ai governi dei paesi membri dell'Unione Europea:
- Cio' che constatiamo
- Per la seconda volta in meno di due anni, una "ribellione", partita dal
Kivu e mirante al rovesciamento del regime attuale di Kinshasa, e' all'origine
di un conflitto armato che coinvolge numerosi paesi della regione, con un
confronto diretto tra eserciti di questi paesi sul suolo congolese.
- Dopo il raffreddamento delle relazioni tra il governo congolese e i suoi
alleati di ieri, rwandese e ugandese, e' stata fatta scattare un'azione armata
da parte di soldati congolesi, rwandesi, ugandesi e burundesi simultaneamente
all'Est, dove il controllo delle citta' e dei punti strategici da parte dei
ribelli e dei loro alleati e' effettivo, e all'Ovest, dove l'impegno militare
dell'Angola, dello Zimbabwe e della Namibia ha permesso di neutralizzare la
ribellione e di salvare il regime del presidente Kabila. In origine, l'impegno
militare delle truppe rwandesi e ugandesi sul territorio congolese costituisce
indiscutibilemente una violazione dell'integrita' territoriale della RDC.
- Tuttavia, quest'azione militare non puo' essere isolata ne' dagli
avvenimenti drammatici che si sono succeduti nella regione almeno dal 1994, e
che hanno prodotto una situazione tale che le questioni di sicurezza hanno preso
il sopravvento su qualunque altra considerazione nei capi dei governi in carica;
ne' dai disinganni generati da una gestione autocratica del potere a Kinshasa,
accompagnata da attacchi ai diritti e alle liberta' fondamentali e da una
confisca del processo democratico.
- A causa dell'entita' del sostegno straniero, della natura violenta
dell'intervento e del carattere eteroclito e opaco dei responsabili, alleati e
finanziatori della ribellione (kabilisti delusi, anziani membri della
nomenklatura mobutista, oppositori vari), essa non gode dell'appoggio popolare,
malgrado lo scetticismo e le critiche portate contro il regime AFDL, e quindi
non si incontra con le aspirazioni delle popolazioni congolesi alla pace, alla
sicurezza e alla democrazia.
- Di fronte al pericolo, il governo congolese si e' abbandonato ad un
rilancio patriottico accompagnato da incitazioni ad atti di violenza contro
tutte le persone sospette di essere ribelli e/o tutsi. In conseguenza di questi
appelli, contro queste persone sono stati eseguiti linciaggi ed esecuzioni
sommarie, da parte sia di soldati che di civili. Contemporaneamente, le
autorita' hanno proceduto ad arresti e detenzioni arbitrari.
- Sull'altro fronte, le forze della ribellione si sono rese colpevoli di
sequestri di beni, di saccheggi, di esecuzioni sommarie di militari e di civili,
di massacri in massa di abitanti dei villaggi, mentre numerose persone arrestate
sono state deportate in Rwanda. Nell'Ovest, i ribelli hanno interrotto la
fornitura di elettricita' a Kinshasa, con conseguenze drammatiche sulla salute
pubblica.
- Da una parte e dall'altra, dei bambini vengono arruolati e inviati al
fronte.
- In somma, le popolazioni civili sono ancora una volta le vittime principali
delle violazioni massicce dei diritti dell'uomo e del diritto (internazionale)
umanitario.
- Le Nazioni Unite, certamente poco inclini ad aiutare un potere che ha fatto
di tutto per impedire il giusto svolgimento dell'inchiesta sui massacri del
1996/97, all'inizio si sono distinte per il loro mutismo e la loro inazione,
contrariamente alla loro prima missione. Lo stesso silenzio (complice?) si
osserva dalla parte dei paesi occidentali interessati. A questo riguardo, e'
sconvolgente che le grandi istituzioni internazionali a carattere umanitario,
come Echo, siano rimaste mute di fronte alla presa in ostaggio di una citta' di
5 milioni di abitanti.
- Raccomandazioni
Convinti che l'attuale situazione politica e militare trovera' un'uscita
soltanto attraverso la via del dialogo, chiediamo ai governi dei paesi membri
dell'Unione Europea di operare per ottenere:
Dalle parti in conflitto:
- Il rispetto delle Convenzioni di Ginevra del 12 agosto 1949 e dei suoi
Protocolli addizionali sulla protezione dei civili durante i conflitti armati,
dei principi fondamentali dei diritti dell'uomo e del diritto internazionale
umanitario su tutto il territorio della RDC; in particolar modo, (riguardo) le
esecuzioni sommarie su grande scala, gli arresti, le detenzioni arbitrarie e le
esecuzioni extragiudiziali di persone, segnatamente quelle che prendono di mira
le persone solo in base alla loro appartenenza a un gruppo etnico.
- La cessazione immediata e senza condizioni delle ostilita', e il ritiro di
tutte le truppe straniere dal territorio nazionale.
Dalle Nazioni Unite, dall'OUA (Organisation pour l'Unite' Africaine -
Organizzazione per l'unita' africana, ndt), dalla SADC (Southern African
Development Community - Comunita' per lo sviluppo dell'Africa Australe, ndt) e
dai loro paesi membri:
- La condanna dell'aggressione e delle violazioni dei diritti umani commesse
dalle due parti
- L'adozione di misure ad hoc per vegliare sul rispetto dell'integrita'
territoriale della RDC, cosi' come sul rispetto dei principi di diritto e delle
convenzioni citati piu' sopra, su tutto il territorio della RDC
- Nel caso in cui i belligeranti perseverino nell'opzione militare come modo
di risoluzione dei conflitti, la ricerca di meccanismi - senza escludere il
dispiegamento di una forza multinazionale neutra d'interposizione - che
garantiscano la protezione delle popolazioni civili e il rilancio del processo
democratico in RDC
- L'astensione, segnatamente da parte dei paesi europei, da ogni vendita di
armamenti ai governi e alle parti in conflitto
- L'organizzazione di un processo di negoziazione regionale per la pace nella
regione dei Grandi Laghi, con l'obbiettivo di arrivare ad una sicurezza durevole
per gli Stati della regione e per le loro popolazioni, nel rispetto
dell'integrita' territoriale, e nella prospettiva di promuovere la cooperazione
regionale nel rispetto degli interessi di ognuno dei paesi, cosi' come la
partecipazione delle diverse componenti della popolazione agli affari pubblici
nei diversi paesi
- Il perseguimento e l'intesnsificazione degli aiuti nei diversi campi,
attraverso i canali indiretti esistenti e la ricerca del dialogo con le
autorita' congolesi in vista dell'incremento dell'appoggio diretto alla
riabilitazione delle strutture statali e a dei programmi di rilancio economico,
insistendo comunque sempre sulla necessita' del buon governo, della
democratizzazione e del rispetto dei diritti dell'uomo.
Dal governo congolese
- Il rilancio, in uno spirito di riconciliazione nazionale, del processo
democratico, cosa che implica segnatamente la rimozione dell'interdizione dei
partiti politici, l'allargamento del dibattito politico e la considerazione
dell'eredita' della CNS (Conferenza Nazionale Sovrana, ndt), l'avvio rapido del
processo elettorale
- Nell'attesa di un regolamento giuridicamente corretto della questione della
nazionalita' delle popolazioni di espressione kinyarwanda, l'adozione di misure
immediate che favoriscano sul terreno la sicurezza e la convivialita' tra i
gruppi interessati.
Bruxelles, 1 ottobre 1998
Il REC e' una rete di consultazione e di coordinamento di Organizzazioni Non
Governative di sviluppo, attive nella Repubblica Democratica del Congo. I
seguenti membri della REC fiemano la dichiarazione:
ACT, Handelsstraat 20, bus 14, 1040 Brussel. BELGIQUE. ATOL, Blijde
Inkomststraat 9, 3000 Leuven, BELGIQUE.
Broederlijk Delen, Huidevettersstraat 165, 1000 Brussel, BELGIQUE. BILANCE,
Rhijngeestesstraatweg 40, 2340 AB Oegstgeest, NEDERLAND. CCFD (Comite'
Catholique contre la Faim et pour le Devel.), Rue Jean Lantier 4, 75001 Paris,
FRANCE.
CDI-Bwamanda, Bankstraat 71, 3000 Leuven, BELGIQUE.
CNCD, Quai du Commerce 9, 1000 Bruxelles, BELGIQUE.
CIRE, Rue du Vivier 80, 1050 Bruxelles. BELGIQUE.
COOPI, via De Lemene, 50, 20151 MILANO, ITALIA.
Coopibo-Vredeseilanden, Blijde Inkomststraat 50, 3000 Leuven, BELGIQUE. COSI,
14bis Montee St Sebastien, F-69001 LYON, FRANCE.
Entraide et Fraternite', Rue du Gouvernement Provisoire 32, 1000 Bruxelles,
BELGIQUE.
EZE, Mittelstrasse 37, D-53175 Bonn, DEUTSCHLAND.
FASTENOPFER, Habsburgerstrassse 44 , CH-6002 Luzern, SUISSE. Freres des
Hommes/France, 9 Rue de Savoie, F-75006 PARIS, FRANCE. Foncaba/KBA, Rue du
Progres 333, boite 3, 1210 Bruxelles. BELGIQUE. Fonds Mondial de Solidarite'
contre la Faim, "Les Nids", 49190 St Aubin de Luigne', FRANCE.
Incontro Fra I Popoli, Via Pezze 8, 35O13 Cittadella (PD), ITALIA. Fondation
Damien, Bld. Leopold II 263, 1080 Bruxelles, BELGIQUE. MEMISA, Kerkstraat 63,
1701 Dilbeek. BELGIQUE.
MISEREOR, Mozartstrasse 9, 52064 Aachen, DEUTSCHLAND. NOVIB, Mauritskade 7,
2514 JC., Den Haag, NEDERLAND.
Solidarite' Mondiale/Wereldsolidariteit, Rue de la Loi 121, 1040 Bruxelles.
BELGIQUE.
Solidarite' Protestante, 5 Rue du Champs de Mars, 1050 Bruxelles, BELGIQUE.
Solidarite' Socialiste, 15 Bld de l'Empereur, bte 4, 1000 Bruxelles. BELGIQUE.
SOS-Faim, Rue aux Laines 4, 1000 Bruxelles, BELGIQUE.
Susila Dharma, Googerplderstraat 23, 2807 LP GOUDA, NEDERLAND.
---------------------------------------------------------------------------- Servizio informazioni Congosol
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