Home
 il progetto
 Resistenza
 Voltana
 immagini
 link
 contattaci
Picture
 Mario

02.05.44, Voltana - Ravenna

I Tedeschi fucilano un anziano

Fucilazione di Mario Migliarcini

«Voltana di Lugo. Aveva passato tutta una vita lavorando nei campi e svolgendo la sua professione di falegname, professione sì, perché Mario Migliarcini era molto bravo ad intagliare e tagliare il legno. Aveva fatto tante cose nella sua vita di onesto falegname, aveva costruito tavoli, sedie, madie per i suoi compaesani e buona parte della mobilia che aveva in casa era opera sua. Di questa sua attività era molto felice l'amata moglie sia per la consapevolezza della bravura del marito che perché, in paese, i Migliarcini erano una famiglia amata e stimata. Poi, in quella casa che lo zio Antonio gli aveva lasciato, era venuto a mancare il sorriso della moglie, e Migliarcini soffrì tantissimo, e molto fu aiutato dal nipote Raffaele.

Il caldo pomeriggio del 2 maggio del 1944, Migliarcini aveva settantacinque anni e gli acciacchi di una vita di lavoro si mostravano evidenti, ma nonostante l'età continuava a lavorare per sé e per fare un piacere a qualche amico. Il nipote Raffaele era nei campi, quando Migliarcini si imbatte in due figuri."Chi sei, che fai?”, gli intima uno dei due che veste una mezza divisa e brandendo una pistola. Continua: “Dobbiamo controllare tutto. Qui ci sono partigiani, sei tu un partigiano, vecchio?" Al titubare del Migliarcini che non sapeva se rispondere o attendere che l'altro avesse finito di sbraitare, lo incalza l'altro: "Siamo delle Brigate Nere - gli dice con forte accento ferrarese - e tu ci devi ascoltare. Fuori i documenti e sbrigati!"

"Non li ho in tasca - risponde il falegname - non ne ho bisogno. Mi conoscono tutti, cosa ci faccio se da settant'anni vivo qui e la gente mi conosce?"

"Poche storie - taglia corto uno dei due brigatisti - dobbiamo controllarli, ed è meglio perquisire anche casa tua. Di voi voltanesi mi fido poco. Sembrano delle gatte morte ed invece sono pronti a colpirti".

Così i due, spingendo il vecchio, si fanno portare a casa sua per controllare che non fosse pericoloso e per i documenti. Arrivati, spingono dentro Migliarcini quasi facendolo cadere.

“Avanti - gli intimano - fuori i documenti e, dato che ci hai costretto a venire fino qui, tira fuori una bottiglia di vino per il nostro disturbo".

Migliarcini apre un cassetto a tira fuori i documenti che li dà ad uno dei due, mentre l'altro, servendosi da sé, si siede al tavolo e già mesce del vino.

"Va bene - dice il brigatista - va bene, ora però guardiamo se nascondi qua sa”. E, così dicendo, se ne va nella camera da letto. "Chi è questa donna?", chiede prendendo in mano una fotografia.

"La mia amata moglie - risponde - è morta ... me la ridia!"

"Ecco, ecco ... - prosegue - siamo amici perché scaldarsi tanto? Hai detto sei falegname, allora dove sono i tuoi arnesi?"

Mario Migliarcini allora si dirige verso il suo camerino, seguito dai due figuri che incominciano a frugare tra gli arnesi del vecchio.

"Ecco - urla uno dei due - la prova! Sei un partigiano! Ecco una pistola!"

Inferociti i due trascinano fuori il falegname non badando alle sue parole di spiegazione che quella pistola era innocua, ed era solo un ricordo del fratello. A spintoni ed a calci lo portano in aperta campagna, poi uno dei brigatisti tira fuon la pistola dalla fondina e gli spara tre colpi alla testa aggiungendo con disprezzo: “Sporca canaglia partigiana!"

Un giorno di ricerche ci volle ai familiari per ritrovare il suo cadavere.

Al funerale che si tenne, c'era tutta la cittadina ed anche i fascisti locali lo piansero con sincere lacrime, tanto Mario Migliarcini era benvoluto da tutti.»

Tratto da: E. IEZZI, Romagna assassina e assassinata. Donne e uomini protagonisti di efferati delitti storici e di cronaca, Lugo di Romagna, Walberti, marzo 1999, pp. 120

Citato nel sito web DDS - Università di Bologna Alma Mater Studiorum - Storia Contemporanea http://www.dds.unibo.it/guerraeresistenza/note.asp?id=9934

 

Questo episodio viene riferito a “Mario Migliarcini” mentre altre fonti lo riferiscono a “Mario Marescotti” e lo fanno risalire al 2 giugno 1944.

“Il 2 giugno, sempre nel lughese e precisamente a Voltana, venne ucciso Marescotti Mario perché alcuni militi della guardia nazionale repubblicana avevano rinvenuto nella sua abitazione un´arma.”

Tratto da: P. SCALINI, La notte più buia è prima dell´alba (Ravenna 1944-1945), Imola, Galeati, 1975, p. 107.

[Home] [il progetto] [Resistenza] [Voltana] [immagini] [link] [contattaci]